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ANS - Associazione Nazionale Subvedenti - ONLUS

Lunedì 06/09/2010; buon pomeriggio

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Il Subvedente - giugno 2003

Indice:

INFORMATICA.
- RIPRESI I CORSI ECDL.

SANITA'.
- PROGETTO D.A.M.A Uguali in corsia.

COMUNICAZIONE.
- ISO 9001 CERTIFICA LA QUALITA' ANS.

LEGISLAZIONE.
- ACCOMPAGNATORI PER DISABILI VISIVI.
- LIBERA CIRCOLAZIONE SUI MEZZI PUBBLICI LOMBARDI.

MUSICA.
- MUSICA DA IPOVEDERE.

OCULISTICA.
- DOPPIA LENTE INTERNA: il nuovo fronte della riabilitazione.

IPOVISIONE.
- COME UNA DISTESA D'ULIVI SECOLARI.

RENDICONTO ECONOMICO.

LETTURA ACCESSIBILE.
- FIERA INTERNAZIONALE DEL LIBRO.
- LIBRI IN VISTA.

COMUNICATO.
- SUPERABILE A CHI?.

NOTIZIE DAGLI ASSOCIATI.
- MAX LUPE COLOUR.

DOCUMENTAZIONE.
- BIBLIOGRAFIA ITALIANA.

INFORMATICA.

Ripresi i corsi ECDL.

Dopo oltre un anno dalla prima esperienza è ripreso lo scorso febbraio il programma di corsi di preparazione alla patente ECDL dell'ANS, primo test center lombardo per disabili visivi.

Il secondo corso di 40 ore svoltosi nei sabati di febbraio e marzo ha preparato 8 candidati, 6 ipovedenti e 2 non vedenti, all'esame relativo al modulo 4 - fogli di calcolo - dell'ECDL base. La sessione d'esame, tenutasi il 29 marzo ha premiato 7 degli 8 candidati.

La metà dei corsisti avevano già frequentato il precedente corso relativo ai moduli 1, 2, 3 e 7; i nuovi acquisti hanno approfittato della sessione d'esame per sostenere le prove relative ai predetti moduli, onde portarsi alla pari coi compagni. Anche questo scopo è stato centrato in modo soddisfacente. Abbiamo avuto anche una privatista, che cimentandosi sportivamente, non è tornata a casa a mani vuote.

Corsisti, docenti e collaboratori, venivano da Milano e interland, ma anche dalla Liguria; certe levatacce per arrivare in aula alle nove... Quindi a volte anche un po' faticoso rimanerci fino intorno alle sedici.

Anche questa volta siamo stati ospitati dall'Associazione Libro Parlato di Milano, alla quale va il nostro sentito ringraziamento.

Come gli eroi dei sette mari, anche questa avventura ha avuto i suoi impavidi condottieri, ribattezzati per l'occasione eroi dei sette moduli... il sottoscritto e Marco Freddi al timone (dietro la cattedra, ma uno alla volta per questioni di spazio...), Carla Mondolfo encomiabile nostromo e Maria Frascolla splendida e ambita cambusiera. Il timoniere non di turno girava comunque tra i banchi, per aiutare a districare i nodi e a gonfiare le vele della conoscenza degli aspiranti marinai.

Dall'ardita metafora testè infrantasi sul bagnasciuga dei vostri apparati visivi o uditivi, avrete capito che il corso è stato anche un pretesto per conoscersi, fare amicizia, discutere di ipovisione e proseguire il tutto al di fuori degli spazi, invero un po' underground, dell'aula.
Insomma, tutto sembra essere un ottimo presupposto per proseguire la navigazione. E di fatti quando riceverete questo notiziario si starà già concludendo il corso relativo al modulo 5 - banche dati - organizzato in collaborazione con CartaSì, che ci mette a disposizione spazi e strumentazione d'eccellenza. Un altro corso, questa volta relativo al modulo 6 - "presentazioni" - è previsto per l'autunno.

Per i dettagli sui nuovi corsi ANS - CartaSì: www.subvedenti.it 

Franco Frascolla

Indice

SANITA'.

Progetto D.A.M.A. UGUALI IN CORSIA.

All'ospedale San Paolo di Milano è nata una nuova cultura nell'affrontare i problemi medici delle persone con gravi disabilità.
Una realtà importante, un progetto che è un felice incontro di valori umani e valenze cliniche scientifiche. Parliamo di Dama (Disabled Avanced Medical Assistence) l'Unità operativa dedicata ai disabili con gravi deficit comunicativi.

