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ANS - Associazione Nazionale Subvedenti - ONLUS

Lunedì 06/09/2010; buon pomeriggio

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Il Subvedente - giugno 2004

Indice.

IPOVISIONE:
- Fruscii e rumori;
- Vedere per acquistare.

PROGETTO "TOMMASO!":
I subvedenti, gli ausili, l'oculista.

SCUOLA:
FISH e legge Moratti.

AUSILI:
Legge 23/99: integrazione.

LETTURA AGEVOLATA:
- Libri ingranditi;
- Audiolibri per l'infanzia.

TEMPO LIBERO:
Sci per tutti.

DALLE REGIONI:
- Regione Lombardia: pronto servizio anziani;
- Regione Lombardia: Tessera di libera circolazione.

MUSICA DA IPOVEDERE:
Faceva il palo.

VARIAZIONE QUOTE.

SEGNALAZIONE:
Marcovaldo.

IPOVISIONE.

Fruscii e rumori per scoprire Milano.

Un cieco diventa guida turistica.

«La mia città senza luce»: metropolitana, incroci, giardini di via Palestro.

Venti milanesi, forse qualcuno in più, ieri hanno visto per la prima volta la loro città senza luce, senza sole, senza lampioni e senza stelle. Senza colori, senza ombre, senza volti e senza contorni. Senza semafori e senza automobili. E hanno scoperto quanto siano affascinanti e spaventose le declinazioni del buio, a Milano. C'è un buio più buio, nella stazione della metropolitana, e un buio festoso, attorno al carretto dello zucchero filato. C'è un buio competitivo all'incrocio dove sta per scattare il verde, e c'è un buio un po' altezzoso, fra i palazzi sontuosi e aristocratici di Porta Venezia. Ma c'è un buio rassicurante, tra le giostre dei giardini di via Palestro. E c'è un buio sempre più affollato nel corteo che s'ingrossa alle spalle di Silvano Pasquini, maestro di musica, e cieco. Come un pifferaio magico, è lui a guidare, con l'aiuto di un bastone bianco e di Linda, un'ex allieva, il drappello via via più numeroso di ben vedenti alla scoperta di Milano: insomma, perlomeno di uno scorcio di Milano, quello che si può percepire attraverso l'udito, l'olfatto, il tatto, magari anche il gusto. Sensi che spesso battono in velocità la vista. Degli altri. «Guardate - dice Pasquini al suo seguito -, avete notato? Non ci sono le anatre, oggi, nel laghetto del parco». Si capisce che un po' si diverte, questo prestigiatore dei suoni, di fronte allo stupore del suo pubblico. «Come lo so? Perché l'acqua è ferma. Ecco, stanno arrivando. Sentite il fruscìo dell'acqua che si muove?».

No, quella scia dietro alla coppia di germani palmipedi è muta ad orecchie qualunque, distratte dai bambini che giocano con il getto della fontanella, dai richiami delle mamme, dalle ruote delle biciclette sulla ghiaia dei vialetti. Ma parla davvero a quelle di Pasquini, l'indiano metropolitano che non può barare: si accorge per primo che le anatre si stanno avvicinando, che il trenino dei bambini sta per mettersi in moto, che una coppia si sta baciando, che ci sono già le gemme sugli alberi di via Palestro. Segni visibili soltanto agli sguardi delle orecchie, come dice lui. Ma la Milano di chi non vede non è sempre così bucolica. Come non lo è agli occhi, pur sani, di un immigrato o di uno zingaro: gli invisibili della città. L'associazione «Insieme nelle Terre di mezzo» ha provato ad offrire un'opportunità insolita ai milanesi: una visita guidata alla città sconosciuta. Quella che vede chi non vede. O chi nessuno vede: come l'ex venditore ambulante Ahmed Ba, senegalese, che sabato ha portato il suo gruppo di cittadini autoctoni a rimirare il Duomo con sguardo nuovo. «Non pare anche a voi un grande porcospino di marmo?».

