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ANS - Associazione Nazionale Subvedenti ONLUS

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Il Subvedente - marzo 2007

Indice.

ANS:
Assemblea ANS..

SCUOLA:
"Prima della prima".

LEGISLAZIONE:
Provvidenze economiche 2007.

CORSI:
Il volontario a scuola di accessibilità.

AUDIO LIBRI:
Robobraille.

IPOVISIONE:
Filtri solari.

COMUNICAZIONE SOCIALE:
Contratto RAI.

COMUNICATO STAMPA:
Convenzione sui diritti dei disabili.

MUSICA DA IPOVEDERE:
Tutto più chiaro che qui.

ANS.

Convocazione assemblea ANS.

A tutti gli Associati - Loro Sedi.

La invito ad intervenire all'Assemblea Ordinaria indetta per il 14/04/2007, ore 06.00 in prima convocazione, ed occorrendo ore 09.00 in seconda convocazione, presso la Scuola "A. Scarpa" in Milano,Via Clericetti, 22 - Milano per discutere e deliberare sul seguente

ORDINE DEL GIORNO:

  1. Relazione del Presidente;
  2. Approvazione del Bilancio Consuntivo 2006;
  3. Bilancio Preventivo 2007;
  4. Notizie dagli Associati;
  5. Varie ed eventuali.

DELEGA.

Il sottoscritto: _______________

delega il Sig.:_______________

a rappresentarlo all'Assemblea Ordinaria dell'Associazione Nazionale Subvedenti del 14/04/2007 impegnandosi ad approvare pienamente il suo operato.

Firma _______________

Indice

SCUOLA.

"Prima della prima".

Il progetto "Prima della prima" è stato ideato ed elaborato dal Gruppo di lavoro "Inclusione scolastica" del Centro EmpowerNet Lombardia, all'interno del Progetto "Superare ogni barriera" finanziato con i fondi della legge regionale 22/93. Al Gruppo di lavoro, coordinato dalla LEDHA, hanno partecipato Maria Teresa Persico (Anffas Milano), Luigi Gilberti (Aias Milano), Donatella Morra (Anffas Pavia), Silva Bertolini e Carla Mondolfo (Ans), Paola Basso (Aisac).

"C'è sempre una prima volta", una prima volta che i genitori affrontano con ansia e che la burocrazia non aiuta...: l' iscrizione dei figli alla scuola. L'ANS, in collaborazione con le Associazioni sopra citate ha cercato/proposto una serie di incontri con genitori, dirigenti e docenti per affrontare le tematiche e le problematiche previste da questo importante traguardo di vita e riferibili all'a.s. 2007-2008. L'intento è dunque anticipatorio.
Il progetto, a carattere sperimentale, è in fase di realizzazione per il corrente a. s. 2006- 2007 sul territorio di riferimento della Scuola snodo per l'handicap ICS di Carugate (ambito 8) che ha aderito all'iniziativa. 
La sua articolazione è la seguente:

Un gruppo di monitoraggio seguirà le diverse fasi del progetto e raccoglierà i dati essenziali per una sua completa valutazione.

I risultati al termine dell'anno serviranno a verificare la possibilità e necessità di estendere la proposta all'intero territorio provinciale.

Info per i prossimi appuntamenti: Silva Bertolini, tel 02 70 63 28 50.

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LEGISLAZIONE

Provvidenze economiche per invalidi civili:
importi e limiti per il 2007.

Tipo di provvidenza        Importo  Limite di reddito
Pensione ciechi civili
assoluti                   262,62   14.256,92 
Pensione ciechi civili
assoluti (se ricoverati)   242,84   14.256,92
Pensione ciechi civili
parziali                   242,84   14.256,92 
Pensione invalidi civili
totali                     242,84   14.256,92 
Assegno mensile
invalidi civili parziali   242,84    4.171,44 
Indennità mensile
frequenza minori           242,84    4.171,44 
Indennità accompagnamento
ciechi civili assoluti     710,32    Nessuno
Indennità accompagnamento
invalidi civili totali     457,66    Nessuno
Indennità speciale
ciechi ventesimisti        168,70    Nessuno

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CORSI

Il volontario a scuola di accessibilità.

(bando annuale CIESSEVI 2006/2007)

Internet, parola magica che oggi sembra poter aprire tutte le porte dell'informazione, si è ormai inserita prepotentemente nella quotidianità di ognuno di noi, anche anziani e persone con difficoltà visive significative.

