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ANS - Associazione Nazionale Subvedenti ONLUS

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Il Subvedente - settembre 2003

Indice:

CONVEGNI:
"LAVORO IN VISTA".

ORIENTAMENTO:
CORSO PILOTA LILEBP.

IPOVISIONE:
SEMINARIO.

LETTURA AGEVOLATA:
SE NON RIESCO A LEGGERE... 

OCULISTICA:
NUOVI STUDI SULL'AMBLIOPIA.

SERVIZI:
PROGETTO "TOMMASO!".

TRASPORTI:
TESSERE ATM.

MUSICA DA IPOVEDERE:
VORREI VEDERE LE PIRAMIDI DI CHEOPE.

COMUNICAZIONI:
GRUPPO "VEDIAMOCI INSIEME" - Cremona.

LETTURA ACCESSIBILE:
- CHI LEGGE NON INVECCHIA.
- PER IL PIACERE DI LEGGERE SENZA FATICA.

Convegni.

L'Associazione Nazionale Subvedenti
presenta:

"Lavori in vista".

Sabato 18 ottobre 2003 - h 9:00 - 13:00
Sala Assemblee Banca Intesa - Piazza Belgioioso, 1 Milano.

Il convegno si propone come "meeting" cerco/offro lavoro per persone ipovedenti che avranno l'opportunità di dialogare direttamente con le aziende e presentare il loro C.V.

La legge 68/99 prevede l'inserimento lavorativo mirato dei disabili come risultato dell'incontro domanda/offerta.

Consapevoli della necessità di far crescere le capacità gestionali degli attori del processo di inserimento lavorativo, l'associazione presenterà il progetto Socrates LILEBP, un percorso di formazione all'orientamento, a dimostrazione di come sia possibile orientare e guidare i disabili nella direzione di una autonomia personale ed economica che sia di mutua soddisfazione per le imprese e per il lavoratore.

Nell'ambito del convegno verrà allestita una postazione informatica completa di tutta la strumentazione utile al lavoro dei disabili della vista. Alcuni ipovedenti offriranno dimostrazione del livello di abilità raggiunto in ambito informatico.

Per informazioni: 02 70 63 28 50

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Progetto Socrates.

LILEBP - Life-long Learning for Blind People.

Relazione sul Corso Pilota per Counselors dell'orientamento.

Modalità di realizzazione.

II progetto LILEBP " per la "realizzazione di un modello di orientamento scolastico e lavorativo specifico per disabili visivi" prevedeva anche l'attuazione di un corso pilota volto a verificare l'applicabilità del modello stesso in ogni sua parte, così come era venuto articolandosi nella fase preparatoria in collaborazione con i partner europei.

Il modello concordato consiste in un percorso individuale proposto all'utente su sua richiesta per un bilancio di attitudini, aspirazioni, competenze in vista di una scelta orientativa riguardante scelte scolastiche o professionali.

Lo strumento-guida è costituito da una SCHEDA DI INTERVISTA suddivisa in 5 differenti sezioni (parti I-V).

Parte I.

La prima parte è costituita da una serie di domande che indagano sull'anamnesi dell'utente in generale, su ogni altro aspetto professionale e sulle organizzazioni che possono averlo assistito.

Parte II.

Questa sezione riguarda gli aspetti medici e di mobilità, la storia medica e affettiva dell'utente.

Parte III.

Questa sezione riguarda la formazione culturale, la storia lavorativa, quali ausili gli siano familiari, quali strumenti di comunicazione preferisca.

Parte IV.

Questa sezione pone una serie di domande circa l'ambiente e le circostanze sociali. In combinazione con le precedenti domande offre una visione di insieme di ciò che riguarda l'utente, e fornisce utili indicazioni.

Parte V.

Questa sezione permette la stesura del piano di azione, con indicazione le successive tappe.

Il Corso-pilota.

Aspetti organizzativi.

Il Corso si è tenuto nei giorni 16/17 aprile 2003, nella sede operativa della ANS e vi hanno partecipato 8 corsisti, di cui due non vedenti e un'ipovedente. I partecipanti sono stati selezionati sulla base dell'interesse dimostrato nei confronti della proposta e delle competenze possedute in ambito di inserimento lavorativo.

