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Nel numero scorso de "Il Subvedente" avevamo promesso:
Siamo pronti con la banca dati ausili. Abbiamo inserito oltre 500 voci, con la possibilità di incrociare domanda e offerta per ausili sia ottici sia elettronici, costantemente aggiornati.
Ma... la finalità del call center non si esaurisce con le informazioni da dare a chi si rivolgerà a noi, poiché la nostra Associazione è in grado di fornire - a latere delle informazioni - un supporto alla persona e un follow-up per qualsiasi tipo di pratica.
Infoview intende funzionare dunque come una sorta di "sportello amico", al quale rivolgersi in tutta tranquillità, con la certezza di essere ascoltati e di trovare una risposta personalizzata.
Questo tipo di supporto nasce dalla necessità di
rispondere nel modo più completo alle istanze di un gruppo sociale con handicap
ad elevata specificità se consideriamo che ad ogni patologia corrisponde un
problema visivo diverso nella modalità di visione e che ciascuna richiede una
particolare formulazione ed
articolazione degli interventi.
Siamo a vostra disposizione ai numeri
02 70 60 67 91
02 70 63 28 50
Pubblichiamo la nuova Legge n.138 del 3 aprile 2001.
"Classificazione e quantificazione delle minorazioni visive e norme in materia di accertamenti oculistici"
Le legge è stata approvata l'8 marzo scorso, a conclusione dei lavori parlamentari ed è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 21.04.2001 - Serie Generale n.93.
Art.1. Campo di applicazione
1. La presente legge definisce le varie forme di minorazioni visive meritevoli di riconoscimento giuridico, allo scopo di disciplinare adeguatamente la quantificazione dell'ipovisione e della cecità secondo i parametri accettati dalla medicina oculistica internazionale. Tale classificazione, di natura tecnico-scientifica, non modifica la vigente normativa in materia di prestazioni economiche e sociali in campo assistenziale.
Art. 2. Definizione dei ciechi totali
1. Ai fini della presente legge, si definiscono ciechi totali:
a) coloro che sono colpiti da totale mancanza della vista in entrambi gli occhi;
b) coloro che hanno la mera percezione dell'ombra e della luce o del moto della mano in entrambi gli occhi o nell'occhio migliore;
c) coloro il cui residuo perimetrico binoculare è inferire al 3%.
Art. 3. Definizione di ciechi parziali
1. Si definiscono ciechi parziali:
a) coloro che hanno un residuo visivo non superiore a 1/20 in entrambi gli occhi o nell'occhio migliore, anche con eventuale correzione;
b) coloro il cui residuo perimetrico binoculare è inferiore al 10%.
Art. 4. Definizione di ipovedenti gravi
1. Si definiscono ipovedenti gravi:
a) coloro che hanno un residuo visivo non superiore a 1/10 in entrambi gli occhi o nell'occhio migliore, anche con eventuale correzione;
b) coloro il cui residuo perimetrico binoculare è inferiore al 30%.
Art. 5. Definizione di ipovedenti medio-gravi
1. Ai fini della presente legge, si definiscono ipovedenti medio-gravi:
a) coloro che hanno un residuo visivo non superiore a 2/10 in entrambi gli occhi o nell'occhio migliore, anche con eventuale correzione;
b) coloro il cui residuo perimetrico binoculare è inferiore al 50%.
Art. 6. Definizione di ipovedenti lievi
1. Si definiscono ipovedenti lievi:
a) coloro che hanno un residuo visivo non superiore a 3/10 in entrambi gli occhi o nell'occhio migliore, anche con eventuale correzione;
b) coloro il cui residuo perimetrico binoculare è inferiore al 60%.
Art. 7. Accertamenti oculistici per la patente di guida
1. Gli accertamenti oculistici avanti agli organi sanitari periferici delle Ferrovie dello Stato, previsti dall'articolo 119 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, sono impugnabili, ai sensi dell'articolo 442 del codice di procedura civile, avanti al magistrato ordinario.
una bella iniziativa dell'A.P.R.I.
Associazione Piemontese
Retinopatici e Ipovedenti
"A me gli occhi", di Marco Bongi e Laura Barbero - un volume realizzato dall'A.P.R.I. con il contributo della Provincia di Torino - raccoglie i risultati delle ricerche sugli effetti e le implicazioni sociali dell'ipovisione.
L'opera passa in rassegna le principali patologie che possano causare ipovisione e ne descrive i riflessi e le conseguenze nella vita di tutti i giorni. Non è una sorta di piccola enciclopedia medico-oculistica, quanto uno strumento di carattere sociale, particolarmente rivolto agli operatori, educatori, insegnanti, assistenti sociali, infermieri, che si trovano a vario titolo a doversi confrontare con persone colpite da disabilità visiva.
La guida è corredata di
immagini esemplificative delle disabilità.
Il volume sarà inviato
gratuitamente a chi ne faccia richiesta a
A.P.R.I. - TO
Tel. 011 99 69 263 / 011 66 48 636
Marco Bongi / Laura Barbero
Per gli amanti dell'arte segnaliamo che il sito educativo/didattico del Louvre www. louvre.edu
ha aperto una sezione a ciechi e ipovedenti. Il sito è accessibile non soltanto per quanto riguarda il testo, ma anche per una serie di immagini in PDF che possono essere stampate:
L'indirizzo diretto delle pagine è www.louvre.edu/mastaba/index.html
Quanto deve essere acuta la nostra vista per poter utilizzare da soli i mezzi di trasporto pubblici?
In pratica è sufficiente identificare il mezzo che interessa, la porta, gli scalini e ... il gioco è fatto!
Ma quali sono i passaggi intermedi di questa semplice operazione?