Il pomeriggio dopo il gruppo è davanti all'Istituto dei Ciechi di via Vivaio, ad aspettare il secondo cicerone: Silvano Pasquini, originario di Altopascio, fra Lucca e Montecatini, e insegnante di educazione musicale in tre classi di giovanissimi allievi, vedenti e non. Anche lui una volta vedeva, prima che il suo sole sparisse per sempre, lasciandogli il ricordo di certi tramonti toscani e di una ragazza con un maglione rosso: «So di che cosa si parla, ne conservo la memoria e mi aiuta a sognare. Lo immaginavate? Anche i miei sogni sono a colori, come i vostri». Non osavano chiederglielo le signore, perché sono quasi tutte donne, che hanno risposto all'invito di «Terre di mezzo» a queste gite coraggiose. «Le donne sono più sensibili - considera l'organizzatore, Carlo Giorgi -. E' un successo trasversale: abbiamo partecipanti giovani e mature, leghiste e di sinistra. Unite dalla voglia di mettersi nei panni degli altri». Le più veloci hanno trovato posto al primo giro, altri s'imbucano strada facendo, ma per le prossime settimane è già in allestimento il turno B.

S'incamminano tutti dietro il maestro Silvano che allunga il suo bastone bianco, come fosse la stecca di un insegnante di geografia sulla mappa della città spenta: «Ecco, vedete questo sfiatatoio? - indica le grate di un seminterrato che sputa aria calda a livello del marciapiede -. Per me è un punto di riferimento familiare. Mi ricorda che fra pochi metri c'è una strada da attraversare». Silenzio ammirato per quell'alito amico che suggerisce la via e svela gli ostacoli. «Anche senza calendario, so che oggi è un giorno festivo. Perché il rumore delle auto è rarefatto, meno di una ogni cinque secondi, e perché l'aria è più pulita» continua la sua lezione il maestro di suoni e sensazioni. «E anche senza vederli, so che siamo circondati da bei palazzi. Perché le onde sonore che percepisco mi rivelano ostacoli alti. Ecco, ci avviciniamo a un grande incrocio. Vedete? Non ho bisogno di un segnale acustico per sapere quando è rosso il semaforo. Posso capirlo ascoltando il senso di marcia del traffico».

La strana comitiva, capitanata dall'uomo col bastone bianco, fa proseliti tra le aiuole dei giardini di Porta Venezia: «Il silenzio alla mia destra testimonia che c'è un edificio, il Museo di Storia Naturale» non sbaglia la guida per vedenti. Ma non le piacerebbe che Milano avesse anche un museo per i ciechi, professore? «No. Non avrebbe senso. Si può ammirare la stessa scultura guardandola o toccandola. Sono due metodi descrittivi altrettanto validi. Anzi, chi vede una statua non ha una percezione completa come quella di chi la sente al tatto». Non ci vuole una Milano speciale per chi non vede, assicura il maestro di musica: «Basterebbe che gli amministratori pubblici si mescolassero ai cittadini e ne ascoltassero le voci». A occhi chiusi, possibilmente.

Elisabetta Rosaspina
Da PressVisione n. 2516 (16-2-2004 Il Corriere della Sera).

Indice

IPOVISIONE.

VEDERE PER... ACQUISTARE.

Attingiamo ancora alla lista "ipovisione" (ipovisione(at)yahoogroups.com)!

B.
Perché non raccontare e scambiarsi impressioni su come abbiamo vissuto la corsa agli acquisti degli scorsi giorni (festività natalizie - n.d.r.)?
Quali difficoltà abbiamo incontrato nei vari ipermercati e negozi, durante la corsa ai regali (sovraffollamento, esposizione merce, cartellino prezzi ... )? Quali strategie adotteremo per i prossimi saldi, in particolare sui vari cartellini dei prezzi?
Si potrebbe tracciare una sorta di mappa virtuale per capire dove i prezzi sono più accessibili, non solo a livello di soldi ma anche di visibilità ...

