Salta i menù

ANS - Associazione Nazionale Subvedenti - ONLUS

Giovedì 09/09/2010; buon giorno

Sei in: home > notiziari > giugno 2002.

Il Subvedente - giugno 2002

Indice:

LETTURA ACCESSIBILE
- Libri digitali 
- Promozione del centro Libro Parlato di Campobasso 
- Libri a grandi lettere 

IPOVISIONE
- La sfida dell'ipovisione: valutare, prescrivere e riabilitare 
- Illuminazione degli ambienti domestici 
- Domande e risposte 

BARRIERE
- Un'altra passeggiata 

LEGISLAZIONE
- Provvidenze economiche per l'anno 2002
- Prepensionamento dei lavoratori invalidi e sordomuti 

COMUNICAZIONI
- Fondazione Robert Hollman:.

"Un percorso speciale..." "Un percorso speciale..." 

LETTURA ACCESSIBILE.

LIBRI DIGITALI.

Riceviamo dal presidente del M.O.L.C.E.S. Silvano Pasquini il verbale di un incontro promosso dal suddetto movimento con l'Associazione Italiana Editori.

Verbale dell'incontro dell'11/01/02 
fra M.O.L.C.E.S. e Associazione Italiana degli Editori

In data 11 gennaio 2002, a seguito dell'incontro fra il M.O.L.C.E.S. e l'Associazione Italiana degli Editori sul tema dell'accesso delle persone non vedenti all'editoria elettronica, tenutosi nella sede di detta associazione, in Via delle Erbe 2, a Milano, il Presidente del M.O.L.C.E.S. ha riunito nella sua sede milanese di via Masotto 30 la delegazione che lo ha coadiuvato nel dibattito per sintetizzare i risultati dell'incontro. Quanto di seguito riportato è stato convenuto all'unanimità in una discussione che non ha registrato dissensi interpretativi e ha cercato di ripercorrere con precisione e obiettività i temi affrontati.

1. Il Dr. Cecchini e il Dr. Senatore, rappresentanti degli editori, si sono dimostrati perfettamente in linea con quanto loro espresso dal presidente M.O.L.C.E.S., sia per ciò che attiene alle finalità del Movimento (dai medesimi richieste), sia sul principio ispiratore della proposta di fornire ad ogni cittadino non vedente in grado di giovarsene proficuamente, di testi in formato digitale, onde favorirne l'autonoma consultazione; ciò, peraltro, è in perfetta sintonia con le linee guida da cui ha preso forma tutta la normativa che sancisce il concetto dell'integrazione sociale dei disabili visivi e con quanto previsto in più punti nella Costituzione della Repubblica italiana.

2. Rispetto alla Convenzione stipulata fra l'Associazione Italiana degli Editori e l'Unione Italiana dei Ciechi, di cui il presidente M.O.L.C.E.S. ha lamentata la pressoché nulla pubblicizzazione, si è convenuto di comune accordo che essa è solo ed esclusivamente un segnale politico "un primo piccolissimo passo verso una positiva posizione sociale tutta da sviluppare e, quindi, ben lontana dall'essere tangibile". A tale proposito è a tutti parso evidente che le attuali e reali necessità dei disabili visivi non possono essere garantite da un qualunque ente che, pur nel massimo della sua efficienza, intendesse occuparsene in modo esclusivo.

3. Ciononostante, si concorda con le affermazioni del presidente M.O.L.C.E.S. che ha inteso sottolineare l'opera meritoria delle due più importanti Strutture per la riproduzione di testi nel codice Braille: la Biblioteca "Regina Margherita" di Monza e la Stamperia Nazionale Braille, (oggi della Regione Toscana) di Firenze: "senza di che la posizione culturale dei disabili visivi italiani nel secolo XX, sarebbe rimasta vittima di un pauroso analfabetismo".

4. Si concorda con quanto sostenuto rispetto alle nuove frontiere di un mercato che le moderne tecnologie possono aprire all'utenza soggetta ad abbassamenti della vista. Il materiale digitale, difatti, se adeguatamente trattato, può essere consultato senza problemi attraverso sintesi vocale, display Braille e software ingrandenti.

5. Hanno invece suscitato perplessità due dichiarazioni dei rappresentanti degli editori, secondo cui il mercato del formato digitale sarebbe già stato sperimentato alcuni anni fa e ritenuto dai suoi stessi ideatori fallimentare e senza futuro; e ancora, che l'allestimento di eventuali biblioteche informatiche in Internet, non sarebbe in alcun modo conveniente. Le perplessità scaturiscono dal fatto che l'esperimento di riproduzione alternativa dei libri è avvenuto intorno alla fine degli anni '70 a mezzo nastro magnetico e non in formato digitale, come supportato dalle attuali tecnologie di riconoscimento grafico e riproduzione vocale; inoltre il formato digitale si rivela come uno dei più graditi gadgets acclusi a riviste e quotidiani e nondimeno i siti Internet che annoverano la presenza di testi d'ogni tipo, sono sempre più numerosi, a partire da Mondadori che, presumibilmente, non intende certo ergersi a pioniere benefico.