La nascita di una realtà

L'incontro tra l'esperienza della Ledha e il personale dell'ospedale S. Paolo di Milano ha prodotto risultati importanti, facendo incontrare le due esigenze: da un lato l'intervento medico comune a pazienti che richiedono un approccio specifico, dall'altro la struttura ospedaliera in grado di assicurare un apporto multidisciplinare, coordinato e organizzato, di servizi e competenze specialistiche.
Oggi, ogni qualvolta si verifica una situazione clinica tale da creare allarme nel paziente disabile e nei suoi familiari, è possibile assicurare una risposta tempestiva ed efficace. E' nata così una nuova cultura nell'affrontare i problemi medici dei disabili gravi, un atteggiamento medico moderno, scientifico e umano per una reale "tutela della salute" per queste persone.
Il disabile grave viene considerato un normale paziente con le stesse possibilità statistiche di andare incontro a malattie comuni come appendicite,otite, esofagite.
Così non si tratta di curare lo stato d'ansia del disabile, ma di ricercare e approfondire la causa che lo determina (per esempio l'insorgere di una nuova patologia), senza limitarsi dunque a considerare tale stato come un effetto della malattia invalidante.

Le cifre di un successo

Il progetto Dama ha subito realizzato risultati sorprendenti: in 32 mesi sono stati oltre 1.000 i pazienti presi in carico, più di 2.600 gli accessi e quasi 6.000 i contatti telefonici al numero verde 840 02 7999 del call center del progetto, una sperimentazione che potrebbe rappresentare un modello da esportare in altre strutture.
Il numero verde serve a fare il punto della situazione: nel colloquio vengono formulate domande che consentono al personale specializzato di individuare subito le necessità cliniche emergenti così da provvedere al coinvolgimento coordinato degli specialisti dei vari settori interessati.
E' il punto di partenza del percorso da intraprendere: percorso verde equivale alla necessità di un check-up mirato e la creazione di una card sanitaria; giallo, intervento di tipo ambulatoriale o day hospital; rosso, la necessità di accompagnare il paziente al pronto soccorso seguendo un percorso prioritario.

SECONDO ME......di Angelo Mantovani Presidente D.A.M.A

Le tappe del percorso di Dama sono essenziali per capire lo sviluppo importante che ha avuto il progetto.
Siamo partiti in fase del tutto sperimentale con l'obiettivo di curare e valutare 60 pazienti in 12 mesi, il tutto nel tentativo di capire le necessità di chi ha difficoltà, anche nell'esprimersi.
I numeri delle prestazioni eseguite, invece, in poco tempo sono stati ben differenti. I contatti al numero verde, nei primi due mesi sono stati pari a 80, saliti a 412 a metà dell'anno e 1.305 in un anno.
Gli accessi totali, nei primi due mesi sono stati 35, saliti fino a 187 nei sei mesi e a 483 alla fine dell'anno.
Numeri, come si vede, nettamente superiori a quel 60 pensato inizialmente.
I ricoveri in day hospital infine sono stati 12 nei primi due mesi di sperimentazione, 67 al termine dei sei mesi e 168 alla fine dell'anno.
Questi numeri hanno mutato gli obiettivi e il progetto è stato deliberato dalla Regione Lombardia il 31 marzo del 2001.
Ha ottenuto un finanziamento totale di 4 miliardi delle vecchie lire (distribuiti in tre anni) con il coinvolgimento attivo di personale specializzato: medici e infermieri dell'ospedale San Paolo cui s'è affiancato il fondamentale aiuto dei volontari.
Così da maggio del 2000 al gennaio del 2003 il totale dei pazienti presi in carico è stato di 1.086
A corredo di questo dato va sottolineato che il call center riesce già a risolvere una parte imponente dei problemi.
Quindi, quale futuro? Il passaggio importante è l'integrazione del Dama nel dipartimento di Urgenza e Emergenza (Dea) arrivando anche ad una implementazione dell'attività operatoria.

(tratto dal supplemento n. 6 del Periodico della Direzione Generale Famiglia e Solidarietà Sociale della Regione Lombardia)

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COMUNICAZIONE.

ISO 9001 certifica la qualità ANS.

Il 28 aprile 2003 l'Associazione Nazionale Subvedenti ha ottenuto la certificazione di qualità per la progettazione ed erogazione di servizi per la formazione superiore e continua nell'area della disabilità visiva.

La certificazione ISO rappresenta un riconoscimento della qualità del lavoro svolto dall'ANS, dell'impegno e della professionalità dei volontari e dei collaboratori che operano per garantire ai disabili visivi una struttura efficiente e funzionale, un servizio ed un supporto personalizzato.

Questa certificazione ha richiesto molto lavoro, soprattutto in relazione all'approntamento della documentazione richiesta nel rispetto delle procedure previste per l'implementazione del Sistema Qualità.

L'aspetto burocratico, tuttavia non è puramente formale ma sottolinea la condivisione degli obiettivi e delle modalità operative da parte di tutto lo staff dell'ANS e delle persone che ci sostengono e che si affidano a noi.