B.a.
Per quanto riguarda la visibilità dei prezzi, soprattutto per il settore dell'abbigliamento, io ho notato che prezzo scritto grosso indica prodotto conveniente, o comunque a basso costo. Invece quando è difficile da decifrare significa che il prodotto non è proprio economico...

V.
E' raro che mi capiti di fare compere da sola, perché proprio caratterialmente, non mi piace girare per negozi in solitudine, preferisco che ci sia qualcuno a darmi consigli e a fare chiacchiere. Però, se ho necessità urgente di comprare qualcosa o se vedo casualmente qualcosa che mi interessa, in genere tiro fuori la mia fidata lente di ingrandimento, avvicino il più possibile l'oggetto in esame, e leggo il prezzo sul cartellino. Si, vabbè, non passerò inosservata... però, come qualcuno faceva notare, non si è pienamente liberi di scegliere quando si devono chiedere i prezzi alla commessa, anche perché non può starti ore appresso ed assecondare un'eterna indecisa come me.
Per quanto riguarda le vetrine, invece, non c'è nulla da fare! A stento, e non sempre, riesco a capire di che negozio si tratti, ma i prezzi... devo proprio aspettare di essere all'interno del negozio per vederli.

C.
Come al solito, mi pare che anche in simili circostanze le soluzioni non possano che essere di tre tipi:

  1. si va in un negozio accompagnati, 
  2. si utilizzano, fin dove è possibile, lenti o monocoli, 
  3. si chiede al negoziante.

Credo che tali soluzioni siano ormai scontate quanto inevitabili per gli ipovedenti, che si tratti di entrare in un negozio o in un ristorante, di dover trovare una via o prendere un treno.
Le discussioni in merito su questa lista, hanno poi messo in evidenza gli eventuali disagi psicologici correlati e le modalità e strategie indispensabili per superarli, con i relativi costi soggettivi.

B.
L'osservazione che ha fatto B.a è la stessa che anch'io ho verificato.
Personalmente preferisco andare negli ipermercati quando c'è poca gente, nei giorni infrasettimanali. Questo mi permette di girare per i vari reparti con meno timore di "scontri" involontari.
Per quanto mi riguarda l'illuminazione diffusa, dopo qualche tempo
incomincia a darmi fastidio.
Per gli acquisti scelgo posti conosciuti dove so come è posizionata la merce e quindi ho meno problemi ...
Per i saldi, spero che i cartellini siano leggibili: non soltanto i prezzi a saldo, ma anche quelli originari che in genere sono piccolissimi.

B.
Certamente, superare lo scoglio psicologico di entrare in un negozio e chiedere informazioni che apparentemente sembrano "scontate" è difficile...
Anch'io, dove possibile, cerco di farmi accompagnare, anche per avere uno scambio di parere, un consiglio. Però mi piace anche "rischiare" ed andare un po' alla ventura....
Anch'io ho imparato ad usare in modo disinvolto la mia lente che ormai è diventata un oggetto inseparabile. Ed a proposito di questo, vorrei spezzare una lancia a favore del Progetto "Tommaso!" di ANS. 
Mi sono avvicinato al Progetto, in verità, con una certa timidezza, ho provato gli ausili ed alla fine ho incontrato "il mio". Mi sono entusiasmato al Progetto ed ho chiesto di poter collaborare.
Nei sabato in cui ho incontrato, ovviamente con gli organizzatori, altre persone con problemi visivi, ho imparato a conoscere ( e condividere ) le varie situazioni, le sfumature dell'ipovisione. Mesi fa, sempre in questa lista si parlava della " zona grigia" dell'ipovisione, dei vari modi di viverla e di vedere ....
Personalmente il Progetto "Tommaso!" mi sta aiutando a scambiare le varie impressioni con altre persone, intrecciando rapporti ...
Forse ho sconfinato, in tal caso perdonatemi...

