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Non si vive di solo pane e occhiali, ma anche di musica e occhiali... :-)
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Tra il nome dell'interprete del brano ed il testo, una breve introduzione/commento.
Le proposte di Franco:
- Un ottico;
- Vorrei vedere le piramidi di Cheope;
- La casa in riva al mare;
- La bottega di filosofia;
- Ali di Pepo;
- Bobo merenda;
- Invisibile;
- Faceva il palo;
- Lunaspina;
- Occhi neri;
- Per come ti amo;
- Construção (Costruzione);
- Giotto da Bondone;
- Il colore tuo;
- Il mio nemico;
- Sulo pe' parlà;
- Parlare con gli occhi;
- Denny;
- Chissà se lo sai;
- La lettera che non scriverò mai;
- Lascia stare;
- Dedicato;
- La genesi.
Le proposte di Monica:
- A mosca cieca;
- Il mondo degli altri;
- Dal buio;
- Gli occhi verdi di tua madre;
- Guardastelle.
Le proposte di Marco:
- Albergo a ore.
- Cin cin con gli occhiali.
- Voglia di gridare.
Le proposte di Sergio:
- Ballata dell'amore cieco.
- Mimì Sarà.
- Daniel.
- Occhiali da sole.
Le proposte di Bruno:
- Via le mani dagli occhi.
- Le nuvole.
- Occhi che sanno parlare.
- Santa Lucia.
Le proposte di Corrado:
- Tutto più chiaro che qui.
Le proposte di Maria:
- Guarda dove vai.
- Occhi blu.
(cantata da Fabrizio De André)
E' difficile commentare in poche righe un brano come questo; però mi sembra quello ideale per iniziare questa antologia.
Daltonici, presbiti, mendicanti di vista
il mercante di luce, il vostro oculista,
ora vuole soltanto clienti speciali
che non sanno che farne di occhi normali.
Non più ottico ma spacciatore di lenti
per improvvisare occhi contenti,
perché le pupille abituate a copiare
inventino i mondi sui quali guardare.
Seguite con me questi occhi sognare,
fuggire dall'orbita e non voler ritornare.
Primo cliente:
Vedo che salgo a rubare il sole
per non aver più notti,
perché non cada in reti di tramonto,
l'ho chiuso nei miei occhi,
e chi avrà freddo
lungo il mio sguardo si dovrà scaldare.
Secondo cliente:
Vedo i fiumi dentro le mie vene,
cercano il loro mare,
rompono gli argini,
trovano cieli da fotografare.
Sangue che scorre senza fantasia
porta tumori di malinconia.
Terzo cliente:
Vedo gendarmi pascolare
donne chine sulla rugiada,
rosse le lingue al polline dei fiori
ma dov'è l'ape regina?
Forse è volata ai nidi dell'aurora,
forse volata, forse più non vola.
Quarto cliente:
Vedo gli amici ancora sulla strada,
loro non hanno fretta,
rubano ancora al sonno l'allegria
all'alba un po' di notte:
e poi la luce, luce che trasforma
il mondo in un giocattolo.
Faremo gli occhiali così!
Faremo gli occhiali così!
(cantata dai Valanzaska)
Un'occhiata... dissacratoria sull'omertoso mondo degli "ipovisismi" e non solo...
Non distinguo le cose più banali
voglio gli occhiali
voglio gli occhiali
Io non vedo ad un palmo dal mio naso
io vado a caso
Sì, io vado a caso
non distinguo le risa dai lamenti
voglio le lenti
trovar le cose per me è una storia dura
la montatura
Vorrei vedere le piramidi di Cheope
ma sono miope
ma sono miope
vorrei vedere le piramidi di Cheope
ma sono miope
ma sono miope
Sembra uguale la suora e la cubista
dall'oculista
dall'oculista
Ho pagato una siga lire mille
le mie pupille
le mie pupille
Mi hanno detto chi non rosica non risica
voglio una visita
fammi una visita
sono inciampato su una tolla della cirio
voglio il collirio
Vorrei vedere le piramidi di Cheope
ma sono miope
ma sono miope
vorrei vedere le piramidi di Cheope
ma sono miope
ma sono miope
Mi hanno bocciato anche stavolta alla patente
non hanno torto
non vedo nuente
mi rifiutano anche di partire a razzo
non hanno torto
non vedo un cazzo
Tutti parlano del mio sguardo magico
non hanno torto
sono un po' strabico
e poi confondo Berlusconi con il [bip]
ma questa volta
è proprio uguale
Vorrei vedere le piramidi di Cheope
ma sono miope
ma sono miope
vorrei vedere le piramidi di Cheope
ma sono miope
ma sono miope
Non distinguo la rava dalla fava
ma, sarò la dava?...
(cantata da L. Dalla)
Sogni, speranze, follie, illusioni, impotenze, rassegnazioni, ipovisioni...
Dalla sua cella lui vedeva solo mare
ed una casa bianca in mezzo al blu.
Una donna si affacciava:
Maria, è il nome che le dava lui.
Alla mattina lei apriva la finestra
e lui pensava: "quella è casa mia,
tu sarai la mia compagna, Maria":
una speranza e una follia.
E sognò la libertà
e sognò di andare via, via
e un anello vide già
sulla mano di Maria.
Lunghi silenzi: come sono lunghi gli anni.
Parole dolci che s'immaginò:
"Questa sera vengo fuori, Maria,
ti vengo a fare compagnia".
E gli anni stan passando, tutti gli anni insieme;
ha già i capelli bianchi e non lo sa.
Dice sempre: "Manca poco, Maria,
vedrai che bella la città".
E sognò la libertà
e sognò di andare via, via
e un anello vide già
sulla mano di Maria.
E gli anni son passati, tutti gli anni insieme
ed i suoi occhi ormai non vedon più.
Disse ancora: "La mia donna sei tu"
e poi fu solo in mezzo al blu,
e poi fu solo in mezzo al blu,
e poi fu solo in mezzo al blu.
e poi fu solo in mezzo al blu...
(cantata da Ivano Fossati)
Visioni e ipovisioni per interpretare la realtà.
Sono un visionario vedo quello che non c'è
sogno una macchina che
riavvolge il tempo
sono un visionario vedo quello che non c'è
sogno una macchina
che riavvolge il tempo
il tempo.
Oggi chiamano filosofi se stessi
gli insegnanti di filosofia
io vedo chiaramente quello che ho d'intorno
vedo senza aiuto
e meglio senza occhiali.
Guardate ragazzi il meridione della terra
l'antartide che oggi ci sovrasta
lo stomaco del mondo è capovolto
come un sacco ci sventola sulla testa
sono un visionario filosofo di bottega
osserva e se ne frega in fondo
perchè vede e soprattutto non ricorda
vede e soprattutto non ricorda.
Io me li ricordo i fatti e le parole
l'odore del desiderio delle belle da marito
le corse in macchina per Genova di pietra.
Il suono delle promesse la luce dentro gli occhi
e quello che non ricordo non lo vedo
come non c'è confine fra i deserti
nuoto dentro un lago di montagna
e ascolto tutti
come da una radio calma
di onde d'acqua.
Sono un visionario vedo quello che non c'è
sogno una macchina
che riavvolge il tempo.
Abbiamo tutti un amico che non parla
oppure non capisce o non ci sente
al mio leggo i giornali qualche volta
nelle domeniche di sole a tradimento.
Sono un borghese visionario
lui un rivoluzionario cieco
io un servo sciocco
lui uno che intreccia il vento
e non sappiamo che rivoluzione fare
e allora rimando ragazzi e insegno a rimandare.
Oggi chiamano astrologi se stessi
i pasticcioni di numerologia
voi vedete bene e chiaro e fate e dite
eppure vi conviene non capire
è che siete fottuti e felici titolari
di una bottega di filosofia come la mia
come la mia.
Sono un visionario vedo quello che non c'è
sogno una macchina che
riavvolge il tempo
sono un visionario vedo quello che non c'è
sogno una macchina
che riavvolge il tempo
il tempo.
(cantata da Federico Salvatore)
Ipovisioni, "visioni", sogni...
Ho visto un cane abbandonare
il suo padrone per la strada
e un pescatore cavalcare
in fondo al mare un pesce spada.
Ho visto un diavolo pregare
col Crocifisso fra le dita
e un Gesù Cristo litigare
prima con Pietro e poi con Giuda.
Ho visto un lupo ed un agnello
giocare insieme e darsi spago
e finalmente quel cammello
passare la cruna di un ago.
Ho visto il piombo galleggiare
ed una piuma andare a fondo
un pentolone per saziare
la fame giù nel terzo mondo.
Ho visto un uomo di colore
un giorno diventare bianco
la cattedra di un professore
sostituita con un banco.
Ho visto un principe tornare
nel suo castello fatto in aria
e nelle scuole cancellare
le guerre dai libri di storia.
Ma non vorrei vedere mai
negli occhi puri di un bambino
quanta paura c'ha di noi
anche di me se mi avvicino.
