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LETTURA AGEVOLATA,
- Porte aperte in biblioteca;
- PressVisione.
AUSILI,
Benvenuti alla prima ausilioteca ANS.
ORIENTAMENTO.
- Dalla scuola al lavoro;
- Servizio accoglienza.
TEMPO LIBERO.
- Dialogo nel Buio;
- Moving Dance.
ASSOCIAZIONISMO.
- "VEDIAMOCI INSIEME";
- Appello ai senatori (D.L 1095 -1073).
LEGISLAZIONE.
Invalidità.
LAVORO.
Servizi integrazione lavorativa.
CONVEGNI.
- HANDImatica 2002;
- Orientamento allievi con handicap intellettivo.
"Le biblioteche rionali di Milano hanno intenzione di attivare un progetto che permetta ai cittadini con limitazioni visive di accedere, tramite ausili ottici e telematici, ai loro supporti informativi". (Massimo Maestri, Uff. Automazione, Settore Cultura Biblioteche)
Partendo da questo presupposto la Biblioteca Venezia, Via Frisi 2/4 in collaborazione con l' A.N.S ha organizzato vari incontri, per effettuare brevi visite guidate, durante i quali i visitatori hanno potuto "conoscere" la postazione informatica allestita con un PC multimediale e i seguenti ausili speciali:
Dopo la prima visita alla biblioteca, riceviamo e volentieri pubblichiamo...
Mi appoggio a Ranganathan per raccontare un incontro, che non ho avuto la possibilità e il tempo di raccontare né a colleghi/e né alla Direzione per le affannose necessità (comuni a noi tutti) del servizio quotidiano e che tuttavia merita un tempo allargato ed un'attenzione concentrata, perché la mancanza di questi due elementi rischia di disperdere preziosi contributi che anche le nostre biblioteche hanno già offerto e possono continuare ad offrire in questo campo, se le emergenze non ci soffocano. Mi riferisco all'offerta di audiolibri nelle biblioteche rionali, al servizio svolto da obiettori e non, ai contatti già presi ad esempio da Affori, Niguarda, Chiesa Rossa (cito solo a titolo di esempio e mi scuso con tutti i non nominati), dal contributo fondamentale della dottoressa Longhi della Consulenza e del prestito Sormani, che hanno fornito una ricerca e un prestito speciale libri per i lettori/le lettrici del MAC (Movimento Apostolico Ciechi, professoressa Marisa Paiola, che è mancata qualche anno fa) e per altre associazioni.
Library is a growing organism (The five laws of library science, Madras, 1931 Ranganathan)
Mercoledì scorso al mattino si è svolto alla biblioteca Venezia l'incontro con il primo gruppo di persone con difficoltà visive totali o parziali. L'appuntamento era stato fissato qualche settimana prima alle 10,30 ma, come ogni tanto mi capita, ero già in biblioteca alle 9, anche per mettere ordine nelle idee, emozioni e ansie che sono normali in una situazione nuova.
L'anticipo e il senso del tempo : Save the time of the reader
Ero da sola per i noti problemi di personale e perché Maestri, che finora ha seguito la questione era impegnato in Borgognone, quando, poco dopo le 9,30 vedo un piccolo gruppo di tre persone davanti alla biblioteca. C'erano due ragazze cieche con un'accompagnatrice. Le faccio entrare e mi domando cosa sarebbe successo se non fossi stata presente prima dell'ora stabilita (pioveva), avrebbero dovuto girare per bar, non so, comunque sarebbe stato brutto. Ci salutiamo e dico, per capire se ci fosse stato per caso un malinteso, che le aspettavo per le 10,30. L'accompagnatrice, di nome Onoria (mi vengono in mente Arcadio e Onorio, figli di Teodosio, comunque vedo nella mia mente la pagina di un vecchio libro di storia ...) si scusa, mi spiega che le ragazze erano pronte da tempo, perché loro arrivano spesso in anticipo, infatti hanno un diverso senso del tempo.
Già, com'è la vita quotidiana senza guardare continuamente l'ora?
La mente mi si affolla di pensieri, mentre facciamo le presentazioni: le ragazze sono in anticipo o noi normali siamo in ritardo? Quante domande non ci siamo ancora posti? Com'è scandita la vita di chi non vede? Quali difficoltà pongono loro il nostro inutile affanno e la nostra precisione? Sono loro che non ci vedono o siamo noi che, presi dalla fretta, non li vediamo?
Presento la biblioteca: "Visibilità" (scritte, dépliant)
Ci sediamo al piano terra attorno al tavolo prediletto dall'utenza, spiego perché: al piano terra c'è il tavolo grande dei giornali e un secondo tavolo, un po' più defilato tra gli scaffali - se si può dire più "intimo", comunque più tranquillo. Per ora siamo in 4 : Anna, Azzurra, Onoria e io. Poco dopo arrivano Luciana (mamma di una ragazza ipovedente) Francesco e Marco (due ipovedenti), che mi segnalano che la scritta ufficiale (l'elegante piantana comunale con la denominazione "Biblioteca Venezia") è troppo piccola e per loro invisibile. Alla spicciolata arrivano poi altre 3 volontarie e 1 volontario.
Presento la biblioteca cercando d'immedesimarmi in loro e
mi accorgo di quanto sia importante imparare a descrivere in dettaglio, questo
facilita il dialogo e la comprensione.
Quando arrivo a dire gli orari d'apertura, dò la nostra cartolina con gli
orari (non abbiamo mai avuto altro per comunicare all'utenza il nostro
orario), so che non possono leggerla personalmente, ma mi sembra un contatto
tattile importante. E lo è, sono contenti/e, vogliono portarla anche agli
altri, chiedono: - Non potreste prepararne un po' stampate in Braille?- Prendo
nota (e giro la domanda, mi sembra fattibile).