D.
Riguardo al tema degli acquisti, generalmente, quando devo andare in grossi centri commerciali, vado con qualcuno perché è più semplice e ci metto di meno. Per gli acquisti nei negozi non molto grandi vado da solo e cerco, più che posso, di cavarmela da solo poi, ovviamente, chiedo al negoziante o a una commessa di darmi ulteriori informazioni.
In correlazione a questo, come vi aggiustate nei supermercati per fare la spesa? Io vado quasi sempre allo stesso, quindi conosco la disposizione della merce. Se devo fare piccole spese cerco di fare da solo, altrimenti chiedo al banco del direttore se c'è una commessa libera che possa darmi una mano per le spese più grosse. Come ausili uso il monocolo o la lente d'ingrandimento che ormai stazionano nella tasca della giacca e sono diventati inseparabili.

Indice

PROGETTO "TOMMASO!".

Gli ipovedenti, gli ausili e l'oculista
sotto la lente d'ingrandimento.

Il progetto "Tommaso!" sta portando alla luce una serie di fattori tanto interessanti, quanto inquietanti e poco discussi; tra questi c'è sicuramente la sensazione che gli oculisti non possano vedere gli ipovedenti... (pare un gioco di parole, ma sembra una realtà piuttosto diffusa):

Cosa c'è sotto?
La questione potrebbe essere riassunta in termini, per così dire, bifocali...: da un lato la frustrazione professionale e dall'altro gli immancabili risvolti economici.
Lo scopo principe di un oculista è sicuramente quello di risolvere i problemi di vista, nel senso di far uscire dal proprio ambulatorio un paziente "che ci veda bene". E' evidente che con questi presupposti un ipovedente è un tipo di paziente impegnativo, problematico e frustrante...
Impegnativo perché non basta una lente addizionale per mandarlo a casa felice; problematico perché porta l'oculista a dover fare i conti con la propria preparazione professionale e sensibilità umana; frustrante perché l'oculista sa già che il paziente uscirà dall'ambulatorio nelle stesse condizioni in cui è entrato.
Tutto questo è molto umano; ma lo scopo di un dottore deve essere soltanto
guarire il paziente?
Gestire e insegnare a convivere con dei problemi di salute non è uno scopo
altrettanto nobile?
In fondo è lo spirito che anima il progetto "Tommaso!"...
E' vero che è molto gratificante sviluppare un software ingrandente, ma se
non ci sono poi dimostratori capaci di mostrarne le potenzialità, centralinisti che rispondono al telefono e addetti all'inserimento dei dati per la spedizione, quel software non sarà mai utile a nessuno!
In altre parole, se non è possibile ridare al paziente i dieci decimi di default, è comunque auspicabile metterlo in condizione di utilizzare al meglio quello che ha!
L'obiettivo, per un ipovedente, non è vederci dieci decimi, ma riuscire a non sbagliare tram! Se l'oculista riesce ad aiutarlo in questo è come se gli avesse ridato i suoi dieci decimi!
In questo senso, fino a quando ci sarà bisogno del progetto "Tommaso!", ci saranno in giro troppi cattivi oculisti...
Poi i fattori economici.
Per trovare una lente correttiva bastano 10-15 minuti; per una buona visita per problemi di ipovisione occorre 3-4 volte tanto; per fortuna le visite quasi mai costano 3-4 volte tanto, però un oculista preferisce specializzarsi in lenti correttive piuttosto che in ipovisione...
Per molti versi orgoglio professionale e profitto sono il frutto della stessa visione della realtà, visione naturalmente miope...
E' opinione comune che per fare gli psicologi bisogna essere un po' svitati; che gli ipovedenti siano sono sempre più in balia di oculisti ciechi?..

Franco Frascolla

D.
... quindi, se non ho capito male, la situazione è veramente complessa e, va un po' a fortuna: chi capita in buone mani o in un centro specializzato è fortunato, chi, invece o per inesperienza o per poca fortuna, capita con persone poco competenti in materia di ipovisione, rischia di rimanere svantaggiato e vivere quindi male. Come si può, quindi, sbrogliare la matassa?
Sarebbe interessante capire come è la situazione all'estero. Qualcuno ha già esperienza in merito?