Carla Mondolfo

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LEGISLAZIONE.

ACCOMPAGNATORI PER DISABILI VISIVI.

La Finanziaria 2003 ha riconosciuto l'utilizzo degli obiettori di coscienza e dei volontari del servizio civili come accompagnatori dei ciechi civili parziali (Circolare Ministeriale n. 16090 del 3 marzo 2003 "Utilizzo degli obiettori di coscienza e dei volontari del servizio civile come accompagnatori dei grandi invalidi di guerra e per servizio nonché dei ciechi civili").

La domanda può essere presentata da 
- persone che svolgono un'attività lavorativa come dipendenti
- persone che svolgono un'attività lavorativa autonoma
- persone che richiedano l'accompagnamento per motivi sanitari.

La necessità deve essere certificata :
- dai datori di lavoro per i lavori dipendenti
- dagli ordini e dagli albi professionali per i lavoratori autonomi
- dagli enti o associazioni per chi svolge attività sociale
- dal medico di famiglia per motivi sanitari.

All'istanza deve essere allegata idonea documentazione atta a
dimostrare la sussistenza delle condizioni che danno titolo al beneficio.

Per quanto riguarda la procedura volta a fruire di questo servizio, i soggetti che ne abbiano diritto devono inviare un'istanza, tramite raccomandata a/r, a

Ufficio Nazionale Servizio Civile
Via S. Martino della Battaglia 6
00185 ROMA

Il servizio, una volta riconosciuto, richiederà una partecipazione alla spesa di 93 euro mensili che verranno detratti dall'indennità di accompagnamento (ciechi assoluti) o dall'indennità speciale (ciechi parziali).

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LEGISLAZIONE.

"libera circolazione" sui mezzi pubblici lombardi e disabili visivi.

Vedere anche www.subvedenti.it/Download/Libera%20circolazione.htm 

Con l'art 25 del Regolamento regionale n°5 del 23 Luglio 2002 (pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia del 26/7/2002) viene introdotta una nuova regolamentazione relativa alle agevolazioni per il trasporto sui mezzi pubblici della Lombardia (per intenderci il tesserino Verde che permetteva di viaggiare gratis sui mezzi pubblici).
La normativa precedente ovvero la Legge Regionale 54/87 dava "diritto alla libera circolazione sugli autoservizi pubblici di linea" di competenza della Regione Lombardia a tutti gli invalidi civili aventi un' accertata riduzione della capacità lavorativa maggiore dei 2/3.
Questa facilitazione permetteva e permetterà fino al 31 Luglio 2003, l'utilizzo dei mezzi pubblici gratuiti in tutta la Lombardia.
Con la nuova normativa (Legge Regionale 1/2002 sono previste alcune modifiche. 
Le 'vecchie tessere' hanno validità fino al 31 Luglio 2003. 
Dal 1° Agosto 2003 avranno diritto alla Tessera:
"I privi di vista per cecità assoluta o con un residuo visivo non superiore a un decimo in entrambi gli occhi con eventuale correzione e loro eventuali accompagnatori."
(Art 8, comma 1, "e")
Le richieste delle nuove tessere possono essere inoltrate ai competenti uffici degli enti locali o all'UIC a partire dal 10 maggio 2003.
Oltre al modulo di richiesta sono necessarie 2 foto tessera e la consueta certificazione sanitaria (verbale di invalidità).
Viene ampliata (pare dall'1/1/04) la possibilità di circolazione gratuita permettendo l'utilizzo anche dei mezzi di Trenitalia e Ferrovie Nord di Milano.
Per gli invalidi civili con riduzione della capacità lavorativa maggiore del 67%, sono previste delle agevolazioni tariffarie per abbonamenti annuali e mensili su tutti i mezzi della Lombardia solo se l'ISEE (Indicatore di Situazione Economica Equivalente) è inferiore a 9.500,00 euro. Nel caso in cui si rientri nelle condizioni descritte è possibile avere uno 'sconto' sull'abbonamento pari al 60% dell'importo dello stesso.
Considerato che l'ISEE tiene conto sia del reddito famigliare che di eventuali patrimoni mobiliari ed immobiliari è molto difficile che un lavoratore possa rientrare nel limite definito dal regolamento di cui sopra.

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MUSICA.

