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ANS - Associazione Nazionale Subvedenti ONLUS

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Il Subvedente - giugno 2000

Indice:

Ipovisione
- E' nata "Ipovisione" Mailing-list
- Modalità relazionali degli ipovedenti

Oculistica
Igiene oculare, prevenzione delle malattie, notizie utili e curiosità

Formazione
Progetti finalizzati - CORSI FSE: Progetto HORIZON

Iniziative ANS

Documentazione

Vacanze

IPOVISIONE.

E' nata "Ipovisione" mailing-list.

Dopo mesi di gestazione e chiacchierate con amici e collaboratori, sono lieto di invitare anche i lettori de: Il subvedente ad aderire alla nuova iniziativa riguardante specificatamente le tematiche relative all'ipovisione.

Si tratta dell'apertura di una mailing-list (lista di discussione via posta elettronica) denominata, appunto: Ipovisione.

In coda a questa breve presentazione troverete il testo di "benvenuto" che riceverete al momento dell'iscrizione.

Per iscrivervi spedite una e-mail "vuota" (senza "Oggetto" e "corpo del testo") a: ipovisione-subscribe@onelist.com

Se vi arriva come risposta un messaggio in inglese con la richiesta di conferma, rispondete con "rispondi al mittente" e spedire (senza aggiungere né cambiare nulla). A questo punto vi arriverà il messaggio di benvenuto che segue:


"Salve,
benvenuta/o in "Ipovisione".

"Ipovisione" è una mailing lista che tratta i bisogni degli ipovedenti: ausili ottici e informatici, barriere visive, accesso alla lettura, didattica, ecc...
È rivolta a tutti coloro che, ipovedenti o no, si interessano di queste tematiche.
Si prega di attenersi al tema.

La lista è attualmente amministrata da: Franco Frascolla (ipovedente "ventesimista")
La lista non è moderata, quindi i messaggi arrivano direttamente agli iscritti.

I messaggi alla lista vanno spediti all'indirizzo: ipovisione@onelist.com
possono essere inviati in formato html o "testo normale" e possono contenere tutti i caratteri disponibili.
Se si adotta il formato html si raccomanda di utilizzare caratteri di facile lettura, tipo Arial, con dimensioni comprese tra 14 e 24 pixel. Evitare altresì combinazioni cromatiche testo-sfondo a basso contrasto.
Gli eventuali "allegati" NON devono occupare più di 100 Kb.
Per iscriversi spedire un messaggio a: ipovisione-subscribe@onelist.com

Per annullare l'iscrizione: ipovisione-unsubscribe@onelist.com
Per comunicare con il moderatore: ipovisione-owner@onelist.com
Altre informazioni sulla lista si possono reperire all'indirizzo Web:
http://www.onelist.com/group/ipovisione In questo sito gli iscritti possono, tra l'altro, consultare l'archivio dei messaggi precedenti e trasformare la propria adesione da normale a "digest", ossia con invio dei messi in un blocco unico quotidiano.

Cordialmente;

Il moderatore di ipovisione"

Franco Frascolla

Indice

IPOVISIONE.

Modalità relazionali degli ipovedenti.

...alcuni messaggi inviati a "Ipovisione":

La maggioranza dei lettori di Ipovisione si staranno preparando alla
tradizionale abbuffata pasquale (auguri); molti ne avranno approfittato per una gita fuori porta e comunque per allontanarsi per qualche ora dalla routine della quotidianità.
Non vi chiederò di interrompere le libagioni per rispondere a questo
messaggio, anzi: prendete il grappino, digerite comodamente, sgranchitevi le gambe e magari approfittatene per riscoprire i piaceri della primavera...
Nel frattempo cominciate a riflettere su un tema poco dibattuto sulle
"nostre" mailing-list, soprattutto in relazione all'ipovisione.

Quali sono e come possono essere affrontati i "vizi comuncativo-relazionali" degli ipovedenti?
Vi propongo subito un aneddoto personale, tanto per non parlare in mdo astratto e per indicare chiaramente il tipo di coinvolgimento che mi
piacerebbe trovare in voi.

Fino a qualche mese fa i miei viaggi in treno erano caratterizzati da un
desiderio represso di occupare il tempo nella lettura; mi portavo anche
l'occorrente (libri, occhialozzi...) ma appena lo scompartimeto si animava, mettevo via tutto...
La scusa era che preferivo relazionarmi con le persone che avevo intorno, in reatà l'imbarazzo rispetto alle mie modalità percettive aveva preso il sopravvento...
Ultimamente, da quando mi occupo di informatica e dsabilità vsiva, mi trovo nella condizione di dover consultare diversa documentazione tecnica e nel contempo di dover viaggiare più spesso. In sostanza ho dovuto conciliare le esigenze di lavoro con quelle di studio e così sono riuscito a superare la sindrome dello scompartimento...

Ho parlato della questione con amici ipovedenti, non vedenti e normovedenti e tutti hanno ammesso che il tema è interessante, intricato e sommerso...
L'ipovedente fa l'impossibile per rendere meno evidente il suo status e
questo, in ambito di deambulazione, compromette la qualità, l'agilità e la sicurezza dei movimenti; è sempre difficile chiedere al passante: che via è questa, quale bus sta arrivando, da quale binario parte il treno...
Per contro ci sono casi in cui l'ipovedente rinuncia alla sua autonomia e si trasforma in un cieco virtuae (dimenticando che molti non vedenti sono perfettamente in grado di muoversi senza problemi...).

Sarebbe interessante affrontare la questione anche dal punto d vista
scolastico (cosa avviene a proposito di quanto sopra fra i banchi di scuola) e comunqe cercare di tirare fuori tutti i nostri "altarini comunicazionali".
Come si organizza un ipovedente quando si deve recare in un luogo
sconosciuto?
Cosa fate al ristorante quando "la carta" (il menù) è scritta troppo in
piccolo?
Cosa fate al supermercato quando avete i soldi contati e vi necessita sapere
esattamente quanto costano i prodotti?
Cercate di andare sempre allo stesso sportello bancomat?...