Materiale disponibile in Braille - CD
Books are for use, Every book his reader, Every reader his book
Dò loro il catalogo stampato in Braille fornitoci dal MAC (Movimento Apostolici Ciechi che ha sede accanto all'Unione Italiana Ciechi di via Vivaio 7), ne consultano i fascicoli mentre continuiamo a chiacchierare e Azzurra, studente della Facoltà di Lingue, chiede se è possibile procurare urgentemente la Gerusalemme Liberata, di cui mi dà il codice di catalogo MAC. Le serve per un esame. Rispondo affermativamente (mentre dentro di me mi domando quando avrò tempo di andare a prenderglielo!). Anna, pure studente di Lingue, chiede invece Opinioni di un clown. Mentre penso tra me e me che, tutto sommato, hanno bisogno degli stessi servizi degli/delle altre utenti, sia pure su un supporto diverso, e che non abbiamo ancora parlato della postazione informatica, cominciamo a scambiarci delle opinioni sugli audiolibri. Ne fanno largo uso e a me viene in mente, chissà perché, l'iniziativa AIB "Nati per leggere" che propone per i bambini la lettura ad alta voce. Mi domando quanti non lettori in meno ci sarebbero in Italia tra i vedenti, se gli audiolibri fossero disponibili per tutti ...Forse la voce umana dà qualcosa in più della stampa. Ma guarda che idee mi vengono mentre impazza l'informatica ... Azzurra senza volere conforta i miei pensieri : quando dico che, se possibile, comunicherò via telefono o via mail l'arrivo dei due audiolibri. Mi risponde : no, non via mail, l'informatica impedisce i rapporti umani, ecc... Anna invece mi dà l'indirizzo e mail. Mi informano poi che Radio Meneghina è la più ascoltata dai non vedenti, è la radio che dà tutti i notiziari per loro. E' utile saperlo per le nostre manifestazioni culturali. Li informo che abbiamo una raccolta di Cd di World music (grazie a Paolo Valabrega, tornato alla Dergano) e che per settembre abbiamo in previsione una serie di conferenze di Patrik Fassiotti sull'argomento. Sono molto interessati/e, leggo alcuni titoli del nostro catalogo, l'interesse cresce e i/le volontarie proseguono la lettura dei titoli di cd. Chiedono d'iscriversi alla biblioteca per poter usufruire del prestito.
Sogni? Library is a growing organism
Azzurra chiede se c'è la possibilità (ora non c'è) di collegarsi in biblioteca con la BBC per i corsi di lingue. Anna vuole leggere i giornali, chiede se è possibile che quotidianamente qualcuno li scarichi da Internet rendendoli disponibili su disco fisso. Dico che prendo nota delle loro richieste e che risponderò nei limiti delle nostre possibilità. Chiedono se è possibile fare un link dal GUCI (Gruppo Universitario Ciechi) per poter utilizzare al meglio la postazione. Chiedono inoltre di inserire in un file tutti i libri già digitalizzati. Giro le richieste all'Ufficio Automazione.
Saliamo alla postazione. Marco si offre volontario per costruire un catalogo delle risorse per non vedenti, la postazione per non vedenti passa l'esame. Ovviamente serve il collegamento ad Internet che ancora non abbiamo.
Francesco esamina il videoingranditore, che purtroppo non passa l'esame, la visualizzazione a colori è poco adatta. Ma non c'è problema, dicono che loro hanno un videoingranditore in bianco e nero in più e ce lo offrono, intanto noi sistemeremo il nostro.
Ci lasciamo oltre mezzogiorno, il prossimo mercoledì verrà un altro piccolo gruppo. Sarà in anticipo anche quello?
Il giorno dopo scrivo ad Anna una e mail per dirle che l'audiolibro è disponibile. Ho un po' di timore, gliela leggerà qualcuno? Avrei dovuto scriverle in caratteri diversi?
Mi risponde subito, dice che il messaggio va bene così, è "leggibilissimo". Mi vergogno un po' tanto di tutta questa mia improvvisazione, ma m'è andata bene. E' previsto un corso per il personale e lo faremo, il corso riguarda però la parte informatica, forse occorre qualcosa in più. Mi viene in mente che la riflessione è un fenomeno ottico, che l'ottica riguarda appunto gli occhi, ma forse non solo. Nella lingua greca "oida" significa "so" perché "ho visto approfonditamente".
Luciana De Georgio
Nell'ambito del Progetto Lettura Agevolata il Comune di Venezia ha dato vita ad un' interessante iniziativa denominata PressVisione: una rassegna stampa quotidiana sul mondo della disabilità visiva. Il servizio permette di ricevere ogni giorno, nella propria casella di posta elettronica, una selezione degli articoli più significativi che appaiono sulla stampa nazionale e locale sulle diverse problematiche dei minorati della vista affrontando i temi più disparati: dalle iniziative promosse da enti e associazioni, alla realizzazione di nuovi ausili, dai fatti di cronaca, ai progressi delle ricerche scientifiche, ed altro ancora. Dalla sperimentazione fatta fino ad oggi "PressVisione" ha dimostrato di costituire un utile ed interessante strumento di informazione ed è stato molto apprezzato dagli utenti che vi hanno aderito.
Iscriversi a "PressVisione" è facilissimo. Basta andare alla pagina http//www.comune.Venezia.it/letturagevolata/newsletter/ inserire la propria mail nell'apposito spazio e cliccare su iscriviti. Si riceverà subito una e-mail che permetterà di confermare l'iscrizione.
Lucia Baracco
Nella sempre più stretta e, per fortuna, affollata sede dell'A.N.S. stiamo gia da tempo raccogliendo diversi tipi di ausili ottici ed elettronici, che teniamo sempre a disposizione di chi avesse il bisogno di conoscerli. Questi ausili, ci sono stati forniti in comodato da alcuni rivenditori, altri sono stati acquistati o ci sono stati donati, ma l'importante è che sono tutti disponibili anche per essere provati, dopo essere stati sperimentati da alcuni associati, che ne fanno regolare uso e, all'occorrenza, possono mettere a disposizione la loro esperienza.
Per cominciare, potremmo suddividere questi ausili in due categorie:
quelli che svolgono la loro funzione indipendentemente da altre apparecchiature, come ad esempio i tipici video-ingranditori e quelli informatici che devono essere collegati ad un personal computer per poter funzionare.
Proverò ora a farne un sommario elenco con una breve descrizione.
Ausili per ipovedenti del tipo indipendente (che si utilizzano normalmente senza l'impiego di altri dispositivi).
Video-ingranditore LACE da tavolo e Video-ingranditore Xerox da tavolo.
Sono due apparecchi elettronici simili, comunemente denominati
video-ingranditori, costituiti in sostanza da una telecamera, montata su un
piano scorrevole, dove si appoggia il documento da ingrandire, la cui immagine
viene visualizzata ingrandita fino a 45x su di un monitor in bianco e nero.
Questi apparecchi consentono anche di invertire l'immagine in modo da poter
visualizzare i caratteri bianchi su sfondo nero, caratteristica che migliora
molto la leggibilità nei casi di soggetti che soffrono di abbagliamento. Questo
tipo di ausilio è generalmente ben utilizzabile nelle diverse tipologie di
ipovisione, in soggetti di varia età.
I video-ingranditori elettronici, sono ausili compresi nel Nomenclatore
Tariffario; i modelli base sono a totale carico del Servizio Sanitario
Nazionale.
MAXLUPE Color portatile.
Questo è un video-ingranditore elettronico portatile, completamente autonomo
(necessita solo della corrente di rete). Ha tre tipi di ingrandimento 5x, 10x o
15x che visualizza a colori o in B/N (anche invertito) sul suo piccolo schermo a
cristalli liquidi. La notevole semplicità d'uso lo rende particolarmente
indicato per le persone di una certa età, che spesso tendono a rifiutare
apparecchi che richiedono un intervento di regolazione.