I formatori sono stati tre: una psicologa della formazione, un esperto del lavoro e dell'orientamento, uno psicologo specificatamente esperto di tests psicometrici.

Sono stati distribuiti numerosi materiali tra cui

Tutto il materiale è stato predisposto, oltre che in formato cartaceo, in floppy disk per renderlo accessibile ai partecipanti disabili visivi.

Alle informazioni teorico-pratiche si sono alternati momenti di dibattito vivacissimo e denso di contenuti. Uno dei momenti chiave, a giudizio di tutti i partecipanti, è stato il tempo dedicato ai role-play, dove i ruoli di intervistato e intervistatore erano giocati tra non vedenti e normovedenti, monitorati dal formatore esperto del lavoro, mentre gli altri corsisti col ruolo di osservatori - individualmente e a turno - ponevano domande, chiedevano delucidazioni, proponevano suggerimenti e osservazioni.

Valutazione del corso.

A conclusione del corso-pilota, ciascun partecipante è stato sottoposto ad intervista individuale come da indicazioni concordate con i partners.

Il colloquio, di tono informale, ha seguito il percorso proposto da una scheda appositamente preparata, trattando in dettaglio ogni singola area del modello proposto e ogni materiale offerto.

In sintesi le aree di riflessione riguardavano:

Osservazioni generali.

Dai dati raccolti risulta che:

Applicabilità e trasmissibilità del modello proposto.

Applicazione del modello.

Due corsiste (una vedente ed un'ipovedente) - che già lavorano come consulenti dell'orientamento - hanno avuto modo di utilizzare il modello con utenti che avevano richiesto una consulenza per inserirsi nel mondo del lavoro.

L'applicazione del modello non ha evidenziato particolari difficoltà e si è rivelata in linea con le metodologie già usate dai counselor.

Tuttavia il modello - in particolare la scheda di intervista - costituisce un arricchimento rispetto alla consueta modalità di lavoro. Innanzitutto esso è stato tarato specificatamente per i disabili della vista e ciò rappresenta un punto di forza nel momento in cui ci si relaziona con le persone appartenenti a questo specifico target, permettendo di coglierne nell'immediato le problematiche.

In secondo luogo, a mano a mano che procede, il counselor stesso è stimolato a riflettere ed a formulare i punti di azione.

Il piano di azione che necessariamente deriva dai punti di azione evidenziati, trova così una sua più concreta validità di applicazione.

Silva Bertolini

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IPOVISIONE.

Seminario.

In convenzione con il Ciessevi - Centro Servizi Volontariato di Milano - si è svolto nei giorni 20 e 27 marzo, 10 aprile, 8 maggio 2003 il seminario organizzato dall' ANS: "Aiutare la persona subvedente a compensare il proprio deficit visivo mediante gli strumenti ed ausili ottici e informatici di ultima generazione, per favorirne l'integrazione sociale e lavorativa"

Il gruppo di iscritti era composto da 13 presenze femminili e una maschile. L'area di interesse prevalente riguarda il disagio nella seconda infanzia/adolescenza e, parzialmente, negli adulti con disabilità visiva acquisita.

Il seminario è stato organizzato ad incontri tematici. I due incontri di maggior successo hanno riguardato gli ausili ottici e quelli elettronici.

Il seminario ha suscitato molto interesse ed il commento più frequente è stato "Occorrerebbe più tempo per approfondire le tematiche". Da un corsista è venuto un suggerimento interessante: indagare se il mercato del lavoro offra nuove possibilità di inserimento lavorativo del disabile visivo, alla luce delle opportunità offerte dalle nuove tecnologie.

Silva Bertolini

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PROGETTO LETTURA AGEVOLATA
Comune di Venezia.

Se non riesco a leggere non è solo colpa dei miei occhi.