Secondo me questo tema, se affrontato con serenità, potrebbe dirci molto e aiutare tutti a risolvere i piccoli e grandi problemi della vita quotidiana.
Mi rendo conto che è più facile parlare di occhiali telescopici che di se
stessi, ma avere una maggiore consapevolezza di se, permette anche di approcciarsi in maniera più costruttiva alla tecnologia e agli ausili!

Dopo i primi 10 messaggi sull'argomento, vi racconterò la fantastica storia di un amico ipovedente e balbuzionte che si è specialzzato in orari ferroviari e tabelle Excel per "riuscire"... ad andare in vacanza in
autonomia.

Alla prossima e... attenti a non appoggiarvi coi gomiti sulle briciole di
glassa della colomba.

F. F.


Ciao, buon rientro lavorativo a tutti.
Si chiede Franco:

"Quali sono e come possono essere affrontati i "vizi comunicativo-relazionali" degli ipovedenti?"

Non sono ipovedente bensì cieca assoluta; e ciò mi porta a riflettere su
questa domanda da una posizione in un certo senso esterna, ma con una maggior conoscenza e comprensione del genere di difficoltà e specificità cui i disabili visivi vanno incontro.
Quasi inutile sottolineare quanto molti disagi, almeno di ordine pratico,
siano comuni. Più interessante invece mi pare cercare di capire quanto la soluzione, ma soprattutto l'approccio a tali difficoltà possa essere diverso sia da parte dei disabili stessi, che da parte del resto del mondo.
Alcune considerazioni/domande generali: chi vede poco e o male, soprattutto quando possiede un alto grado di autonomia, spesso non è immediatamente riconoscibile, e può essere molto difficile per gli altri comprendere dove sorgano difficoltà e di quale natura siano.
Come reagite per esempio quando i colleghi che magari vi vedono svolgere mansioni simili alle loro, usare il computer, giungere al lavoro con i mezzi e senza bastone bianco, smettono di salutarvi offesi  dalla vostra mancata risposta?
O quando, pur camminando in modo sciolto e spedito per strada fermate un passante per chiedergli cosa dice quel cartello lì a pochi metri ma per voi illeggibile, e quello vi guarda con un misto di diffidenza ed incredulità che richiederebbe una spiegazione?
E quanto è difficile darle, le spiegazioni; quanto è forte la tentazione di
far di tutto perchè "nessuno se ne accorga" anche quando forse usando strumenti più adeguati se non ausili propri ai non vedenti vi
semplifichereste la vita?
Quanto può essere faticoso spiegare ogni volta di cosa si ha bisogno?
L'ipovisione è ancora una realtà sommersa e così frastagliata al suo interno da richiedere sicuramente più attenzione di quanta ne abbia avuto fino ad oggi. Ma questo potrebbe essere il tema di un'altro messaggio.
Un saluto,

E.L.


Buona Pasqua a tutti!

"Quali sono e come possono essere affrontati i "vizi
comuncativo-relazionali" degli ipovedenti?"

il tema proposto è molto interessante. E' davvero poco dibattuto, anche perchè credo che le risposte comportamentali degli ipovedenti siano sì condizionate molto dal tipo e gravità della patologia, ma soprattutto dal carattere proprio di ogni individuo. Un timidone, che fa di tutto per non farsi notare, non farà nulla che attragga l'attenzione degli altri. Voglio dire che i condizionamenti esterni non credo siano così determinanti.

Proverò anch'io, tanto per non parlare, come dice Franco, in astratto, a raccontare alcune mie esperienze.
Quando viaggio in treno, corriera, aereo, vaporetto, io approfitto per leggere i miei amatissimi "libri parlati", e mi sento tra l'altro molto fortunata. Fin qua niente da dire, nessuno se ne accorge e, se sì, pensa che io stia ascoltando musica. Se invece volessi leggere una rivista o il giornale, molto spesso rinuncio, oppure utilizzo una lente d'ingrandimento.
Per la verità non mi sono mai *raccontata* la storia di volermi relazionare con le persone intorno (anche perchè comunque tendo ad essere una solitaria), semmai non voglio diventare oggetto d'attenzione, per carattere, nè voglio mettere in imbarazzo la gente. Se invece le persone già conoscono il mio problema (amici, colleghi, ecc.) non provo alcun imbarazzo ad avvicinare il foglio a 2 centimetri dagli occhi, con aggiunta di occhiali ingrandenti. Ciò vuol dire che se il nostro problema è condiviso dagli altri è più semplice da affrontare.

"...è sempre difficile chiedere al passante: che via è questa, quale bus sta arrivando, da quale binario parte il treno..."

Personalmente non mi sento troppo imbarazzata a chidere, anche se tendo a farlo poco, ma sempre per questione di carattere. C'è da dire che ho trovato quasi sempre persone gentili e disponibili.
Ogni tanto mi accorgo che la gente mi guarda con un pò di diffidenza, teme una sorta di *adescamento*, sembrando io apparentemente normovedente, ma qualcosa bisogna pure mettere nel conto!
Non voglio rinunciare insomma, per quanto possibile, alla mia autonomia. Ciò significa che uso il buon senso, impiego un pò di tempo in più, per ogni cosa, ma cerco di farla da sola.
Se devo fare un viaggio in treno, mi doto di una tabella-orario, di andata e ritorno, la ingrandisco quanto basta per essere letta con comuni strumenti.
Io viaggio spesso da sola, anche all'estero, un pò per necesità, un pò
(tanto) per scelta (ho notato che mi resta molto meno dei viaggi che ho
fatto con altre persone). Se devo andare in vacanza in un luogo sconosciuto, mi preparo molte cose prima di partire (procuro gli orari dei vari servizi pubblici, preparo piante ingrandite delle varie città che voglio visitare, della metropolitana, preparo indirizzi e recapiti telefonici utili, in formato gigante, da tenere sempre in tasca, per ogni evenienza. Prenoto l'albergo sicuramente per la prima notte, per non avere sorprese. E tutto ciò utilizzando Internet alla grande.
Non voglio assolutamente magnificare i viaggi in solitaria, voglio solo dire che se uno vuole viaggiare da solo, ed è ipovedente, ce la può fare. Basta organizzarsi prima e fare le cose a propria misura. E' evidente che non si può far tutto, ma molto sì.