Internet si è rilevato una straordinaria risorsa informativa anche per tutti i disabili, compresi i disabili della vista. 
Incontrando difficoltà nell'autonomia motoria, nella visione notturna e in ambienti illuminati artificialmente, poco o male, nella decifrazione della segnaletica e dei pannelli informativi (spesso più inaccessibili dei siti internet), i disabili visivi gravi cercano sempre più spesso informazioni sul web diventandone utenti esperti, grazie all'impiego di software ingrandenti o screen reader. Tutto questo è possibile, però, a patto che non si frappongano barriere derivanti da una progettazione che ignora anche le più elementari regole dell'accessibilità, rendendo la navigazione quasi impossibile o frammentaria, comunque faticosa.

Per trovare una soluzione a queste problematiche, l'ANS ha presentato al Centro Servizi Volontariato della Provincia di Milano un progetto che, approvato, si realizzerà nel periodo marzo/giugno 2007 nel corso di 12 incontri di 4 ore, per un totale di 48 ore.

Gli obiettivi che ci si propone sono:
· fornire a quanti si occupano del web, all'interno delle associazioni di volontariato, la possibilità di raggiungere le conoscenze e competenze necessarie alla realizzazione di siti web totalmente accessibili, ma non per questo meno efficaci, belli e interessanti:

Le Associazioni di volontariato e del no-profit, che rivolgono la loro attività al mondo della disabilità e dell'iniziativa sociale, non dovrebbero sottovalutare la potenza comunicativa della rete, bensì farsi carico di realizzare siti accessibili, ma per questo non meno interessanti, belli e "accattivanti" dei siti commerciali.

Questo corso di formazione intende colmare una lacuna in questo ambito, offrendo linee-guida per volontari che vogliano veicolare idee, esperienze, informazioni, spunti di discussione, occasioni di comunicazione interattiva via web.

Enti partners: Ledha e Retina Italia.

Donatella Morra

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AUDIO LIBRI

RoboBraille: braille e sintesi vocale tramite e-mail.

L'Associazione Nazionale Subvedenti sta collaborando con altri cinque partners Europei per la diffusione in Italia di un servizio dedicato ai ciechi e agli ipovedenti che promette di rendere più agevole l'accesso a libri, riviste, materiale di studio, e più in generale a tutto ciò che è scritto. L'accesso al servizio è completamente gratuito per uso non commerciale, e non necessita alcuna registrazione né identificazione da parte dell'utente.

Principali funzioni.

Il servizio RoboBraille consente di effettuare alcune interessanti operazioni su documenti di testo in svariati formati, in maniera veloce ed automatica. Ecco un elenco delle principali funzioni disponibili:

Inoltre, chi conosce o sta studiando le lingue Inglese o Portoghese, potrà avvalersi di servizi quali:

Estrema facilità d'uso.

Per utilizzare RoboBraille non è necessario installare sul proprio PC alcun software o hardware specifico, ma basta una comune connessione ad Internet e la capacità di inviare e ricevere e-mail. La procedura è molto semplice:

  1. Scegliere il testo da convertire;
  2. allegare il testo ad una e-mail;
  3. inviare la e-mail ad un indirizzo fornito;
  4. ricevere una e-mail con il risultato della conversione.

Possibili impieghi.

RoboBraille è indirizzato ad un ampio spettro di utenti, data la sua versatilità e facilità d'uso. Citiamo a titolo esemplificativo alcune applicazioni pratiche del servizio RoboBraille nella vita quotidiana:

Per ulteriori informazioni.

Luca Liberali - responsabile tecnico
lliberali@subvedenti.it

Cell. 339.29.62.265
Tel. 02 7063 2850

Note sul Progetto Europeo.

RoboBraille è un servizio già esistente in Danimarca dal 2004, a cura dell'Istituto dei ciechi danese Syncenter Refsnaes. L'A.N.S. sta collaborando ad un progetto per la validazione in Europa e in Italia di tale servizio, nell'ambito del programma E-TEN della comunità europea "diffusione di servizi elettronici transeuropei per tutti". Il progetto, che sarà portato a termine entro il 2007, coinvolge, oltre all'A.N.S., altri 5 partners Europei:

Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito del progetto, per il momento disponibile solo in lingua Inglese, all'indirizzo Internet: www.robobraille.org

Luca Liberali

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IPOVISIONE.