Il modello base (esclusi gli accessori) è compreso nel Nomenclatore Tariffario
del Servizio Sanitario Nazionale.
Ausili per ipovedenti utilizzabili in collegamento con un secondo apparecchio, che può essere una TV, un monitor o, nel caso di prodotti software, un personal computer. In questo caso l'utilizzo dell'ausilio, prevede una particolare installazione sul computer ed un periodo di addestramento all'uso.
Lente di ingrandimento Eschenbach con uscita video per TV.
Si tratta di una normale lente di ingrandimento che include una piccola
telecamera, collegabile alla TV con una presa SCART. E' molto leggera e
portatile, l'ingrandimento dipende dalle dimensioni del cinescopio, ma non è
previsto nessun tipo di regolazioni se non quelle disponibili sul televisore
(utile per ipovedenti con un buon residuo visivo).
MAX EVS Digital Magnifier.
E' praticamente una micro-telecamera in bianco e nero inserita in una specie
di mouse.
Piccolo e leggero video-ingranditore che si può collegare alla presa antenna
della TV o ad un monitor; anche per questo apparecchio, l'ingrandimento
dipende dal cinescopio utilizzato.
MOUNTBATTEN.
E' una macchina da scrivere elettronica portatile, per la scrittura braille,
che può essere utilizzata anche come stampante con interfaccia parallela; pesa
circa cinque chili.
Stampante Braille ROMEO PRO-50.
E' una stampante braille professionale, con interfaccia seriale e parallela;
adatta a stampare su modulo continuo.
Scanner Acer 6678-OUE.
Si tratta di una nota periferica per personal computer, collegabile tramite la
porta USB, destinata a convertire in formato digitale le immagini che si
appoggiano sul suo piano trasparente.
Questo apparecchio, può facilmente catturare l'immagine di un testo stampato,
che successivamente, tramite un'apposita applicazione software detta OCR (riconoscitore
ottico di caratteri), viene convertita in un documento di testo elettronico,
facilmente manipolabile dall'utente (che può ad esempio farsela leggere da
una sintesi vocale presente sul computer).
Gli scanner sono ausili compresi nel Nomenclatore Tariffario del Servizio
Sanitario Nazionale.
Text VOICE Speak V. 3.0.
E' uno OCR da utilizzare con lo scanner sopra descritto, integrato con Actor
una delle migliori sintesi vocali in lingua italiana disponibili su PC.
Il text Voice + scanner è ottenibile con il contributo del Servizio Sanitario
Nazionale con una piccola differenza a carico dell'utente.
Zoom Text Xtra Level 2 V 7.05 (software ingrandente per ipovedenti).
E' un'applicazione software che consente sia di ingrandire e personalizzare
tutto ciò che viene visualizzato sul monitor di un PC in ambiente Windows, sia
di vocalizzare i componenti dell'ambiente di lavoro, come i menu ed i
documenti di testo. Questo programma è molto sfruttato dalla maggior parte
degli ipovedenti che utilizzano i computer dell'A.N.S. per la sua versatilità
e facilità d'uso, anche se purtroppo la sintesi vocale italiana prevista, non
è tra le migliori.
Questo ausilio è compreso nel Nomenclatore Tariffario del Servizio Sanitario
Nazionale (modello senza sintesi).
Windows Eyes V4.11 ITA (screen reader per non vedenti).
Software per non vedenti di ultima generazione utilizzabile sia con sintesi che
con barra braille.
A parziale o totale carico del Servizio Sanitario Nazionale a seconda delle Asl
di riferimento.
Jaws per Windows 3.7 (screen reader per non vedenti).
Questo software rappresenta attualmente la migliore soluzione per tutti i
possibili utenti di PC che vogliono lavorare in ambiente Windows, ma che hanno
un grave deficit visivo o sono non vedenti; infatti grazie a questa
applicazione è possibile "navigare" nella maggior parte delle interfacce
grafiche che costituiscono il sistema operativo e in quelle di tutte le
applicazioni più diffuse. Per questo motivo questo genere di programma viene
definito "screen-reader", perché l'utente, tramite sintesi vocale o barra
braille, si trova nelle condizioni di poter conoscere cosa il computer sta
visualizzando e quali sono le scelte operative che bisogna compiere.
Jaws consente anche una completa gestione dei documenti di testo e, nell'attuale
versione in commercio, è facilitata anche l'esplorazione delle pagine web,
dove gli elementi grafici possono essere ignorati ed i link vengono raggruppati.
A parziale o totale carico del Servizio Sanitario Nazionale a seconda delle Asl
di riferimento.
Barra Braille EL 40.
Dispositivo a 40 celle braille utilizzabile in combinazione con lo screen reader
(vedi sopra) che interagisce con il sistema operativo e consente la lettura di
tutto ciò che appare sul monitor.
A totale carico del Servizio Sanitario Nazionale.
IBM Via Voice per Windows V. 8.
Questa è una delle applicazioni disponibili in lingua italiana, che permettono
sia di dettare un testo, sia di impartire dei comandi ad un PC tramite la voce.
Essa non è espressamente concepita per facilitare l'accesso al computer da
parte dei disabili visivi, ma se opportunamente programmata può alleviare la
fatica di digitare lunghi testi.
L'utilizzo di questo genere di programmi richiede ancora un discreto impegno
nella sua gestione e pertanto non può essere consigliato ai neofiti del
computer, ma può probabilmente ripagare chi sia disposto a disputare qualche
piccolo litigio col proprio sistema.
Questa breve panoramica degli ausili disponibili presso la nostra associazione
ha lo scopo di far conoscere alcune delle attuali possibilità di intervento nel
campo delle difficoltà visive, e al tempo stesso, invogliare le persone
eventualmente interessate ad una prova; sono anche bene accette le esperienze
derivate da altre soluzioni non citate. Resta altresì sottinteso che saremo
grati a chi potrà o vorrà aiutarci ad estendere questo prezioso repertorio di
ausili.
Francesco Pezzino
Passare dal mondo dell'istruzione a quello del lavoro è sempre un grande evento, fatto di aspettative, ambizioni... Le incertezze non mancano, sia per il giovane che deve entrare a far parte di un'azienda o di un ente, sia per il datore che deve selezionare la persona più adeguata a ricoprire una o più mansioni.
In presenza di una o più disabilità le incertezze aumentano in entrambi i protagonisti dell'assunzione: come ridurre tali ansie? Come dare l'opportunità ai giovani di sperimentarsi in situazioni di lavoro senza sentire la responsabilità produttiva immediata? Come dar modo ai datori di lavoro di conoscere il futuro dipendente con le sue competenze, difficoltà, ma anche risorse? La risposta oggi è STAGE.