Se in quella favola del circo
resta un ricordo di violenza
se in quella favola c'è un orco
che gli ha rubato l'innocenza.
Ho visto un santo bestemmiare
mentre perdeva la sua testa
e un millepiedi camminare
sul filo di un equilibrista.
Ho visto rondini di sera
tornare sui tetti d'inverno
e un fiore secco a primavera
poi rifiorire in un quaderno.
Ho visto su nell'universo
la prima immagine di Dio
ed era un Dio così diverso
da quello che credevo io.
Ma non vorrei vedere mai
negli occhi puri di un bambino
quanta paura c'ha di noi
anche di me se mi avvicino.
Se in quella favola del circo
resta un ricordo di violenza
se in quella favola c'è un orco
che gli ha rubato l'innocenza.
(cantata da Enzo Jannacci)
Ipovisione e antimilitarismo.
Bobo merenda
aveva ragione
un giorno che dal caldo
partiva per lavoro
trovò sopra un signore
una lente a contatto
e all'improvviso vide
vide il suo vero amore
si chiamava Blanca
con gli occhi di cartone
di cartone
Bo-bo-bo-bo...
Bobo s'innamorò
Bobo s'innamorò
di una lente a contatto
che da se s'applicò.
E Blanca domandava
ma che lavoro fai
laggiù nell'officina
ma Bobo non parlava
a lui hanno detto
quelle strane uova
con le ali di metallo
son cose per bambini
devi avvita e svitare
svitare e avvita
meglio di non parlare
meglio
Bla-bla-bla-bla...
Blanca s'innamorò
Blanca s'innamorò
ma del lavoro di Bobo
mai, mai più si parlò.
Ma Bobo innamorato
divenne curioso
e un dì al capo officina
chiese: scusi ingegnere
io che lavoro faccio
e se questa roba
è roba per bambini
Perchè c'è scritto sopra
c'è scritto così in grande
c'è scritto dappertutto
attenzione, pericolo,
meglio non agitare
meglio
Bla-bla-bla-bla...
l'ingegnere parlò
l'ingegnere parlò
fu anche molto preciso
ma Bobo non lo ascoltò
Questa è un storia allegra
segreto militare
una storia d'amore
meglio non raccontare
io posso solo dire
di Bobo merenda
uno che lavorava
perché era innamorato
forse per uno sbaglio
ci rimane soltanto
la lente a contatto
la lente a contatto
Bo-bo-bo-bo...
Bobo s'innamorò
Bobo s'innamorò
di una lente a contatto
che da se s'applicò.
(cantata da Ivano Fossati)
L'ipovisione è qualcosa di più grande...
Invisibile
il vertice puro dell'allegria
invisibile
il pianoforte del dio silenzio
invisibile.
Invisibile
ogni buon maestro che si fa invisibile
l'atto e la parola
né sciabola né bastone
invisibile.
Invisibile
una pace anche piccola
un caso d'amore
un popolo che sia capace di ricostruire il silenzio
dalla simulazione di un sogno
invisibile.
E l'invisibile limpidità
la misura del tempo
la grande arte è un mestiere piccolo
invisibile.
Invisibile
l'amore nelle sue versioni
invisibile
la luna tutta
il sangue senza rivali
la rosa nuova nel giardino
la cometa d'oro nel cielo stellato
invisibile
un camion di angeli
santeria e santità
l'ambizione muta del compositore
invisibile.
Io sto sempre lontano da ciò che amo io sto
invisibile
come un ordine superiore il mio disegno natale.
È la strategia miserabile del cacciatore
che si fa invisibile.
(cantata da Enzo Jannacci)
Ipovisione: arte e sofferenza dell'arrangiarsi...
(Parlato)
Faceva il palo nella banda dell'Ortica,
ma era sguercio,
non ci vedeva quasi più,
ed è stato così che li hanno presi senza fatica,
li hanno presi tutti, quasi tutti, tutti fuori che lui.
(cantato)
Lui era fisso che scrutava nella notte,
quand è passa' davanti a lu un carabinier
insomma un ghisa, tri cariba e un metronotte:
nanca una piega lu la fa, nanca un plisse'.
Faceva il palo nella banda dell'Ortica,
faceva il palo perché l'era il so mesté.
(parlato)
Così precisi come quei della Mascherpa
sono rimasti lì i suoi amici a veder i carabinieri,
han detto "Ma come, brutta lugia vaca porca,
il nostro palo, bruta bestia, ma dov'è ??"
(cantato)
Lui era fisso che scrutava nella notte,
l'ha vist na gota, ma in cumpens l'ha sentu nient,
perché vederci non vedeva un autobotte,
però sentirci ghe sentiva un acident.
Faceva il palo nella banda dell'Ortica,
faceva il palo con passione e sentiment.
Ci sono stati pugni, spari, grida e botte,
li han mena' via che era già mort quasi mesdì,
lui sempre fisso che scrutava nella notte
perché ci vedeva i stess de not cume del dì.
(parlato)
Ed è lì ancora come un palo nella via,
la gente passa, gli dà cento lire e poi, poi se ne va...
lui circospetto guarda in giro e mette via,
ma poi borbotta perché ormai l'è un po' arrabbià.
(cantato)
Ed è arrabbiato con la banda dell'Ortica,
perché lui dice: "Non si fa così a rubar !!
(parlato)
Dice "Ma come, a me mi lascian qui di fuori,
e loro, e loro chissà quand'è che vengon su...
e poi il bottino me lo portano su a cento lire,
un po' per volta: a far così non finiamo più!!!
No, no, quest chi l'è proprio un laurà de ciula,
io sono un palo, non un bamba, non ci sto più:
io vengo via da questa banda di pistola,
mi metto in proprio, così non ci penso più.
(cantato)
Faceva il palo nella banda dell'Ortica,
faceva il palo perché l'era il so mesté,
Faceva il palo nella banda dell'Ortica,
faceva il palo,
il palo,
perché l'era,
perché l'era il so mesté...
(cantata da Fiorella Mannoia)
L'ipovisione e la latente difficoltà di conviverci.
Io mi vesto normalmente
come chi ha poca fantasia
come chi mette qualcosa
e poi non deve andare via
mi avvicino alle persiane
sento il mondo che fa rumore
e gli orologi di una casa
non si fermano mai
e mi fido facilmente
delle ombre via via
che riesco ad essere assente
e a non cercarmi compagnia
e di notte sento bene
i ritmi del mio stesso cuore
e le voci di una casa
non s'imparano mai.
Ho
un lavoro quì vicino
il mio lavoro non mi piace
perché mi consuma gli occhi
e poi mi mangia le giornate
e in tutto questo non vedere
in tutto questo non ricordare
in tutto questo non amare
io sono quì che vivo
io
no, io no, io no, io no
io non ho terre da sognare
io non ho voci da seguire
io sono quì che aspetto
io no, io no, io no, io no
io non ho lettere da spedire
non ho parole da imparare
per cantarle sola
come
tarda questa notte
la mia lunaspina
venga giù alla finestra
quella luce bambina
venga giù dal silenzio
mia cara compagnia
coi miei muscoli stanchi
son quì che aspetto
eh
no, eh no, eh no, eh no
io ne avrei terre da sognare
ne avrei di voci da seguire
io non è vero che aspetto
eh no, eh no, eh no, eh no
io ne avrei lettere da spedire
ne avrei parole da imparare
per non cantarle da sola
eh
no, io no, io no, io no
io ne avrei dette di parole
io non l' ho amato il mio dolore
io non è vero che aspetto
eh no, eh no, eh no, eh no
ne ho gridate di parole
e non l' ho amato il mio dolore
e adesso canto sola
come
se fosse facile convincersi
a non ridere troppo di sè.
(cantata da Fiorella Mannoia)
Ipovedenti d'aprile...
Occhi neri occhi neri
assoluti e sinceri
occhi amati e sognati
occhi desiderati
La bellezza è cattiva
la mia strada non ci arriva
e il mio amore non sa perché.
Occhi neri e distanti
calamita e diamanti
occhi belli e impazienti
due sparvieri vibranti
Che ti lasciano muto
tramortito, seduto
e non riesci a capire perché.
Occhi senza ritorno se ne va un altro giorno
occhi senza parole io li guardo passare
scioglierò questa neve questo inverno sarà breve
e il coraggio magari verrà.
Occhi neri occhi neri
assoluti e sinceri
occhi attesi e cercati
occhi sconsiderati
La bellezza è cattiva
la mia mano non ci arriva
ed io ancora non so bene perché.
Occhi senza ritorno è arrivato il mio giorno
occhi senza parole io non so più aspettare
scioglierò questa neve questo aprile sarà breve
e il mio amore lo ricorderà.
Scioglierò questa neve il dolore sarà lieve
e il mio amore lo ricorderà.
Scioglierò questa neve il dolore sarà lieve
e il mio amore mi ringrazierà.
(cantata da Piccola Orchestra Avion Travel)
C'è chi guarda e chi s'incanta.