FILTRI "SOLARI" tra realtà e metafora.

Attingiamo ancora alla lista "ipovisione" (ipovisione@yahoogroups.com)

Moderatore.

Molti di noi cercano, non sempre con successo, i filtri più adatti per evitare di essere abbagliati dal sole e dalla luminosità eccessiva e diffusa.
Altrettanto spesso, però, ci sarebbe bisogno dell'esatto contrario; di filtri, cioè, capaci di restituire luce e solarità alle nostre giornate.
Le occasioni per questo tipo di necessità sono innumerevoli:
- i genitori iper-protettivi;
- gli insegnanti iper-impreparati;
- la gente iper-emozionata, ma solo al Dialogo nel buio...
- i datori di lavoro iper "che due palle "sti disabili";
- i collegi iper "che due palle "sti disabili";
- le persone vicine iper-insofferenti sempre e solo verso gli altri.
Chissà perchè nessuna ASL prescrive gli iper filtri "solari"; ciascuno deve trovarseli e provarseli da solo.
Nessuno ha mai ricevuto un regalo di questo tipo per il suo compleanno, filtri cosi non si comprano a nessun prezzo e non si infiocchettano in nessuna maniera; chi ne trova se li tiene stretti.
Tutti sono capaci di filtrare la luce: egoisti, superbi, orgogliosi, avari, invidiosi, insicuri...
Riuscire a trovare il modo per filtrare il buio è il più bel regalo che si può fare a se stessi e a chi ci è vicino.
E poi, l'iper filtro "solare" non può che essere previsto in un solo e unico modello: serenità...

L.

Il problema è trovare un punto di contatto tra chi ha problemi e chi non li ha. Come in tutte le relazione bisogna scendere a compromessi.
Chi ha problemi non si capisce, quanto non capisce chi non ha problemi.
Chi ha problemi certamente parte svantaggiato e, in questa società in competizione con se stessa, non si trova bene.
Ma parlarne tra di noi a che serve, tanto lo sappiamo già.
Come si può fare per stimolare la sensibilità di chi non ha problemi? Chi non ha problemi non perde tempo a leggere queste e-mail, esce la sera e ha 1000 altre cose più interessanti da fare.
Si può tentare di essere uniti , numerosi per far sentire la propria voce, F. FOR PRESIDENT!!!

Moderatore.

mi verrebbe da dire: "chi è senza problemi scagli la prima pietra"... 
Non sono convinto che essere disabili significhi avere dei problemi ed essere normodotati no. Oltre al fatto che "da vicino nessuno è normale", mi vengono in mente innumerevoli esempi di normodotati possibilmente più pieni di problemi di noi.
Gli iper filtri "solari" sono in questo senso una necessità sociale più che un ausilio (psicologico) per disabili.
I problemi sensoriali e i relativi iper filtri "solari" sono facili da individuare; le paure, le diffidenze, i sensi di colpa e di persecuzione, le piccole e grandi manie, ecc. sono invece così nascosti che diventa quasi impossibile filtrarli.
Il problema di chi non capisce i problemi altrui è causato principalmente dal fatto che si crede immune da problemi propri...
Chi alla sera esce invece di leggere queste mail è garantito al limone che abbia altri problemi e/o che esca proprio per evitare i propri problemi...
Essere uniti può essere utile per cercare di risolvere i problemi collettivi; prima però bisogna conoscersi per scindere il soggettivo dall'oggettivo. Per sentire e far sentire la propria voce bisogna essere se stessi.
La strada che porta alla serenità è sempre una biforcazione della via per la chiarezza. Il tentativo di arrivare a definire in modo assoluto il chiaro e lo scuro è per molti il più grosso problema; la serenità permette di vedere pregi e difetti propri ed altrui e ciò rappresenta, forse, il segreto di ogni iper filtro "solare": ogni elemento diventa filtro e specchio nel complesso sistema "ottico" che per questo è possibile definire "serenità".
Scettico rispetto all'essere stato chiaro, spero di aver reso l'idea...

P.