La legge 68 del 1999 (collocamento obbligatorio mirato) prevede che le persone disabili abbiano la possibilità di svolgere attività di tirocinio finalizzata all'assunzione, per un periodo di 12 mesi, rinnovabile per una sola volta.
Di tirocinio formativo si parla anche nel D. L. 25 marzo 1998, n.142 "Regolamento recante norme di attuazione dei principi e dei criteri di cui all'articolo 18 della legge 24 giugno 1997, n. 196, sui tirocini formativi e di orientamento". Il Decreto stabilisce che - al fine di realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro nell'ambito dei processi formativi e di agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro - siano promossi tirocini formativi e di orientamento a favore di soggetti che abbiano già assolto l'obbligo scolastico ai sensi della legge 31 dicembre 1962, n. 1859.
La formazione professionale è forte di numerose esperienze di tirocini formativi a scopo di inserimento lavorativo però il disabile vuole puntare in alto!... ma a condizione che...
Troppo spesso si vedono persone disabili di notevole potenzialità svolgere mansioni lavorative non all'altezza delle loro reali possibilità.
In passato questa era quasi sempre la regola.
Oggi, fortunatamente, la legislazione comincia a recepire questi problemi e offre possibilità concrete di inserimento in aziende in posizioni interessanti.
Il soggetto deve comunque sempre essere 'attore attivo' della sua situazione professionale, sfruttando senz'altro le possibilità che gli vengono offerte, ma facendosi trovare pronto, anzi preparato all'appuntamento.
Le aziende oggi cercano nei propri dipendenti non soltanto una solida cultura di base, ma anche flessibilità e propensione al cambiamento.
Un disabile quindi dovrebbe investire su se stesso attraverso una formazione culturale tale da consentirgli di affrontare con i giusti strumenti le sfide del lavoro nella società moderna che richiede, appunto, sempre più conoscenza, ma anche dinamismo e "visione d'insieme".
Raggiungere tali obiettivi certo non è facile né immediato ma è doveroso l'impegno da parte di chi voglia costruirsi una carriera "normale".
Personalmente individuerei i seguenti punti essenziali:
formazione scolastica di buon livello (possibilmente compatibile con le difficoltà personali per i disabili...; forse un ipovedente non dovrebbe puntare a diventare un chirurgo di fama!);
abitudine al lavoro di gruppo;
atteggiamento propositivo e visione d'insieme dell'attività aziendale;
sviluppo delle capacità comunicative e relazionali.
Una formazione scolastica di buon livello è certamente data da un percorso universitario e da eventuali percorsi formativi aggiuntivi, previsti dalla Riforma Universitaria e dall'iniziativa dei singoli Atenei (stage).
Dalla teoria alla pratica: un esempio da seguire
L'ANS ha avuto l'opportunità di incontrare la dott.ssa Angela Mauri che lavora per il Servizio Tutorato Disabili del Politecnico di Milano: una signora gentilissima che ci ha presentato l'Ateneo e i Servizi che esso offre anche ai disabili.
Vi riportiamo un'interessante peculiarità che lo distingue: il Servizio Stage di Ateneo.
E' la struttura incaricata della gestione del Progetto Stage, nato nel 1988 per proporre agli allievi il Tirocinio Universitario Curricolare come forma di didattica applicata e per favorire l'interazione tra il mondo accademico ed il mondo della produzione e dei servizi.
Presso il Servizio Stage di Ateneo è attivo il "Tutorato Disabili", nella persona di Angela Mauri, un supporto agli studenti neolaureati o neodiplomati dell'Ateneo colpiti da forme diverse di disabilità temporanee o permanenti. Il servizio si occupa di monitorare la situazione e seguire gli studenti nel loro percorso formativo; inoltre è a disposizione dello studente disabile una persona che lo accompagni nelle fasi di colloquio con Imprese/Enti per l'avvio di attività di stage e/o assunzioni.
Coordinamento ANS/Università
Dott.a Onoria Neri
Il "Servizio Accoglienza Studenti Disabili" esamina i problemi, fornisce informazioni sulle possibili soluzioni e mette a disposizione i seguenti servizi:
Presso il Servizio Accoglienza Studenti Disabili sono a disposizione tutor specializzati a cui è possibile esporre eventuali difficoltà che il disabile puo' riscontrare nel corso degli studi universitari:
0737 40 24 26, sede
di Camerino;
0735 78 97 430,
sede di S.Benedetto del Tronto;
0736 26 35 26,
sede di Ascoli Piceno.
via M.Muzio, 3
62032 Camerino MC
e-mail: servizio.disabili(at)unicam.it
responsabile del Servizio:
prof.
Alberto Cresci
delegato del Rettore per la Disabilità
(ai sensi della legge 17/99)
sarà inaugurato il 15 ottobre 2002 a Milano
Palazzo Reale, Piazza Duomo 12.
Si tratta di un itinerario della durata di circa un'ora che transita attraverso 5 realtà che si differenziano nettamente le une dalle altre. Saranno soltanto profumi, odori, suoni e sensazioni a guidare i visitatori, poiché tutto il percorso si svolgerà al buio.
Sarà una esperienza unica dove i ruoli si invertono: potranno accedere al percorso 8 persone ogni volta, guidate da un non vedente professionalmente preparato e saranno soprattutto i vedenti a scoprire mondi nuovi!
La manifestazione impegnerà, in qualità di accompagnatori, 49 disabili visivi italiani e 3 provenienti dall'estero.
La mostra, organizzata dall'UIC e coordinata dalla dott.a Laura Gorni, rimarrà aperta secondo il seguente calendario:
martedì: 9.30 - 18.00
mercoledì: 9.30 - 18.00
giovedì: 9.30 - 23.00
venerdì: 9.30 - 23.00
sabato: 9.30 - 18.00
domenica: 9.30 - 18.00
Per ulteriori informazioni rivolgersi direttamente al servizio attivato, a partire dal 20 settembre, presso il Palazzo Reale - tel. 02 77 79 181.
Sabato 29 Giugno presso la sede dell'ANS si è tenuto un incontro con gli organizzatori della Moving
Dance.
Riportiamo di seguito una sintesi di ciò che rappresenta questa forma di danza seguita dalle impressioni di alcuni partecipanti
CHE COSA E'...
La
Moving dance è un metodo ed una forma di danza che nasce ufficialmente nell'anno
2000 quale sintesi della somma di esperienze elaborate negli anni da Marcella
Gambino.
Si rivolge a tutti (abili e disabili).
La Moving dance si sviluppa attraverso un dialogo fisico che ricerca e persegue
il coinvolgimento di tutti i sensi..
Si basa sulla fiducia, il rispetto, la fluidità e l'equilibrio reciproco.
Migliora la capacità di relazione, la percezione sensoriale e la possibilità
di viversi come una unità psicofisica.