Se conosciamo la fermata dell'autobus o del tram, il problema parrebbe non sussistere. Ma, quando quella fermata è condivisa da più linee, iniziano i guai: è necessario leggere il numero della linea mentre il mezzo arriva, e questo non riesce a buona parte di coloro che vengono definiti "ipovedenti".
Un tempo, mi ricordo, sulla fiancata laterale esisteva un grosso cartello con il numero della linea, ma ora, con l'avvento dei nuovi mezzi, questo cartello è scomparso.
Ottima scelta, questa, se fosse stata sostituita da quella di mettere un piccolo altoparlante che comunicasse il numero della linea, una volta che il mezzo fosse giunto alla fermata. La premessa di questo esempio era che conoscessimo la fermata di partenza, ma se ci trovassimo a dover decidere quale dei tre autobus che passano da una certa fermata è quello giusto, come potremmo fare?
Una persona cosiddetta 'normovedente' - cioè con regolare certificazione oculistica di 10/10 - legge sulla palina di fermata non solo il numero degli autobus che passano, ma anche le vie che percorrono.
Credete che tutti riescano a
leggere quelle indicazioni?
Noi no, di certo!
Per fortuna le cose stanno
cambiando.
Sugli autobus di nuova
generazione le scritte indicanti il numero del mezzo e la direzione sono più
facilmente leggibili anche da parte nostra. Inoltre sono apparsi i nuovi
indicatori elettronici che ci informano del tempo di attesa.
Anche questi però, per un
ipovedente, sono quasi sempre tabù.
Dunque la mia passeggiata per
Milano con i mezzi di superficie rimane piena di insidie.
Vediamo se le cose vanno meglio in metropolitana.
La linea 1 si biforca dopo la
fermata di Pagano permettendo di raggiungere, un treno sì uno no,
alternativamente i capolinea di Bisceglie e di Molino Dorino. Se salgo a Pagano
una voce chiara mi annuncia, mentre il treno sta arrivando, in quale direzione
proseguire. Chi sale ad un'altra fermata però, non potrà disporre della voce
indicatrice. Nessuna voce amica e, in cambio, scritte illeggibili sul fianco del
treno, mal illuminate e spesso
anche spente.
Potreste chiedervi: ma
l'ipovedente non potrebbe salire sul primo treno in arrivo e ascoltare
l'annuncio che verrà fatto alla stazione di Pagano? Ci ho provato, essendo a
zonzo senza un tempo preciso da rispettare. Vi rispondo: i due, e non uno,
annunci che vengono dati alla stazione di Pagano si esauriscono quasi sempre
prima che il treno sia in banchina con le porte aperte e quindi diventa
impossibile scoprire dove il treno sia diretto essendo a bordo.
Un altoparlante sul treno potrebbe indicarci, non solo la
direzione del treno, ma anche il nome delle singole fermate che effettua.
A proposito, voi pensate che
l'ipovedente veda con chiarezza il nome delle fermate scritto nelle stazioni? E
nelle stazioni della linea 3, la più recente, chi ha pensato di illuminarle in
modo tale da annullare gli effetti benefici dei cartelli gialli con scritta
nera?
Parliamo ora di cartine
topografiche: nelle fermate della metropolitana ci sono da sempre delle cartine
che indicano i percorsi delle varie linee. Recentemente sono state cambiate,
probabilmente per dare alle stesse una nuova immagine, più moderna. Sembrano le
opere di quegli architetti che sono comprensibili ai soli addetti ai lavori.
Oltre ad una eccessiva
difficoltà di lettura dovuta al design, esiste anche un problema di dimensione
delle scritte. Da quando ci sono i computer, tutto viene scritto sempre più
piccolo e queste cartine non fanno eccezione.
Gli esempi che ho riportato
sopra sono solo una dimostrazione del fatto che, mentre fino a qualche anno fa
c'era una certa insensibilità verso i problemi delle persone con problemi, oggi
sembra notarsi una maggiore attenzione, vanificata spesso dall'arroganza di
coloro che non sentono la necessità di consultare direttamente gli interessati,
al fine di fornire un servizio veramente fruibile dal maggior numero possibile
di esse.
Concludo qui le mie
riflessioni, sottolineando che gli esempi riferiti ai mezzi pubblici di Milano
potrebbero proseguire all'infinito, poiché l'ATM non è la sola azienda in
Italia a non tenere nella giusta considerazione i disabili; problemi analoghi
esistono sui treni, sugli aerei, negli uffici postali, nei tribunali, nelle
indicazioni stradali ecc.
Queste riflessioni non
vogliono essere una sterile polemica. Al momento della progettazione di nuove
opere sarebbe auspicabile coinvolgere in modo diretto le varie categorie di
disabili.
Le società civili non soddisfano le esigenze della sola maggioranza!
Maurizio Massini
NdR: L'A.N.S. cerca da
sempre di sensibilizzare l'ATM. a queste problematiche (al Convegno sulle
"barriere visive" del 25/10/97, ad esempio, aveva partecipato anche
l'ing. Bruno Decio Direttore esercizio Rete Autofilotranviaria ATM), ma le
risposte ottenute, quando ottenute, sono sempre vaghe e generiche.
Riportiamo parte dell'ultima
comunicazione inviata all'ATM dalla Commissione "Mobilità e
trasporto" dell'A.N.S., della quale siamo ancora in attesa di riscontro:
Siamo lieti di apprendere che
le problematiche dei disabili non sono del tutto disattese, tuttavia ci
permettiamo di osservare come le iniziative che vengono segnalate siano
abbastanza generiche e dunque tali da non rispondere alle aspettative
dell'utenza.