Se la gente sapesse
E magari fingesse
Si girerebbe dall'altra parte
Ed invece ti guarda pensando è carina
Sembra ancora una bambina
Ed io sono bruto un uomo d'onore
A cui il popolo conta le ore
Ti ho presa da più lontano
Dice la gente
Che sono un uomo da niente
Il mare era forte
E l'aria odorosa
Ed io sto pensando cos'è questa cosa
Non ho sentito hai detto qualcosa
Non hai sentito anche tu
Se io ne parlassi dicendo è innocente
Sarei ridicolo come il presente
Ed invece ti guardo pensando è carina
Ma il mondo gira peggio di prima
Ed io sono stanco di questo incanto
Vorrei portarti una volta soltanto
Molto lontano
Per come ti amo
Niente di male niente di strano
Il mare era forte e l'aria odorosa
Ed io sto pensando che brutta la cosa
Quando mi hai detto sei stanco riposa
Sei stanco riposa un po' qui
Ed io sono stanco di questo incanto
Vorrei averti una volta soltanto
Per starti vicino senza parlare come chissà
(cantata da Chico Buarque)
Stessa realtà, più (ipo)visioni...
[traduzione dal portoghese (brasiliano)]
Amò quella volta come se fosse l'ultima
Baciò sua moglie come se fosse l'ultima
E ciascun figlio suo come se fosse l'ultimo
E attraversò la via col suo passo timido
Salì la costruzione come se fosse macchina
Tirò su all'ultimo piano quattro pareti solide
Mattone su mattone in un disegno magico
I suoi occhi velati di cemento e lacrime
Sedette per riposare come se fosse sabato
Mangiò fagioli e riso come se fosse principe
Bevendo e singhiozzando come se fosse un naufrago
Ballò e rise come se ascoltasse musica
E inciampò nel cielo come se fosse un ubriaco
E fluttuò nell'aria come se fosse un passero
E si arrestò al suolo come se fosse un fardello flaccido
Agonizzò nel mezzo del passaggio pubblico
Morì contromano intralciando il traffico
Amò quella volta come se fosse l'ultima
Baciò sua moglie come se fosse l'unica
E ciascun figlio suo come se fosse il prodigio
E attraversò la via con il suo passo ubriaco
Salì la costruzione come se fosse un solido
Tirò su all'ultimo piano quattro pareti magiche
Mattone su mattone in un disegno logico
I suoi occhi velati di cemento e traffico
Sedette per riposare come se fosse un principe
Mangiò fagioli e riso come se fosse il massimo
Bevendo e singhiozzando come se fosse macchina
Ballò e rise come se fosse il prossimo
E inciampò nel cielo come se ascoltasse musica
E fluttuò nell'aria come se fosse sabato
Agonizzò nel mezzo del passaggio naufrago
Morì contromano intralciando il pubblico
Amò quella volta come se fosse macchina
Baciò sua moglie come se fosse logico
Tirò su all'ultimo piano quattro pareti flaccide
Sedette per riposare come se fosse un passero
E fluttuò nell'aria come se fosse un principe
E si arrestò al suolo come un fardello ubriaco
Morì contromano intralciando il sabato.
(recitato da Giorgio Gaber - 1974)
Quando capire non significa vedere o ipovedere, ma, più semplicemente, guardare...
L'uomo capisce tutto, tranne le cose perfettamente semplici!...
In un paesino della Toscana del Dugento, zona purissima agricola e
pastorizia, nacque un bambino di nome Giotto da Bondone. Il fatto che da
grandicello se la facesse con le pecore non turbò molto, perchè era un ragazzo
strano...
Il sesso dei grandi pittori rimane sempre per noi un fatto molto misterioso.
Anche se fanno un originale televisivo, appena c'è una situazione
interessante, non so, Giotto che accarezza la pecora con lo sguardo
"giusto"... insomma sul più bello, arriva un attore con cravatta e
occhiali che non c'entra niente, che gli strappa la pecora di mano e legge un
foglio dagli studi di via Teulada!
Peccato... volevamo conoscere Giotto, e invece ci tocca inventare...
A me piace immaginarlo intelligentissimo, come noi, sì, sì lo vedo, lo vedo
che disegna sui sassi ,con le matite colorate "Giotto", il megalomane,
e pensa, perchè non è vero che non pensa a niente, pensa, pensa per esempio
alla possibilità di fare un cielo diverso da come lo dipingevano prima.
Rinnovare tutto, e come tutti sanno queste cose si possono fare soltanto
elaborando con la logica e il ragionamento.
Per sviluppare la sua intelligenza Giotto si esercita a lungo nel gioco degli
scacchi, legge "l'Espresso"... ora che il formato è piccolo gli
torna anche meglio guardare le pecore... si abbona a "Panorama", si
tiene in continuo contatto con Umberto Eco, segretario della Biennale di Bondone...
Il cielo si sa, nei quadri di allora è sempre dipinto d'oro, oro zecchino,
implacabile e fisso! A Giotto non sembrava tanto giusto, e qui comincia il suo
tormento.
Studia la duttilità dell'oro per modificarla, per portarla avanti, poi tenta
un cielo... e gli viene tutto d'oro!
Studia la chimica, le stratificazioni... oro un po' più chiaro, oro un po'
più scuro, ma sempre oro! Capisce che la chimica non può risolvere il suo
problema.
Si occupa di filosofia, e siccome è intelligente diventa materialista: soltanto
un cambiamento strutturale avrebbe potuto far cambiare il cielo.
Ragiona per giorni e giorni, non si può dire che non sia tenace, si sente
abbastanza preparato per affrontarlo, poi ne dipinge uno...enorme!.. ...'PAAH'! ...Tutto
d'oro!
E' in preda ad una crisi di nervi, soffre terribilmente di insonnia e per
addormentarsi conta le pecore, ma non gli basta, si alza di scatto e parte per
Milano, Giotto era un grande viaggiatore, sì, un viaggiatore di cultura, le
pecore le vedeva solo negli intervalli, come noi. Milano, Bologna, Copenaghen,
partecipa al primo convegno internazionale di semiotica, poi psicanalisi e
politica, ormai la necessità di fare un cielo diverso è diventato un fatto
collettivo, si mette al lavoro con gli altri, e pensa, pensa, tutti insieme
elaborano il linguaggio nuovo per un cielo... per un cielo tutto d'oro!...
Basta, basta, è furibondo, litiga con tutti, fa un gran casino, manda a fanculo
Giorgio Bocca, Pasolini, la Kant, tutti, esce incazzato sbattendo la porta!...
Si sente più leggero, pensa anche di non andar più dallo psichiatra, e qui ha
un'intuizione strana, che stravolge anche la mia interpretazione di Giotto
intelligente... decide di farsi curare da un veterinario, così, come un
animale.
Poi, gli casca l'occhio sul cielo e fa: "Boh... a me mi sembra azzurro!..
Maremma maiala il cielo è azzurro!".
E tutti: "No, no, il cielo è d'oro, è sempre stato d'oro, che
sciocchezza, è d'oro, il cielo!".
Lo dipinge d'azzurro, il bestione ignorante, e tutti: "Eeeehh!...".
E anche Umberto Eco, che è cieco ma intelligente : "Vuoi vedere che è
azzurro davvero? Bastava guardare!... Ho capito!... Ho capito che non c'è
niente da capire! Capire che non c'è niente da capire!... Ma non è ancora
capire?
(cantata da Mia Martini).
Difficile definire le persone con un colore...
Il colore tuo
non è il colore blu
non hai profondità di cielo tu
il colore tuo
non è né il verde né l'arancio
non ha slancio la tua gioventù.
Non hai la tinta dell'attimo che va
quando dietro al mare il sole morirà
né il giallo grano che l'estate ci darà
alle porte delle anonime città,
Il colore tuo
lo porto dentro me
potente e indefinibile com’è
il colore tuo
non mette l'allegria ma
è l'unico colore che ci sia.
Né il giallo grano che l'estate ci darà
alle porte delle anonime città.
Il colore tuo
lo porto dentro me
potente e indefinibile com'è
il colore tuo
non mette l'allegria ma
è l'unico colore che ci sia
(cantata da Daniele Silvestri)
Ci sono cose difficili da vedere...