Consente alle persone (disabili, e non ) l'opportunità di scoprire che si può
andare oltre i limiti entro i quali siamo abituati a rimanere. Permette di fare
nuove e diverse esperienze delle proprie "abilità" e "disabilità"
.
Si può praticare in piedi, sdraiati, sulle carrozzine o in qualsiasi altro
modo, a piacere. Si avvale di procedure diverse. Dal rilassamento alla tecnica
di danza vera e propria (esempio: respirazione, estensione e distensione del
corpo, tono, equilibrio e disequilibrio). Usa anche alcuni strumenti della
educazione all'immagine servendosi di forme, colori e diapositive proiettate.
E' arte applicata al "benessere" dell'individuo, tenendo però conto
di ciò che l'individuo è globalmente, nella sua complessa entità psicofisica.
Le disposizioni richieste a chi la pratica sono ascolto, attenzione e
creatività, messi al servizio di un'intenzione principale: stare bene con se
stessi, in presenza di qualsiasi abilità o disabilità.
Gli aspetti più tecnici di questo metodo prendono spunto anche dalla
contact-improvisation e dalla dance ability, con il concorso di altri aspetti
più liberi e creativi, intesi a stimolare fantasia e facoltà di espressione
anche attraverso l'improvvisazione. All'obiettivo del conseguimento di un
benessere individuale si affianca così la ricerca di un modo positivo di
incontrarsi, danzando insieme, abili e disabili, in una continua e stimolante
esplorazione artistica.
Il metodo si propone inoltre un altro e non meno importante obiettivo: sradicare
concetti erronei e pregiudizi spesso indebitamente frapposti come barriere
divisorie fra abili e disabili, favorendo invece l'ascolto e la comunicazione
fisica, gestuale e verbale a livello di dono reciproco.
Il luogo del lavoro, in moving dance, diviene così spazio fisico ed emotivo di
ricerca personale, in una atmosfera di mutuo sostegno che lega in modo concreto
tutti i partecipanti.
Condizione questa di primaria importanza per il conseguimento di un risultato
davvero apprezzabile sulla via della ricerca di un reale benessere umano.
COMMENTI.
Ciao,
volevo dire sulla moving dance, che e' stata un'esperienza
interessante, anche se l'ho vissuta con un po' di distacco, perche' mi
ricordava altre esperienze che avevo vissuto in precedenza. Chiedo scusa, se non
riesco ad esprimere ulteriori commenti, con questo non vorrei far
credere di non aver provato alcuna emozione, anzi, credo di aver scoperto
nuovi spunti di osservazione per il mio lavoro di auto-conoscenza.
Si tratta certamente di un'esperienza da vivere, che puo' fornire utili
spunti specialmente a chi ha problemi visivi, forse il carattere molto
personale con cui l'ho vissuta, mi crea difficoltà esprimermi
Con l'occasione se posso, vorrei ringraziare ancora i due istruttori, che
sono stati molto bravi anche a mettere tutti a proprio agio, anche se si
presentavano diverse esigenze tra i vari partecipanti.
F.P
Ciao,
cercherò di sintetizzare la mia percezione dell'esperienza.
Respirazione profonda, rilassamento corporeo, scaricamento delle tensioni
muscolari. Esplorazione dello spazio, percezione del proprio corpo nello spazio.
Conoscenza dell'altro e comunicazione non verbale attraverso il contatto fisico,
esperienza di "lasciar parlare il corpo". La fase più difficile, il
tatto è il senso più inibito nella nostra cultura. Ricerca del gesto, della
mimica, del movimento come espressione di emozioni, vissuti personali, ma anche
aspirazioni, sogni. Notevole la percezione dei piedi a contatto con il suolo e
della testa protesa verso il cielo, sensazioni che fortificano il senso di
equilibrio e stimolano ad una ricerca di armonia.
La visualizzazione interiore del corpo diviso in due dimensioni, orizzontale
e verticale che si incrociano, mi è stata poco chiara e non sono riuscita a
sentirla fisicamente.
.Saluti,
A.P.
Per iniziativa dei coordinatori provinciali di Cremona del CILP ( Centro Internazionale del Libro Parlato di Feltre - BL -) sul progetto condiviso dai vertici provinciali di Croce Rossa Italiana, si è appena costituito, nell'ambito del settore Socio-Assistenziale di C.R.I., un nuovo gruppo denominato "VEDIAMOCI INSIEME"- punto di riferimento per Ipovedenti e non Vedenti.
Il Gruppo neoformato, integrando sul territorio provinciale le iniziative del CILP, si prefigge, come nuovi obiettivi, di:
Per informazioni rivolgersi a:
Joriini Mauro 338 61 66 167
Rambaldi Stefano 348 27 16 956
Le associazioni rappresentate nella FAND (Federazione Associazioni Nazionali Disabili che comprende U.I.C, E.N.S.,A.N.M.I.L.,A.N.M.I.C. e A.N.M.I.L.) hanno presentato una proposta, successivamente tramutata in 2 disegni di legge denominati "Riconoscimento pubblico nazionale di associazioni". Tali proposte, assolutamente ANTIDEMOCRATICHE riconoscerebbero, per legge, alle associazioni del FAND il potere di tutela e rappresentanza delle persone con disabilità e delle loro famiglie, senza che esse possano democraticamente e liberamente provvedere a tale scelta.
Pubblichiamo qui di seguito le lettere inviate dalla sig.ra Luisella Fazzi Bosisio, presidente del CND Consiglio Nazionale sulla Disabilità:
LETTERA N.1
Egregi Senatori:
On. Ugo Bergamo
On. Tomaso Zanoletti
On: Michele Forte
On. Pietr Cerchi
On. Maurizio Eufemi
On. Gino Moncada
On Giuseppe Gaburro
Gruppo Parlamentare CCD-CDU, BF
On. Giuseppe Semeraro
Gruppo Parlamentare Alleanza Nazionale
Quale Presidente del Consiglio Nazionale sulla Disabilità dopo la lettura dei testi, per i quali risultate presentatori, dei Disegni di Legge n. 1095 e n. 1073 inerenti il "riconoscimento pubblico nazionale di associazioni", sono chiamata dal mio ruolo a sottoporVi alcune precisazioni in merito. all'associazionismo di tutela e rappresentanza delle persone con disabilità.
Una breve presentazione della mia persona e del Consiglio che presiedo introdurrà immediatamente lo scopo di questa mia iniziativa epistolare.
Sono una cittadina italiana, sposata con quattro figli uno dei quali con disabilità. Oltre ad esercitare una attività imprenditoriale dedico il mio tempo libero ad una associazione di genitori di bambini disabili e dal marzo 2001 sono stata eletta presidente del Consiglio Nazionale sulla Disabilità abbreviato per comodità CND.
Cos'è il Consiglio Nazionale sulla Disabilità?