A proposito di arredo alle fermate si dice "sono in fase di
realizzazione..."Per le segnalazioni vocali... "sono in fase di avanzata
sperimentazione", (sperimentazione - ricordiamo - iniziata nel 1997!); per
i nuovi autobus... "sono previsti..."; per la metropolitana... "è
in fase di avanzato studio".Pur consapevoli delle difficoltà e degli imprevisti riguardanti ogni
qualsivoglia progettazione, sarebbe stato molto più rassicurante leggere qualche data precisa o, quanto meno, indicativa
della sua realizzazione.
Forse la soluzione migliore sarebbe poterci incontrare per ipotizzare una
iniziativa prioritaria alla quale lavorare insieme.
S.B.
Viaggiare e trascorrere tempo
in compagnia dei propri amici, sono sicuramente tra gli hobby preferiti dagli
italiani; quando poi si riescono ad unire le due cose, il divertimento è
davvero garantito.
Abbinare viaggi e buona
compagnia sta diventando un'attività sempre più fervida, anche nel nostro
ambito di ipovedenti.
Queste iniziative, partite un
po' alla chetichella qualche mese fa, stanno infatti via via crescendo sia come
frequenza, sia come numero di partecipanti: la cadenza è adesso circa bimensile
e le persone coinvolte sono una dozzina.
Le attività di volta in
volta organizzate, sono varie, così come diversa è la finalità: in alcuni
casi si svolgono gite turistiche "quasi culturali", altre volte ci si
dedica maggiormente alla vita all'aria aperta a contatto con la natura, magari
in località marine.
Degne di nota sono
rispettivamente le visite sulla terrazza del Duomo di Milano o delle chiese di
Pavia, e le passeggiate sul litorale della "riviera".
Unica costante è la presenza
della tavola apparecchiata di un buon ristorante. E' in questi momenti che lo
spirito goliardico e la gioia di stare insieme si sposano perfettamente con il
gusto della buona cucina, creando un'atmosfera rilassante e godereccia...
Il divertimento che si vive
in queste giornate non è però unicamente fine a se stesso ma riveste, secondo
noi, anche un importantissimo ruolo psicologico: quante volte un ipovedente si
trova in difficoltà a muoversi e rinuncia quindi a farlo?
Questa situazione può
generare nell'individuo una forma di frustrazione e di insoddisfazione;
atteggiamenti di rinuncia sono spesso pericolosi non solo perché riducono la
qualità della vita ma anche e, forse soprattutto, perchè inducono la persona a
chiudersi e ad evitare anche le situazioni che in realtà potrebbero essere
affrontate senza grossi problemi.
Io sono solito ripetere la mia teoria secondo la quale "i nostri limiti si spostano in là ogni
volta che noi li raggiungiamo". Questo significa che tutto ciò che
evitiamo di fare, magari per paura o per pigrizia, è in pratica assai più
fattibile di quanto non crediamo. Ancora più semplicemente: meno si fa e meno si farebbe o, al contrario, più si fa più si ha
voglia di fare. Ovviamente non è sempre così
facile ma, spesso, le cose si semplificano con l'abitudine ad affrontarle e con
l'esperienza che si matura realizzandole....
In questo senso crediamo che
la partecipazione ad iniziative organizzate, gestite e condotte in modo autonomo
da ipovedenti, sia molto utile e formativa. Questo non significa assolutamente
che "normovedenti" non possano unirsi a noi, anzi, al contrario! Quasi
sempre accade, ma solo perché hanno piacere della nostra compagnia dividendo i
nostri interessi e mai perché noi abbiamo bisogno del loro aiuto o della loro
assistenza per muoverci.
Desidero sottolineare, per
non generare equivoci in chi legge, che un gruppo di ipovedenti che si frequenta
non è un insieme di persone che ha deciso di "chiudersi nei confronti del
mondo"; tutt'altro!
Si tratta di ragazze e
ragazzi che hanno stabilito tra di loro un rapporto di sincera amicizia e che da
queste esperienze traggono energia per affrontare la vita in modo sereno ed
equilibrato. Tutti noi abbiamo infatti, vite normali e dinamiche e amiamo
frequentare persone simpatiche senza né pregiudizi né timori qualunque sia la
loro acutezza visiva, il loro sesso e il loro credo politico.
Molte sono le giornate già
state trascorse insieme e molte altre saranno
organizzate in futuro: l'imminente arrivo della bella stagione, renderà
possibile la realizzazione di gite e occasioni di svago in posti ameni.
Ci piacerebbe che altri amici e amiche si unissero a noi partecipando e proponendo attività di questo tipo. Probabilmente la crescita del gruppo provocherebbe problemi organizzativi ma ci divertiremmo senz'altro, tutti insieme, ad escogitare e a mettere in pratica idee sempre nuove e divertenti: siamo attratti di confrontarci con questa sfida.
Chiunque fosse interessato a queste iniziative può rivolgersi direttamente agli organizzatori abituali in A.N.S., la quale fornirà gli estremi per mettersi in contatto con noi.
Stefano e Paolo, redattori di questo articolo, sono totalmente a disposizione di chiunque voglia informazioni e o chiarimenti in riguardo a queste attività.
Stefano Farina / Paolo Accossano
Su sollecitazione della
Commissione Trasporti dell'A.N.S. è stata inviata, in data 07/04/01, al Dottor VINCENZO SACCA' - Responsabile Relazioni
Esterne della Segreteria Generale delle FS - la
seguente richiesta avente per oggetto:
Riduzioni ferroviarie
per disabili visivi
Egregio Dottor Saccà,
Lei
conosce già la nostra Associazione per i contatti avuti in passato con Marco
Bonora della Commissione Trasporti A.N.S. e le nostre iniziative rivolte ai
disabili visivi gravi, ma non ciechi (vedi allegata nuova classificazione
approvata dal Parlamento in data 08/03/01).