MUSICA DA IPOVEDERE.

a cura di Franco Frascolla

Il nome di questa nuova rubrica de Il Subvedente è in realtà quello di una delle pagine del sito Web dell'ANS. L'iniziativa, nata un po' per caso, un po' per gioco e un po' perché dei webmaster non c'è mai da fidarsi..., intende riproporre i testi di canzoni di musica leggera e dintorni in qualche modo riferibili all'ipovisione. La musica, si sa, è uno straordinario strumento di comunicazione e quindi anche di riflessione, comprensione, scoperta, gioco e ironia; insomma, un modo diverso per parlare, piangere se proprio necessario e soprattutto ridere della realtà.
La scelta dei brani è a cura, discrezione e responsabilità... dello scrivente, ma comunque aperta alle segnalazioni e suggerimenti anche dei lettori de Il Subvedente.
Pubblicheremo un brano su ogni numero del nostro notiziario; per gli aggiornamenti in tempo reale visitate www.subvedenti.it.
Il viaggio non poteva che incominciare con "Un ottico" di Fabrizio De André, ma, mai come in questo caso, il futuro è pieno di sorprese.
Buona lettura e, se possibile, ascolto.

 

UN OTTICO.

(di Fabrizio De André)

Daltonici, presbiti, mendicanti di vista
il mercante di luce, il vostro oculista,
ora vuole soltanto clienti speciali
che non sanno che farne di occhi normali.

Non più ottico ma spacciatore di lenti
per improvvisare occhi contenti,
perché le pupille abituate a copiare
inventino i mondi sui quali guardare.
Seguite con me questi occhi sognare,
fuggire dall'orbita e non voler ritornare.

Primo cliente:

Vedo che salgo a rubare il sole
per non aver più notti,
perché non cada in reti di tramonto,
l'ho chiuso nei miei occhi,
e chi avrà freddo
lungo il mio sguardo si dovrà scaldare.

Secondo cliente:

Vedo i fiumi dentro le mie vene,
cercano il loro mare,
rompono gli argini,
trovano cieli da fotografare.
Sangue che scorre senza fantasia
porta tumori di malinconia.

Terzo cliente:

Vedo gendarmi pascolare
donne chine sulla rugiada,
rosse le lingue al polline dei fiori
ma dov'è l'ape regina?
Forse è volata ai nidi dell'aurora,
forse volata, forse più non vola.

Quarto cliente:

Vedo gli amici ancora sulla strada,
loro non hanno fretta,
rubano ancora al sonno l'allegria
all'alba un po' di notte:
e poi la luce, luce che trasforma
il mondo in un giocattolo.

Faremo gli occhiali così!
Faremo gli occhiali così!

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OCULISTICA.

Doppia lente interna:
il nuovo fronte della riabilitazione.

Esistono due forme principali di maculopatia senile. «La prima, cosiddetta "asciutta", comporta una atrofia della macula» spiega il professor Nicola Orzalesi, direttore della Clinica oculistica Università di Milano, Ospedale San Paolo. «E' una forma a lenta evoluzione (quasi sempre si tratta di anni), meno grave della forma "umida", in cui crescono nella retina piccoli vasi sanguigni da cui fuoriescono liquidi e sangue che la danneggiano. Purtroppo questa seconda forma può evolvere anche nel giro di pochi giorni, causando un marcato deficit visivo ».
Per quanto riguarda il trattamento, possibile solo nelle forme umide, si ha a disposizione la fotocoagulazione laser, con l'ausilio, da tre anni, di una sostanza fotosensibile (la verteporfina). 
Buone notizie, invece, sul versante degli ausili. Infatti, proprio di recente è iniziata una sperimentazione di un nuovo sistema ingrandente, costituito da due lenti intraoculari ("IOL"), da inserire nell'occhio durante l'intervento chirurgico di cataratta associata a maculopatia. Illustra Orzalesi, autore del rivoluzionario intervento: «Questo nuovo sistema chirurgico si propone di impostare un percorso riabilitativo di maggiore successo per il raggiungimento dell'autonomia nell'attività, sia da vicino sia da lontano». Completamente a carico del Servizio Sanitario, l'intervento si esegue in day hospital per ora solo in tre centri: a Milano presso l'Ospedale San Paolo e la Clinica Santa Rita e a Bergamo presso gli Ospedali Riuniti. Al momento, gli interventi eseguiti sono stati una decina.

Da PressVisione n. 1561 tratto dal Corriere della Sera 11-5-2003

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IPOVISIONE.

"Come una distesa d'ulivi secolari".

Forse questo titolo dal vago sapore mediterraneo poco s'accostarsi alla linea de Il Subvedente; ma utilizzando una buona dose di fantasia si può tranquillamente arrivare a paragonare un ulivo all'ipovisione.
L'inconsueta analogia ha preso forma nell'ambito di una discussione on-line tra alcuni iscritti alla mailing-list "Ipovisione", già nota ai lettori.

Gli input sono stati pressappoco i seguenti:
- ipovisione, come la si vive e affronta, e l'utilità o meno di parlarne;
- gli "ipovisismi", ovvero comportamenti e atteggiamenti tipici in buona parte degli ipovedenti.