Il Consiglio Nazionale sulla Disabilità è l'organismo unitario ed indipendente italiano che rappresenta le esigenze del nostro paese all'interno delle azioni e politiche europee. E' composto da 35 Organizzazioni - Associazioni a carattere nazionale e raggruppamenti (Federazioni, Leghe, Coordinamenti, Consulte, ecc.) a carattere nazionale o regionale, di persone con disabilità e delle loro famiglie e Organizzazioni - Associazioni che, senza fine di lucro, operano, continuativamente, in qualsiasi forma, in favore delle persone con disabilità. E' un'organizzazione aperta che accetta e promuove l'adesione delle Organizzazioni rappresentanti qualsiasi tipo di disabilità.
Il CND valuta la complessiva politica europea ed italiana sulla disabilità, traccia le linee di comportamento del movimento italiano della disabilità presso tutte le istanze dell'Unione Europea e internazionali, partecipa ai lavori dell'European Disability Forum per il tramite dei propri Rappresentanti.
Promuove la conoscenza e l'applicazione in Italia di atti di indirizzo e normative internazionali relative alla disabilità, sollecitando le istituzioni e gli enti competenti ad intervenire di conseguenza.
Il Forum Europeo sulla Disabilità è una federazione europea che organizza 15 consigli nazionali sulla disabilità dei paesi membri dell'Unione europea e circa 100 associazioni di tutela e di rappresentanza di persone disabili e loro familiari. E' l'organismo consultivo di rappresentanza riconosciuto presso l'Unione europea ed il Consiglio d'Europa. In Italia è rappresentato attraverso il Consiglio Nazionale sulla Disabilità. Insieme alla FISH (Federazione Italiana Superamento dell'Handicap) è nodo di collegamento nazionale ed internazionale: le due reti hanno la capacità di leggere il territorio e di sostenere l'inclusione sociale delle persone con disabilità attraverso un tessuto capillare di collegamenti interassociativi ed istituzionali, di risorse umane e conoscenze tecniche, di progetti innovativi e rispettosi dei bisogni e dei diritti umani dei beneficiari. Alla data odierna le due reti associative coprono il territorio nazionale con più di 1.300 associazioni.
Dalla lettura del testo del disegno di legge le parole indicano questo elevato numero di associazioni come ....superfetazione di associazioni di varia natura di scarsa o nessuna esponenzialità.
Ora lasciando perdere il termine ostetrico-ginecologico "superfetazione" che (permettetemi) indica la "fecondazione successiva di due o più ovuli, dello stesso periodo di ovulazione, in due coiti differenti", - e quindi darebbe valore all'alto numero di associazioni "fecondate" da due diverse percezioni del significato della solidarietà verso i diritti delle persone disabili- vorrei farvi notare che dall'elenco di alcuni dei nomi delle Associazioni socie del CND: AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), AIPD (Associazione Italiana Persone Down), AIAS (Associazione Italiana Assistenza Spastici), Alzheimer Italia, Coordinamento Nazionale Associazioni Trauma Cranico, FAIP (Federazione Associazioni Italiane Paraplegici), Associazione "La Nostra Famiglia", FISH (Federazione Italiana Superamento Handicap), UILDM (Unione Italiana Lotta Distrofia Muscolare) si può rilevare invece la cifra dell'esponenzialità della rete.Questa rete associativa è ben conosciuta dalle istituzioni che quotidianamente la interpella quale interlocutore valido e partner qualificato ad ogni livello sia esso nazionale, regionale o locale. Per meglio sottolineare le mie parole Vi sottopongo l'elenco delle attività limitandomi, data la vastità, alle aree di intervento:
Area Sociale: Qualità della Vita, Assistenza, Centri di Accoglienza, Appartamenti protetti, Centri di lavoro guidato. Area Sanitaria: Attività Sanitaria Riabilitativa di persone con disabilità. Area di Ricerca Scientifica: affidata dalle più importanti Associazioni Socie ai propri Istituti Scientifici e Fondazioni. Area Giuridica e di Tutela: Servizi informativi sulla normativa vigente in materia di disabilità; Consulenza giuridica ed Assistenza Legale; Assistenza alle prassi burocratiche. Area Formazione: gestione di Scuole di Formazione, organizzazione di Corsi, Convegni nazionali e internazionali. Area Cultura e Politica: sensibilizzazione dell'opinione pubblica, manifestazioni a livello locale e nazionale, relazioni permanenti con gli organi di governo nazionali, europei ed internazionali. Area Internazionale: collegamento e coordinamento con la Commissione Europea e l'ONU. Ricerca ed esperienze di attività di tutela delle persone disabili durante azioni di emergenza (calamità naturali, campi profughi, ecc.).
Converrete con me, allora, lo stupore nel leggere che codeste attività ....generano confusione, impediscono od ostacolano seriamente la corretta individuazione da parte delle istituzioni degli interlocutori con i quali confrontare le iniziative da intraprendere a livello nazionale.
Ve lo immaginate se queste attività, riconosciute non valide, generatrici di confusione, ostacolo alla corretta gestione della materia "Disabilità" venissero eliminate? Ve lo immaginate?...
Immagino significhi che fino ad ora le istituzioni locali, regionali e nazionali hanno lavorato in confusione; hanno lavorato con interlocutori che hanno proposto e gestito iniziative contrarie alle finalità di tutela dei diritti delle persone disabili; hanno sviluppato partnership insignificanti e non corrette. Non voglio immaginare quanto queste ipotesi potrebbero influenzare la vita di milioni di persone disabili e delle loro famiglie.
Il testo del Disegno di Legge che è stato presentato indica la chiamata delle normative nazionali ed europee ad esercitare un ruolo particolarmente significativo alle associazioni. Orbene, poiché il Consiglio che rappresento cade sotto la normativa europea, di quella farò menzione.
Come accennato nell'introduzione la Commissione Europea riconosce l'European Disability Forum come organo consultivo.
L'EDF e quindi i suoi membri per ottenere tale riconoscimento devono obbligatoriamente avere alcuni requisiti:
Rappresentare le Organizzazioni Nazionali di Persone Disabili e loro famiglie.
Rappresentare le Organizzazioni Nazionali con la maggioranza negli organi statutari di persone disabili e loro famiglie.
Rappresentare le Organizzazioni Nazionali che operano continuativamente in favore delle persone disabili e loro famiglie.
Obbligo ad avere una struttura democratica nella costituzione, nella rappresentatività, nella formazione degli organi statutari e nella distribuzione delle cariche sociali.
Obbligo di parità di voto indipendentemente dal numero di persone che si rappresenta.
Avendo quindi il Consiglio Nazionale tali requisiti, ed essendo membro effettivo dell' EDF, esso può a pieno titolo dichiararsi rappresentante delle persone con disabilità e delle loro famiglie in Italia (con la FISH che ha i medesimi requisiti) ed in Europa.