A
seguito della segnalazione di numerosi portatori di handicap visivi, iscritti e
non alla nostra associazione, ci siamo informati a proposito delle riduzioni
concesse dalle Ferrovie dello Stato ai disabili visivi. Come indicato sul vostro
opuscolo "Servizi per la clientela disabili", siamo venuti a
conoscenza del fatto che, alle biglietterie FS, viene applicata una riduzione
fino al 50% (Concessione Speciale 3^), ai ciechi e agli ipovedenti con un
residuo inferiore ad 1/10, ma soltanto se muniti di una speciale tessera
rilasciata dall'Unione Italiana dei Ciechi o dalle altre Associazioni citate.
Riteniamo
che non dovrebbe essere un grosso problema fare in modo che le modalità di rilascio della tessera a ciechi ed ipovedenti gravi siano
assimilate a quelle della Carta Blu - cioè dietro presentazione della
certificazione di invalidità richiesta - senza doversi appoggiare ad alcuna
associazione.
Ci
sembra che questo tipo di liberalizzazione sia più dignitoso per i disabili i
quali non necessariamente gradiscono rivolgersi ad associazioni di categoria per
il riconoscimento di un beneficio al quale hanno comunque diritto.
In
attesa di cortese riscontro, porgiamo i migliori saluti.
Dott.a Carla Mondolfo
Presentiamo con piacere un'interessante iniziativa on-line; anzi, lasciamo che si presenti da sola, riportando di seguito il testo del "Chi siamo", presente in molti siti internet. Manca solo l'indirizzo: http://www.temporis.org/ e l'invito a visitarlo e a non far mancare consigli, suggerimenti e contributi.
Franco Frascolla
"Temporis è un mensile di informazione e cultura scritto e pubblicato da un gruppo di amici, donne e uomini che sentono l'esigenza di instaurare rapporti dialettici comunicando con il "grande popolo" dei navigatori di Internet.
Poiché del nostro gruppo fanno parte alcune persone disabili della vista, sono trattati con particolare attenzione alcuni argomenti specificamente legati alle disabilità, certi come siamo che una presa di coscienza in tale ambito costituisca per tutti una scelta di sensibilità e di responsabilità sociale e civile.
Ma molta attenzione è rivolta anche a tutte quelle situazioni in cui, per esempio, vi è rischio, per alcune persone o categorie sociali, di emarginazione o di discriminazione. Le notizie che di volta in volta vengono pubblicate, tendono dunque a porre in primo piano anche contesti sociali "dimenticati", per i quali vi è soprattutto una diffusa tendenza alla cancellazione di contenuti culturali e funzionali, spesso preziosi.
Anche le espressioni artistiche trovano ampio spazio nelle pagine di Temporis; le arti, da quelle figurative alla poesia, alla musica e così via, sono infatti un elemento formativo e di crescita intellettuale indispensabile per l'acquisizione di una personalità sensibile e rendono, comunque le si considerino, la vita più ricca e armoniosa.
L'informatica è un altro tema che viene trattato con frequenza nelle pagine di Temporis, poiché, se bene intesa e utilizzata, è un mezzo indispensabile per liberare energie, sviluppare conoscenze ed eliminare rischi di emarginazione e di isolamento.
Sono infine ritagliati alcuni spazi per rubriche di recensione (libri, dischi, opere d'arte ecc.), di esperienze di viaggio, di comicità e satira, di cucina di tutti i Paesi del mondo.
Con tali premesse, Temporis vuole essere in definitiva uno spazio dedicato al dibattito e al confronto delle idee, delle opinioni e delle conoscenze, senza trascurare il sorriso, gli hobby, le proposte per il tempo libero. Eventuali, ulteriori iniziative, potranno essere frutto del percorso che fin qui è stato progettato e intrapreso.
Temporis è aperto alla discussione di tutti coloro che hanno qualcosa da comunicare e da esprimere. Molti degli articoli pubblicati, soprattutto quelli su temi di attualità, si prestano, in particolare, a suscitare dibattito, che ovviamente ci auguriamo possa nascere e svilupparsi proprio grazie a queste pagine. Noi pensiamo che Temporis possa costituire, in tal senso, uno stimolo positivo per tutti i visitatori, sulla cui attiva collaborazione contiamo.
Grazie per l'attenzione e buona lettura a tutti!"
LA REDAZIONE DI TEMPORIS
Da qualche mese la nostra casa editrice è impegnata in un progetto volto a pubblicare libri a "grandi caratteri", stampati tenendo conto di una serie di "accorgimenti tecnici" che ne rendono più agevole la fruizione da parte dei soggetti ipovedenti, delle persone anziane e, più in generale, di tutti coloro che accusino un eccessivo affaticamento della vista nel leggere un comune testo.
"Corposedici", questo il nome della collana di edizioni a grandi caratteri, proporrà - di volta in volta - opere di narrativa italiana, così da costituire, nel giro di qualche anno, una piccola biblioteca essenziale di narrativa italiana stampata a grandi caratteri.
I volumi della collana sono stampati nel rispetto dei criteri suggeriti dai principali organismi nazionali e mondiali in materia di handicap visivo.
In particolare:
Maggiori
informazioni sul progetto e sulla collana alla pagina web:
http://www.puntodifuga.it/corposedici/
La Marco Valerio Edizioni srl - Torino
ci segnala le seguenti
I TITOLI DELLA COLLANA LIBERI
Si arricchisce la collana
LIBERI, volumi speciali per ipovedenti
www.marcovalerio.com/liberi.html
Emilio Salgari: I Pirati della Malesia
pp. 344 8° 88-88132-55-4 lire 40.000
Luigi Pirandello: Sei personaggi in cerca d¹autore
pp. 140 8° 88-88132-56-2 lire 20.000
Giovanni Verga: Mastro don Gesualdo
pp. 500 8° 88-88132-57-0 lire 60.000
Antonio Fogazzaro: Piccolo Mondo Moderno
pp. 416 8° 88-88132-58-9 lire 50.000
Luigi Capuana: C¹era una volta
pp. 232 8° 88-88132-59-7 lire 28.000
Cesare Beccaria: Dei delitti e delle pene
pp. 184 8° 88-88132-60-0 lire 24.000
DI IMMINENTE PUBBLICAZIONE
Luigi Pirandello: I vecchi e i giovani
Niccolò Macchiavelli: Il Principe
Italo Svevo: La coscienza di Zeno
Giovanni Verga: Tutte le novelle
Giovanni Boccaccio: Decameron
Grazia Deledda: Canne al vento
Alessandro Manzoni: Adelchi
Grazia Deledda: Racconti sardi
Nota.