Grazie all'atmosfera più rilassata e serena ottenuta dopo aver coniato l'accostamento campestre, si è continuato nell'analogia anche e soprattutto per riuscire a parlare di questi temi, non sempre facili da affrontare, mescolando la necessaria serietà e sensibilità che l'argomento richiede, ad un pizzico di immaginazione, inventiva ed ironia, che non guasta mai...
Diversi sono stati gli esempi scaturiti dal paragone iniziale; eccone alcuni:

Così come una distesa d'ulivi secolari ha le stesse foglie e dà gli stessi frutti pur avendo tronchi scolpiti in modo straordinariamente diverso ed esclusivo, allo stesso modo gli ipovedenti, pur avendo in comune un'importante deficit visivo provocato dai fattori più diversi, vivono e affrontano la propria disabilità in maniera personale e unica.

Se il tronco dell'ulivo può essere associato all'ipovedente, nelle foglie e nei frutti, che presentano ben poche differenze gli uni dagli altri, si possono individuare gli "ipovisismi".

Perché il tronco cresca sano, robusto e dia buoni frutti, è necessario garantire alla pianta le appropriate e necessarie cure al momento opportuno.

Perché un individuo si sviluppi in modo sano ha bisogno di nascere in un buon ambiente familiare e crescere in un contesto sociale stimolante, in grado di garantirgli una buona quantità e qualità di esperienze, anche di quelle negative naturalmente...
Quello che è emerso dalla discussione è che, sicuramente, l'essere in situazione di oggettivo svantaggio rispetto ai normodotati, rende più difficile e complesso il raggiungimento di obiettivi generalmente ritenuti importanti in ambito professionale, affettivo e sociale.
Le esperienze ed il temperamento di ciascuno portano a vivere la disabilità nei modi più diversi: con rabbia, rassegnazione, auto ironia, paura, tenacia, solitudine, eludendo il problema, non accettandosi, in una campana di vetro sotto le ali altrui, con inquietudine e ponendosi mille domande.
Per fortuna c'è anche chi, pur non avendo nessun tipo di disabilità, sceglie per sensibilità o professione di aiutare, ascoltare e parlarne, innescando quel confronto che crea sempre qualcosa di positivo, utile e di cui comunque tutti indistintamente si ha bisogno.

Sul piano pratico tutta questa diversità di approccio porta, a seconda dei casi:
- a utilizzare senza inibizioni i diversi possibili ausili;
- a farlo solo quando costretti dalle circostanze;
- a escogitare personalissimi escamotage.

In ogni caso e per fortuna, pare che parlarne serva sempre, anche se non è poi così facile trovare contesti e occasioni adatte.
Due laureandi in psicologia di Pavia, conosciuti in associazione, sostengono che sarebbe utile parlarne anche solo per poter capire come altre persone affrontano e superano i problemi della quotidianità, ipotizzando allo scopo una qualche forma di psicoterapia di gruppo.
Nel frattempo in lista si ammetteva che l'ipovisione è solo uno dei fattori che influenzano la personalità e non sempre il più significativo; infatti, pur non dimenticando che il problema ipovisione esiste, non si può e non si deve pensare che sia esso la sola causa di quanto di negativo o non voluto ci accade.
Per tornare all'analogia iniziale, è rimasto da affrontare la questione "ipovisismi": abitudini comportamentali, tic, atteggiamenti e trucchi, che accomunano la maggior parte degli ipovedenti.

Ecco le voci che compongono la lista degli ipovisismi, secondo le riflessioni, a volte travagliate e meravigliate, degli iscritti a Ipovisione: 
- vizio di mettersi le dita negli occhi (in età prescolare molto accentuato, ma che, forse, grazie al contatto con gli altri generalmente va via diminuendo, fino a scomparire quasi del tutto in età adulta);
- dondolarsi;
- tenere la testa bassa;
- toccare morbosamente persone e cose;
- parlare ad alta voce;
- mangiare con la testa molto vicina al piatto o avvicinare il piatto alla bocca;
- evitare di compiere operazioni che rivelano la propria ipovisione; 
- evitare di mettersi gli occhiali per leggere da vicino in pubblico;
- evitare l'utilizzo del bastone bianco anche in caso di impellente bisogno.
- evitare l'uso di un monocolo per leggere insegne, vie, numeri di tram;
- evitare fast-food e self-service per non chiedere cosa è possibile mangiare;
- prendere le solite cose al ristorante o in pizzeria...
- salutare calorosamente anche quando non si è riconosciuto l'interlocutore;
- evitare bancomat e affini per non scontrarsi con la loro inaccessibilità;
- evitare gli strumenti e servizi tecnologicamente avanzati come gli sms;
- non rivelare o viceversa voler/dover dichiarare subito, quasi fosse un'ossessione, la propria ipovisione;
- mettere un adesivo rosso sopra la serratura per trovare subito la toppa;
- preferire PC e cellulare per creare e mantenere contanti interpersonali;
- conoscere e frequentare solo disabili visivi;
- affinare o affidarsi completamente agli altri sensi, sviluppando all'uopo la memoria (tattile, fotografica, sonora, olfattiva);
...e la lista sicuramente potrebbe allungarsi ancora...