Ma tutto ciò attiene alle attitudini individuali.
Altra cosa è porsi il problema di ciò che noi ipovedenti dovremmo fare per ottenere maggiore attenzione ai nostri problemi (molto più diffusi di quanto si pensi) da parte della collettività. Come?
1) chiedendo maggiore chiarezza ed efficacia della segnaletica urbana e negli edifici pubblici (ospedali, uffici, stazioni, aeroporti, ecc.). Forse
mi ripeto, ma una maggiore leggibilità delle indicazioni, degli orari, degli
sportelli Bancomat, farebbe comodo a tutti, senza spesa aggiuntiva.
Pretendere che una diagnosi  o prescrizione di esami del medici sia
leggibile (computer), dovrebbe essere un sacrosanto diritto di tutti i
cittadini.
Forse potremmo tentare di dimostrare ai diversi soggetti interessati, con al cuni esempi alternativi, la maggiore leggibilità di alcune soluzioni (basta pensare a ciò che vien fuori dalla tabella dei contrasti caratteri-colori fornita da Franco ....).
2) segnalando alcuni efficaci esempi concreti.
3) organizzando qualche convegno, attraverso Associazioni disponibili, per sensibilizzare l'opinione pubblica su questo tema. Invitando operatori (grafici, tecnici, editori, fornitori di ausili, ecc.) e fornendo una
documentazione di base.
Ma temo che dovremo darci da fare e faticare, per ottenere qualcosa.
Purtroppo non basta parlarne, occorre segnalare i problemi e chiedere.
Io stessa devo fare autocritica, nel momento in cui, nel mio ambiente di
lavoro, oltre a segnalare più volte a parole la mia difficoltà ad accedere
alle salette multimediali per la formazione, non ho posto formalmente il
problema, rimasto perciò irrisolto. Sinceramente mi aspettavo una automatica risposta da parte della struttura che conosceva bene il mio problema, ma evidentemente mi sono sbagliata. Siamo ancora all'inizio di una lunga strada in salita.
Potremmo stendere un elenco di soluzioni tecniche da chiedere con forza alle strutture pubbliche. A titolo di esempio:
- ogni biblioteca pubblica dovrebbe mettere a disposizione una postazione per ipovedenti (lenti, videoingranditore, computer per interrogazione catalogo, con software ingrandente, ecc.):
- ogni saletta informatica per la formazione del personale dovrebbe mettere a disposizione un computer per ipovedenti (con monitor a 17-19 pollici, con software ingrandente, ecc.);
- ogni museo, analogamente a quanto succede in molti paesi europei ed oltreoceano, potrebbero mettere a disposizione un videoingranditore, per la consultazione delle piante del museo, del catalogo, un computer, ecc.
Quante altre cose potremmo indicare?

"Cosa fate al supermercato quando avete i soldi contati e vi necessita
sapere > esattamente quanto costano i prodotti?"

Io uso una lette di ingrandimento, della COIL (non ho ancora capito se è tedesca o inglese), 6x, che oltre ad essere molto leggera, ha un utilissimo gancetto per poterla indossare con spago o catenina.
La uso molto, ovunque, anche quando giro per mercatini di antiquariato, dove mi scambiano spesso per una esperta.................
Occorre dunque trovare gli ausili giusti per ogni cosa e per le nostre
attitudini. Certo, si viaggia sempre con pesi aggiuntivi rispetto agli
altri, ma almeno si viaggia!

Insomma, il tema del comportamento relazionale degli ipovedenti è senza dubbio intricato e poco discusso. Dipende molto secondo me dal livello di informazione, dalla nostra volontà di autonomia e dalla sensibilizzazione della società.

Un caro saluto a tutti

L.B.


Ciao a tutti,
ho apprezzato molto i messaggi di Franco, Elvezia e Lucia su questo
argomento.
Non possedendo la loro capacita' analitica, la loro esperienza ne'
la capacita' di formulare richieste articolate mi limitero' ad aggiungere
la mia esperienza e un nuovo punto da cui osservare le cose.
Sono cieca assoluta ma mamma di una bambina ipovedente di 5 anni.
Per me, abituata da sempre ad avere a che fare con la curiosita',
gli imbarazzi e tutti i comportamenti dei normovedenti, e' stato naturale
fin da subito cercare di educare mia figlia alla "visibilita'", alla
"esternazione".
Quando la bambina entra con me in un negozio o si trova in situazioni
di difficolta' non ha problemi ad utilizzare con gli estranei frasi come
"me lo fai toccare che non lo vedo bene?"
"dimmi se e' destra o sinistra, non indicare con il dito perche' non
lo vedo!"
So che a cinque anni e' tutto molto piu' semplice: la comprensione
degli adulti, le poche occasioni di confronti sgradevoli... La mia speranza e' solo quella che imparando da piccola a chiedere aiuto nel modo giusto possa ricordarsi poi di farlo quando sara' in difficolta' da grande.
Non mi faccio illusioni perche' immagino che l'orgoglio con cui adesso
mostra ai compagni di scuola materna il leggi'o o le letterine il rilievo lascera' fra qualche anno il posto alla frustrazione di sentirsi
diversa; ma ritengo che davvero molto si possa fare come genitori,
come insegnanti, come amici di famiglie di bambini ipovedenti per
evitare che "mimetismo" sia la parola d'ordine anche delle nuove
generazioni di ipovedenti.
E' utopia o una visione troppo semplicistica della realta'?