Marco Valerio
acquisisce il CATALOGO SINTAGMA. Salvata dall'oblio la piccola casa editrice
universitaria torinese, che ha cessato le pubblicazioni pochi mesi fa.
Edizioni Marco Valerio
acquisisce il catalogo Sintagma, salvando un patrimonio di titoli e di cultura.
http://www.sintagma.org
EDIZIONI MARCO VALERIO
via Sant'Ottavio 53 - 10124
TORINO TO
telefono 011.812.96.65
email: marcovalerio@marcovalerio.com
http://www.marcovalerio.com
Pubblichiamo il testo della relazione presentata dalla Dott.a Gloria Stea Carboni al Convegno svoltosi a Milano-Palazzo delle Stelline il 18.11.2000: "L'integrazione Lavorativa dei Disabili: sviluppi e prospettive della L.68/99".
La Lega per l'Emancipazione
degli Handicappati è un'associazione di volontariato che ha messo in funzione
un servizio per favorire l'inserimento lavorativo mirato delle persone
handicappate, iscritte nelle liste speciali del collocamento obbligatorio.
L'Associazione si chiama Handimpresa.
Abbiamo potuto realizzare
questo progetto, grazie al finanziamento dell'Assessorato Famiglia e Servizi
Sociali della Regione.
Abbiamo iniziato in forma
sperimentale nel 1997, per verificare se fosse giusta l'ipotesi da cui eravamo
partiti: il rifiuto di assumere i disabili nasce sia dall'opposizione alla ex
Legge 482/1968, considerata come un obbligo assistenziale non dovuto, sia dal
pregiudizio riguardante la scarsa efficienza del disabile ma, soprattutto, dalla
non conoscenza delle problematiche relative alle varie disabilità.
Per superare questo rifiuto,
abbiamo deciso di raccogliere informazioni dettagliate sulla professionalità e
sull'autonomia dei disabili per fornirle ai datori di lavoro, mentre a questi
ultimi, abbiamo ritenuto utile chiedere informazioni dettagliate riguardanti le
mansioni lavorative e il livello di accessibilità dell'ambiente di lavoro.
Abbiamo creato delle schede e
un programma di database apposito, per informatizzare e ricercare - nel minor
tempo possibile e con la più accurata precisione - le informazioni sopra
indicate.
Queste schede sono state
successivamente inserite anche nel nostro sito web HANDIMPRESA.IT, con un
programma che invia automaticamente le schede compilate alla nostra casella di
posta elettronica, avvisando anche le persone che le inviano che le abbiamo
ricevute.
Abbiamo poi verificato come
le schede sul sito web siano molto apprezzate, infatti i disabili che hanno
usato questo servizio sono fino ad ora 1592.
La home page è stata
studiata per promuovere un'immagine positiva del disabile, infatti il suo
titolo è: "ABBIAMO UNA LISTA DI PROFESSIONISTI MOLTO ABILI .. SONO
DISABILI".
Per promuovere il servizio abbiamo anche realizzato uno spot
da proporre alle televisioni.
Lo slogan che è stato utilizzato in questo spot è:
"un posto di lavoro sbagliato fa di un lavoratore
un handicappato...
un inserimento lavorativo mirato fa di un handicappato un lavoratore!"
In questo spot si vedono
lavoratori, con il casco e gli occhialini per proteggere gli occhi dalle
scintille, intenti a lavorare al tornio; ad un certo punto viene inquadrato un
cuoco con tanto di cappello e di mestolo, visibilmente spaesato tra questi
lavoratori e si sente la voce fuori campo che dice:
un posto di lavoro sbagliato
fa di un lavoratore un handicappato.
Successivamente si vede un
disabile down, anche lui munito di casco, che si toglie gli occhialini e sorride
soddisfatto del lavoro appena terminato, mentre la stessa voce fuori campo,
esclama:
un inserimento lavorativo
mirato fa di un handicappatoun lavoratore!
Abbiamo raccolto dati
relativi a 100.000 aziende italiane,
selezionandole secondo chiavi di ricerca come: l'entità degli addetti, i
settori merceologici, i nomi dei responsabili, il fatturato e le loro sedi.
Sono stati raccolti dati su
oltre 2000 disabili, di cui 529
femmine e 1483 maschi. I disabili
che hanno conseguito una laurea sono il 20%, quelli che hanno conseguito un
diploma sono il 40%, quelli che hanno conseguito un attestato professionale sono
il 30%. Infine il restante 10% è in possesso solo di licenza media.
Sono dati di disabili
residenti in tutte le province d'Italia.
Tra i diplomati e i laureati
abbiamo anche programmatori di linguaggi informatici e ingegneri civili,
qualifiche abbastanza difficili da trovare sul mercato del lavoro.
Dal 1997 all'ottobre 1999,
abbiamo favorito l'inserimento lavorativo di 128 disabili in 90 aziende, delle
quali 38 hanno inserito 2 persone e 52 una sola. Sempre in questo periodo,
abbiamo segnalato concorsi pubblici e bandi di concorso a 184 persone disabili.