Il Progetto Lettura Agevolata arriva in Europa con una mostra sul tema della leggibilità del testo e il diritto alla lettura, dal titolo "Right
to read Write to read". L'esposizione, patrocinata - in occasione
dell'anno europeo delle persone con disabilità - da Paolo Costa,
europarlamentare e Sindaco di Venezia, verrà ospitata nella sede del Parlamento europeo di Strasburgo, dal 2 al 5 giugno.
Una cornice prestigiosa per lanciare un messaggio, a nostro giudizio, altrettanto significativo: le istituzioni, quando fanno informazione, devono preoccuparsi di fornire comunicazioni chiare, leggibili, accessibili a tutti i cittadini, indipendentemente dallo strumento utilizzato. Il più delle volte infatti, perché il messaggio sia efficace, non basta scrivere qualcosa, è necessario farlo in modo graficamente corretto affinché anche i disabili visivi, le persone anziane o più in generale chiunque abbia disturbi alla vista possa leggere senza fatica.

Se non riesco a leggere - recita del resto lo slogan della mostra - non è solo colpa dei miei occhi. Per esemplificare il problema il Progetto Lettura Agevolata, con la collaborazione dello studio grafico Tapiro, ha ideato una serie di pannelli per mettere in evidenza i principi che stanno alla base della leggibilità: la dimensione e il tipo di carattere, il contrasto cromatico, lo spazio tra le lettere, l'interlinea e la lunghezza della riga, l'interferenza dello sfondo con il testo. Ciascun pannello affronta un problema specifico invitando lo spettatore a mettere alla prova le proprie capacità visive di fronte ad esempi evidentemente non rispettosi delle regole della leggibilità.

Alla base dell'iniziativa, che avrà un seguito con la realizzazione di una sorta di quaderno tecnico sulla materia, vi è stata un'attenta analisi del materiale informativo, in versione cartacea e web, prodotto dalle Istituzioni dei paesi dell'Unione europea. Sono stati presi in considerazione opuscoli, brochure, modulistica, pagine Internet di ministeri, enti pubblici, uffici nazionali del turismo. Nella maggior parte dei casi si è constatato che i principi della leggibilità venivano disattesi. Abbiamo trovato ad esempio molti documenti in cui il testo non era opportunamente differenziato dallo sfondo (si pensi a scritte azzurre su sfondo blu), oppure accostamenti di colore indistinguibili, o ancora pagine di testo stampate sopra un'immagine o una fotografia che proprio perché non adeguatamente contrastate rispetto alle parole ne rendevano difficile la lettura.

"L'obiettivo di questa mostra - spiga Lucia Baracco, responsabile del Progetto Lettura Agevolata - è quello di sensibilizzare le istituzioni sul problema della leggibilità della comunicazione, affinché diano direttive precise a chi ha competenze specifiche in tale ambito. Il che naturalmente non vuol dire porre dei limiti alla creatività, ma al contrario metterla al servizio di tutti, nessuno escluso".

L'esposizione Right to read Write to read è stata inaugurata giovedì 3 giugno alle ore 18.30 nello spazio antistante la sala 100 del Parlamento europeo di Strasburgo.

Progetto Lettura Agevolata Comune di Venezia
indirizzo: S. Marco 4084 - 30124 Venezia
telefono: 041 274 8424 / 041 274 8149 / 041 274 8050 / 041 274 8549
fax: 041 274 81 89
e-mail: lettura.agevolata(at)comune.venezia.it
internet: www.letturagevolata.it 

responsabile:
Lucia Baracco lucia.baracco(at)comune.venezia.it

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OCULISTICA.

Nuovi studi sull'ambliopia, conseguenza frequente dello strabismo o di altre patologie.

Con una benda sull'occhio qualche volta si vede meglio. Succede ai bambini che soffrono di ambliopia, il cosiddetto "occhio pigro". Disturbo ben curabile, se scoperto per tempo. Da qui l'invito rivolto alle autorità sanitarie, ai medici e alle famiglie da Almavision - associazione senza scopo di lucro che promuove ricerca e diagnosi precoce per i principali disturbi visivi - affinché programmino per i bambini controlli oculistici sistematici dalla nascita fino ai 6 anni.
Secondo dati recenti sarebbe affetto da ambliopia un milione di italiani. E uno studio epidemiologico, dello statunitense National Eye Institute, ha rivelato che nelle persone tra i 20 e i 40 anni d'età i casi di perdita della visione monoculare dovuti all'ambliopia sono in numero maggiore rispetto a quelli ascrivibili ad altre malattie (retinopatia diabetica, glaucoma, degenerazione maculare e cataratta).