Di più la Commissione Europea, l'EDF e tutti i suoi membri si rifanno anche al corpus internazionale dei diritti ed in special modo alla Risoluzione dell'ONU "Regole Standard per l'Ugualgianza delle Pari Opportunità per le Persone Disabili" adottata il 20dicembre 1993 dove alla Regola 18 recita:.......Gli Stati dovrebbero riconoscere alle organizzazioni di persone con disabilità il diritto a rappresentare le persone con disabilità su scala nazionale, regionale e locale. Essi dovrebbero anche riconoscere il ruolo consultivo di tali organizzazioni nell'adozione di decisioni sulle questioni riguardanti la disabilità...
E' importante ora però sottolineare come si diventa rappresentanti e cosa significa essere rappresentanti in sede civile.
La rappresentanza nella democrazia deriva dalla scelta del cittadino, costituzionalmente garantita, di farsi rappresentare nella tutela dei suoi diritti da un suo delegato liberamente scelto.
Voi Senatori con i vostri colleghi Deputati siete l'esempio massimo della democrazia, così come gli Organi Istituzionali nei quali operate.
Orbene non si sa perché quando un cittadino è disabile gli viene tolta la libertà di scelta e gli si dà "per legge" un rappresentante negandogli il diritto di partecipare direttamente e personalmente alle scelte che verranno fatte in suo nome.
Qual è quel cittadino che lo Stato tutela e rappresenta "per legge"? E' l'incapace, l'interdetto e parzialmente l'inabile. Tutti gli altri cittadini, in quanto titolari di diritto, possono compiere ogni atto giuridico ed espletare i propri diritti civili.
Ed allora perché i cittadini disabili devono subire una
rappresentanza ed una tutela non richiesta e non attuata attraverso le prassi
democratiche, ma al contrario "fornita" a scatola chiusa, non suscettibile
di verifica.
Questo modo di agire deriva da una percezione della disabilità che tende a
ricondurre tutto ciò che la riguarda ad un semplice bisogno sanitario ed
assistenziale, così da identificare il cittadino disabile come un soggetto
assistito a vita.
Va riaffermato invece che il disabile è prima di tutto una persona che può e deve, come ogni altro cittadino, poter esercitare i propri diritti. Questa affermazione prevede che il diritto sia da ritenersi tale solo se nel concreto il cittadino può esercitarlo.
Di conseguenza debbo considerare il vostro disegno di legge discriminatorio perché impedisce ad alcuni cittadini di esercitare il diritto a rappresentare e ad essere rappresentati liberamente.
La rappresentanza "per legge" ha inoltre un difetto molto grave perché, a differenza della rappresentanza democratica, quando non è qualitativamente efficace non può essere richiamata.
La mia permanenza nella carica di presidente deriva dalla libera scelta delle associazioni che, sempre attraverso il voto, possono decidere se il rappresentante scelto ha difeso o meno gli interessi per i quali era stato eletto.
In conclusione il vostro disegno di legge è antistorico e antidemocratico, non rispetta il diritto di partecipazione attiva del cittadino disabile, favorisce associazioni che non vengono riconosciute dai diretti interessati e che usufruiscono di cospicui finanziamenti da parte del Governo che non trovano riscontro nelle azioni ed attività che queste pretendono di svolgere.
Continuare su questo percorso aprirebbe un contenzioso duro ed intenso con un numero elevatissimo di cittadini che, malgrado loro, si trovano iscritti negli archivi di associazioni per le quali non hanno espresso volontà di adesione.
Su questo tema, peraltro, le associazioni beneficiare degli effetti previsti dal Disegno di Legge hanno già subito un atto di censura da parte dell'Autorità sulla Privacy, che vi invito a consultare.
Sono convinta che un incontro con il Consiglio Nazionale sulla Disabilità e con la FISH permetterà di conoscere la realtà del movimento italiano della disabilità ed il grado di rappresentatività che detiene.
Cordialmente.
Luisa Bosisio Fazzi
LETTERA N. 2
Gentilissimo Direttore,
Complimenti per il sito che dal primo giorno di navigazione
è tra i miei preferiti.
Lo considero una nuova (se mai ce ne fosse bisogno) dimostrazione della serietà con la quale le persone con disabilità approcciano la vita.
Con questa mia lettera vorrei rispondere, o meglio mettere in discussione, una parte delle parole che il Prof. Tommaso Daniele ha inserito nell'intervista datata 27 marzo. Mi riferisco alle ultime sue due risposte riguardanti il tema della rappresentanza unitaria di tutte le associazioni di persone con disabilità.
Non posso non concordare con lui quando afferma che la rappresentanza unitaria sia un fondamentale punto di partenza e forza per riuscire ad instaurare un dialogo proficuo con le istituzioni. Io però aggiungerei che la rappresentanza oltre che unitaria deve essere indipendente e democratica e che essa non deve esistere solo per permettere un dialogo paritario con le istituzioni, ma anche con tutta la comunità sociale e civile.
Non sono assolutamente d'accordo con il Prof. Tommaso Daniele quando afferma che il principio che ha spinto le Associazioni che rappresenta nella FAND a promuovere la proposta, ora diventata Disegno di Legge n. 1095 e 1073, sia assolutamente democratico.
Quei disegni di legge sono antistorici ed antidemocratici perché riconoscono per legge a tali associazioni il potere di tutela e di rappresentanza delle persone con disabilità e delle loro famiglie, senza che esse possano determinare con libertà (e quindi democraticamente) tale scelta.
Io consiglio a tutti i suoi navigatori la lettura dei testi di questi Disegni di Legge e metto a disposizione anche la lettera che come Presidente del Consiglio Nazionale sulla Disabilità ho inviato ai Senatori, presentatori i disegni di legge, e dove ampiamente contesto gli argomenti in essi descritti.
Qui mi permetto solo di fare alcune provocazioni, in maniera sintetica, sulle tesi del Prof. Tommaso Daniele nell'ordine della sua intervista.
DEMOCRATICITA'
In Italia, come negli ordinamenti giuridici moderni, il cittadino ha una capacità giuridica attraverso la quale compie atti autonomi derivanti dalla sua volontà ed esplicati attraverso le sue azioni personali. Ad esempio quando decide di farsi rappresentare, sceglie chi lo può rappresentare.
Non si capisce perché quando un cittadino è persona con disabilità egli non possa esercitare questo diritto (costituzionalmente garantito) ma anzi viene "mortificato" da una legge che decide al posto suo come e da chi deve venir rappresentato.
UNITARIETA'
Niente da dire se questa parola la si integra con indipendenza. La forza della rappresentanza è data sia dall'unitarietà che dall'indipendenza. Forti perché liberi da ogni condizionamento che non sia quello di quanti ti hanno eletto loro rappresentante.