Mentre a coloro che sono in possesso solo di licenza media abbiamo segnalato i
corsi di formazione professionale più vicini alle loro residenze, affinché
potessero conseguire una formazione più idonea alle loro potenzialità e al
mercato del lavoro.
L'inserimento lavorativo che
ci ha dato maggiore soddisfazione è quello di un disabile laureato in economia
e commercio che, dopo pochi mesi, è diventato un dirigente dell'azienda che gli
abbiamo segnalato. Questo signore è affetto da sclerosi multipla e soggetto ad
assentarsi per sottoporsi alle terapie; ebbene l'azienda - pur di non perderlo -
ha studiato per lui una forma di telelavoro per tre giorni la settimana,
fornendogli una linea telefonica ISDN, una carrozzina adeguata e anche dieci
sedute di terapia
Organizzazione.
L'informatizzazione di questo
servizio ci consente di rispondere, con tempestività e con poco margine di
errore, alle richieste di assunzione delle aziende: un punto di forza, questo,
molto apprezzato dai direttori del personale. Infatti, nel giro di 24 ore
riusciamo a segnalare i curricula, dopo aver debitamente avvisato i disabili di
queste segnalazioni.
Nel caso in cui nella nostra
banca-dati non esista la persona corrispondente alla figura professionale
richiesta dall'azienda, ci attiviamo per mettere in atto un vero e proprio
tam-tam con i nostri collaboratori presenti in altre città, con le
associazioni, con i siti sui disabili presenti su Internet, per trovare la
figura professionale più adeguata.
Le informazioni relative alle
aziende che assumono, sono raccolte dai volontari che collaborano con noi e che
sono presenti in numerose province italiane; queste persone sono dei veri e
propri intercettatori di proposte di lavoro che, con grande pazienza, vagliano le inserzioni delle
aziende pubblicate sui quotidiani e magazine vari, tipo 'Secondamano', 'Porta
Portese', 'Il baratto', ecc. Da
qualche tempo utilizziamo anche Internet, che si sta rivelando una fonte enorme
di informazione relativa alle assunzioni.
Le principali attività di Handimpresa sono:
Gli inserimenti difficili.
Incontriamo maggiori
difficoltà ad inserire le persone che hanno un'età superiore ai 40 anni e che
hanno conseguito solo la licenza media. Questo ci dispiace e, d'altra parte,
verifichiamo anche un mondo del lavoro che per abbattere i costi utilizza l'outsourcing,
appaltando all'esterno settori specifici. Ciò comporta il problema di aver
bisogno soltanto di uno o due tipi di figure professionali.
Al contrario di una decina di
anni fa quando una mansione di lavoro si poteva anche trovare, ora un disabile
che non risponde alla professionalità richiesta, corre un maggior rischio di
essere parcheggiato o di non essere affatto collocato.
Con l'emanazione della
nuova Legge 68/1999 sul collocamento obbligatorio, HANDIMPRESA assume un ruolo
significativo, perché le aziende soggette all'obbligo di assunzione possono
effettuare una chiamata nominativa per adeguarvisi, possono quindi avvalersi di
servizi che raccolgono informazioni sulla professionalità degli handicappati.
Sempre in questa legge, sono previste convenzioni con i servizi di integrazione
lavorativa e questo ci fa sperare in un possibile futuro di collaborazione con
l'Ente Pubblico.
Gloria Stea Carboni
Si comunica che sono a disposizione gli atti del Convegno svoltosi a Milano-Palazzo delle Stelline il 18.11.2000:
"L'Integrazione Lavorativa dei Disabili:
sviluppi e prospettive della Legge n.68/99".
E' possibile richiederli a
fronte di un versamento di L.15.000
sul c/c postale n.18708206
intestato ad Associazione
Nazionale Subvedenti
20133 Milano - Via Clericetti 22
Pubblichiamo parte della circolare - segnalataci dalla LEDHA - che l'Ufficio Studi e Programmazione per le Attività Tecnico-didattiche ha inviato ai Dirigenti Scolastici delle scuole di ogni ordine e grado di Milano e Provincia.
Riteniamo possa contenere indicazioni utili agli insegnanti e, soprattutto, alle famiglie che spesso ci rivolgono domande riguardanti i diritti dei loro figli/studenti e le possibili richieste da avanzare alla scuola per una integrazione la migliore possibile. La circolare, pur essendo riferita a Milano e Provincia, può essere indicativa per tutti, perché in sintonia con la più recente normativa.
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"Nella prospettiva della definizione degli organici di sostegno per l'anno scolastico 2001/2002, l'Ufficio Studi e Programmazione ritiene di formulare alcune linee di indirizzo per la segnalazione degli alunni in situazione di handicap.
E' appena il caso di ricordare che si tratta di indicazioni e chiarimenti di notevole rilevanza in relazione alle innovazioni introdotte nella prassi di certificazione/documentazione dell'handicap.
L'istruzione scolastica dovrebbe, nel pieno rispetto della propria autonomia amministrativa, adottare le seguenti strategie che rappresentano ipotesi orientative da non sottodimensionare, non già pianificazione coatta del lavoro di integrazione. Sarebbe pertanto opportuno discutere in collegio dei docenti tali linee di sviluppo:
1. Accogliere le iscrizioni di alunni in situazione di handicap qualunque ne sia la tipologia e la gravità.
2. Chiedere all'Ufficio Scolastico l'assegnazione di docenti di sostegno all'integrazione scolastica degli alunni in situazione di handicap, sulla base della documentazione sanitaria rilasciata dalla ASL (diagnosi clinico funzionale, diagnosi funzionale) e della documentazione "di percorso" successivamente predisposta da ASL e/o scuola.