La serenità come espressione di filtro "solare" è una bellissima immagine che infonde un senso di pace e dà speranza.
Ho praticato yoga per qualche anno e questa disciplina mi ha aiutato a gestire meglio le mie emozioni. Credo che, al di là dello yoga, ogni persona può e deve cercare in se stessa le risorse per affrontare al meglio la realtà in cui vive.

B.

Nel leggere il bel commento di F. sui filtri che occorrerebbero nella vita, mi sono sentita presa in questa discussione.
Certo che, per quanto riguarda i filtri al "buio" che ci si porta dentro, il problema è veramente GROSSOOOOOO.
La mia esperienza personale conta di difficoltà non poco rilevanti in 
ufficio, dove, sia il direttore (che dovrebbe tutelare i lavoratori e 
curarsi del loro "stato" di lavoratore "soddisfatto"), nonché i colleghi pensano che ci sia una bivalenza quasi simbiotica tra il "non vede" e il "non è capace di fare". Il trattamento che ne deriva è una sorta o di iperprotezione che rasenta la stucchevolezza, o di totale indifferenza comportante anche la visione di superiorità rispetto al disabile.
A parte questa esperienza molto negativa, posso dare la testimonianza di altri "filtri" che sanno riportare la luce che manca all'esistenza.
In questi ultimi giorni sto terminando uno stage a Torino, in una casa editrice. Il lavoro di "impaginazione" non è ciò che si può dire il massimo della vita per chi ha difficoltà visive, ma le persone con cui sto lavorando hanno avuto con me una pazienza da elefanti, insegnandomi piano piano tutto ciò che mi serviva, e incoraggiandomi a non darmi per vinta se non capivo o non riuscivo a mettere in pratica ciò che, in teoria, mi sembrava tanto 
semplice. E quello che di più radioso ho trovato, in una città grigia come questa, è l'affetto delle studentesse con le quali divido il convitto presso cui risiedo in questi mesi. In generale mi hanno accolto a braccia aperte, senza ossessionarmi su "riesci..." o "non riesci...". Certo, domande sulla mia malattia me ne hanno fatte, ma, soprattutto con alcune di loro, si è creato un rapporto fraterno che è stato capace di annientare l'esistenza della minorazione visiva. Se dovessi avere bisogno, per l'amor del cielo, loro sono presenti e mi danno volentieri una mano su ciò che chiedo, anche se, in realtà, non accade quasi mai.
Dicendovi la verità, non pensavo di trovare un ambiente di questo genere. Anche qui ci sono le amebe, i trogloditi e le nobildonne col nasino all'insù, quelle con cui proprio ho un rapporto di gentilezza da buona educazione, e quelle che, a pelle, detesto proprio. Ma anch'io sono umana, e credo di stare sulle scatole a qualcuna di loro...
Se proprio non mi vedrete tornare a Milano tra un paio di settimane, sappiate che le ragazze mi hanno sequestrato per non farmi lasciare il convitto... (sorrisone)

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COMUNICAZIONE SOCIALE.

Contratto di Servizio RAI: così non va!

Segnano un netto arretramento, per le persone con disabilità, le linee guida del Contratto di Servizio RAI 2007-2009, presentate dal ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni. Si torna infatti a parlare di persone «che hanno bisogno» e di «trasmissioni dedicate», continuando ad ignorare i tanti passi in avanti fatti dal movimento internazionale della disabilità, a partire dalla Convenzione approvata dall'ONU lo scorso anno.

Il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni ha presentato il 17 gennaio, dinanzi alla Commissione Parlamentare di Vigilanza, le linee guida del Contratto di Servizio RAI 2007-2009, sottolineando nel suo intervento la necessità di «fare più servizio pubblico, in particolare per le fasce di cittadini che ne hanno più bisogno: dai minori, ai disabili».

In realtà, se pensiamo ai princìpi generali che hanno ispirato la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità - adottata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 13 dicembre scorso senza lasciare praticamente traccia sugli organi d'informazione italiani - non vengono citati cittadini «che hanno bisogno», ma viene bensì posto l'accento sulla «piena ed effettiva partecipazione e inclusione nella società» delle persone con disabilità.

E del resto lo slogan del movimento internazionale impegnato da anni nella tutela dei diritti delle persone con disabilità è proprio Nulla su di Noi senza di Noi, come recentemente ricordato dalla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) allo stesso ministro Gentiloni, in una lettera aperta rimasta senza risposta.