A rileggerci

M

Indice

OCULISTICA.

Igiene oculare, prevenzione delle malattie, notizie utili e curiosita'.

La vista e' un bene prezioso, qualcuno ha detto il piu' prezioso, ove mai fosse possibile stilare una classifica di questi inestimabili valori: i sensi. I nostri occhi, tuttavia, contribuiscono in modo determinante alla nostra vita di relazione, basti pensare che circa l'80% delle informazioni che entrano nel nostro Sistema Nervoso Centrale lo fanno per mezzo dei nervi ottici.
Questa pagina circa la salute della nostra vista non hanno la pretesa di essere esaustive, ne' tantomeno di sostituire il rapporto di fiducia e dialogo con il vostro medico oculista. Hanno viceversa lo scopo di fornire alcune informazioni accessibili, utili, per una corretta gestione della propria salute oculare.

Prevenzione:
frequenza dei controlli oculistici.

Purtroppo non esiste una frequenza dei controlli medici in generale ed oculistici in particolare che possa evitare l'insorgenza della totalita' delle patologie, e porre il paziente al riparo, quasi una sorta di "assicurazione"; tuttavia, cosi' come evidenziato dalla stessa Organizzazione Mondiale della Sanita' (OMS), la prevenzione e' un obiettivo primario della Medicina moderna, perche' tutela il diritto del Cittadino alla Salute nella fase piu' precoce possibile, con indiscusso beneficio in termini tanto sanitari quanto economici.
La frequenza dei controlli oculistici, viene di seguito riportata per classe di eta' del paziente e categoria di eventuale patologia o difetto refrattivo gia' diagnosticato. Queste frequenze sono indicative, e possono naturalmente essere variate secondo il giudizio del proprio medico oculista.

Da 0 a 6 anni.
In questa tenera eta' il sistema visivo ed il suo organo terminale, l'occhio sono in fase di accrescimento e di formazione. E' un periodo particolarmente importante per la crucialita' che una diagnosi tempestiva anche di banali difetti di vista (miopia, ipermetropia, astigmatismo) assume. La precoce diagnosi ed il tempestivo trattamento di difetti di vista ed anomalie della motilita' e/o della visione binoculare (strabismi etc) sono fondamentali per la prevenzione delle ambliopie (il cosi'detto "occhio pigro"). Patologie piu' rare ed importanti, legate o meno a parti pretermine o difficoltosi, o a patologie sistemiche, devono essere prontamente diagnosticate e trattate.

Nel caso di nati a termine senza complicanze, laddove il pediatra o i genitori non abbiamo riscontrato alcuna anomalia (occhio storto, difficolta' nell'afferrare oggetti etc.):
1 visita entro i 4 anni ed 1 visita entro i 6 anni.

Per i nati pretermine e sottoposti a terapia con ossigeno:
1 visita entro le prime 4 settimane di vita e poi controlli come predisposto dal medico oculista.

Per bambini che presentano strabismo (occhio storto in dentro od in fuori), leucocoria (riflesso biancastro all'interno della pupilla) o qualsiasi anomalia riscontrata dal pediatra:
1 visita appena il problema si renda manifesto; controlli come stabilito dal medico oculista.

Da 6 a 21 anni.
E' questa' un'eta' in cui il globo oculare continua a crescere, e la porzione di sistema nervoso centrale connessa all'occhio a plasmarsi. E' bene controllare periodicamente i giovani sani, e seguire con scrupolo i pazienti con qualsivoglia difetto di vista e/o patologia, per assicurare tutto il supporto necessario per l'eta'.

Per bambini/giovani senza difetti di vista riscontrati precedentemente:
1 visita ogni 2-3 anni e comunque allorche' si manifesti difficolta' nella visione per lontano o vicino, o stanchezza, cefalea dopo applicazione.

Per bambini/giovani con difetti di vista (miopia, ipermetropia, astigmatismo) e/o della visione binoculare e/o motilita' oculare (insufficienza di convergenza, strabismi etc.):
1 visita ogni anno, preferibilmente all'inizio dell'anno scolastico, o quando il paziente si lamenti di una diminuzione della vista e/o di cefalea.

Da 21 a 40 anni.
E' un'eta' in cui meno frequentemente, da un punto di vista statistico, si presentano nuovi problemi di natura oculare; pertanto per coloro che non hanno difetti e/o patologie diagnosticate e' sufficiente un periodico ma vigile controllo. Per i giovani con difetti e/o patologie oculari e' bene non trascurarsi, assicurando una maggiore periodicita' dei controlli.

Per giovani senza difetti di vista o patologie oculari precedentemente diagnosticate:
1 visita ogni 3-5 anni, salvo richiedere prontamente una visita all'insorgenre di qualsiasi sintomatologia

Per giovani con difetti di vista importanti e/o patologie oculari:
1 visita ogni 12-18 mesi, salvo diversa prescrizione del proprio medico oculista

Da 40 a 60 anni.
E' questa l'eta' in cui iniziano a sentire bisogno degli occhiail anche coloro che non ne hanno mai fatto uso. Si tratta della presbiopia: un fenomeno naturale, per cui l'occhio fatica a mettere a fuoco le immagini che provengono da vicino (esempio la lettura). Questa condizione puo' essere un buon pretesto per una visita oculistica, dal momento che alcune malattie oculari tra le piu' frequenti, quali il glaucoma, e molte condizioni sistemiche con ripercussioni oculari importanti quali l'ipertensione ed il diabete, si presentano con maggiore incidenza in questa fascia di eta'. Pertanto la visita completa di un medico oculista non deve essere trascurata ne' posticipata.