Da questo elenco sono essenzialmente due le cose che scaturiscono:
- alcuni comportamenti sono necessariamente causati dalla patologia visiva; 
- altri atteggiamenti sono invece provocati da paura, insicurezza ed esperienze negative, nonché solitudine e senso d'inferiorità (spesso auto indotte...).

Se nel primo caso, almeno per ora, non c'è facile soluzione, per il secondo, forse proprio grazie al parlarne, è possibile mettere in moto i meccanismi più appropriati per arrivare alla soluzione dei problemi.
Come gli ulivi hanno un loro scopo e senso su questa terra, anche noi dobbiamo trovare un senso ed uno scopo per vivere al meglio la vita che ci è stata concessa con tutto il suo carico di brutture e beltà, ipovisione compresa.

Monica De Fazio

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RENDICONTO ECONOMICO 2002
ASSOCIAZIONE NAZIONALE SUVEDENTI.

Pubblichiamo il bilancio approvato dall'assemblea degli associati del 12/04/2003 

ENTRATE
Contributi pubblici ... 13118,00
Quote associative ...... 3124,00
Progetti istituzionali> 
Europei ............... 93681,00
Contributi privati ..... 4647,00
Contributo Editoria .... 6512,00
Proventi finanziari ..... 209,00 
TOTALE ENTRATE ...... 121.292,00

USCITE> 
Costi di gestione ..... 37589,00
Spese amministrative ... 2273,00 
Costi progetti ......... 5912,00
Costo del lavoro ...... 71438,00
Ammortamenti ........... 2936,00
Oneri finanziari ........ 279,00 
Sopravven. Passive ...... 728,00
TOTALE USCITE ....... 121.155,00

AVANZO DI GESTIONE ...... 139,00

I revisori dei conti:
Paolo Moscati
Francesco Pezzino
Teresa Serra

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LETTURA ACCESSIBILE.

FIERA INTERNAZIONALE DEL LIBRO.

Quando ci si accinge a tracciare un bilancio di un'esperienza, si è sempre incerti rispetto al: "parto dagli aspetti positivi o negativi?".
Nel dubbio partirò dalle aspettative...

Nelle circa due ore di viaggio mattutino tra Milano e Tornino, degno preambolo del bagno di folla vissuto alla fiera internazionale del libro, pensavo che nell'anno del disabile ci sarebbe stata una straordinaria attenzione rispetto alla leggibilità: segnaletica all'interno degli spazi espositivi, identificabilità degli stand, confort nella lettura del materiale editoriale.
Pare che l'unica iniziativa rispetto al "2003" sia la possibilità da parte di un disabile di accedere gratuitamente alla fiera con un accompagnatore...
(mi chiedo come facciano i normodatati a lasciare la manifestazione senza un accompagnatore che li aiuti a trascinarsi dietro la montagna di spazzatura mediatica raccolta in fiera...).

Avendo dimenticato di stampare il bigino degli stand interessanti, ho dovuto cercare sulla guida la posizione di quello che ospita il Progetto Lettura Agevolata del Comune di Venezia; sotto la "C" non c'è, sotto la "P" neanche...
Mi sono ricordato che in una e-mail di rettifica la responsabile Lucia Baracco aveva detto che si trovavano nei pressi del bar del secondo padiglione. Arrivato a destinazione ho scoperto che sulla guida erano stati inseriti nella lettera "P", ma come "Comune di Venezia Progetto Lettura Agevolata"; un delirio...

Perfino lo stand delle edizioni Angolo Manzoni, distributrici dei migliori volumi a grandi caratteri, non ha nessun evidente logo che ne faciliti l'identificazione...

Uno dei risvolti più inquietanti della difficoltà di identificare gli stand è quello che si è costretti ad avvicinarsi, diventando facile preda di quelli che: "posso farle una domanda?", "ha preso il nostro gadget?"