6. Di pari contraddittorietà è risultata la convinzione avanzata dai garanti degli editori, circa il pericolo costituito dall'eventuale pubblicazione di materiale editoriale in Internet, poiché ciò potrebbe verificarsi anche nell'esercizio della summenzionata convenzione, in quanto l'utente non può essere ostacolato da nessuno all'atto di eventuali operazioni illecite. Senza contare che detto materiale, eventualmente privato di attrattive grafiche, risulterebbe comunque poco appetibile alla generalità degli utenti.

7. Si è infine voluto rimarcare, per ammissione degli stessi rappresentanti degli editori, che la redazione di materiale editoriale in formato accessibile ai disabili visivi, sarebbe più che possibile da realizzare dalle stesse case editrici, senza grosso dispendio di energie umane e finanziarie. Questo non può che alimentare di nuova linfa la nostra proposta, sulla cui effettiva bontà e semplici modalità di realizzazione non si è mai nutrito alcun dubbio.

8. Si è avuta chiara l'impressione che la Convenzione di cui si è fatta promotrice l'Unione Italiana dei Ciechi" non partisse da proposte di livello avanzato, ma limitate a essere gestite nell'ambito delle proprie strutture. Ciò in ragione del fatto che mai nel corso dell'incontro ci è stato detto che le nostre richieste erano già state prospettate da altri e ancora perché l'opportunità di lavorare attorno a un tavolo comune, da noi avanzata per l'eventuale elaborazione di sistemi protettivi, è stata fatta tranquillamente scivolare nel nulla, poiché già pattuita al ribasso con l'Unione Ciechi; in proposito e giustamente, i nostri interlocutori hanno sostenuto che l'Associazione Italiana degli Editori non può in alcun modo obbligare chicchessia alla redazione di testi in un particolare formato.

9. Con ciò, tuttavia, i rappresentanti degli editori si sono impegnati a fare opera di sensibilizzazione presso tutte le case editrici da essi rappresentate, nei modi ritenuti più idonei e opportuni, considerando concettualmente inintaccabile e degno del massimo rispetto il principio ispiratore del progetto che abbiamo loro presentato.

10. Il Presidente M.O.L.C.E.S., confortato dal circostanziato parere favorevole di tutti i componenti la delegazione presenti all'incontro, ha proposto di stilare un documento/verbale da inviare agli organi di stampa e al maggior numero di case editrici, ivi comprese quelle non eventualmente affiliate all'Associazione Italiana degli Editori, oltrechè all'associazione medesima per presa visione e a qualunque altro canale di comunicazione singolarmente conosciuto e ritenuto idoneo per divulgare l'esigenza e sensibili.

Silvano Pasquiniù

Indice

LETTURA ACCESSIBILE.

Promozione del centro 
Libro Parlato di Campobasso.

Come tutti e 13 i Centri presenti sul territorio nazionale, il Centro di Distribuzione della città di Campobasso possiede una nastroteca di oltre 10.000 opere che spaziano dalla letteratura all'archeologia, dalla filosofia alla matematica, dalla musica alla geografia.
Inoltre, in catalogo si trovano già numerosi testi scolastici e universitari.
Segnaliamo che il Centro Libro Parlato di Campobasso opera oltre che per la regione Molise anche per l'Abruzzo e le Marche.

Per poter richiedere la registrazione di un libro è sufficiente iscriversi ed inviare il testo in nero alla sede di Campobasso.
Verrà così restituito il libro e la sua registrazione.
Per ogni genere di informazioni contattare il numero 0874/ 65 588

Indice

LETTURA ACCESSIBILE.

Libri a grandi lettere.

Per i lettori di Milano

Le biblioteche rionali elencate qui di seguito offrono i seguenti libri stampati a grandi lettere.

 

Biblioteche:

(A) AFFORI 
Viale Affori, 21
Tel. 02-88462522

(B) BAGGIO
Via Pistoia, 10
Tel. 02-88465804

(C) CALVAIRATE
Via Ciceri Visconti, 1
Tel. 02-88465801

(CH) CHIESA ROSSA
Via Boifava, 17
Tel. 02-88462857

(D) DERGANO
Via Baldinucci, 60.1
Tel. 02-88465807

(G) GALLARATESE
Via Quarenghi, 21
Tel. 02-88464270

(H) HARAR
Via Alberga, 2
Tel. 02-88465810

(N) NIGUARDA
Via Passerini, 5
Tel. 02-88462542

(V) VENEZIA
Via Frisi, 2/4
Tel. 02-88465799

 

Libri a grandi lettere disponibili:

BASSANI GIORGIO:
( GIARDINO DEI FINZI-CONTINI (A, B, C, CH, D, G, N, V)
( OCCHIALI D'ORO (A, B, D, N, V)

BIGIARETTI LIBERO:
( VILLINO (A, B, CH, D, G, N)

BUZZATI DINO: 
( DESERTO DEI TARTARI (A, B, D, N)

CALVINO ITALO:
( BARONE RAMPANTE (A, B, C, CH, D, G, H, N, V)

CRONIN ARCHIBALD J.:
( DAMA DEI GAROFANI (A, B, N, V)

DESSI' GIUSEPPE: 
( PAESE D'OMBRA (A, B, N)

GINZBURG NATALIA:
( CARO MICHELE (A, B, C, D, G, N, V)

MANZONI ALESSANDRO:
( PROMESSI SPOSI (A (3 V.), B (VOL.1 e2), C, CH, D, G, N, V)

MAROTTA GIUSEPPE:
( A MILANO NON FA FREDDO (G, B, D, G, N)

MORAVIA ALBERTO:
( PARADISO (A, B, N, V)
( RACCONTI ROMANI (A (2 V.), B (VOL. 1 e 2), H, N, V)

PAVESE CESARE: 
( BELLA ESTATE (A, B, C, G, N, V)

PRATOLINI VASCO:
( METELLO (A, B, N)

SANTUCCI LUIGI:
( NON SPARATE SUI NARCISI (A, B, C, G, N)

SCIASCIA LEONARDO:
( GIORNO DELLA CIVETTA (A, B, H, N, V)

SILONE IGNAZIO:
( SEGRETO DI LUCA (A, B, C, CH, D, G, N, V)

VERGA GIOVANNI:
( MASTRO DON GESUALDO (A, B, D, N)

VIGEVANI ALBERTO:
( ESTATE AL LAGO (A, B, C, D, G, N, V)

Indice

IPOVISIONE.

LA SFIDA DELL'IPOVISIONE:
VALUTARE, PRESCRIVERE E RIABILITARE.

Relazione presentata al Corso di aggiornamento AIOrAO (Ass. It. Ortottisti Assistenti di Oftalmologia) Emilia Romagna "Le maculopatie: dalla diagnosi alla riabilitazione" - Parma, 1 marzo 2002

Si parla di IPOVISIONE o visione bassa o ridotta o minorazione visiva in presenza di una riduzione visiva irreversibile, bilaterale, che incide sulle capacità dell'individuo di svolgere le sue attività.
La persona ipovedente vede abbastanza da non dover organizzare la propria vita come quella di un non vedente, ma allo stesso tempo vede troppo poco per potersi comportare come un normovedente.
La visione, anche se gravemente compromessa, è comunque preponderante sugli altri sensi, e rimane il canale principale per lo svolgimento delle attività quotidiane.

Si possono individuare 4 gruppi di persone affette da ipovisione:
- Persone con perdita della visione centrale
Scotoma centrale: maculopatia, atrofia ottica, miopia patologica
- Persone con perdita della visione periferica
Difetti campimetrici: retinopatia pigmentosa, glaucoma terminale, lesioni delle vie ottiche
- Persone con disturbi del controllo oculomotorio
Nistagmo 
- Persone affette da ambliopia
Cataratta congenita, opacità corneali congenite, ambliopia non rieducata (perdita dell'occhio sano).

La presa in carico di un ipovedente prevede la stesura del progetto riabilitativo attraverso la valutazione del deficit sensoriale, la prescrizione dell'ausilio necessario e la riabilitazione del residuo visivo.

"La Riabilitazione è la rieducazione dell'attività produttiva di individui già fisicamente o psichicamente traumatizzati, detta anche riadattamento. La riabilitazione cerca di sfruttare al massimo le risorse e le funzione residue dell'invalido per reinserirlo sia psichicamente sia socialmente nell'ambiente".

Per quanto riguarda la visione, l'èquipe riabilitativa è composta da:
- oculista: cura dal punto di vista medico e chirurgico la malattia e ne segue l'evoluzione e prescrive gli ausili;
- ortottista: rieduca la visione residua al fine di ottenere un miglioramento funzionale dei movimenti oculari, della coordinazione occhio-mano e della capacità di discriminazione;
- ottico: presenta, spiega e adatta gli ausili ottici utili per il paziente;
- psicologo: il suo ruolo è importante qualunque sia l'età del paziente;
- altri specialisti: il pediatra, il neurologo, il pedagogista, il terapista della riabilitazione ecc... che possono intervenire con le specifiche professionalità.