Per i soggetti senza difetti di vista e/o patologie oculari:
1 visita ai 40-45 anni e poi ogni 3-5 anni, salvo diversa prescrizione del medico oculista.

Per i soggetti con difetti di vista impostanti e/o patologie oculari:
1 visita ogni 12-18 mesi, salvo diversa prescrizione del medico oculista.

Oltre 60 anni.
E' anche questa un'eta' delicata per la maggiore incidenza di alcune patologie oculari quali la cataratta, il glaucoma, le degenerazioni maculari, malattie di grande diffusione e peso sociale, che necessitano di un trattamento pronto ed adeguato. Molte sono anche le malattie sistemiche per le quali una visita oculistica e' in grado di fornire utili indicazioni.

Per i soggetti senza difetti di vista e/o patologie oculari:
1 visita ogni 18 mesi, salvo diversa prescrizione del medico oculista.

Per i pazienti con difetti di vista e/o patologie oculari:
1 visita ogni 12 mesi, salvo diversa prescrizione del medico oculista.

Descrizione dei principali sintomi oculari che debbono far richiedere una visita medica oculistica.

I sintomi oculari riportati di seguito sono soltanto alcuni dei piu' frequenti tra quelli esperiti dai pazienti, per i motivi piu' svariati, tuttavia vogliamo segnalare che molte condizioni patologiche anche gravi spesso non danno alcun sintomo di se'; pertanto in nessun modo questa forma di "autocontrollo" puo' sostituire la visita del medico oculista, ne' i controlli medici oculistici periodici possono essere posposti in assenza di sintomatologia ! Le pagine seguenti, pertanto, hanno il solo scopo di orientare il paziente ed indurlo a richiedere una visita del proprio medico oculista nel piu' breve tempo possibile.

"Lacrimazione" (Epifora).
E' un segno molto frequente, può essere associato ad altri sintomi e segni (rossore, bruciore, senso di corpo estraneo, bruciore) o isolato. Nel caso in cui sia isolato è spesso segno di parziale ostruzione delle vie lacrimali. Spesso, tuttavia si associa ad altri segni, divenendo un segno molto aspecifico, che necessita di visita specialistica.

"Rossore" (iperemia).
E' anch'esso un segno molto aspecifico, associandosi a tutte le patologie infiammatorie, dalle più banali alle più serie.

Cecità "improvvisa...temporanea" (amaurosis fugax).
Si tratta di un sintomo spesso associato a patologie vascolari e/o emoreologiche; in simili casi il flusso di sangue delle arterie che portano sangue al globo oculare. E' più tipico degli ipertesi e/o vasculopatici. Necessita ella visita dell'oculista e, ove questi lo ritenga necessario, della visita di un'internista o angiologo o cardiologo.

Cecità per i colori.
Si tratta di una patologia per lo più congenita, spesso ereditaria. Può essere completa o parziale; tuttavia l'alterata percezione dei colori insorta acutamente può essere spia di una patologia della retina.

Cefalea, "stanchezza visiva" (astenopia).
E' un sintomo assai frequente, spesso imputabile ad un difetto di vista non corretto o non completamente correttto, che obbliga l'occhio ad una notevole "fatica accomodativa". L'adeguata correzione del difetto di vista può essere risolutrice del problema, anche se le cause di cefalea sono moltissime, e solo alcune di esse di pertinenza dell'oculista.

Dolore bulbare.
E' anch'esso un sintomo molto aspecifico, che si può accompagnare ad un imponente corteo sintomatologico od essere isolato. E' frequente nelle nevralgie trigeminali, in alcune cefalee, nelle sinuti, ma è anche tipico di tutte le malattie oculari flogistiche, per cui necessita di una visita medica oculistica.

Prurito.
E' un sintomo spesso legato a patologie di tipo allergico, quali congiuntiviti. Può tuttavia essere presente anche in patologie flogistiche di altra natura. Necessita di visita medica specialistica.

Secrezione.
E' un segno tipico delle congiuntiviti virali e batteriche, come di quelle allergiche, e meno frequentemente di altre patologie flogistiche oculari. Necessita di visita medica oculistica.

Senso di "corpo estraneo".
Anch'esso un sintomo tipico di molte condizioni flogistiche quali congiuntiviti virali o allergiche, ma anche tipico delle abrasioni corneali, della presenza di veri corpi estranei a sede congiuntivale. Necessita di visita medica oculistica.

Visione "appannata".
Spesso riferita da pazienti con le patologie più disparate, che vanno dalla congiuntivite alla cataratta, a patologie flogistiche quali le uveiti, all'ipertensione oculare, a patologie della retina. Necessita di visita medica oculistica.

Visione "difficoltosa al buio" (emeralopia).
Può essere attribuita a molte cause che vanno da patologie retiniche, agli esiti di trattamenti laser nei diabetici, alle patologie glaucomatose, alle deficienze vitaminiche. Necessita di una visita medica oculistica.

Visione "distorta... spezzata" (metamorfopsia).
Con questo termine ci si riferisce ad un sintomo molto preciso per cui il paziente vede le linee rette (orizzontali e/o verticali), come spezzate, interrotte o ondulate in una loro porzione. Questo sintomo è più facile da evidenziare osservando un foglio di quaderno a quadretti. E' spesso correlato ad una patologia della regione maculare denominata Degenerazione Maculare correlata all'età, od alla crescita di mebrane neovascolari a sede sottoretinica.Necessita di una visita medica oculistica.