E.C.
Rispondo a D. e a quanti fossero interessati Sono una ortottista assistente di oftalmologia e mi occupo da 31 anni di riabilitazione dell'ipovisione, lavorando in équipe con varie figure professionali esperte.
Ho avuto la possibilità di visitare diversi paesi europei: Svezia, Norvegia, Germania, Svizzera francese e tedesca, Francia, Spagna.
Ogni paese ha un proprio stile, ma ovunque ci si avvale di centri specializzati. In Svezia e Norvegia ci sono le Low Vision Clinic in cui il paziente oltre agli accertamenti riceve direttamente l'ausilio che gli occorre. La Svezia non ha tantissimi abitanti e inoltre sono discretamente concentrati in alcune zone, per cui non è impossibile un simile sistema.
In Italia attualmente, in base alla legge 284, sono andati creandosi in ogni regione dei centri di Ipovisione; ogni regione ha il suo stile.
L'orientamento della legge era quello del decentramento almeno a livello provinciale. Passi ne sono stati fatti, ma la sensibilizzazione alla "ipovisione" per ora è ancora abbastanza centrata sull'aspetto oculistico e, per quanto concerne gli ausili, prevale la competenza a livello di lenti od occhiali. Gli ausili elettronici ed informatici, come pure le facilitazioni anche semplici, ma utili per la vita quotidiana, hanno ancora poco spazio per mancanza di una precisa cultura.
Per ora occorre ancora che sia la persona ipovedente a spostarsi verso le strutture specializzate.

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SCUOLA.

Disabilità: la Fish durissima contro la riforma Moratti.

Pubblichiamo un articolo di Salvatore Nocera, alto esponente del coordinamento FISH - dal settimanale "Vita" n.13/2004.

Sino ad oggi la FISH - Federazione italiana per il Superamento dell'Handicap - aveva pubblicato numerose prese di posizione su aspetti specifici di una non sempre corretta integrazione scolastica; ma non si era mai pronunciata in modo fortemente critico sul complesso della riforma della scuola né durante la fase preparatoria, né in quella sperimentale, né in quella di prima applicazione.

Mentre le critiche, ad esempio, dei Sindacati-scuola, di Associazioni, di docenti e di riviste specializzate, sono state e sono radicali e non concedono attenuanti, la FISH, che pur ha un suo osservatorio scolastico, non aveva mai investito in profondità la struttura e gli effetti della riforma. Probabilmente le Associazioni aderenti, prese dai problemi quotidiani della scuola, si preoccupavano soprattutto di intervenire per denunciare e tentare di ridurre i danni prodotti da alcuni provvedimenti (come la riduzione delle ore di sostegno) o da omissioni (come la mancata formazione degli insegnanti di classe), più che affrontare aspetti ancora non sperimentati di una riforma che faticava a decollare.

Col Direttivo nazionale, però, del 27 Marzo scorso, la FISH pubblica una durissima presa di posizione sulla riforma, partendo da due aspetti critici che la stessa ha determinato in questi ultimi mesi. Trattasi della impossibilità di adempiere all'obbligo di formazione professionale per gli alunni che non sono in possesso di diploma di licenza media, a causa di intese firmate dal Ministero e dalle regioni. Trattasi, ancora, della sperimentazione della valutazione degli apprendimenti, rilevata tramite la somministrazione di questionari a tutti gli alunni, nella quale però si prevede che vengano scartate le risposte degli alunni con disabilità, specie intellettiva, "per non alterare i dati richiesti".

Le associazioni aderenti alla FISH hanno spinto la Federazione ad uscire allo scoperto con una denuncia durissima, perché ci si è resi conto che il Ministro, apparentemente, non ha modificato la normativa pluridecennale garantista sull'integrazione scolastica, ma di fatto la supera, rendendo "invisibili" gli alunni con disabilità, a partire dai primi atti applicativi della riforma.