La finalità della riabilitazione è, a qualunque età, il raggiungimento dell'autonomia personale nelle attività quotidiane.
Età evolutiva
La riabilitazione del bambino ipovedente è molto complessa, in quanto interagisce con lo sviluppo globale della personalità, e facilita l'attività scolastica.
Età lavorativa
Per queste persone gli studi superiori, l'attività lavorativa e l'integrazione sociale sono l'esigenza principale; la riabilitazione è finalizzata al migliore svolgimento di essi.
Età presenile e senile
Il pensionato ipovedente deve ri-organizzare la sua giornata: la riabilitazione è indirizzata al tempo libero (hobby, televisione, attività quotidiane).
In particolare, le maculopatie sono prevalentemente patologie dell'età anziana, anche se esistono forme congenite e giovanili.

Una buona riabilitazione esige un'attenta valutazione della persona: il colloquio iniziale, oltre all'anamnesi, deve permettere di stabilire quali sono le sue reali esigenze. Questo può avvenire sia attraverso domande libere, sia con appositi questionari.

La valutazione clinica deve prevedere:
- Studio accurato dell'acuità visiva e della refrazione per lontano e per vicino.
- Esame obiettivo: biomicroscopia, tonometria, fondo oculare.
- Studio del campo visivo centrale: soglia 30° e 10°, SLO, metodo dell'orologio.

Si possono eseguire altre indagini, come lo studio del senso cromatico e della sensibilità al contrasto ecc, a completamento dell'inquadramento clinico.
La valutazione del danno oculare e del relativo residuo visivo indirizza la stesura del progetto riabilitativo e la scelta dell'ausilio, tenendo in considerazione la compliance della persona e dei familiari.
Il colloquio finale, oltre alla proposta riabilitativa, deve considerare la prognosi sulle reali possibilità di recupero.
L'ausilio sarà scelto tra i vari sistemi ingrandenti in base alla profondità ed estensione dello scotoma centrale. La situazione più favorevole è la presenza di uno scotoma relativo, che permette una buona ripresa funzionale con ingrandimenti bassi.

I sistemi ingrandenti si suddividono in:
- Sistemi microscopici : lenti positive (lenti oftalmiche ingrandenti).
- Sistemi telescopici : coppia di lenti a distanze definite (obiettivo + oculare) di tipo galileiano o kepleriano.
- Sistemi elettronici : CCTV (videoingranditori), software ingrandenti.

La sola individuazione e prescrizione dell'ausilio non è sufficiente: occorre addestrare la persona al suo utilizzo. Nel caso di scotoma centrale, l'attività a distanza ravvicinata è la funzione più compromessa. La lettura è, in genere, l'esigenza principale: estratti conto, bollette, assegni, parole crociate, quotidiano, gioco delle carte, libri, riviste, assunzione o preparazione di farmaci.....
A tale scopo si propongono esercizi di lettura di difficoltà progressivamente crescente, di esplorazione visiva guidata, di coordinazione oculo-manuale per l'acquisizione di nuove strategie di lettura. Per facilitare la rieducazione si possono affiancare sedute di stimolazione visiva.
In conclusione "Non bisogna adattare il paziente alla rieducazione, ma la rieducazione ad ogni paziente".

M. Tartaglia, R. Masi, S. Mattioli, N. Pasini
UO Oculistica - Ospedale Bufalini, Cesena

Indice

IPOVISIONE.

ILLUMINAZIONE DEGLI AMBIENTI DOMESTICI.

Ultimamente sono giunte varie e-mail alla nostra e ad altre liste che si occupano di ipovisione sul tema:"Come migliorare l'illuminazione nella casa di chi vede poco?".

Il quesito era stato posto da Cristiana. In procinto di rifare l'impianto elettrico della sua casa, chiedeva suggerimenti sulle cose da fare e su quelle da evitare, visto che di sera, quando arriva il buio e si passa all'elettricità, le capita di frequente di perdere o rompere oggetti e di trovarsi a disagio.

Tutti noi sappiamo per esperienza che l'"universo ipovisione" è fin troppo sfaccettato per trovare un denominatore comune al di fuori della condizione "vederci poco e male": la funzione visiva è seriamente danneggiata in presenza di una consistente riduzione dell'acuità visiva e del campo visivo, ma anche dal tipo di visione residua (visione a cannocchiale ,visione solo periferica o "a macchie di leopardo"), da un'alterata percezione dei colori o sensibilità alla luce.

Anche a proposito di illuminazione degli ambienti domestici o dei luoghi di studio e lavoro "trovare un filo comune-come dice Luca L.- è difficile e fuorviante, dato che ognuno ha problemi diversi: chi preferisce molta luce, chi la vuole puntata sugli oggetti o in punti specifici come la scrivania, chi invece la preferisce diffusa, ecc.".