LE CAUSE.
«La causa più comune dell'ambliopia è lo strabismo» spiega Emilio Campos, ordinario di malattie dell'apparato visivo all'Università di Bologna e presidente di Almavision. «Di solito i due occhi guardano nello stesso punto e il cervello sovrappone le due immagini dello stesso oggetto, fondendole in un'immagine unica. Se in età infantile i due occhi non sono allineati, e uno diventa strabico, il cervello riceve immagini non sovrapponibili e impara a cancellarne una: la vista resta affidata a un occhio solo. Un'altra possibilità è che in uno o in entrambi gli occhi non si formi un'immagine corretta per una malformazione congenita della palpebra (ripiegata in basso), o perché ci sono danni a un'altra parte dell'occhio, o ancora perché l'occhio ha un vizio di rifrazione (come la miopia) molto forte».

CONSEGUENZE.
In tutti questi casi, i circuiti nervosi responsabili della vista non si
sviluppano correttamente e, se non si interviene per tempo, il danno
diviene irreversibile.
Finché l'occhio sano funziona bene, i disturbi sono modesti (disponendo di un solo occhio attivo si può perdere la percezione della profondità, che il cervello ricava dal confronto fra le immagini dei due occhi, ma nei casi meno gravi non è detto che ciò avvenga). Il vero pericolo è che, se l'unico occhio valido viene danneggiato, la vista resta in parte o del tutto compromessa. E l'occhio sano è più esposto al rischio di lesioni, perché la persona, per vedere meglio, tende ad avvicinarlo di più a oggetti anche pericolosi.

ESAMI DA SUBITO.
Ribadisce Campos: «I primi esami andrebbero fatti al neonato appena uscito dalla maternità: esami semplici, non invasivi e poco costosi, la cui validità è stata ribadita di recente delle Associazioni dei pediatri e degli oculisti statunitensi. Vanno poi ripetuti all'età di 7-8 mesi e intorno ai 2 anni».

Giovanni Sabato
Tratto dalla lista PressVisione n. 1654 del 8-6-2003 (Corriere Salute)

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SERVIZI.

Progetto "Tommaso!".

Provare, confrontare e scegliere per non comprare a caso

per informazioni e prenotazioni:

Associazione Nazionale Subvedenti
Via Clericetti, 22 - 20133 Milano
tel/fax 02 70 63 28 50
e-mail info(at)subvedenti.it
Web www.subvedenti.it/Tommaso.htm 

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TRASPORTI.

Tessere A.T.M.

Si comunica che le relative modifiche riguardo

alle tessere di libera circolazione ATM entreranno in vigore da gennaio 2004, per tanto, fino a tale data, continueranno ad essere valide le vecchie tessere.

Per chi volesse ulteriori informazioni può contattare l'associazione al numero: 02 70 63 28 50

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MUSICA DA IPOVEDERE.

Vorrei vedere le piramidi di Cheope.

(cantata dai Valanzaska)

Un'occhiata... dissacratoria sull'omertoso mondo degli "ipovisismi" e non solo...una risposta irriverente a quelli che: "come se fosse facile convincersi a non ridere troppo di se"...
Un invito a vedere anche l'ipovisione da un'angolazione meno scontatamente tragica.

Franco Frascolla


Non distinguo le cose più banali
voglio gli occhiali
voglio gli occhiali

Io non vedo ad un palmo dal mio naso
io vado a caso
Sì, io vado a caso

non distinguo le risa dai lamenti
voglio le lenti
trovar le cose per me è una storia dura
la montatura

Vorrei vedere le piramidi di Cheope
ma sono miope
ma sono miope
vorrei vedere le piramidi di Cheope
ma sono miope
ma sono miope

Sembra uguale la suora e la cubista
dall'oculista
dall'oculista

Ho pagato una siga lire mille
le mie pupille
le mie pupille

Mi hanno detto chi non rosica non risica
voglio una visita
fammi una visita

sono inciampato su una tolla della cirio
voglio il collirio

Vorrei vedere le piramidi di Cheope
ma sono miope
ma sono miope
vorrei vedere le piramidi di Cheope
ma sono miope
ma sono miope

Mi hanno bocciato anche stavolta alla patente
non hanno torto
non vedo niente

mi rifiutano anche di partire a razzo
non hanno torto
non vedo un cazzo

Tutti parlano del mio sguardo magico
non hanno torto
sono un po' strabico

e poi confondo Berlusconi con il [bip]
ma questa volta
è proprio uguale

Vorrei vedere le piramidi di Cheope
ma sono miope
ma sono miope
vorrei vedere le piramidi di Cheope
ma sono miope
ma sono miope

Non distinguo la rava dalla fava
ma, sarò la dava?...