La lettera della FISH non è, però, di rottura definitiva col Ministro. Lascia aperto uno spiraglio al dialogo, purché il Ministro voglia aprire un momento di confronto sull'integrazione nella sede propria dell'Osservatorio permanente, istituito dal ministero, che però non viene convocato da quasi un anno. Ed il silenzio del ministero su questi e su altri argomenti prospettati dalle Associazioni è pernicioso. Infatti, ad esempio, le Associazioni hanno insistentemente chiesto che vengano organizzate attività formative per gli insegnanti curriculari, perché sappiano gestire collegialmente il progetto d'integrazione. Il Ministero non ha fatto quasi nulla in tal senso; ed allora le famiglie sempre più frequentemente chiedono un maggior numero di ore di sostegno. In caso di rifiuto del Ministero ad aumentare tale numero di ore, le famiglie, sempre più frequentemente, si rivolgono alla magistratura che aumenta le ore di sostegno. Qualche giorno fa il tribunale di Ancona ha concesso addirittura 36 ore di sostegno in scuola media. Ciò, se si dovesse generalizzare, renderebbe problematica la prassi dell'integrazione che verrebbe affidata solo all'insegnante di sostegno. Ma il Ministero di questo pare non tener conto, tanto è vero che non ha riconvocato l'Osservatorio, malgrado le reiterate richieste delle Associazioni.

Si ritiene che, ove venisse riconvocato l'Osservatorio, vi siano ancora margini di discussione pacata sulle varie richieste avanzate dalle Associazioni ed alle quali il Ministro non ha fornito quasi nessuna risposta.

Dopo le durissime denunce delle politiche finanziarie, sanitarie, sociali e del lavoro del Governo, pubblicate dalla FISH, la scuola era l'ultima area rimasta ancora immune da critiche radicali . Anche quest'ultimo ambito delle politiche governative sembra ormai pervaso dallo scetticismo e dalle critiche irreversibili, a meno di un ripensamento del Ministro.

Salvatore Nocera

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AUSILI.

LEGGE 23/99: INTEGRAZIONE.

Informiamo che nel novero degli ausili per i quali è possibile ottenere un contributo, ci sono anche:

  1. elettrodomestici con comandi in braille e caratteri a comprensione facilitata con o senza contrasto cromatico;
  2. impianti di allarme per abitazioni e telesoccorso con sintesi vocale e con comandi in braille e caratteri a comprensione facilitata a forte contrasto cromatico;
  3. telefoni cellulari con sintetizzatore vocale TALKS

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LETTURA AGEVOLATA.

LIBRI A CARATTERI INGRANDITI.

La collana dei libri fruibili Corpo 16 si allarga.
Le Edizioni Angolo Manzoni aggiungono altri "testi per tutti":

Per informazioni:
Edizioni Angolo Manzoni s.r.l.
Via Cernaia 34 - 10122 Torino 
Tel. 011 5188 405
Fax 011 5178 884 
E-mail info(at)angolo-manzoni.it
Sito web www.angolo-manzoni.it 

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LETTURA AGEVOLATA.

La Casa discografica Azzurra Music (http://www.azzurramusic.it) ha prodotto degli audiolibri per bambini:

Si possono trovare nei punti vendita degli uffici postali.

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TEMPO LIBERO.

SCI PER TUTTI.

E' nato "SciAbile" un progetto in collaborazione tra BMW Italia e la Scuola di Sci Sauze Project. L'obiettivo è di offrire ai disabili una completa autonomia sulle piste da sci, organizzando corsi di base completamente gratuiti. Ogni corso comprende:

Ai corsi possono partecipare disabili motori, sensoriali e psichici, affidati a maestri esperti nell'insegnamento dello sci a portatori di handicap messi a disposizione dalla Federazione Italiana Sport Disabili.
Le attività del progetto si svolgono a Sauze d'Oulx (Salice d'Ulzio) TO.