Finché sei in tempo tira
e non sbagliare mira
probabilmente il bersaglio che vedi
è solo l'abbaglio di chi da dietro spera
che tu ci provi ancora
perché poi gira e rigira gli serve solo una scusa
la fregatura è che è sempre un altro che paga
e c'è qualcuno che indaga per estirpare la piaga
però chissà come mai qualsiasi cosa accada
nel palazzo lontano nessuno fa una piega
serve una testa che cada e poi chissenefrega
la prima testa di cazzo trovata per strada
serve una testa che cada e poi chissenefrega
la prima testa di cazzo trovata per strada
se vuoi tirare tira
ma non sbagliare mira
probabilmente il bersaglio che vedi
è solo l'abbaglio di chi da dietro giura
che ha la coscienza pura
ma sotto quella vernice ci sono squallide mura
la dittatura c'è ma non si sa dove sta
non si vede da qua, non si vede da qua
la dittatura c'è ma non si sa dove sta
non si vede da qua, non si vede da qua
il mio nemico non ha divisa
ama le armi ma non le usa
nella fondina tiene le carte visa
e quando uccide non chiede scusa
il mio nemico non ha divisa
ama le armi ma non le usa
nella fondina tiene le carte visa
e quando uccide non chiede scusa
e se non hai morale
e se non hai passione
se nessun dubbio ti assale
perché la sola ragione che ti interessa avere
è una ragione sociale
soprattutto se hai qualche dannata guerra da fare
non farla nel mio nome
non farla nel mio nome
che non hai mai domandato la mia autorizzazione
se ti difenderai non farlo nel mio nome
che non hai mai domandato la mia opinione
finché sei in tempo tira
e non sbagliare mira
(sparagli piero, sparagli ora)
finché sei in tempo tira
e non sbagliare mira
(sparagli piero, sparagli ora)
il mio nemico non ha divisa
ama le armi ma non le usa
nella fondina tiene le carte visa
e quando uccide non chiede scusa
il mio nemico non ha divisa
ama le armi ma non le usa
nella fondina tiene le carte visa
e quando uccide non chiede scusa
il mio nemico non ha nome
non ha nemmeno religione
e il potere non lo logora
il potere non lo logora
il mio nemico mi somiglia è come me
lui ama la famiglia
e per questo piglia più di ciò che dà
e non sbaglierà
ma se sbaglia un altro pagherà
e il potere non lo logora
il potere non lo logora
(cantata da Pino Daniele)
"...perché niente e nessuno può farti vedere..."
[traduzione dal napoletano a cura di Franco Frascolla]
Stringimi più forte
e fammi uscir la paura
di chi s'è reso conto
che non vuole nessuno
perché niente e nessuno
può farti vedere
e prova a girarti
dentro il letto di notte
con la smania di chi è stato
tutta la vita sotto
perché non sa mai
quello che dà
e poi... la colpa è mia
la colpa è mia
che non so più prenderti
è colpa mia
ma è solo per parlare...
(cantata da Ivano Fossati)
...difficile; quasi sempre impossibile...
Gianni guidava distratto
per una notte per un centro città
in un Agosto separato dal resto
dell'umanità.
Con quelle stelle che piovono addosso
vicino a un mare di cera
coi pensieri non più tirati a lucido
ma lui in tenuta da sera.
Come si stupì lui stesso
lui così distratto
lui così solo
di scoprirsi a pensare a qualcosa
vicino all'amore.
Si stupì lui
così lontano
così distaccato
di scoprirsi a pensare a qualcosa
di passato.
Parlare un po' di più con gli occhi
si disse
senza paura che si acceleri il cuore
senza parole difficili
pensarlo giusto e solo amore.
Ma amore amore
t'avessi rincorso più forte
maledetto il mio sentimento
avrebbe aperto anche le sue porte.
Amore amore
avessi accarezzato la tua idea piano
col tempo avresti preso
anche la mia mano.
Parlare un po' di più con gli occhi
senza paura che si acceleri il cuore
senza parole difficili
pensarlo giusto e solo amore,
Ma amore amore
cosa è che ci spaventa
amore amore
cosa è che si diventa
E ancora ancora
ti avessimo cercato tutti più forte
il cuore della gente di oggi
non avrebbe porte.
Gianni guidava distratto
in quella notte in quel centro città
e si dava risposte difficili
come in questi casi si fa.
(cantata da Ivano Fossati)
Basta accendere la luce e volerla vedere...
Non c'è giustizia né pace
Qua intorno
Tutte le ore di un anno
E tutto il tempo del giorno
lo giù da un letto sicuro
Mi butto alle sei
Un caffè d'acqua sottile
Ti porto
Nessuno sa e nessuno
Nemmeno capisce
Nessuno vede l'amore
Nessuno lo intuisce
lo fra i tuoi occhi splendenti
Ci sto perduto nel mezzo
Se accendessi un'altra luce
Non la vedrei
Non c'è lavoro né pace
Qua intorno
Non c'è futuro né paga
Qua in fondo
C'è il mio capo al cancello
Che aspetta
Un'altra sigaretta
Poi vado
E lui di certo non sa
E di certo non capisce
Lui non lo vede l'amore
E nemmeno lo intuisce
lo fra i tuoi occhi splendenti
Sto perduto nel mezzo
Se si accendesse un'altra luce
Non la vedrei
Certi giorni non so nemmeno
Come pregare
Certe volte non so davvero
Cosa aspettare
Certe notti sono sicuro
Che sbaglio io
Toccami la mano e lo saprò
Non c'è giustizia né pace
Qua intorno
Tutte le ore di un anno
E tutto il tempo del giorno
lo giù da un letto sicuro
Mi butto alle sei
Un caffè d'acqua sottile
Ti porto, Denny
Nessuno sa e nessuno
Nemmeno capisce
Nessuno vede l'amore
Qualcuno lo intuisce
Sto fra i tuoi occhi splendenti
Perché l'attimo è ora
Toccami la mano e ti sentirò
Toccami la mano e capirò
Accendi quella luce e la vedrò
(cantata da Fiorella Mannoia)
Bellezza contagiosa anche per gli ipovedenti?...
Ti ho guardata e per il momento
non esistono due occhi come i tuoi
così neri, così soli che
se mi guardi ancora e non li muovi
diventan belli anche i miei
e si capisce da come ridi che
fai finta e che non capisci, non vuoi guai
ma ti giuro che per quella bocca che
che quando ti guardo diventa rossa
morirei.
Chissà se lo sai?
chissà se lo sai?
forse tu non lo sai
no, tu non lo sai.
Così parliamo delle distanze, del cielo,
e di dove va a dormire la luna quando esce il sole
chissà come era la terra prima che ci fosse l'amore
e sotto quale stella, tra mille anni, se ci sarà una stella ci si potrà abbracciare?
e poi la notte col suo silenzio regolare
quel silenzio che a volte sembra la morte
mi da il coraggio di parlare
e di dirti tranquillamente,
di dirtelo finalmente
che ti amo
e che di amarti non smetterò mai.
Così adesso lo sai,
così adesso lo sai.
(cantata da Fiorella Mannoia)
Quante volte l'immagine è confusa, ma il colore non sbiadisce?...
Il tempo scorre e sta venendo sera
ti sto cercando con la fantasia
con una specie di felicità
sto già pensando a te.
Tra le diverse direzioni prese
verso paesi irraggiungibili
ed io nascosta tra le mie difese
sto ricordando te.
E se l'immagine è confusa
il tuo colore non sbiadisce
e sta parlandomi di te
questa giornata che finisce qui.
Domani cambiano l'arredamento
e forse cambio lentamente io
ma dentro a questo nuovo mutamento
ho già nascosto te.
Oggetti qui disordinatamente
dovrei decidermi a buttarli via
ma qualche cosa misteriosamente
mi riporta a te.
Una finestra che si chiude
ma sto guardando tra le tende
e mi sorprende la città
che ti cerca come faccio io;
E se il cervello prende il sopravvento
nasconde voci da buttare via
ma tira un vento che conosco già
mi sembra nostalgia.
(cantata da Samuele Bersani)
Per la serie: non sempre è necessario vedere tutto...
Lascia stare tutto quello che non vedi, è inutile fissarsi
Andare con lo sguardo oltre le montagne del quadro che hai davanti
Se vuoi vittoria avrai vittoria
Se vuoi sconfitta avrai sconfitta
Ma poi il destino in naftalina mai
Non chiuderlo in soffitta
Lascia stare tutto quello che non vedi, è inutile fissarsi
Andare con lo sguardo tra i marciapiedi solcati dai passanti
Se vuoi ragione hai ragione a proseguire col tuo istinto
Ma non cambiare direzione, vai avanti sempre dritto
Primo giorno di lavoro già un reclamo e sono fuori
Il tavolo svuotato dagli oggetti inutili
Torna la giacca nell'armadio e si può far la scommessa che non riuscirò
A ricambiare tutto l'amore che mi hai saputo dare
Lascia stare tutto quello in cui non credi, è inutile fissarsi
Andare con lo sguardo oltre alle pareti dei muri che hai davanti
Se vuoi ragione hai ragione a proseguire col tuo istinto
Ma non cambiare la benzina mai nel mezzo di un tragitto
O ti saboterai da sola un brivido e poi te ne pentirai
Che masochismo è il tuo
E' un meccanismo autodistruttivo, dai che arrivo...