Tutti sono più o meno concordi nel dire che non esiste una soluzione valida per ogni caso, ma si possono piuttosto offrire suggerimenti e informazioni utili, espedienti da "collaudare" sempre e comunque in prima persona, sentito anche il parere dei "tecnici", in primo luogo dell'oculista, a conoscenza della patologia che interessa l'ipovedente.
Edoardo M. dice che, a proposito di illuminazione artificiale, tutto "dipende dal rapporto (sempre differente a seconda dei problemi che ha ciascuno di noi) tra l'ipovedente e la luce. C'è però una soluzione che può essere generalmente consigliata: ricorrere all'apparecchio che regola l'intensità di luce" (è il "variatore" o "varia-luce"): "Per quanto mi riguarda, dal momento che non amo la troppa luminosità, ho in casa molte lampade alogene regolabili. Queste mi consentono di avere negli ambienti una luce abbastanza diffusa e, soprattutto, di non essere abbagliato dai fasci di luce. Con questo tipo di illuminazione la luce si diffonde in modo omogeneo e, anche quando è forte, non dà eccessivo fastidio."

Anche Francesco P., dopo aver chiarito che tutto dipende dalla patologia di cui si soffre, porta la sua esperienza:" io evito di utilizzare luci al neon e forti luci dirette: quando posso uso luci alogene diffuse verso l'alto, ma queste hanno l'inconveniente di consumare molto. Ho scoperto da un po' di tempo anche l'utilizzo di lampade ad incandescenza (le normali lampadine a resistenza) con il bulbo mezzo speculare: quando sono appese fanno una bella luce verso il soffitto che in molti casi può bastare. Esistono anche delle lampadine ad incandescenza con il bulbo al quarzo, che emettono una luce molto simile a quella dei raggi solari e quindi aiutano a percepire più realisticamente tutti i colori ".
Il genitore di un bambino ipovedente dice che ha adeguato le luci di casa, su specifica indicazione dell'oculista, con "lampade lunghe a fluorescenza (erroneamente dette al neon) che danno un'emissione cromatica luminosa gradevole ed un'ottima resa cromatica; queste lampade per una resa ottimale senza sfarfallìo devono essere montate su plafoniere con starter elettronico, sospese a luce indiretta, per evitare l'abbagliamento, ossia i riflessi sulle superfici lucide". Ce ne sono di più o meno costose, mentre "le lampade hanno un costo quasi normale ed una durata nettamente superiore alle lampadine comuni a resistenza" , sono simili a quelle adottate in scuole, ambienti pubblici di passaggio e ospedali e consumano circa un quarto della loro resa luminosa. Lui ha montato, in una stanza quadrata di 4 metri di lato, quattro plafoniere in sospensione rivolte verso l'alto, a circa sessanta centimetri dal soffitto, lungo un immaginario quadrato, di 150 cm di lunghezza e 10 cm di diametro, con un esito notevole: illuminazione omogenea e indiretta, ottima per chi abbia un glaucoma o problemi di cataratta, per un costo totale, esclusa la posa in opera, di circa 360 Euro.

Un altro papà, Marco B., è intervenuto a confermare che lo starter elettronico (ce ne sono di due tipi, elettronico e non) rende la luce stabile e non 'traballante' e che esistono diversi tipi di lampade a fluorescenza, che differiscono per temperatura di colore (gradi Kelvin) e resa dei colori. Ha ribadito anche che a luce diretta abbagliano un po', sono pertanto molto più confortevoli disposte verso l'alto e non sono dannose per la salute, non contenendo gas tossici.

Se si va allora in un negozio di lampadari o impianti di illuminazione, è utile saperne qualcosa in più e soprattutto PRIMA di scegliere!

Suggerimenti in sintesi:
- Evitare luci al neon e forti luci dirette
- Apparecchio che regola l'intensità della luce ("variatore" o "varialuce")
- Molte lampade alogene regolabili per una luce diffusa in modo omogeneo, diffuse verso l'alto
- Lampade con bulbo al quarzo con luce simile ai raggi solari che facilita la percezione dei colori
- Lampade lunghe a fluorescenza (erroneamente dette al neon), montate su plafoniere, sospese a luce indiretta e con starter elettronico
- Lo starter elettrico o elettronico rende la luce stabile.

A cura di Donatella Morra.

Indice

IPOVISIONE.

Domande e risposte.

DOMANDE....

Una mamma scrive.....

...In queste ultime settimane anch'io ho avuto più tempo per riflettere, anche a causa delle diverse influenze che hanno colpito me e la nostra famiglia. E' stato anche un momento per stare più con Marta e Piero.
Mi sono accorta di quanto stia crescendo velocemente nostra figlia: richiede risposte sempre più complete ed esaurienti. Più spesso mi chiede perché certe cose che i suoi amichetti vedono bene lei non riesce a vederle e non sempre è facile darle una risposta "giusta".
A proposito qualcuno di voi, in base alle sue esperienze, è in grado di aiutarmi indicandomi una risposta "giusta"?
Conto su di voi, grazie. 
Saby.