3. Garantire il funzionamento del proprio Gruppo di lavoro per l'handicap (di cui all'art.15 della L. n. 104/1992).
4. Stabilire all'interno del proprio Piano dell'Offerta Formativa, le condizioni e le modalità dell'integrazione scolastica, con particolare riguardo a:
5. Promuovere gli incontri interprofessionali fra operatori scolastici e operatori socio-sanitari, finalizzati prioritariamente alla elaborazione verifica e aggiornamento della documentazione individuale di percorso (profilo dinamico funzionale e piano educativo individualizzato).
6. Elaborare, verificare e aggiornare per ciascun alunno in situazione di handicap, uno specifico piano progetto educativo-didattico, sulla base del profilo dinamico funzionale e del piano educativo individualizzato, tenuto conto dei criteri fissati nel proprio Piano dell'Offerta Formativa.
7. Realizzare tale progetto, in collegamento con la programmazione di classe, con quella d'Istituto e con gli eventuali progetti in atto nella scuola.
8. Individuare anche con la consulenza degli operatori socio-sanitari dell'ASL l'eventuale necessità di attrezzature tecniche e di sussidi didattici per gli alunni in situazione di handicap; predisporre l'eventuale richiesta all'Ufficio Scolastico degli appositi fondi ministeriali per l'acquisizione di tali ausili.
9. Progettare anche in collaborazione con l'ASL, con gli enti locali e con le associazioni dei disabili e delle loro famiglie, eventuali iniziative di sperimentazione di modelli efficaci d'integrazione scolastica; predisporre l'eventuale richiesta all'Ufficio Scolastico degli appositi fondi ministeriali per la realizzazione di tali progetti sperimentali, nonché l'eventuale richiesta di utilizzo di unità di personale docente a tempo indeterminato.
10. Attuare forme sistematiche di orientamento particolarmente qualificate per la persona handicappata con inizio almeno dal penultimo anno del ciclo di base, con la collaborazione di tutti i Soggetti coinvolti nel progetto e delle Associazioni dei disabili e delle loro famiglie.
11. Assicurare, attivando le necessarie risorse e sentiti gli operatori sanitari competenti, la partecipazione degli alunni in situazione di handicap ai viaggi d'istruzione della propria classe.
12. Favorire la partecipazione degli alunni in situazione di handicap alle attività facoltative offerte dalla scuola (attività complementari e integrative).
13. Collaborare con gli Enti locali per l'attuazione del raccordo fra attività scolastiche e attività extrascolastiche del territorio, qualora ad esse partecipino anche alunni in situazione di handicap.
14. Promuovere le iniziative necessarie a favorire il raccordo operativo e la cooperazione fattiva fra i Comuni compresi nel territorio del proprio bacino d'utenza, qualora si presenti la necessità che i Comuni operino in forma associata al fine di organizzare e gestire gli interventi e i servizi di loro competenza per l'integrazione scolastica e sociale degli alunni in situazione di handicap.
15. Garantire interventi prioritari per gli alunni in situazione di handicap grave.
- In ordine alla prima certificazione, si precisa che, in fase di avvio del percorso di individuazione di un a situazione di handicap, la famiglia verrà correttamente sensibilizzata e motivata dalla scuola al fine del necessario contato con le ASL, con particolare riguardo al servizio U.O.N.P.I.A (Unità Operativa Neuropsichiatria Infantile).
E' opportuno che la famiglia
riceva dalla scuola una nota informativa
sulle difficoltà rilevate nell'alunno,
anche al fine di fornire allo specialista un quadro riassuntivo delle
osservazioni preliminari.
- In ordine al rinnovo della
certificazione, è appena il caso di ricordare la diagnosi clinica ed il profilo
dinamico funzionale vengono rilasciati alla famiglia che provvede a consegnarli
alla scuola presso la quale l'alunno è iscritto.
Tale documento rimane valido
e probatorio fino a che non emergono nuovi elementi che rivelino diverse
condizioni e comportino nuova valutazione clinica dell'alunno.
Ai cambi di grado, la
famiglia, anche su indicazione della scuola di provenienza, si rivolge all'U.O.N.P.I.A.
dell'ASL che effettua una nuova valutazione clinica dell'alunno e, qualora
riscontri il permanere della situazione di handicap, rinnova la diagnosi
clinico-funzionale già prodotta. La certificazione di handicap
deve essere rinnovata anche nel passaggio alla scuola superiore per
l'assolvimento dell'obbligo scolastico.
Una particolare attenzione
merita il potenziamento orario delle attività di sostegno"
S.B.
Avvicinandosi la conclusione dell'anno scolastico riteniamo utile richiamare le indicazioni ministeriali riguardanti le prove finali.
ORDINANZA MINISTERIALE
"PERMANENTE" 14.05.99, n.128 SU SCRUTINI ED
ESAMI - ART.4
c.1 - Nei confronti degli alunni con minorazioni fisiche e sensoriali non si procede di norma ad alcuna valutazione differenziata: è consentito, tuttavia, l'uso di particolari strumenti didattici appositamente individuati dai docenti, al fine di accertare il livello di apprendimento non evidenziabile con un colloquio o con prove scritte tradizionali.
c.2 - Per gli alunni in situazione di handicap psichico la valutazione, per il suo carattere formativo ed educativo e per l'azione di stimolo che svolge nei confronti dell'allievo, deve comunque aver luogo. Il Consiglio di classe, in sede di valutazione trimestrale o quadrimestrale e finale, sulla scorta del Piano educativo individualizzato a suo tempo predisposto con la partecipazione dei genitori nei modi e nei termini previsti dalla CM 258/83, esamina gli elementi di giudizio forniti da ciascun insegnante sui livelli di apprendimento raggiunti, anche attraverso l'attività di integrazione e di sostegno, e verifica i risultati complessivi in relazione agli obbiettivi prefissati dal Piano educativo individualizzato.