Primo giorno di lavoro già un reclamo e sono fuori
Il tavolo svuotato dagli oggetti inutili
Torna la giacca nell'armadio e si può far la scommessa che non riuscirà
A ricambiare tutto l'amore che mi hai saputo dare
Lascia stare tutto quello che non vedi e togliti quei guanti
Finché non c'è una legge che te lo vieti appoggiati ai miei palmi
Se vuoi ragione hai ragione a proseguire col tuo istinto
Ma non cambiare la benzina mai nel mezzo di un tragitto
(cantata da Ivano Fossati)
"...a chi si guarda nello specchio e da tempo non si vede più"...
Ai suonatori un po' sballati
ai balordi come me
a chi non sono mai piaciuto
a chi non ho incontrato
chissà mai perché
ai dimenticati
ai play-boy finiti
e anche per me.
A chi si guarda nello specchio
e da tempo non si vede più
a chi non ha uno specchio
e comunque non per questo
non ce la fa più
a chi ha lavorato
a chi è stato troppo solo
e va sempre più giù.
A chi ha cercato la maniera
e non l'ha trovata mai
alla faccia che ho stasera
dedicato a chi ha paura
e a chi sta nei guai
dedicato ai cattivi
che poi così cattivi
non sono mai.
Per chi ti vuole una volta sola
e poi non ti cerca più
dedicato a chi capisce
quando il gioco finisce
e non si butta giù
ai miei pensieri,
a come ero ieri
e anche per me.
E questo schifo di canzone
non può mica finire qui
manca giusto un'emozione
dedicato all'amore
lascia che sia così
ai miei pensieri
a come ero ieri
e anche per me.
Ai miei pensieri
a come ero ieri
e anche per me.
(cantata, e recitata, da Francesco Guccini)
La vera storia dell'ipovisione... :-)
Una canzone molto più... più... seria e più impegnata, oserei dire
impegnatissima; una canzone che mi è stata ispirata... a me
succede poche
volte, però questa canzone mi è stata ispirata direttamente dall'Alto. Ero lì,
nel mio candido lettino, e ho sentito una voce che diceva:
"Francesco!" Dico: "socc..., chi è?" Dico "Oeh?"
Dice... "svegliati, sono il tuo Dio". E allora così, in questo modo
sollecitato, ho pensato di... di... fare un'opera musicale colossale e mettere
in musica l'Antico Testamento. Per ora sono riuscito a fare soltanto la
Genesi... che è la vera storia della creazione del mondo.
Per capire la nostra storia bisogna farsi ad un tempo remoto.
C'era un vecchio con la barba bianca: lui, la sua barba, ed il resto era vuoto.
Voi capirete che in tale frangente quel vecchio solo lassù si annoiava; si
aggiunga a questo che inspiegabilmente nessuno aveva la tivù inventata.
"Be', poco male", pensò il vecchio un giorno: "a questo affare
ci penserò io. Sembra impossibile ma in roba del genere, modestia a parte, ci
so far da
Dio." Dixit. Ma poi toccò un filo scoperto, prese la scossa, ci fu un gran
boato. Come tivù non valeva un bel niente ma l'universo era stato creato.
"Come son bravo che a tempo perso ti ho creato l'Universo! Non mi sembra
per niente male: sono davvero un tipo geniale!
Zitto, Lucifero, non disturbare, non stare sempre qui a criticare!
Beh, sì, lo ammetto, sarà un po' buio, ma non dir più che non si vede un
tubo!
Che sono parolacce che io non sopporto!" disse il vecchio a Lucifero,
"e poi se c'è una cosa, un'altra che non posso sopportare sono i
criticoni: fattelo te l'Universo se sei capace! Che'd-me at dig un quel..."
disse il v... era d'antica origine modenese da parte di madre, il vecchio.
"Io parlo chiaro: pane al pane, vino al vino, anzi, vin santo al vin santo.
Sono buono e bravo ma se mi prendono i cinque secoli me te sbat a l'inferen com'è
vero Dio!"
Ma poi volando sull'acqua stagnante e sopra i mari di quell'universo,
mentre pensava a se stesso pensante in mezzo a quel buio si sentì un po' perso.
Sbatté le gambe su un mucchio di ghiaia dopo una tragica caduta in mare; quando
andò a sbattere sull'Himalaya il colpo gli fece persino un po' male. Fece
crollare anche un gran continente soltanto urtandolo un poco col piede:
si consolò che non c'era ancor gente e che non gli era venuto poi bene.
Ma quando il buio gli fece impressione disse, facendosi in viso un po' truce:
"Diavol d'un angelo, avevi ragione! Si chiami l'Enel, sia fatta la luce!
Commutatori, trasformatori, dighe idroelettriche e isolatori,
turbine, dinamo e transistori per mille impianti di riflettori;
albe ed aurore fin boreali, giorni e tramonti fin tropicali:
fate mo' bene che non bado a spese, tanto ho lo sconto alla fine del mese.
Te Lucifero non ti devi interessare come faccio a avere io lo sconto alla
fine del mese. Ma cosa vuol dire corruzione, una mano lava l'altra, come si
dice; vuoi che uno nella mia posizione non conosca nessuno? Però intanto,
ragazzi, andateci piano perché la bolletta la portano a me. M'avete lasciato
accesa la luce al polo sei mesi, sei mesi, no, sei mesi! Grazie, c'era freddo! I
surgelati li devo pur tenere da qualche parte. Adesso la tenete spenta sei mesi
come... e poi quei ragazzi lì, come si chiamano quei ragazzini che vanno in
giro con quella cosa... aureola si chiama? No no,
non-m pies menga, no no no, ragazzi, quelle cose lì... io vi invento il
peccato di superbia e vi frego tutti eh, adesso ve lo dico... Bisogna
guadagnarsele... voi, a parte il fatto che non mi adorate abbastanza. No no no...
Lucifero... è inutile che tu mi chiedi scusa: adorare significa non dovere mai
dire: "mi dispiace"! Tientelo in mente. Voi, ecco, io vi do...ogni
dieci atti di adorazione vi do un buono, ogni dieci buoni voi mandate la
cartolina che il 6 gennaio... perché ci ho... poi ci ho tutta un'altra idea in
testa, per la m... facciamo Aureolissima, che è una festa che mi sembra molto
bella... Piuttosto Lucifero, non sgamare... vieni qua, ragazzo. Com'è...
m'hanno detto che hai stampato un libro: il libretto rosso dei pensieri... oh,
bella roba: il libretto rosso dei pensieri di Lucifero. Ragazzi mi piace... ma
cosa vuol dire di sinistra, di sinistra... non sono un socialdemocratico
anch'io? Avanti al centro contro gli opposti estremismi! Eh, ma... No no, non ci
siamo mica. Qua, se c'è uno che può pensare anzitutto sono io... e non tirar
mica in ballo mio figlio, quel capellone, con tutti i sacrifici che ho fatto,
per me lui lì finisce male.Ah me, me a tal deg, finisce male. E attento che te
e lui, io ho delle soluzioni per voi che non vi piaceranno, per Dio. E non
guardarmi male che qui dentro per Dio lo dico come e quando mi pare!"
Ma fatta la luce ci vide più chiaro: là nello spazio girava una palla.
Restò pensoso, gli parve un po' strano, ma scosse il capo: "Chi non fa non
falla!" Rise Lucifero stringendo l'occhio quando lui e gli angeli furon da
soli: "Guarda che roba! Si vede che è vecchio: l'ha fatto tutto
schiacciato sui poli!"
"Per riempire 'sto bell'ambiente voglio metterci tante piante.
Forza, Lucifero, datti da fare: ordina semi, concime e trattore.
Voglio un giardino senza uguali, voglio riempirlo con degli animali!
Ma cosa fa 'sto cane che ho appena creato? Boia d'un Giuda! M'ha morsicato!
Piuttosto, fallo vedere da un veterinario, che non vorrei aver creato anche la
rabbia, già così... cos'è che non ho creato? Lo sapevo: l'uomo non l'ho
creato! Grazie, mi fate sempre fare tutto a me, mi tocca sempre fare! Qua se non
ci sono io che penso a tutto... va be', nessuno è perfetto... sì, lo so che
sono l'Essere perfettissimo Creatore e Signore. Grazie! adesso ti trasformo in
serpente così impari, striscia mò lì! Üssa via!" E portarono al vecchio
quello che c'era rimasto: c'era un... un po' di formaggio, due
scatolette di Simmenthal... cioè, lui li mise assieme e poi...
Prese un poco di argilla rossa, fece la carne, fece le ossa,
ci sputò sopra, ci fu un gran tuono, ed è in quel modo che è nato l'uomo.
Era un venerdì 13 dell'anno zero del Paradiso.
Ci si benda gli occhi e per qualche momento si gioca a non vedere ed ad usare le mani come fossero occhi... Forse i bambini non sanno che per alcuni coetanei e per molti grandi quel momento di buio dura tutta la vita... Forse la sensibilizzazione del problema può o deve partire da loro perché ancora inconsapevoli che la vita non è solo un bel gioco.
A mosca cieca noi oggi si giocherà,
facciam la conta e poi vedrem di noi chi toccherà.
Aulì aulì aulè stavolta tocca a me,
gli occhi bendatemi in mezzo a voi in circolo.