Ma nonostante tutto ciò, le persone con disabilità continuano ad essere escluse dai momenti decisionali, subendo scelte pensate per persone che hanno bisogno e non fatte insieme a chi per anni è stato discriminato; questo nel pieno rispetto di un approccio medico alla disabilità che sarebbe invece compito del servizio pubblico tentare di scardinare nell'opinione pubblica, in favore di un modello sociale della disabilità basato sui diritti umani.

Non ci sono altri modi, infatti, per interpretare il perché, da parte del Ministero delle Comunicazioni, non sia sentito il bisogno di organizzare alcun momento di confronto con le realtà dell'associazionismo - che rappresentano in Italia migliaia di famiglie di persone con disabilità- in fase di stesura del nuovo Contratto di Servizio, che si presenta infatti palesemente inadeguato.

Già il contratto precedente, ad esempio, parlava di programmi contenitori che avrebbero dovuto trattare di tematiche di interesse generale, al cui interno sarebbe dovuta confluire, senza traumatici cambi di tono (dal superomismo alla cronaca), la presenza di persone con disabilità in trasmissione o la trattazione di tematiche relative alla disabilità.

Sarebbe dunque stato auspicabile che tale concetto venisse ribadito, insieme ad un'attenzione rinnovata ai linguaggi appropriati, in modo da favorire una corretta rappresentazione della disabilità nei media. Il sentiero su cui procedere, del resto, è ben sintetizzato nel Codice Etico Linguistico sulla Disabilità stilato dal Segretariato Sociale RAI.

Ebbene, nel Contratto 2007-2009 di questo non vi è traccia; si torna bensì a parlare, in maniera quanto mai preoccupante, di «trasmissioni dedicate», definizione, questa, già inclusa nelle linee guida approvate dall'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e che nel testo del contratto viene puntualmente ribadita all'articolo 4.

Anche l'articolo 8, poi, specificamente riguardante la programmazione dedicata alle persone con disabilità, risulta poco incisivo e ben lontano dal poter favorire il superamento di atavici pregiudizi che secoli di esclusione hanno radicato nell'opinione pubblica. In tale testo, infatti, vengono ignorate tutte le cosiddette cross-disability issues, ovvero le questioni di fondo che riguardano qualsiasi tipo di disabilità, concentrandosi unicamente sull'accessibilità alla programmazione televisiva, settore, tra l'altro,nel quale il nostro Paese è ancora ad uno stadio di arretratezza, ma a cui non può certo esclusivamente riferirsi un documento di questa portata.

In confronto quindi a quanto si legge nel Contratto di Servizio RAI 2003-2005, e cioè che «La RAI, nel ribadire il proprio impegno di produzione e di programmazione nell'ambito e nel rigoroso rispetto delle normative antidiscriminatorie del Trattato di Amsterdam e delle risoluzioni del Forum Europeo delle persone disabili di Madrid, dedica particolare attenzione alla promozione culturale per l'integrazione delle persone disabili e il superamento dell'handicap», la distanza è davvero abissale.

In conclusione, arrivare a rimpiangere - anche se per una specificità - un periodo percui si è arrivati a parlare di «vera emergenza democratica sull'informazione», non attribuisce certo un lustro particolare a questo provvedimento, a riguardo del quale la FISH, a nome delle 36 associazioni ad essa aderenti, «ha chiesto un urgente momento di confronto, per arricchire e integrare un piano che allo stato attuale potrebbe spingere migliaia di famiglie a forme di protesta tali da arrivare a quello sciopero del canone spesso populisticamente agitato».

www.superando.it 

FISH Onlus
Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap
tel. 06/78 85 12 62
fax. 06/78 14 03 07
e-mail presidenza@fishonlus.it

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COMUNICATO STAMPA

E la Convenzione va!

Anche il 13 dicembre 2006 è destinato a diventare una data "storica" per le persone con disabilità nel mondo: infatti, poco fa - esattamente alle 10.50, ora di New York - l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha ufficialmente adottato la Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità, approvata il 25 agosto scorso. Un altro momento salutato con grande soddisfazione dal movimento italiano delle persone con disabilità.

È ufficiale: oggi, 13 dicembre 2006, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato in via definitiva il testo della Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità - documento approvato il 25 agosto scorso - primo, importante trattato sui diritti umani del ventunesimo secolo.