c.3 - Ove il Consiglio di classe riscontri che l'allievo abbia raggiunto un livello di preparazione conforme agli obiettivi didattici previsti dai programmi ministeriali o, comunque, ad essi globalmente corrispondenti, decide in conformità ai precedenti artt. 2 e 3 (cioè mediante voti di profitto, ndr)
c.4 - Qualora, al fine di assicurare il diritto allo studio ad alunni in situazione di handicap psichico e, eccezionalmente, fisico e sensoriale, il Piano educativo individualizzato sia diversificato in vista di obiettivi didattici e formativi non riconducibili ai programmi ministeriali, il consiglio di classe, fermo restante l'obbligo della relazione di cui al paragrafo 8 della circolare ministeriale n. 262 del 22.09.1988, valuta i risultati dell'apprendimento, con l'attribuzione dei voti che sono relativi unicamente allo svolgimento del Piano educativo individualizzato e non ai programmi ministeriali. Tali voti hanno, pertanto, valore legale solo al fine della prosecuzione degli studi per il proseguimento degli obiettivi del Piano educativo individualizzato. I predetti alunni possono, di conseguenza, essere ammessi alla frequenza dell'anno successivo o dichiarati ripetenti anche per tre volte, in forza del disposto di cui all'art.4 della presente Ordinanza.
Gli alunni valutati in modo differenziato come sopra possono partecipare agli esami di qualifica professionale e di licenza di maestro d'arte, svolgendo prove differenziate, omogenee al percorso svolto, finalizzate all'attestazione delle competenze e delle abilità acquisite.
Tale attestazione può costituire, in particolare quando il Piano educativo personalizzato preveda esperienze di orientamento, di tirocinio, di stage, di inserimento lavorativo, un credito formativo spendibile nella frequenza di corsi di formazione professionale nell'ambito delle intese con le regioni e gli enti locali.
(omissis)
c.8 - Al fine di facilitare lo svolgimento delle prove equipollenti previste dall'art.318 del DL.vo 16/4/1994, n.297, i Consigli di Classe presenteranno alle commissioni d'esame, un'apposita relazione, nella quale, oltre a indicare i criteri e le attività previste al comma precedente, danno indicazioni concrete sia per l'assistenza alla persona e alle prove d'esame sia sulle modalità di svolgimento di prove equipollenti, sulla base dell'esperienza condotta a scuola durante il percorso formativo.
Per l'esame di stato conclusivo dei corsi, tale relazione fa parte integrante del documento del Consiglio di classe del 15 maggio, come precisato dall'art.17, comma,,1, dell'OM n. 38/1999.
c. 9 - I tempi più lunghi nell'effettuazione delle prove scritte e grafiche, previsti dal terzo comma dell'art.318 del DL.vo n. 297/1994, riguardando le ore destinate normalmente alle prove, ma non possono comportare di norme un maggiore numero di giorni rispetto a quello stabilito dal calendario degli esami.
S.B.
Ai Vacanzieri segnaliamo "A
tempo di handicap" numero 16 del maggio 2001
Dedicato alle vacanze estive.
Le persone interessati
possono trovarvi un ampio ventaglio di suggerimenti e informazioni per
organizzarsi le "vacanze senza barriere".
Per informazioni o per chiedere copia, contattare
Giovanni Merlo
Via S. Barnaba, 29
20122 MILANO
Tel. 02 55 01 75 64 Fax.02 55 01 48 40
E mail: aiasmi(at)tiscalinet.it
Si informa che è disponibile
il 24° volume della
"Bibliografia italiana sui disturbi dell'udito, della vista e del
linguaggio 2001" (pp.128 - L.20.000)
(Contiene 679 voci bibliografiche relative a libri e articoli usciti di recente; i dati dei Periodici che attualmente escono in questo campo; gli indirizzi delle Associazioni Nazionali, ecc.)
E' possibile richiederlo a:
Servizio di Consulenza
Pedagogica
C.P. 601 - 38100 TRENTO
(tel. e fax 0461 82 86 93)
e mail: calagati(at)tin.it
A "Vent'anni no" il
premio del Libro Parlato
Al romanzo "Vent'anni
no" di Giovanni Talleri (ed. Il Murice) è stato assegnato il Premio
Letterario dell'Unione Italiana dei Ciechi, di dieci milioni di lire.
La Commissione giudicatrice
ha attribuito, inoltre, i quattro Premi Selezione, consistenti in una scultura
in vetro di noto autore, a "La neve nel bicchiere" di Nerino Rossi,
"Di alcune orme sopra la neve" di Giuseppe O. Longo, "La casa sul
corso" di Brunelda Danesi Bischi e "Anatomia di una vendetta" di
Duilio Buzzi.
Le opere di Giovanni Talleri,
Nerino Rossi, Giuseppe O. Longo, lette e registrate dagli autori stessi, saranno
distribuite nel circuito del Libro Parlato.
Unione Italiana Ciechi - Roma
Il Vice Presidente Nazionale - Prof. Enzo Tioli
La Sezione Italiana dell'Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità, allo scopo di diffondere la cultura della prevenzione delle patologie oculari, ha istituito il seguente numero verde aperto a tutti coloro che chiamano da una postazione telefonica fissa:
800 068 506
Chiamando questo numero dal lunedì al venerdì, dalle 10.00 alle 12.00
ci si metterà in contatto
con un oculista al quale sarà possibile esporre il proprio problema per ottenere i suggerimenti necessari.
Associazione Nazionale Subvedenti - ONLUS
sede legale: Via Clericetti, 22 - 20133 Milano
sede operativa: L.go Volontari del Sangue, 1 - 20133 Milano
tel/fax: 02 70 63 28 50
e-mail: info@subvedenti.it
Internet: www.subvedenti.it