E... ad occhi chiusi so che Greta ha il nasino in su,
che Marta invece ha una treccia che cade giù,
e Gianfilippo ha tre bottoni sul suo gilet.
So tutti riconoscerli a ognuno so dir chi è.
E' un vecchio gioco che più di cent'anni avrà,
gli occhi si bendano e poi qualcun si toccherà.
Senza così veder devi scoprir chi è,
al buio per saper ti devi ricordar com'è.
Luciano al collo ha un fiocco con tre pon-pon,
Maria invece sa di acqua e di sapon,
cicciona è la Zarzì,
altissimo il bel Renè,
Francesca è la più gracile,
Umberto pelato è.
(intermezzo in lingua straniera)
A mosca cieca noi oggi si giocherà,
facciam la conta e poi vediam di noi chi toccherà.
A mosca cieca noi oggi si giocherà,
facciam la conta e poi vedrem di noi chi toccherà.
(cantata da Aleandro Baldi)
Un disabile visivo deve, può innamorarsi solo di chi vive la stessa condizione, oppure l'amore dipende solo dal tipo di uomo e donna che si
è a prescindere da questo?
E questo mondo degli altri è davvero un altro pianeta fatto di persone così tanto diverse da
noi o non è forse l'ennesimo scudo o muro che costruiamo per paura del confronto con gli
altri?
E il dire che non siamo accettati e voluti non è più una scusa per non assumerci anche le nostre
responsabilità scaricandole quindi tutto nel mondo degli altri?
Ma noi cosa facciamo per il mondo degli altri?
Alle tre di pomeriggio son seduto sui gradini,
mentre il cielo si fa pigro e si riposa sui camini.
C'è un telefono a due passi e ho bisogno di sentirti,
la tua voce può bastarmi per convincermi che esisti.
Nel modo degli altri che mi chiude fuori,
ma tu puoi trovarmi nei giorni più soli.
Quando sento che la mia vita è in un vicolo senza fine,
quando l'eco di una ferita è un ricordo che può sparire,
dietro l'alito di un tramonto che ci porterà fino al mare,
quando sento che sul tuo volto con le dita posso sfiorare.
Il mondo degli altri che non so com'è,
ma non me ne importa se sono con te.
Il mondo degli altri è un cielo di vento,
un prato di fiori nel buio che ho dentro,
il mondo degli altri,
il mondo degli altri.
E se perderò i miei sogni,
solo tu potrai trovarli,
ma se non vorrai tenerli non lasciarmeli davanti,
al mondo degli altri che non mi appartiene,
se tu non esisti non posso più dirti,
che ho bisogno d'innamorarmi in un giorno di primavera,
che non posso dimenticarti per un sogno che non si avvera.
Quando cambiano le stagioni e l'inverno diventa neve,
quando canto le mie canzoni ho bisogno di stare in mezzo
al mondo degli altri perché ci sei tu,
ma se non ti trovo mi manchi di più.
Il mondo degli altri è un arcobaleno,
ma tu sei una perla che cade dal cielo.
Se resto da solo nel mondo degli altri,
all'ombra di un uomo che ha voglia di amarti,
se resto da solo nel mondo degli altri...
(cantata da Marco Masini)
Apprezzare anche i gesti apparentemente più normali, e renderli a volte più
veri e grandi di quel che in realtà sono, è un bisogno di chi è solo? Ma
così non si rischia di farsi altro male? E' vero che chi non può "correre"
fisicamente, spesso trova rifugio nei voli possibili sognando; ma
affrontare la quotidianità non è forse meglio?
Il cieco fermo sul bordo del marciapiede aspetta
che qualcuno se ne accorga, rallenti la sua fretta,
e intanto resta immobile lo sguardo spento e fisso,
come se fosse in bilico su di un profondo abisso.
Il cieco fermo ascolta e sopra il viso impassibile
d'un tratto è una smorfia, una pena invisibile,
ma nessuno la vede nel bagliore della luce,
la smorfia lentamente dentro al viso si ricuce.
Ed ecco all'improvviso,
s'arresta una ragazza,
il cieco fa un sorriso,
e timido ringrazia,
lei certamente è bella,
lo sente dall'odore
e nel buio si accende una stella.
E un vento soffia in cuore,
lui cerca la sua mano,
lei se la fa trovare,
e allora parte piano,
e saltano l'abisso
senza precipitare,
i due con lieve passo,
che sembra di volare...
Poi dolcemente atterrano sull'altro marciapiede,
il cieco e la ragazza dopo quel volo breve,
lei dalla luce lancia un saluto luminoso,
dal buio lui risponde timido e confuso.
Vorrebbe dirle "aspetta
angelo profumato,
non te ne andare resta,
riposa il cuore e il fiato,"
ma sente che la mano allenta la sua stretta,
e nel buio si spegne la stella, vorrebbe dirle "aspetta!"
ma c'è troppa confusione
e l'odore s'allontana e il cieco col bastone,
prosegue la sua strada buia dondolando un po',
felice per quel niente come un dolcissimo sciarlot.
(cantata da Sandro Giacobbe)
Sarà stata una svista o un'ipo-vista?!
Piove da qualche minuto
ti guardo e mi sento sfinito
mentre non riesco a spiegarti che cosa mi è capitato.
Era una sera normale
ti ero venuto a cercare
non c'eri però con tua madre mi misi a parlare
e quando l'ho avuta di fronte che scherzo
mi han fatto gli occhi miei
credevo che fossi tu ed era lei
poi mi sembrò naturale guardarla così come
guardo te
perché sei uscita, perché?
Mi hanno fatto innamorare
gli occhi verdi di tua madre
il sorriso di un tramonto
dove ci si può specchiare
i tuoi passi all'improvviso
e un tuffo al cuore immenso
...se ci penso...
la pioggia continua a cadere e tu continui
a non parlare
hai l'aria di un cigno che muore, la vittima
la sai fare
di certo non è quel sospiro che può cancellare quel che sei:
tu rimani tu, e lei è lei
non è colpa mia se mi piace
ogni cosa che rassomiglia a te
adesso hai capito perché...
Mi hanno fatto innamorare
gli occhi verdi di tue madre
il sorriso di un tramonto
dove ci si può specchiare
i tuoi passi all'improvviso
e un tuffo al cuore immenso...
Mi hanno fatto innamorare
gli occhi verdi di tue madre
un sorriso di un tramonto
dove ci si può specchiare
i tuoi passi all'improvviso
e un tuffo al cuore immenso
se ci penso...
se ci penso...
(cantata da Bungaro)
Ci sono cose che si possono vedere ed avere anche con una minorazione visiva: il sogno e la fantasia non sono legati ai sensi ma alla sensibilità di ognuno.
Da qui mi piace calcolare le distanze
Da qui proiettarmi nello spazio siderale
Da qui... da qui da milioni ad occhio e croce di persone
Da qui ho conosciuto la costellazione
Da qui senza mai guardare dentro un cannocchiale...
Perché la mia vista... vede è una lente naturale
Ho fantasia e posso anche volare...
La fantasia lo sai ti fa volare...
Guardastelle... guarda in questo mare di stelle... mi perderò in te
Guardastelle... guarda è un cielo di fiammelle... il buio più non c'è
Da qui mi stacco da terra ad immaginare...
Da qui... chissà se c'è un mistero grande da scoprire
Da qui... una libera preghiera e una pace da inventare
Ho fantasia e posso anche volare...
La fantasia lo sai ti fa volare...
Guardastelle... guarda in questo mare di stelle... mi perderò in te
Guardastelle... guarda è un cielo di fiammelle... bruciano per te
Sotto il cielo la terra... ogni uomo una stella...
Una speranza caduta tra la scienza e la guerra
Guardastelle... guarda in questo mare di stelle... mi perderò in te
Guardastelle... guarda è un cielo di fiammelle... è un cielo di fiammelle.
(cantata da Herbert Pagani)
l'ipovisione come scelta per chiudere gli occhi davanti alla realtà.
Io lavoro al bar d'un albergo a ore
porto su il caffè a chi fa l'amore.
Vanno su e giù coppie tutte uguali,
non le vedo più manco con gli occhiali...
Ma sono rimasto là come un cretino
vedendo quei due arrivare un mattino:
puliti, educati, sembravano finti
sembravano proprio due santi dipinti!
M ' han chiesto una stanza, gli ho fatto vedere
la meno schifosa, la numero tre...
E ho messo nel letto i lenzuoli più nuovi
poi, come San Pietro gli ho dato le chiavi
gli ho dato le chiavi di quel paradiso
e ho chiuso la stanza, sul loro sorriso!
lo lavoro al bar di un albergo a ore
porto su il caffè a chi fa l'amore.
Vanno su e giù coppie tutte uguali
non le vedo più manco con gli occhiali!
Ma sono rimasto là come un cretino
aprendo la porta in quel grigio mattino,
se n'erano andati, in silenzio perfetto,
lasciando soltanto i due corpi nel letto.