Si tratta certamente di un altro traguardo "storico" - raggiunto in tempi molto rapidi - su cui sono riuscite a convergere le diverse posizioni e richieste da un lato dei governi, dall'altro delle maggiori associazioni e federazioni di persone con disabilità del mondo.

Da segnalare che nemmeno questa volta si è trattato di una formalità burocratica, poiché alcune delegazioni degli Stati hanno voluto esplicitare la propria dichiarazione di voto, esprimendo talora anche delle critiche, in particolare su alcuni tra i punti più innovativi del testo: ad esempio negare che la capacità legale significhi capacità d'agire o insistere sul fatto che il diritto alla salute nella procreazione non significhi automaticamente diritto all'aborto.

Al di là comunque degli ulteriori dibattiti di oggi, il dato certo e fondamentale è che il voto alla Convenzione è stato favorevole.

L'International Disability Caucus (IDC) - definito nei mesi scorsi dal nostro sito www.superando.it come «la forma organizzativa che 70 associazioni internazionali, regionali, nazionali e locali si sono date per discutere in forma democratica le strategie da tenere durante i lavori per la stesura della Convenzione» - ha voluto subito congratularsi «con tutti i governi e le organizzazioni della società civile coinvolte nei negoziati per la Convenzione, adottata dopo cinque anni di lavoro».

Il contributo dell'IDC è stato importante nella stessa giornata di oggi, con due interventi particolarmente incisivi che hanno ancora una volta positivamente coinvolto nella partecipazione i rappresentanti della società civile.

«Il movimento italiano delle persone con disabilità e dei loro familiari - ha dichiarato dal canto suo Pietro V. Barbieri, presidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) -saluta con estrema soddisfazione il fatto che il processo si sia concluso rispettando i tempi previsti. Finalmente le persone con disabilità del mondo possono sentirsi non solo degli emarginati».

La prossima tappa - anch'essa quanto mai attesa - è a questo punto quella della ratifica e implementazione da parte dei 192 Stati membri dell'ONU e quella dell'entrata in vigore della Convenzione la quale, vale la pena ricordarlo, scatterà dopo che almeno 20 Paesi avranno fatto proprio l'importante documento.

Presidenza FISH
Presidenza CND

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MUSICA DA IPOVEDERE.

Tutto più chiaro che qui.

(cantata da Francesco De Gregori)

Proposta da Corrado.

E' tutta stesa al sole, vecchio
questa vecchi storia.
Tutta nelle tue gambe
e nella tua memoria.
Che hai visto il Tevere quando era giovane,
che si poteva nuotare.
Che hai visto il cielo quando era libero,
che si poteva guardare,
e hai visto l'aquila volare.
Io da qui vedo il cielo inchiodato alla terra
e la terra attraversata da gente di malaffare,
e vedo i ladri vantarsi e gli innocenti, tremare,
vedo i ladri vantarsi e gli innocenti, tremare.
Ma tu, dimmi che cosa vedi, adesso tu,
che adesso quasi non ci vedi più.
Dimmi che cosa vedi tu da lì,
dimmi che tutto è più chiaro che qui.
Tutto più chiaro che qui.
E dimmi che potrò capire,
e dimmi che potrò sapere,
e dimmi che potrò vedere,
un giorno anch'io così.
Tutto più chiaro che qui
Anch'io così,
tutto più chiaro che qui.
E' tutta stesa al sole,
questa vecchia storia.
tutta sulle tue spalle vecchio
e sulla tua parola.
Che hai visto piovere sulle rovine,
e le montagne crollare.
e hai visto il sangue e le stelle alpine
e la neve bruciare, e hai visto l'aquila volare.
Io da qui vedo uomini caduti per terra,
e nessuno fermarsi a guardare.
E gli innocenti confondersi e gli assassini ballare,
e gli innocenti corrompersi e gli assassini brindare.
Ma tu, dimmi che cosa vedi adesso tu,
che adesso quasi non ci vedi più.
Dimmi che cosa vedi tu, da lì,
Dimmi che tutto è più chiaro che qui,
tutto più chiaro che qui.
E dimmi che potrò capire,
e dimmi che potrò sapere,
e dimmi che potrò vedere,
un giorno anch'io così,
tutto più chiaro che qui.

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Associazione Nazionale Subvedenti - ONLUS
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