Visione "doppia" (diplopia).
E' un sintomo legato alla visione degli oggetti come duplicati e deve essere distinto, anche se non sempre il paziente è in grado di farlo, dalla semplice visione "sfuocata", in cui gli oggetti hanno come un doppio contorno. E' spesso associata ad alterazioni della motilità oculare, ed in età adulta è talvolta associato a patologie di origine vascolare, ipertensiva, al diabete.Necessita di una visita medica oculistica.

Visione di "lampi" (fosfeni).
La visione di sagome luminose (tipo zig-zig) o "lampadine che si accendono ad intermittenza" può essere un sintomo di natura retinica o vascolare. Nell'un caso è legato ad una stimolazione della retina da parte del vitreo (la gelatina che riempie la gran parte del globo oculare), mentre nell'altro si può trattare di una emicrania definita oftalmica. Necessita di una visita medica oculistica.

Visione di "mosche... puntini neri... filamenti... ragnatele" (miodesopsie).
E' un sintomo correlato alle alterazioni del gel vitreale che si hanno con l'età, od in alcune categorie di pazienti (miopi, affetti da patologie oculari etc), in età anche molto giovanile. La modificazione repentina di questi fenomeni, con notevole incremento od insorgenza improvvisa, deve far consultare il medico oculista.

Visione di "ombre scure fisse"(scotomi).
Questo sintomo, spesso riferito come "senso di tenda, sipario", è spesso associato a patologie retiniche importanti, per cui necessita di un controllo medico oculistico a breve termine.

Cosa significa.

Molti dei nostri pazienti oggi sentono parlare della propria condizione con un lessico specialistico, spesso incomprensibile per loro. Scopo delle seguenti pagine e' di spiegare in termini semplici, pur nella necessita' di banalizzare, alcuni concetti di una certa complessita', legati alle patologie di maggiore diffusione e di cui i pazienti possono aver sentito parlare.

Questo paragrafo esplicativo non vuole sostituire le necessarie spiegazioni che devono essere richieste al proprio medico oculista, ne' alterare il rapporto medico-paziente. Unico scopo e' quello di favorire la comprensione di alcuni termini e condizioni, al fine di migliorare l'interazione e pertanto la collaborazione tra medico e paziente, presupposto imprescindibile per un rapporto sereno e per una terapia coronata da successo.
Le spiegazioni fornite, naturalmente, sono largamente incomplete ed a ben vedere, non completamente rigorose da un punto di vista scientifico, ma si è scelto un compromesso per favorire la comprensione anche da parte di un Pubblico non specialista.

Ambliopia.
Si riferisce alla diminuita capacità visiva di uno od entrambi gli occhi, viene volgarmente ed in parte impropriamente definito "occhio pigro". Nella maggior parte dei casi questa evenienza si verifica per occhi che essendo molto diversi per difetto di vista dal loro controlaterale, e non essendo stati corretti dall'età infantile, acquisiscono una capacità visiva inferiore all'altro occhio che viene loro "preferito" dal "cervello"

Astigmatismo.
E' un difetto di vista per lo più determinato da un difetto di curvatura della cornea, la parte trasparente anteriore dell'occhio. In questi casi, la cornea, invece di assumere una conformazione tipo "cupola" o "mestolo di cucina", con eguale curvatura su tutti i meridiani, è più simile ad un cucchiaino da tè, con un meridiano più curvo ed uno meno curvo.

Cataratta.
si definisce "cataratta" una alterazione della normale trasparenza del cristallino che è la lente ( o meglio una dei sitemi di lenti) presenti nel bulbo oculare. Più spesso il cristallino si opacizza con l'età, come fenomeno senile, in altri casi le cataratte possono essere congenite, secondarie a patologie oculari o traumatiche. La decisione circa l'opportunità ed i tempi di intervento chirurgico, devono essere valutati caso per caso con il medico oculista.

Cheratocono.
E' una patologia della cornea (il lembo di tessuto trasparente che chiude anteriormente il globo oculare) in cui essa perde la sua naturale forma "a cupola" (vedi astigmatismo) per divenire simile ad un cono, compromettendo l'acuità visiva del paziente. Viene corretta con occhiali, lenti a contatto e, nel caso non vi siano alternative, con un trapianto di cornea.

Cheratoplastica o Trapianto di Cornea.
E' un intervento chirurgico che ha lo scopo di sostituire un lembo di tessuto trasparente denominato cornea (non l'intero globo !) del diametro di circa 7-8 mm e lo spessore di 0.5 mm circa (poco più di un coriandolo !). Questo intervento viene praticato in quelle patologie in cui la cornea non sia più trasparente, per vari motivi, e necessiti di essere sostituita.

Correzione Chirurgica dell'Astigmatismo.
E' una tecnica chirurgica volta ad alterare la curvatura della cornea per diminuire il difetto di vista presente (astigmatismo). Si eseguono dei tagli circonferenziali sulla cornea a parziale spessore al fine di permettere il rilasciamento del tessuto.

Correzione Chirurgica della Miopia.
E' una tecnica chirurgica volta a diminuire od annullare l'entità della miopia. Può essere eseguita con una serie di tagli sulla cornea (cheratotomia radiale), o con un laser ad eccimeri.

Degenerazione Maculare Senile.
E' una patologia degenerativa della regione centrale della retina, che si chiama macula. In questi casi, per ragioni ancora non perfettamente conosciute, la macula si altera determinando una diminuzione della visione "distinta", "per lettura", del paziente. In alcuni casi è necessaria una terapia laser per arrestare la progressione della malattia, spesso preceduta da un esame angiografico chiamato fluorangiografia.