Lo so, che non c'entro, però non è giusto,
morire a vent'anni e poi, proprio qui!
Me Ii hanno incartati nei bianchi lenzuoli
e l'ultimo viaggio l ' han fatto da soli:
né fiori né gente, soltanto un furgone,
ma là dove stanno, staranno benone!
lo lavoro al bar d'un albergo ad ore
porto su il caffè a chi fa l'amore...
lo sarò un cretino ma chissà perché
non mi va di dare a nessuno la chiave del tre!
(cantata da Herbert Pagani)
Per la serie: banale è bello...
Ragazzina chi sei
tu che arrivi alle sei
e ti siedi davanti al tramonto
e perché vieni qui
sola, sola, così,
e ti fermi mezz'ora soltanto.
Tu amici non hai
a ballare non vai
né a passeggio con gli altri nei viali
dai confessalo dai
il complesso che hai
tu sei una che porta gli occhiali.
Ragazzina non sai
che quei vetri che hai
un'arietta straniera ti danno
sembri inglese anche tu
e le inglesi qua giù
vanno tanto di moda quest'anno.
Ridi, ridi se vuoi
ma sia detto tra noi
io le altre le trovo banali
ho un segreto pur'io
sono miope anch'io
dai facciamo cin cin con gli occhiali.
Cin cin dai!
noi siamo speciali
portiamo gli occhiali
dai vieni con noi.
Cin cin dai!
il mondo è di tutti
dei belli e dei brutti
è il nostro se vuoi.
Prova a togliere un po'
quegli occhiali che hai
e vedrai tutto un mondo a colori
e perfino sui tram
le più brutte reclam
sembreranno dei mazzi di fiori.
Ragazzina lo sai
dietro i vetri che hai
c'è uno sguardo che mette le ali
se un sorriso mi fai
ed un bacio mi dai
noi faremo cin cin con gli occhiali.
Cin cin dai!
noi siamo speciali
portiamo gli occhiali
dai vieni con noi
Cin cin dai!
il mondo è di tutti
dei belli e dei brutti
è il nostro se vuoi.
(cantata da Daniele Silvestri)
L'ipovisione come conseguenza dell'intolleranza e del razzismo.
Vorrei che tu partissi con un tempo house
che iniziasse con via e che finisse con ciao
nessun bisogno di una melodia
devi solo ricordarti di partire quando dico via
Adesso ci vorrebbero le note basse
sono quelle che trascinano e che spaccano le casse
niente di difficile, fai solo così
la, la, sol, si
Allora, gli anni ottanta sono ormai finiti
sono stati noiosi come i loro miti
di una cosa sola noi non siamo stanchi
di una buona chitarra... una chitarra funky
Ti è mai venuto in mente che a forza di gridare
la rabbia della gente non fa che aumentare
la forza certamente deriva dall'unione
ma il rischio è che la forza soverchi la ragione
Immagina uno slogan detto da una voce sola
è debole, ridicolo, è un uccello che non vola
ma lascia che si uniscano le voci di una folla
e allora avrai l'effetto di un aereo che decolla
La gente che grida parole violente
non vede, non sente, non pensa per niente
Non mi devi giudicare male
anch'io ho tanta voglia di gridare
ma è del tuo coro che ho paura
perché lo slogan è fascista di natura
Quando applaudi in un teatro, quando preghi in una chiesa
quando canti in uno stadio oppure in una discoteca
Sei tu quello che canta, è il tuo fiato che esce
ma il suono intorno è immenso e cresce, cresce
Il numero è importante, dà peso alle parole
per questo tu ogni volta prima pensale da sole
e se ci trovi il minimo indizio di violenza
ricorda che si eleverà all'ennesima potenza
La gente che grida parole violente
non vede, non sente, non pensa per niente
Non mi devi giudicare male
anch'io ho tanta voglia di gridare
ma è del tuo coro che ho paura
perché lo slogan è fascista di natura
Non mi devi giudicare male
anch'io ho tanta voglia di gridare
ma è del tuo coro che ho paura
perché lo slogan è fascista di natura
Va bene adesso controlliamo se ricordi la fine
quando dico ciao stacca tutte le spine
ciao
no, no, non ci siamo capiti
ho detto controlliamo se ricordi la fine
quando dico ciao stacca tutte le spine
no, no, non è questo che intendevo
ho detto controlliamo se ricordi la fine
quando dico ciao stacca tutte le spine
ciao
va beh, ma allora
allora niente
ma è del tuo coro che ho paura
ho detto controlliamo se ricordi la fine
ciao
(cantata da Fabrizio De André)
[commento]
Un uomo onesto, un uomo probo,
tralalalalla tralallaleru
s'innamorò perdutamente
d'una che non lo amava niente.
Gli disse portami domani,
tralalalalla tralallaleru
gli disse portami domani
il cuore di tua madre per i miei cani.
Lui dalla madre andò e l'uccise,
tralalalalla tralallaleru
dal petto il cuore le strappò
e dal suo amore ritornò.
Non era il cuore, non era il cuore,
tralalalalla tralallaleru
non le bastava quell'orrore,
voleva un'altra prova del suo cieco amore.
Gli disse amor se mi vuoi bene,
tralalalalla tralallaleru
gli disse amor se mi vuoi bene,
tagliati dei polsi le quattro vene.
Le vene ai polsi lui si tagliò,
tralalalalla tralallaleru
e come il sangue ne sgorgò
correndo come un matto da lei tornò.
Fuori soffiava dolce il vento
tralalalalla tralallaleru
ma lei fu presa da sgomento
quando lo vide morir contento.
Morir contento e innamorato
quando a lei nulla era restato
non il suo amore non il suo bene
ma solo il sangue secco delle sue vene.
(cantata da Francesco De Gregori)
[commento]
Sarà che tutta la vita è una strada con molti tornanti,
e che i cani ci girano intorno con le bocche fumanti.
Che se provano noia, tristezza o dolore o amore non so.
Sarà che un giorno si presenta l'inverno e ti piega i ginocchi,
e tu ti affacci da dietro a quei vetri che sono i tuoi occhi,
e non vedi più niente e più niente ti vede, più niente ti tocca.
sarà che io col mio ago ci attacco la sera alla notte,
e nella vita ne ho viste, ne ho prese e ne ho date di botte,
che nemmeno mi fanno più male e nemmeno mi bruciano più.
Dentro al mio cuore di muro e metallo, dentro la mia cassaforte,
dentro la mia collezione di amori con le gambe corte,
ed ognuno c'ha un numero e sopra ognuno una croce,
ma va bene lo stesso, va bene così.
Chiamatemi Mimì,
per i mie occhi neri e i capelli
e i miei neri pensieri.
C'è Mimì che cammina sul ponte per mano alla figlia
e che guardano giù.
Per la vita che ho avuto e la vita che ho dato,
per i mie occhiali neri.
per spiegare alla figlia che domani va meglio
e vedrai cambierà.
Come passa quest'acqua di fiume,
che sembra che è ferma, ma hai voglia se va.
Come Mimì che cammina per mano alla figlia,
chissà dove va.
Sarà che tutta la vita è una strada e la vedi tornare,
come le lacrime tornano agli occhi e fanno più male.
E nessuno ti vede e nessuno ti vuole per quello che sei.
Sarà che i cani, stanotte alla porta li sento abbaiare,
sarà che sopra al tuo cuore c'è scritto "Vietato passare".
Il tuo amore è un segreto, il tuo cuore un divieto,
personale al completo, ma va bene così.
Chiamatemi Mimì, chiamatemi Mimì.
Per i miei occhi neri e i capelli
e i miei neri pensieri,
c'è Mimì che cammina sul ponte per mano alla figlia
e che guardano giù.
Per la vita che ho avuto e la vita che ho dato,
per i miei occhiali neri.
Per spiegare alla figlia che domani va meglio
e vedrai passerà.
Come passa quest'acqua
che sembra che è ferma ma hai voglia se va.
Come Mimì che cammina per mano alla figlia,
chissà dove va.
(cantata da Elton John)
[commento]
(traduzione)
Daniel sta viaggiando in aereo questa sera
Posso vedere le luci rosse della coda che vanno verso la Spagna
E vedo Daniel che saluta con la mano,
Dio, sembra Daniel, forse sono le nuvole nei miei occhi.
Dicono che la Spagna è bella, sebbene non ci sia mai stato
Beh, Daniel dice che è il miglior posto che abbia mai visto,
Oh, lui dovrebbe saperlo perché ci è stato abbastanza,
Signore, mi manca Daniel, mi manca così tanto.
Oh, Daniel, fratello mio, tu sei più vecchio di me
Senti ancora il dolore delle ferite che non vogliono chiudersi?
I tuoi occhi sono morti, ma tu vedi più di me.
Daniel sei una stella sul viso del cielo.
Daniel sta viaggiando in aereo questa sera
posso vedere le luci rosse della coda che vanno verso la Spagna
E vedo Daniel che saluta con la mano,
Dio, sembra Daniel, forse sono le nuvole nei miei occhi.