.....E RISPOSTE

1.
Ciao. Mi chiamo Cristian e sono non vedente. Anche mia sorella gemella
Chiara è non vedente. Mi ricordo bene che quando eravamo piccoli, a 4 o 5
anni, prima di andare a scuola, chiedevamo spesso a nostra mamma perché non vedevamo e perché i nostri amici all'asilo potevano vedere quando
coloravano o quando si rincorrevano. Mia mamma ci diceva sempre che ognuno
ha le sue caratteristiche, che ognuno è diverso da un altro e che noi non
avevamo il dono della vista, ma che non per questo dovevamo non fare quello
che facevano gli altri nostri amici (infatti coloravamo con qualcuno che ci
delimitava il bordo, ci rincorrevamo in posti che conoscevamo ecc.). Mi ricordo che al momento non capivo molto il senso di quello che mi diceva, ma che ho sempre più apprezzato quelle parole man mano che crescevo.
Ciao, Cristian

2.
Ciao Sabina,
forse non esiste una risposta "giusta" ma esistono più risposte possibili alle domande di Marta.
Credo che l'importante sia - con i dovuti accorgimenti - dire sempre la verità e trovare il modo per mettere tua figlia in condizione di non avere alcun timore a rappresentare agli altri la propria condizione. Questo le permetterà di accettare il proprio limite fin da quest'età così piccola.
In realtà, non ricordo con precisione quali erano le risposte
dei miei genitori alle mie domande. So solo che loro cercavano di farmi fare - nei limiti del possibile - le cose che facevano gli altri miei coetanei, e credo di aver
compreso che anche tu e tuo marito vi state comportando alla stessa maniera.
Certo si corre qualche rischio. Ricordo che da piccolo ero sempre ammaccato per le cadute dalla bicicletta. Non parliamo, poi, della quantità industriale di occhiali distrutti. Ero capace di polverizzare anche quelli cosiddetti "infrangibili". Emulare il grande Gianni Rivera aveva il suo prezzo.
Forse non c'entra niente, ma ti racconto un episodio che credo significativo su come, anche un bambino, possa prendere coscienza di certe cose.
Durante uno dei miei primi giorni di scuola (alla Scuola Speciale Antonio Scarpa di Milano), iniziai a scrivere le lettere dell'alfabeto con una penna evidentemente dal tratto molto leggero. Mi accorsi che non riuscivo a leggere nulla di ciò che stavo scrivendo. Il foglio mi appariva bianco, con stampate le grosse righe ravvicinate (si trattava evidentemente di fogli particolari predisposti per i subvedenti).
Mi feci coraggio e chiesi alla maestra, la Sig.na Francesca Mutti (che persona splendida!) se fossi mai riuscito a scrivere qualcosa o se il fatto che vedevo poco mi impedisse di leggere. Lei, senza parlare, non fece altro che prendere un pennarello - che poi mi regalò - e ricalcare quello che avevo scritto.
"Vedi - mi disse - molte difficoltà che noi abbiamo si possono superare con poco. Se scrivi con il pennarello nero, tu puoi leggere tranquillamente quello che scrivi. Ma, mi raccomando, scrivi bello grande!".
Quanta pedagogia in quelle poche parole!
Anch'io - come quell'amico che pure ti ha risposto e di cui non ricordo il nome - ho un fratello, di tre anni più piccolo, che ha il mio stesso problema. 
Tra noi ce n'è un altro che vede perfettamente. Anche il
nostro continuo confronto e dialogo è stato sempre assai bello ed utile.
Avv. Martucci

Indice

BARRIERE.

"CI SONO UN ITALIANO, UN FRANCESE E UN TEDESCO CHE, UNA SERA, DECIDONO DI ANDARE A BERE UNA BIRRA..."

UN' ALTRA PASSEGGIATA

Nel giugno scorso Maurizio Massini descriveva su "Il Subvedente" i problemi incontrati in un suo "viaggio" con i mezzi di trasporto pubblico milanese. Per non vedenti e ipovedenti un viaggio in autobus o in metropolitana, è sempre un'avventura come lo è per quelli che vedono.....ma non riescono a camminare... specialmente in due.

"Andiamo con ordine. Il tedesco non è un tedesco. Ma si chiama Franz ed è biondo. Quindi può passare per tedesco. Sono sotto casa sua verso le sette di un venerdì sera. Un po' prima delle sette. Aspettiamo la Sessanta. La Sessanta per i milanesi è l'autobus 60. La prima tappa è Casa-del-francese _ Stazione Centrale. Sei fermate.
La prima Sessanta arriva subito ma non la prendiamo. Per far salire Franz l'autobus deve accostare e inchinarsi. Non e' un atto di deferenza verso il disabile. L'inchino consiste nell'abbassare la ruota posteriore destra in modo che una piccola pedana si appoggi sul marciapiede.

Le macchine parcheggiate impediscono all'autobus di accostare. Noi chiamiamo i vigili, l'autobus riparte. In trentacinque minuti perdiamo altri due autobus aspettando i vigili. Un altro autobus lo perdiamo perché l'autista non sa inchinare la vettura. Poi si prende quello dopo e in dieci minuti siamo alla Stazione Centrale...."