Degenerazione Retinica.
E' una alterazione retinica che può coinvolgere differenti regioni della medesima. Più spesso si repertano degenerazioni nella retina periferica, in psecie in soggetti miopi o predisposti per altre cause. In casi selezioniati può rendersi necessario un trattamento laser per isolare la regione degenerata rispetto alla circostante retina sana.

Distacco di Retina.
E' una patologia retinica di notevole importanza, caratterizzata dal distacco del tessuto retinico dalla sua sede naturale, l'epitelio pigmentato retinico. Nella maggioranza dei casi si rende necessario un intervento chirurgico.

Fluorangiografia.
E' un esame diagnostico in cui viene iniettato un mezzo di contrasto (fluoresceina) nella vena di un braccio del paziente, e successivamente vengono scattate una serie di fotografie del fondo dell'occhio, allo scopo di visualizzare meglio i vasi della retina e della coroide.

Glaucoma.
E' una patologia oculare associata (ma non solo) ad un incremento della pressione oculare o ad un impoverimento della quantità di sangue che affluisce alle strutture nervose dell'occhio (nervo ottico). E' una patologia subdola che non dà spesso alcun segno di sè, sino a stadi molto avanzati. Determina una perdita della visione periferica progressiva che può essere determinata solo dal medico oculista con un campo visivo o con esami appropriati. Presenta la sua massima prevalenza nei pazienti tra i 45-65 anni.

Ipermetropia.
E' un difetto di vista (un poco il contrario della miopia !) che si caratterizza in genere per una minore lunghezza del bulbo oculare, che determina una messa a fuoco delle immagini dietro il piano retinico. Si corregge con occhiali e lenti a contatto. Il paziente fa una maggiore fatica a mettere a fuoco immagini a lui vicine rispetto a quelle lontane, che però sono anch'esse imperfettamente percepite.

Miopia.
E' un difetto di vista caratterizzato, in genere, dalla maggiore lunghezza del bulbo oculare, per cui le immagini vengono messe a fuoco davanti al piano retinico. Il paziente vede le immagini vicine a fuoco, ma non quelle lontane. Si corregge con occhiali e lenti a contatto.

Retinopatia diabetica.
E' una patologia associata al diabete (sia tipo I che tipo II). E' una condizione molto seria che deve essere periodicamente sottoposta al controllo del medico oculista anche (anzi soprattutto !) in assenza di qualsiasi fastidio oculare. Ogni diabetico, pertanto, deve essere controllato dal proprio medico oculista almeno una volta l'anno o più frequentemente secondo le informazioni ricevute.

Rottura Retinica.
E' una soluzione di continuo della retina, può dare sintomi (visione di lampi e mosche) o non darne affatto. L'esame della periferia retinica, condotto dal medico oculista è l'unico modo per scoprire la presenza di rotture retiniche. Il trattamento delle rotture varia a seconda dei casi: dalla semplice osservazione al trattamento laser all'intervento chirurgico. Una rottura retinica può preludere al distacco della retina. Necessita pertanto del controllo medico.

Strabismo.
E' una condizione di alterata posizione degli occhi, associata o meno ad laterata motilità degli occhi che più avere un'infinità di cause. L'aspetto appariscente dei globi oculari che non sono in asse e convergono o divergono, deve far consultare il proprio oculista, sia per pazienti in età pediatrica che adulti.

Anatomia dell'occhio.

L'occhio é l'organo della vista, preposto alla recezione degli stimoli luminosi ed alla proiezione di stimoli sensoriali alla corteccia sensoriale visiva. In altri termini, esso permette al cervello di "vedere", di percepire le immagini, tramutando lo stimolo luminoso in elettrico, a beneficio di una regione specializzata della corteccia cerebrale. L'occhio, o bulbo oculare ha una forma grossolanamente sferica, con un diametro anteroposteriore di circa 23 mm. Esaminando in senso antero-posteriore la sezione di un bulbo, si possono riconoscere alcune strutture che permettono l'espletamento della funzione visiva:

La congiuntiva.
si tratta di un "velo" di tessuto, che ricopre la faccia interna delle palpebre e circa 1/3 anteriore della sclera, reduplicandosi su sé stessa, in modo da favorire lo scorrimento delle palpebre sul bulbo e proteggere le strutture orbitarie più profonde. E' oggetto di patologie infiammatorie molto diffuse: le congiuntiviti.

La cornea.
La cornea rappresenta la superficie anteriore trasparente "la faccia anteriore dell'obiettivo" della "telecamera occhio". E' costituita da un tessuto trasparente di circa 12 mm di diametro che costituisce il 1/3 anteriore del globo oculare. La sua trasparenza è di importanza cruciale per la trasmissione delle immagini all'interno del bulbo. E' oggetto di molte patologie di natura infiammatoria, degenerativa, traumatica etc. La cornea è un tessuto che può essere sostituito mediante un trapianto da donatore. Il lembo trapiantato è pertanto un tessuto specializzato ( e non un organo).

La camera anteriore.
E' quella porzione di spazio delimitata dalla cornea anteriormente, e dall'iride e dalla faccia anteriore della lente posteriormente. E' riempita da un liquido trasparente denominato "umor acqueo" la cui trasparenza è di importanza fondamentale per la visione.

L'iride.
Ha una forma di corona circolare in proiezione antero-posteriore, e determina il diametro dell'apertura pupillare (il vero e proprio "diaframma" della "telecamera occhio"). Può presentare le tonalità di colore le più disparate, in funzione di molti parametri. Al suo interno sono presenti 2 muscoli che dilatano o costringono l'apertura pupillare per permettere il passaggio di più luce (in condizioni di scarsa illuminazione) o di meno luce (in condizioni di forte illuminazione dell'ambiente).

La pupilla.
Si tratta dell'apertura posta al centro dell'iride, il cui diametro varia in funzione dello stato di contrazione della muscolatura iridea.