Il Consiglio che rappresento è stato costituito attraverso prassi democratiche. I suoi organi statutari agiscono seguendo uno statuto rispettoso di queste prassi. Le sue azioni sono valide perché riconosciute tali da tutti gli aderenti che "liberamente" hanno scelto. Ed allora la mia forza non deriva dalla legge che impone me quale rappresentante, ma deriva dalla scelta di chi mi ha eletto ed ai quali responsabilmente devo rispondere e rendere conto.
FRAMMENTAZIONE
Sbaglia il Prof. Tommaso Daniele quando porta ad esempio di frammentazione il numero delle Associazioni. Sbaglia nei numeri e nella loro interpretazione.
Il Consiglio Nazionale sulla Disabilità (CND) e la Federazione Italiana Superamento Handicap (FISH) rappresentano circa 1.300 associazioni (è un calcolo per difetto) e non 400. La numerosità da lui considerata frammentazione è da noi, che lavoriamo in rete, considerata la forza e la capacità di arrivare negli angoli più remoti del territorio nazionale ed internazionale. Queste 1.300 associazioni sono 1.300 voci quando agiscono nelle specifiche azioni, ma sono una sola voce (un urlo, un boato) quando insieme, nelle persone dei loro rappresentanti interrogano la società civile nazionale ed internazionale. Sempre nella mia lettera ai senatori descrivo alcune delle Associazioni e loro attività.
AGGREGABILITA'
E' da sciocchi credere che l'unificazione si deve fare per legge. L'unificazione si deve costruire attraverso il dialogo, la conoscenza, il rispetto e la messa in comune di tutte le risorse. L'unificazione deve avere regole chiare, trasparenti e democratiche.
Per quanto riguarda il Consiglio che rappresento, e che è riconosciuto dalla Commissione Europea attraverso l'European Disability Forum, le regole sono quelle della democrazia, alcune delle quali sanciscono:
Luisa Bosisio Fazzi
Dal 18 gennaio scorso le Prefetture lombarde non hanno più competenza in materia di invalidità civile. In pratica per i residenti in Lombardia (esclusi quelli del Comune di Milano, per i quali v. ultimo paragrafo) la competenza per la verifica della sussistenza dei requisiti anagrafico-socio-economici, ai fini del riconoscimento delle indennità e pensioni, passa adesso ai dipartimenti A.S.S.I (strutture subordinate alle ASL dislocate sul territorio)
In particolare per i residenti della provincia di Milano i dipartimenti A.S.S.I. competenti sono:
ASL 1
Legnano
Dipartimento A.S.S.I. / Colombo,
tel 0331 47 40 11
ASL 2
Melegnano
Dipartimento A.S.S.I.,
tel 02 92 36 05 37
ASL 3
Monza
Dipartimento A.S.S.I.,
tel 039 23 84 666
Per quanto riguarda i residenti nel Comune di Milano, la
competenza è stata passata al Comune: Settore Servizi Sociali Ufficio Invalidi
Civili, Via Statuto, 17.
Per avere informazioni telefoniche è possibile comporre i seguenti numeri di
telefono:
02 88 46 54 80/82
( lun. - ven. 9.00 - 12.00)
Pertanto alla luce di questi cambiamenti la situazione è la seguente:
I comuni aderenti.
Dal 1988 i Comuni di Desio, Cesano Maderno, Muggiò, Varedo, Bovisio Masciago e
Nova Milanese, hanno aperto un servizio per favorire l'integrazione lavorativa
dei propri cittadini disabili. Il Servizio è stato affidato in gestione al Consorzio
Desio Brianza.
Dal 1996 usufruiscono di questo servizio anche i
Comuni di Seregno, Meda, Barlassina, Seveso, Lentate sul Seveso e Giussano e dal
gennaio 2002 il Comune di Cusano Milanino.
Allargando il proprio territorio il SIL è cresciuto nelle sue potenzialità
operative offrendo maggiori opportunità alle persone disabili e alle aziende
stesse.
I servizi per le aziende.
Il SIL garantisce alle aziende i servizi indicati di seguito senza alcun onere
finanziario:
I numeri.
L'esperienza di questi anni si è concretizzata attraverso la collaborazione
con aziende.
Sono stati effettuati:
I progetti di partnership in corso con aziende del territorio sono 20.
Le persone disabili attualmente in carico sono 348.
Lo staff.
Lo staff è la struttura che permette l'indispensabile raccordo tra il mondo
del lavoro, i cittadini disabili e gli uffici pubblici di competenza.
Lo staff del SIL è formato dalle seguenti figure professionali:
CONSORZIO DESIO BRIANZA
Via Galeno, 45 20033 Desio (MI)
tel 0362 39 171
fax 0362 39 17 20
informazioni(at)codebri.mi.it
SERVIZIO INTEGRAZIONE LAVORATIVA
Via Galeno, 45 20033 Desio (MI)
0362 39 17 22 - 29 - 30
fax 0362 39 17 20.
sil(at)codebri.mi.it
Mostra
- Convegno Nazionale per l'integrazione del disabile.
Tecnologie avanzate, informatica e telematica, per favorire l'integrazione
delle persone disabili.
28 - 30 Novembre 2002
Bologna, Palazzo dei Congressi
Piazza Costituzione, 5/c (zona fiera)
Nell'area
Show-Room di HANDImatica
il 29 novembre alle ore 16.15
l'ANS presenterà il progetto Leonardo da Vinci
"Probiq - Blind in Qualification":
Manuale di Programmazione in Borland C++ Builder per Windows.
Dall'integrazione scolastica all'inserimento lavorativo e sociale
Sabato 30 Novembre 2002 (ore 9:30/13:00 - 14:00/17:30), presso la Galleria Civica d'Arte Moderna, corso Galileo Ferrarsi 30 -Torino, avrà luogo un convegno promosso dal Csa-Coordinamento Sanità e Assistenza fra i movimenti di base, cui aderiscono 22 associazioni impegnate sin dal 1970 per la difesa del diritto all'integrazione scolastica e all'inserimento lavorativo di tutte le persone handicappate, comprese quelle con handicap intellettivo, in possesso di capacità lavorative anche se ridotte.
Obiettivo del convegno è quello di offrire agli insegnanti, ai genitori e alle associazioni di tutela delle persone con handicap intellettivo, un momento di approfondimento e di riflessione sui cambiamenti prodotti dalle nuove leggi del settore.
CSA Coordinamento Sanità e Assistenza fra i movimenti di
base.
Via Artisti, 36
10124 Torino
tel. 011 812 44 69
fax: 011 812 25 95
Per chi fosse interessato al programma: 02 70 63 28 50
Associazione Nazionale Subvedenti - ONLUS
sede legale: Via Clericetti, 22 - 20133 Milano
sede operativa: L.go Volontari del Sangue, 1 - 20133 Milano
tel/fax: 02 70 63 28 50
e-mail: info@subvedenti.it
Internet: www.subvedenti.it