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COMUNICAZIONI.

Un buon obiettivo raggiunto.

Ad un anno esatto dalla nascita del gruppo "Vediamoci Insieme" creato nell'ambito Socio-Assistenziale della Croce Rossa Italiana Comitato Provinciale di Cremona, possiamo dire di aver raggiunto il primo obiettivo.

Si era fatto un progetto intitolato "La tecnologia aiuta la vista" nato da un'analisi del bisogno sul territorio. A Cremona e provincia non esisteva una sala ausili informatici per non vedenti ed ipovedenti. Quindi i nostri dubbi.

Come può un ragazzo in età scolare, con difficoltà visive, avvicinarsi senza difficoltà alle strumentazioni in commercio in campo informatico? Come può conoscere questi strumenti la persona che fino a ieri ha normalmente utilizzato computer e da un giorno all'altro, vuoi per incidenti, oppure per malattie improvvise, si ritrova con deficit visivi improvvisi?

Senza dubbio il primo obiettivo del progetto era di evitare il rischio di esclusione sociale sia in ambiente scolastico che lavorativo per le persone non vedenti ed ipovedenti. Il progetto è stato presentato, e oggi completamente finanziato. L'importo globale è di 50.000 Euro, così suddivisi: 12.500 dalla Fondazione Comunitaria Cremonese e 37.500 dalla Croce Rossa Italiana Regione Lombardia. Colgo l'occasione per ringraziare i due Enti che in noi hanno creduto, anzi ci hanno stimolato e sostenuto per intraprendere questa strada senza dubbio stimolante ed innovativa per la nostra città.

Oggi sono a disposizione delle persone interessate di una postazione per non vedente completa di ogni ausilio informatico: computer, display Braille, scanner, stampante braille, sintesi vocale, e una postazione per ipovedente con computer con sintesi vocale, programmi di ingrandimento, scanner e stampante. Abbiamo acquistato un videoingranditore da tavolo e uno portatile, un tavolo da lavoro reclinabile con luce fredda, un leggio. Abbiamo uno scanner lettore Audiobook per le persone che non sanno utilizzare il computer ma vogliono in modo autonomo ascoltare la lettura di libri o altro. La sala è aperta a tutti e l'utilizzo della strumentazione è completamente gratuito.

Il 50% della somma del progetto verrà utilizzata per l'organizzazione nella nostra sede di " Corsi di alfabetizzazione informatica per non vedenti ed ipovedenti". Abbiamo pensato che avere grandi strumenti senza poter disporre di personale specializzato che possa offrire la conoscenza degli stessi, sarebbe stato un progetto incompleto.

Il progetto è stato presentato durante il Convegno "La tecnologia aiuta la vista" tenutosi a Cremona il 31 Maggio e patrocinato dal Comune della città. E' stata senza dubbio una giornata molto interessante specialmente per gli argomenti trattati e per i relatori che hanno saputo calamitare l'attenzione delle tante persone presenti in sala.

Inizialmente ha parlato il Dott. Arisi, Primario di Neuro Psichiatria Infantile dell'Ospedale di Cremona, che ha posto l'accento sulle problematiche dei bambini non vedenti correlati ad altri deficit. Poi ha parlato il Dott. Bongi, Presidente dell' A.P.R.I. di Torino che ha illustrato il suo ultimo libro " Una scuola a portata di mano" che, con semplici parole illustra le difficoltà in ambiente scolastico del bambino non vedente ed ipovedente. Devo dire che l'amico Marco ha saputo veramente mettere al servizio della platea la sua esperienza ma principalmente la sua cultura, la sua capacità di trasmettere alle persone in modo semplice e chiaro nozioni fondamentali. Colgo l'occasione per ringraziarLo pubblicamente di cuore. Ultimo relatore è stato l'Ingegnere dell'Azienda dalla quale è stata acquistata la strumentazione, che ne ha spiegato le caratteristiche.