Nel numero di dicembre di URBAN, uno dei mensili gratis di Milano, un italiano un francese e un tedesco (in realtà entrambi milanesi) ci raccontano della loro odissea per andare tutti e tre insieme a bere una birra sui navigli a Milano.

"Marco che di francese ha solo la mamma, è in cima alla rampa di accesso della metropolitana. Ha chiamato il servoscala. Il servoscala è quell'aggeggio che consente di arrivare ai treni con la carrozzina. Il servoscala sta salendo da otto minuti. Altri tre ed è in cima.

A scendere, con Marco sopra, sono otto minuti. In discesa è più veloce. Poi altri undici per riportare il servoscala su e altri otto per scendere con Franz.
Ora tocca raggiungere la banchina dove passano i treni. Sette minuti per scendere con Franz (stavolta va prima lui), otto a salire senza Franz, altri sette a scendere con Marco.
Sono le otto e quaranta, un quarto d'ora per arrivare a destinazione. Fermata S.Agostino. Qui le scale sono più lunghe. Sette minuti a scendere, dieci a salire la prima. Dodici minuti a scendere quindici a salire la seconda...."

COSÌ FACENDO, PER BEN CINQUE ORE DI VIAGGIO, QUESTI TRE STRANIERI HANNO VISTO E SENTITO DI TUTTO...

"Altra tappa. Autobus fino ai Navigli. Ne passano cinque. Due autisti non riescono a fare manovra, uno non è capace di inchinare la vettura e pare che più di una carrozzina alla volta non si può caricare. Tutte le vetture comunque erano attrezzate.
Sono le undici e un quarto. Altri quaranta minuti e un carro attrezzi circa per fare tre fermate. "Per tre fermate non potevate andare a piedi?", chiede uno. Lo guardiamo straniti.

(Non vi viene in mente un commento di M.F nel numero 4/2001 sul dibattito cos' è l'ipovisione..."essere ipovedenti significa: Non salire sul bus ma chiedere lo stesso la destinazione perché non la si è vista e sentirsi rispondere che è scritta davanti")

"Una volta in Porta Ticinese, mezzi utili non ce n'è. Potremmo infilarci nel primo bar, ma il primo bar ha un fastidioso gradino che fa incazzare Franz come un puma che si impunta e vuole andare in piazza Ventiquattro Maggio.

Chiamiamo i vigili, che ormai ci conoscono e ci chiedono di avere pazienza. Dopo un'altra attesa Franz si impunta di più. Scende in strada e si fa cinquecento metri filati in carrozzella, in mezzo alla strada più trafficata e stretta di Milano. 
Arrivando al locale incontriamo due tavolini sul marciapiede che non fanno passare nemmeno i pedoni tradizionali figuriamoci noi.

Seduta al primo tavolino c'è la modella con la borsa di pitone e il collo di pelliccia che sorseggia un daiquiri alla fragola. Ci guarda passare e non fa una piega. Sul secondo tavolino c'è un giapponese in kilt che beve birra. Qui la piega la facciamo noi. Scoppia a ridere anche lui, sposta il tavolino in strada e ci fa salire sul marciapiede. E non ci fa una foto. E' quasi mezzanotte quando ci prendiamo la nostra birra..."

"E' stato molto istruttivo", riassume uno degli "esploratori" di URBAN. Due persone in carrozzina non possono girare insieme senza trasporto privato. "E evidente che chi costruisce le città pensa che i disabili, fra di loro, non si possano vedere."

- - - - -

"Finale con il quiz. Ci sono un italiano, un tedesco e un francese. E' quasi l'una e hanno appena finito la loro birra. Come tornano a casa?
A: si accampano per la notte nei dintorni, la metropolitana ormai è chiusa.
B: si fanno spingere dall'italiano a casa in uno splendido trenino cantando brigittebardòbardò.
C: prendono un taxi. Paga Urban."

E noi che non vediamo il numero dell' autobus, sabato prossimo... il taxi... lo paga URBAN?

Cristiano Valli: Milano senza piedi, Urban 27.12.2001,
letto e rivisto da M. Frascolla & L. Tuomela

Indice

LEGISLAZIONE.

PROVVIDENZE ECONOMICHE PER L'ANNO 2002.