La lente o cristallino.
E' il vero e proprio "obiettivo" dell'occhio, una lente capace di mettersi a fuoco (come, e molto meglio delle macchine autofocus !), per lo meno fino a quando perde questa capacità, per via dell'età, dando luogo ad un fenomeno noto come "presbiopia". Quando perde la sua trasparenza, "ingiallendosi", viene definita "catarattosa" o semplicemente "cataratta" . Può essere sostituita con lenti intraoculari, il "cristallino artificiale", quando diventi opportuno.

Il vitreo.
è la gelatina che riempie i 3/4 posteriori del volume oculare, lo spazio definito "camera vitrea", posto al di dietro del cristallino, ed al davanti della retina. E' la vera e propria "camera oscura" dell'occhio, un'ambiente in cui la riflessione delle immagini sia limitata al minimo, al fine di favorire l'impressionamento della superficie foto- sensibile che è la retina. Con il tempo il vitreo va incontro ad alterazioni del suo stato, passando da gelatinoso a liquido. Quando questo avviene, il paziente può esperire fenomeni di "visione di mosche volanti" o "moscerini", dovuti alla sua alterazione, in un fenomeno noto come "distacco posteriore del vitreo"

La retina.
è la struttura oculare sensibile alla luce, "la pellicola" dell'occhio. Si tratta di un tessuto di origine analoga al sistema nervoso centrale, di complicatissima anatomia, che è in grado di "ricevere" le immagini e inviarle, opportunamente codificate, alla corteccia cerebrale, tramite il nervo ottico. Può andare incontro a complesse patologie, di natura traumatica, infiammatoria e degenerativa.

La coroide.
E' una struttura prevalentemente vascolare, deputata al nutrimento di alcuni degli strati retinici. La retina, infatti, è il tessuto con il più alto consumo metabolico per unità di peso, e la sua nutrizione è pertanto delegata, in parte, ad un tessuto specializzato.

La sclera.
E' l'involucro bianco-splendente che costituisce i 5/6 del globo oculare, ha funzioni di sostegno, protezione, mantenimento della forma.

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FORMAZIONE.

Progetti finalizzati - CORSI FSE:
Progetto HORIZON.

Si sono conclusi i corsi del progetto F S E - qualificazione professionale per disabili della vista - il cui Ente promotore è F.I.A.R.P. - Federazione Italiana Associazioni per la Retinite Pigmentosa - e con il quale l'a.n.s. ha collaborato per l'attività formativa nella Regione Lombardia.

Tali Corsi, aperti ad ipovedenti / non vedenti e normovedenti, finalizzati all'inserimento lavorativo delle persone con minorazione visiva sono stati cinque:

Il primo e quarto corso sono terminati con il rilascio di un certificato di frequenza con profitto; i rimanenti hanno avuto un semplice certificato di frequenza.

La motivazione alla frequenza era essenzialmente duplice:

Queste aspettative non sono andate del tutto deluse.

Dei 22 allievi non occupati che hanno completato il Corso il 62% ha trovato una prima occupazione e il 10% un'attività di collaborazione.

Dei 30 allievi occupati il 20% ha migliorato la propria posizione lavorativa.

Di particolare rilievo l'iniziativa dello stand FIARP allo Smau di Milano 30 settembre - 4 ottobre 1999; al padiglione 13/1 Publismau ipovedenti e non vedenti si sono alternati al computer per una dimostrazione sulle competenze acquisite durante i corsi con l'utilizzo di idonei ausili informativi (software ingrandente, screen reader, sintesi vocale).

Interessante è stata la partecipazione alle attività transnazionali con seminari di lavoro in Germania, Finlandia, Olanda e Italia, stesura di un rapporto finale in lingua inglese e preparazione della parte italiana relativa al sito web EUKIN riguardante l'ipovisione.

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INIZIATIVE ANS.

15 marzo 2000: Convegno "Formazione e Tecnologie per l'Handicap", organizzato da CTM (Centri Telematico Multimediale) e ENFAP - Via Pestalozzi 18 - Milano: L'ANS è intervenuta presentando due relazioni riguardanti il prezioso supporto dell'informatica per i disabili della vista.

10 aprile 2000: Convegno "L'ipovisione oggi" presso l'Aula Magna del P.O. "Buzzi" Via Castelvetro 32 - Milano, organizzato dagli Istituti Clinici di Perfezionamento / Divisione Oculistica/primario Dott. Prof. Spinelli con la collaborazione dell'ANS ed il patrocinio della Società Oftalmologica Lombarda.

11-15 aprile 2000: Corso di Aggiornamento su soluzioni tecniche applicabili allo screen reader Jaws organizzato nell'ambito di uno scambio di esperienze tra n.4 corsisti del Progetto Horizon ( 2 ipovedenti e 2 non vedenti) e due istruttori (un ipovedente e un non vedente) di informatica finlandesi appartenenti alla Finnish Federation of the Visually Impaired di Helsinki.

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Documentazione.

Si informa che è disponibile il 23° volume della

"BIBLIOGRAFIA ITALIANA SUI DISTURBI
dell'udito, della vista e del linguaggio 2000"

E' possibile richiederlo a:

Servizio di Consulenza Pedagogica
C.P. 601 - 38100 TRENTO (tel. e fax 0461 82 86 93) versando un contributo di £.20.000 SUL c.c.p. N.10 385 383 intestato al: SERVIZIO DI CONSULENZA PEDAGOGICA

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vacanze.

sportello vacanze disabili
c/o AIAS Milano Onlus
Via S.Barnaba 29 20122 Milano
Tel. 02-5501 7564
Fax. 02-5501 4870
E-mail: aiasmi.vacanze(at)tiscalinet.it
Orario: da lunedì a venerdì dalle 10 alle 16

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Associazione Nazionale Subvedenti - ONLUS
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