Dio, sembra Daniel, forse sono le nuvole nei miei occhi
(cantata da Jonathan e Michelle)
Davvero i normovedenti riescono a vedere meglio di noi?
Michelle:
Hey ragazzo tu di poche parole,
non ti togli mai gli occhiali da sole.
Non guardi per niente
negli occhi alla gente.
E tutto il tuo mondo
è al buio profondo.
Se togli il colore
la vita è un orrore.
Perciò sto meglio io di teeeee
che non ho gli occhiali da sole.
Jonathan:
Ma che cosa vedi amica mia.
Vedi solo ciò che tu vuoi vedere.
Il libro di storia
studiato a memoria.
Col cambio di vento
si cambia al momento.
E tu vedi nero
là dove c'è bianco.
E poi vedi bianco
là dove c'è nero.
Perciò sto meglio io di teeeee
Quando ho su gli occhiali da sole.
Jonathan & Michelle:
Ma perché cercar la luce del giorno
se la verità non fa più ritorno.
Jonathan:
Mettiamoci insieme
Jonathan & Michelle:
e insieme cantiamo.
Jonathan:
Col tuo mondo rosa
Michelle:
e il tuo mondo scuro
Jonathan & Michelle:
Perché la vita siamo noi
Con o senza occhiali da sole.
Perché più veri siamo noi
Con o senza occhiali da sole.
(cantata da Negramaro)
Sii vai via,senza di me,
tu vai via,non puoi aspettare tanto tempo inutile,
e cosi tu vai sola via,
sii che vai via,ma che freddo fa se tu vai via,
non vuoi aspettare neanche il tempo utile,
perchè da me lo so si va soltanto
Via,via le mani dagli occhi,che senso ha se poi ti tocchi i pensieri ancora lontani,lontani,lontani,lontani
Strana magia in un istante,
tu vai via,non vuoi leccarmi tutte le ferite,
è cosi che tu vai via,
ma da quando in qua no,non sei più mia,tu sola che hai leccato tutte le
ferite,
lo sai da me tu non puoi proprio andare
Via,via le mani dagli occhi,che senso ha se poi ti tocchi i pensieri ancora
lontani e vai via,via le mani dagli occhi che senso se poi mi blocchi le
mani e rimandi a domani,domani,domani,domani
domani e per sempre domani,
domani e per sempre rimani,
ma ora toccami le mani,Toccami le mani,Toccami le mani,amore toccami le
mani,Toccami le mani,Toccami le mani,Toccami le mani,Toccami le mani, Toccami
le mani,Toccami le mani,e vai
Via,via le mani via occhi,che senso ha se poi ti tocchi i pensieri ancora lontani e vai via,via le mani via gli occhi che senso a se poi mi blocchi la mani e rimandi a domani,domnani,domani,domani
(cantata da Fabrizio De André)
Vanno
vengono
ogni tanto si fermano
e quando si fermano
sono nere come il corvo
sembra che ti guardano con malocchio
Certe volte sono bianche
e corrono
e prendono la forma dell'airone
o della pecora
o di qualche altra bestia
ma questo lo vedono meglio i bambini
che giocano a corrergli dietro per tanti metri
Certe volte ti avvisano con rumore
prima di arrivare
e la terra si trema
e gli animali si stanno zitti
certe volte ti avvisano con rumore
Vanno
vengono
ritornano
e magari si fermano tanti giorni
che non vedi più il sole e le stelle
e ti sembra di non conoscere più
il posto dove stai
Vanno
vengono
per una vera
mille sono finte
e si mettono li tra noi e il cielo
per lasciarci soltanto una voglia di pioggia.
(cantata da Pino Daniele)
Occhi che sanno parlare
Che ti prendono cosi'
Che ci fanno ragionare
Sul percorso della vita
Sulla nostra storia infinita
Occhi che sanno cercare anche quello che non c'è.
E ci fanno confessare tutto quello che vorremmo avere.
Amarsi ancora, nonostante tutto
Amarsi ancora, se piango, se rido
Amarsi ancora, ai confini del mondo
Occhi che sanno cercare anche quello che non c'è
E ci fanno confessare tutto quello che vorremmo avere.
Amarsi ancora, nonostante tutto
Amarsi ancora, se piango, se rido
Amarsi ancora, ai confini del mondo
(cantata da Francesco De Gregori)
Santa Lucia, per tutti quelli che hanno occhi
e gli occhi e un cuore che non basta agli occhi
e per la tranquillità di chi va per mare
e per ogni lacrima sul tuo vestito,
per chi non ha capito.
Santa Lucia per chi beve di notte
e di notte muore e di notte legge
e cade sul suo ultimo metro,
per gli amici che vanno e ritornano indietro
e hanno perduto l'anima e le ali.
Per chi vive all'incrocio dei venti
ed è bruciato vivo,
per le persone facili che non hanno dubbi mai,
per la nostra corona di stelle e di spine,
per la nostra paura del buio e della fantasia.
Santa Lucia, il violino dei poveri è una barca sfondata
e un ragazzino al secondo piano che canta,
ride e stona perché vada lontano,
fa che gli sia dolce anche la pioggia delle scarpe,
(cantata da Francesco De Gregori)
E' tutta stesa al sole, vecchio
questa vecchi storia.
Tutta nelle tue gambe
e nella tua memoria.
Che hai visto il Tevere quando era giovane,
che si poteva nuotare.
Che hai visto il cielo quando era libero,
che si poteva guardare,
e hai visto l'aquila volare.
Io da qui vedo il cielo inchiodato alla terra
e la terra attraversata da gente di malaffare,
e vedo i ladri vantarsi e gli innocenti, tremare,
vedo i ladri vantarsi e gli innocenti, tremare.
Ma tu, dimmi che cosa vedi, adesso tu,
che adesso quasi non ci vedi più.
Dimmi che cosa vedi tu da lì,
dimmi che tutto è più chiaro che qui.
Tutto più chiaro che qui.
E dimmi che potrò capire,
e dimmi che potrò sapere,
e dimmi che potrò vedere,
un giorno anch'io così.
Tutto più chiaro che qui
Anch'io così,
tutto più chiaro che qui.
E' tutta stesa al sole,
questa vecchia storia.
tutta sulle tue spalle vecchio
e sulla tua parola.
Che hai visto piovere sulle rovine,
e le montagne crollare.
e hai visto il sangue e le stelle alpine
e la neve bruciare, e hai visto l'aquila volare.
Io da qui vedo uomini caduti per terra,
e nessuno fermarsi a guardare.
E gli innocenti confondersi e gli assassini ballare,
e gli innocenti corrompersi e gli assassini brindare.
Ma tu, dimmi che cosa vedi adesso tu,
che adesso quasi non ci vedi più.
Dimmi che cosa vedi tu, da lì,
Dimmi che tutto è più chiaro che qui,
tutto più chiaro che qui.
E dimmi che potrò capire,
e dimmi che potrò sapere,
e dimmi che potrò vedere,
un giorno anch'io così,
tutto più chiaro che qui.
(cantata da Vasco Rossi)
Prenditi quello che sei
e non rimpiangerti mai
se non ti piaci, vedrai...
non cambierai
non cambierai
non cambierai
non cambierai... mai!
Prenditi quello che vuoi
e non nasconderti mai
guarda le spalle che hai
forse ce la farai
forse ce la farai
forse ce la farai
forse ce la...
forse ce la...
forse ce la...
forse ce la...
Guarda che cielo che hai
guarda che sole che hai
guardati e guarda cos'hai
e........ guarda dove vai!
(cantata da Vasco Rossi)
Se ti guardo dentro 'gli occhi
se ti guardo Bene, Bene
tu ti nascondi
non ti vedo mai
tiralo fuori
quello che hai
se ti guardo dentro 'gli occhi
Io Non Ti Crederò Mai.
Se ti guardo dentro 'gli occhi
se ti guardo bene, bene
li vedo tutti
i pensieri che hai
non sono brutti
poi sono i tuoi
se ti guardo dentro 'gli occhi
Io M'Innamorerei.
Ehi Occhi Blu
Ehi Occhi Blu
La verità è che senza tante parole
io sento i brividi, i brividi d'amore!
Se ti guardo dentro 'gli occhi
se ti guardo bene, bene
tu ti nascondi
non ti fidi mai
fa' come credi
tanto lo sai
che se ti guardo dentro 'gli occhi
Io Non Ti Capirò Mai.
Ehi Occhi Blu
Ehi Occhi Blu
La verità è che senza tante parole
io sento i brividi, I Brividi nel cuore!!!
Se ti guardo dentro 'gli occhi
se ti guardo bene, bene
tu non mi freghi
l'ho capito sai
non sono veri
i sorrisi che fai
se ti guardo dentro 'gli occhi
Sono In Un Mare Di Guai!
Ehi Occhi Blu
Ehi Occhi Blu.......
Pagina aggiornata al 22/12/10
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