Per ulteriori e più dettagliate informazioni:
BMW Italia - Milena Pighi
Tel.: 02 51 61 02 76 
Fax: 02 51 61 04 16
Email: pighi(at)bmw.com

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DALLE REGIONI
REGIONE LOMBARDIA.

PRONTO SERVIZIO ANZIANI.

Gli anziani residenti a Milano o, comunque con prefisso telefonico 02, a partire dal gennaio 2004 possono usufruire di un nuovo utile servizio. Chiamando il numero verde: 800 99 59 88, 24 ore su 24 tutti i giorni dell'anno.

si possono ottenere una serie di informazioni e servizi qualificati, quali:

I servizi sopra indicati sono resi disponibili da una rete di volontari che fanno capo all'Auser, a fronte di una convenzione tra la Regione Lombardia e l'Auser stessa. La Regione Lombardia finanzia l'80% delle spese, mentre il restante 20% è a carico dell'Auser. Al progetto partecipano numerose Associazioni (Arci, CAF Centro Assistenza Fiscale, Caritas, Lega Coop, Inca, Federconsumatori) e ci si avvale della collaborazione della Provincia di Milano, dei Comuni interessati, dei Servizi Sociali di base, dei Servizi Socio-Sanitari pubblici e privati.

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DALLE REGIONI
REGIONE LOMBARDIA.

Trasporti.

Il nuovo sistema di agevolazioni tariffarie permetterà di utilizzare un unico abbonamento per viaggiare su tutti i mezzi di trasporto pubblico locale, quali: autobus, tram, metropolitana, treni regionali, funivie di trasporto locale ( ad esclusione di quelle turistiche e sciistiche), battelli sul lago d'Iseo (Legge Regionale n. 25 del 9 dicembre 2003).
Dal 1° agosto 2004 si potrà quindi viaggiare liberamente, in qualsiasi giorno della settimana, utilizzando i seguenti titoli di viaggio:

Tessera di Libera Circolazione.

Dà diritto, ai cittadini italiani residenti in Lombardia, ad un abbonamento annuale gratuito ed è riservata a:

Tessera regionale agevolata.

Dà diritto, ai cittadini italiani residenti in Lombardia, ad acquistare un abbonamento trimestrale (15 Euro) o un abbonamento annuale (60 Euro) ed è riservata a:

Tessera regionale ridotta.

Dà diritto, ai cittadini italiani residenti in Lombardia, ad acquistare un abbonamento trimestrale (199 Euro) o un abbonamento annuale (699 Euro) ed è riservata a Pensionati di età superiore ai 60 anni se donna e ai 65 anni se uomo con ISEE superiore ai 9.500 Euro.

Tessera regionale intera.

Per tutti i cittadini e dà diritto ad acquistare un abbonamento trimestrale (250 Euro) o annuale (999 Euro)


Ogni tessera costa 4 Euro da sommare al costo dell'abbonamento.
La richiesta e il pagamento delle tessere e degli abbonamenti si può fare in tutti gli Uffici Postali a partire dal 13 Aprile 2004. Dal 9 aprile si può ritirare presso ogni Ufficio postale e presso gli Spazio Regione una busta completa di:

Informazioni dettagliate si possono ricevere presso gli sportelli di Spazio Regione o telefonando al call center 840.00.00.08 per chiamate da telefoni fissi o 02 67087474 per chiamate da cellulari o fuori regione.

Nota bene:
L'importo dei massimali ISEE è individuale. Grosso modo:

PER AVERE L'IMPORTO ESATTO DEL PROPRIO INDICATORE ISEE RIVOLGERSI AL CAAF O ALL' INPS.

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MUSICA DA IPOVEDERE.

Faceva il palo.

(cantata da Enzo Jannacci)

Ipovisione: arte e sofferenza dell'arrangiarsi...

(Parlato)
Faceva il palo nella banda dell'Ortica,
ma era sguercio,
non ci vedeva quasi più,
ed è stato così che li hanno presi senza fatica,
li hanno presi tutti, quasi tutti, tutti fuori che lui.