Importi e limiti di reddito
Circolare Inps del 20 Dicembre 2001 n. 255

Riportiamo nell'elenco che segue i dati riassuntivi comprendenti gli importi con i rispettivi limiti di reddito a favore degli invalidi civili, ciechi civili e sordomuti

Aventi Diritto:

Pensione ciechi civili assoluti
Importo Euro 236,45 (lire 457.831)
Limite di reddito Euro 12.796,09 (lire 24.776.685)

Pensione ciechi civili assoluti (se ricoverati)
Importo Euro 218,65 (lire 423.365)
Limite di reddito Euro 12.796,09 (lire 24.776.685)

Pensione ciechi civili parziali
Importo Euro 218,65 (lire 423.365)
Limite di reddito Euro 12.796,09 (lire 24.776.685)

Pensione invalidi civili totali
Importo Euro 218,65 (lire 423.365)
Limite di reddito Euro 12.796,09 (lire 24.776.685)

Pensione sordomuti
Importo Euro 218,65 (lire 423.365)
Limite di reddito Euro 12.796,09 (lire 24.776.685)

Assegno mensile invalidi civili parziali
Importo Euro 218,65 (lire 423.365)
Limite di reddito Euro 3.755,83 (lire 7.272.301)

Indennità mensile frequenza minori
Importo Euro 218,65 (lire 423.365)
Limite di reddito Euro 3.755,83 (lire 7.272.301)

Indennità accompagnamento ciechi civili assoluti
Importo Euro 619,85 (lire 1.200.197)
Limite di reddito nessuno

Indennità accompagnamento invalidi civili totali
Importo Euro 426,09 (lire 825.025)
Limite di reddito nessuno

Indennità comunicazione sordomuti
Importo Euro 174,35 (lire 337.589)
Limite di reddito nessuno

Indennità speciale ventesimisti
Importo Euro 111,42 (lire 215.739)
Limite di reddito nessuno

Indice

LEGISLAZIONE.

Comunicato di aggiornamento legale
PREPENSIONAMENTO DEI LAVORATORI INVALIDI E SORDOMUTI.

La finanziaria 2001 (Legge 23 dicembre 2000 n. 388) all'art. 80 comma 3 prevedeva un' importante novità, consentendo ai lavoratori sordomuti e agli invalidi con una percentuale superiore al 74% di richiedere per ogni anno di lavoro effettivamente svolto il beneficio di due mesi di contribuzione figurativa fino al limite massimo di cinque anni.
In parole più semplici questa norma ha riconosciuto la possibilità di andare in pensione sino a cinque anni prima.
L'entrata in vigore di questa legge era stata fissata al 1 gennaio 2002, e finalmente dopo quasi un anno di attesa l'INPDAP e l'INPS sono intervenuti con due circolari per chiarire i diversi dubbi interpretativi sorti in merito alla sua concreta applicazione.
L'INPDAP (l'ente previdenziale per dipendenti delle amministrazioni pubbliche) è intervenuto per primo con la circolare del 27 dicembre 2001 n. 75, mentre l'INPS (cui devono fare riferimento i lavoratori degli enti privati) vi ha provveduto pochi giorni fa con la circolare del 30 gennaio 2002 n.29.

Entrambi gli istituti previdenziali hanno confermato la concessione di due mesi di contributi figurativi per ogni anno effettivamente lavorato fino ad un massimo di cinque anni di contributi figurativi, per cui se un dipendente ha lavorato per 30 anni si vedrà riconoscere 60 mesi (5 anni) di contributi figurativi.
E' stato chiarito che a tal fine dovranno essere presi in considerazione i periodi di attività lavorativa anche anteriormente al 1° gennaio 2002, per cui questa norma va ad incidere positivamente anche su coloro che lavorano da molti anni e a cui mancano pochi anni di contributi per poter raggiungere il diritto alla pensione di anzianità, consentendo così di "guadagnare" sino ad un massimo di cinque anni anzianità contributiva.

Indice

COMUNICAZIONI.

"Un percorso speciale...

Segnaliamo l'ultima pubblicazione della Fondazione Robert Hollman (centri di Cannero Riviera e Padova):
il depliant "Un percorso speciale....quando nasce un bambino con problemi visivi"

E' stato ideato per essere distribuito su vasta scala e viene indirizzato a genitori che si trovano a confrontarsi con la nascita di un bambino con problemi visivi.
La Fondazione Robert Hollman con questo dépliant vuole dare in maniera facilmente comprensibile le primissime indicazioni su come affrontare la vita quotidiana con il bambino.
La pubblicazione contiene inoltre informazioni su dove indirizzarsi e a chi rivolgersi per ottenere, il più presto possibile, un servizio adeguato ai bisogni del bambino e della sua famiglia.
Il depliant "Un percorso speciale....quando nasce un bambino con problemi visivi" può essere richiesto dai genitori, specialisti e istituzioni presso i Centri della Fondazione Robert Hollman di Cannero Riviera e di Padova.

Indice

inizio pagina


Attestato di validazione XHTML 1.0, lincato alla pagina di verifica

Associazione Nazionale Subvedenti - ONLUS
sede legale: Via Clericetti, 22 - 20133 Milano
sede operativa: L.go Volontari del Sangue, 1 - 20133 Milano
tel/fax: 02 70 63 28 50
e-mail: info(at)subvedenti.it
Internet: www.subvedenti.it