Tra le poche novità dell'editoria a grandi caratteri, l'iniziativa di Elena Morea Editore di stampare volumi a dispense sciolte e racchiusi in una copertina: "abbiamo unito le esigenze degli ipovedenti con quelle dei disabili motori che possono faticare a tenere in mano un grosso volume".
Sarà, ma per me un libro è come una persona; mi parrebbe di portarmi dietro solo un braccio o una gamba...
Detto questo, nulla da eccepire sulla qualità di stampa, anche rispetto all'utilizzo di carta riciclata (opaca e non perfettamente bianca, quindi meno abbagliante).
Sfogliando un po' meglio un volume di racconti, mi rendo conto che non c'è neanche una riga di separazione tra una storia e l'altra, il titolo del racconto successivo è solo a capo e tutto in maiuscolo; chiedo lumi...
"L'Unione Italiana Ciechi ci ha chiesto di fare così! Per evitare che le sintesi vocali pronuncino «vuoto-vuoto»."
Stento a crederci, ma se fosse vero i consiglieri devono evidentemente essersi confusi con quello che la sintesi direbbe di fronte al loro elettroencefalogramma... Anche i libri Braille, che hanno problemi di spazio ben superiori, si attengono alle elementari regole stilistiche che prevedono la separazione di racconti, capitoli, paragrafi, etc.! Una versione impresentabile come questa distrugge in pochi secondi anni di sensibilizzazione rispetto alla leggibilità!...
Comunque alla Elena Morea aggiungono che i volumi possono essere stampati come si vuole, in modo personalizzato, con la tecniche del "book on demand"; menomale!...

Di fronte c'è lo stand dell'UIC, coi suoi opuscoli informativi stampati in caratteri minuscoli e il testo su sfondo disegnato...
Ma è materiale per i normovedenti - dicono.
Siamo alle solite... versioni diverse per dare le stesse informazioni; ecco dove vanno a finire le battaglie per l'accessibilità del Web e tutto il resto...
In questo modo i normovedenti hanno la loro versione inaccessibile, i non vedenti la loro versione simil DOS altrettanto inaccessibile e gli ipovedenti, che non sono cittadini che pagano le tasse come tutti gli altri..., la prendono in saccoccia come al solito.

Ma a proposito di tasse e diritti di cittadinanza.
Visto che le iniziative UIC sono sempre foraggiate da copiosi finanziamenti pubblici, non sarebbe il caso che i risultati fossero sempre e comunque accessibile i fruibili da parte di tutti?
Per esempio perché la biblioteca di Monza, che ha lanciato un progetto di stampa a grandi caratteri e book on demand, non era presente in fiera con i suoi prodotti?

Due piccole novità positive.
La citata Angolo Manzoni distribuisce una lente d'ingrandimento di plastica trasparente zigrinata, altrimenti detta "lente di Fresnel", a forma di segnalibro e completa di fiocco... Mi pare un'idea carina (anche se 2 Euro di costo forse...).
Il Progetto Lettura Agevolata, invece, sta lavorando alla possibilità di permettere di scaricare estratti del suo catalogo unificato.

Per concludere, va citata la sofferta impotenza di piccoli editori come Eleuthera, che si dicono costretti a stampare volumi praticamente illeggibili, perché formati più grandi sarebbero più costosi quindi invendibili.

Queste le mie percezioni, prima che la ressa e il resto mi convincessero a ritornare sui miei passi, consapevole del fatto che il 2003 è un anno come tutti gli altri...

Franco Frascolla

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LIBRI IN VISTA.

Le Biblioteche Comunali di Milano vi invitano a letture di "Grande carattere".
Nelle nostre sedi sono a disposizione videoingranditori che vi agevoleranno nella lettura di libri, giornali e riviste.

BIBLIOTECA SORMANI
C.so P.ta Vittoria 6
02 88 46 33 97

bibliot. rionali zona indirizzo telefono
Accursio 8 Piazzale Accursio 5 02 88 46 43 00
Affori 9 Viale Affori 21 (Villa Litta) 02 88 46 25 22
Baggio 7 Via Pistoia 10 02 88 46 58 04
Bergamini 1 Via Bergamini 5 02 88 46 58 03
Calvairate 4 Via Ciceri Visconti 1 02 88 46 58 01
Cassina Anna 9 Via S. Arnaldo 17 02 88 46 58 00
Chiesa rossa 5 Via Boifava 17 02 88 46 28 57
Crescenzago 2 Via Don Orione 19 02 88 46 58 08
Dergano-Bovisa 9 Via Baldinucci 60.1 02 88 46 58 07
Frà Crisfoforo 5 Via Fra' Cristoforo 6 02 88 46 58 06
Gallaratese 8 Via Quarenghi 21 02 88 46 42 70
Harar 7 Via Albenga 2 02 88 46 58 10
Niguarda 9 Via Passerini 5 02 88 46 25 42
Oglio 4 Via Oglio 18 02 88 46 29 71
Parco Sempione 1 Via Cervantes (Montetordo) 02 88 46 58 12
Quarto Oggiaro 8 Via Valtrompia 45/A 02 88 46 58 13
Sant'Ambrogio 6 Via San Paolino 18 02 88 46 58 14
Tibaldi 5 Viale Tibaldi 41 02 88 46 29 20 
Vigentina   Corso di Porta Vigentina, 15 02 88 46 57 98
Venezia 3 Via Frisi 2/4 (ang. Via Melzo) 02 88 46 57 99
Villapizzone 8 Via Ferrario Grugnola 3 02 88 46 58 15
Zara 2 Viale Zara 100 02 88 46 28 23

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COMUNICATO.