(cantato)
Lui era fisso che scrutava nella notte,
quand è passa' davanti a lu un carabinier
insomma un ghisa, tri cariba e un metronotte:
nanca una piega lu la fa, nanca un plisse'.

Faceva il palo nella banda dell'Ortica,
faceva il palo perché l'era il so mesté.

(parlato)
Così precisi come quei della Mascherpa
sono rimasti lì i suoi amici a veder i carabinieri,
han detto "Ma come, brutta lugia vaca porca,
il nostro palo, bruta bestia, ma dov'è ??"

(cantato)
Lui era fisso che scrutava nella notte,
l'ha vist na gota, ma in cumpens l'ha sentu nient,
perché vederci non vedeva un autobotte,
però sentirci ghe sentiva un acident.

Faceva il palo nella banda dell'Ortica,
faceva il palo con passione e sentiment.

Ci sono stati pugni, spari, grida e botte,
li han mena' via che era già mort quasi mesdì,
lui sempre fisso che scrutava nella notte
perché ci vedeva i stess de not cume del dì.

(parlato)
Ed è lì ancora come un palo nella via,
la gente passa, gli dà cento lire e poi, poi se ne va...
lui circospetto guarda in giro e mette via,
ma poi borbotta perché ormai l'è un po' arrabbià.

(cantato)
Ed è arrabbiato con la banda dell'Ortica,
perché lui dice: "Non si fa così a rubar !!

(parlato)
Dice "Ma come, a me mi lascian qui di fuori,
e loro, e loro chissà quand'è che vengon su...
e poi il bottino me lo portano su a cento lire,
un po' per volta: a far così non finiamo più!!!
No, no, quest chi l'è proprio un laurà de ciula,
io sono un palo, non un bamba, non ci sto più:
io vengo via da questa banda di pistola,
mi metto in proprio, così non ci penso più.

(cantato)
Faceva il palo nella banda dell'Ortica,
faceva il palo perché l'era il so mesté,
Faceva il palo nella banda dell'Ortica,
faceva il palo,
il palo,
perché l'era,
perché l'era il so mesté...

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VARIAZIONE QUOTE.

L'ASSOCIAZIONE NAZIONALE SUBVEDENTI COMUNICA A TUTTI I SUOI ASSOCIATI CHE I NUOVI IMPORTI, APPROVATI DALL'ASSEMBLEA DEL 17/04 SONO:

C.C.P. N. 18708206
ASSOCIAZIONE NAZIONALE SUBVEDENTI
VIA CLERICETTI, 22 - 20133 MILANO

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SEGNALAZIONE.

MARCOVALDO.

"Marcovaldo" di Italo Calvino recitato da Marco Paolini su cd (Full color Sound, euro 12)

"... Marcovaldo è il protagonista di una serie di favole moderne", così Italo Calvino descriveva il suo candido eroe apparso nel 1963. Adesso quattro racconti del primo ciclo di Marcovaldo "Stagioni in città", ci vengono proposti in cd. La voce stralunata e trascinante è quella di Marco Paolini, sostenuto dalla musica di Massimo Nardi e Gianluca Ruggieri eseguita dal gruppo Tanit. Un piccolo gioiello. Paolini con straordinaria capacità mimetica si trasforma in Marcovaldo e in Calvino. Non a caso la moglie dello scrittore ha voluto che fosse proprio lui a dare voce al Candido di città. Ascoltarlo è un'emozione. Ma come ha fatto? "C'è, nella prima edizione di Marcovaldo, una spaziatura ogni tanto tra le righe che suggerisce una lettura. Ho cercato di seguire questo ritmo-musica, aggiungendo solo un po' di colore alle voci. Spero non sia troppo, di sicuro con Calvino basta poco perché le righe respirino di vita propria"

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Associazione Nazionale Subvedenti - ONLUS
sede legale: Via Clericetti, 22 - 20133 Milano
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tel/fax: 02 70 63 28 50
e-mail: info(at)subvedenti.it
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