Franco Bomprezzi silurato.
SUPER ABILE A CHI?

Ha lasciato il 30 aprile, dopo un anno esatto, ed è un addio pieno di tristezza. Franco Bomprezzi non è più al timone del portale Inail SuperAbile.it (dedicato alla disabilità) per una decisione che, comunica lo stesso giornalista, l'ha lasciato pieno di "profonda amarezza". L'Inail ha infatti indetto una gara pubblica per l'affidamento del servizio che è stata vinta da un altro soggetto (profit), il quale dovrà garantirne la gestione per i prossimi due anni. Nessun riconoscimento è stato reso a chi, come Bomprezzi e la sua squadra, ha realizzato il portale, l'ha messo ondine e l'ha riempito di contenuti utili, che ora verranno automaticamente ereditati dal nuovo gestore. "Ammetto che mi sarà difficile questo distacco da me non voluto", ha scritto Franco Bomprezzi nel suo ultimo editoriale. Che così prosegue: "Sicuramente non cesserò di lavorare, con orgoglio e umiltà, in favore di una informazione giornalistica rispettosa della dignità e della qualità delle persone con disabilità. 
Nella vita, in fondo,tutto è davvero SuperAbile".
Bomprezzi continuerà, come sempre, a scrivere per Vita.

Tratto da Vita Non Profit Magazine 2/5/2003

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NOTIZIE DAGLI ASSOCIATI.

DA QUANDO MI SONO FATTO IL MAX LUPE COLOUR...

L'avevo visionato la prima volta due anni fa a Handimatica e mi aveva straordinariamente impressionato, l'avevo rivisto l'anno scorso in sede dell'ANS e mi ero definitivamente convinto; questo, mi dicevo, è lo strumento giusto per me, poco ingombrante, molto maneggevole e soprattutto dotato di grande capacità di ingrandimento. Finalmente da qualche giorno è anche mio e ne sono fiero.
Bè, lo ammetto, con il mio titolo ho un po' esagerato; la vita da così a così non me l'ha cambiata, ma la vista....quella sì che è cambiata ed in meglio; 
di certo il Max Lupe Colour mi dà una grossa mano quando si tratta di leggere libri, mappe di città, carte geografiche, istruzioni d'uso, posologie medicinali e quant'altro scritto sempre e puntualmente a caratteri ultraminuscoli.
Non smetterei mai di tessere gli elogi al Max Lupe Colour!
Molti disabili della vista, però, non sanno che il Max Lupe Colour, come anche altri ausili visivi, lo passa gratuitamente il Servizio Sanitario Nazionale (senza optional), ovviamente a coloro che ne fanno richiesta tramite la propria ASL e che possiedono i necessari requisiti (visus non superiore ad un 1/10 in entrambi gli occhi e con la massima correzione).C'è un po' di burocrazia da affrontare, ma con pazienza in poche settimane si supera tutto.
Completo il quadro aggiungendo che la ditta che distribuisce il Max Lupe ha mostrato la massima disponibilità e competizione in occasione della mia visita presso di loro avvenuta il 13/05/2003.
I nostri discorsi dal videoingranditore sono passati ai computer, ma sempre di più mi convinco che quello verso il computer sia un percorso ormai ineludibile, una via obbligata per il nostro futuro.
Tanto vale quindi che anche io cominci ad adeguarmi con qualche infarinatura di informatica.
Direi che è stata un'occasione ideale per consentirmi di avvicinare il mondo del computer in relazione ai miei problemi di vista, cosa che in un normale negozio di computer non è così scontato che succeda.
Insomma, secondo me, si è trattata di un'esperienza assai utile; ora posso almeno contare su di un valido interlocutore quando si tratterà di acquistare ed usare il computer.
E' bello ritrovarsi in un ambiente in cui si viene messi a proprio agio e , più di tutto, dove ci sarebbe tanto da imparare!

Marco Bonora

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DOCUMENTAZIONE.

Si informa che è disponibile il 26° volume della

"Bibliografia italiana sui disturbi dell'udito, della vista e del linguaggio 2003"(Euro 10,00)
(contiene 708 Voci Bibliografiche, i dati dei periodici che attualmente escono in questo campo, indirizzi delle Associazioni, ecc.)

E' possibile richiederlo a:
Servizio di Consulenza Pedagogica
C.P. 601 - 38100 - TRENTO
(Tel e Fax: 0461.82.86.93)
e-mail: casalagati(at)tin.it

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