Il primo passo, l'acquisto della strumentazione, è stato fatto. Da Settembre saremo impegnati nella conoscenza e nella divulgazione della stessa.

Mauro Joriini

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LETTURA ACCESSIBILE.

Chi legge non invecchia.

Parole chiare... parole scure.

Uno strumento di partecipazione contro la disabilità.

Nell'era della comunicazione multimediale, di Internet, nei decoder, noi fisiatri dobbiamo tornare ad occuparci con nostalgia dell'arte di Gutenberg e di Bodoni. La fruizione della pagina scritta resta per noi ancora oggi e sempre più uno strumento fondamentale di rieducazione e riabilitazione.

L'ultima classificazione internazionale ICF del WHO (2001) sovverte completamente la vecchia organizzazione descrittiva del mondo del CD "handicap" della precedente classificazione ICIDH del 1980, abolendo questo concetto ormai superato e sostituendolo, già nel titolo stesso della classificazione medesima, con il concetto di "FUNZIONE", funzionamento, attività, partecipazione: tutti concetti positivi, riguardanti non solo il campo strettamente della psicologia.

Negli ultimi lustri abbiamo assistito a livello planetario a mutamenti radicali nel panorama mondiale della salute: nei prossimi 20 anni assisteremo ad un enorme incremento delle malattie ad elevata morbilità e bassa mortalità. In tutto il mondo infatti si sta verificando una transizione epidemiologica caratterizzata da un SIGNIFICATIVO INVECCHIAMENTO GENERALE DELLA POPOLAZIONE e quindi un aumento delle malattie non trasmissibili e croniche e una diminuzione delle patologie acute.

Questo cambiamento, ormai ampiamente confermato e focalizzato dal WHO, produce inevitabili conseguenze ECONOMICHE, SOCIALI, e, quindi, POLITICHE.

E' molto importante focalizzare il MODELLO SOCIALE DELLA DISABILITA', quale componente naturale dell'esperienza umana.

La disabilità, o meglio diversa abilità, è parte costituente della variabilità umana. Nasce di qui l'esigenza di una politica sociale che demistifichi la "specificità" e la ghettizzazione del vecchio concetto di "handicap".

Questo approccio vale per tutte le dimensioni della disabilità, inclusa quella biomedica, ma non esclusivamente per questa.

La disabilità NON è quindi un attributo dell'individuo, ma una complessità di condizioni, molte delle quali create dall'ambiente sociale. La riduzione della partecipazione, sofferta dalle Persone disabili può essere spesso conseguenza di Leggi politiche, pratiche sociali, attitudini, creazioni di stereotipi.

Il caso delle BARRIERE VISIVE è proprio uno di questi esempi più clamorosi.

L'inadeguatezza di quasi tutti gli strumenti di comunicazione cartacei (giornali, libri e riviste, opuscoli, murales, manifesti, cartellonistica, ecc.) produce artificialmente almeno un 40% di disabili visivi, i quali, se la società ponesse la doverosa cura nel curare questi strumenti, non sarebbero tagliati fuori dalle possibilità di comunicazione formale della lettura.

Questa nostra società distrutta, superficiale e interessata più all'avere che all'essere ormai si preoccupa di stampare libri, manuali e giornali per lettori rapidi più che per lettori in difficoltà, e non si preoccupa più della QUALITA' della VITA, soprattutto nei riguardi delle persone non produttive (bambini, anziani, disabili, ecc.) E invece è proprio questo il fulcro sia del nostro discorso terapeutico (che si avvale di numerose scale di valutazione per misurare la qualità della vita e misurare quindi l'efficacia del trattamento riabilitativo) sia di una società evoluta, una società che abbia pienamente assimilato la cultura della diversità nella libertà. La cultura è come il sangue: deve circolare per nutrire, dare vita e far crescere tutto il tessuto sociale. Per farla circolare, lo strumento per eccellenza rimane la carta stampata. Dobbiamo pertanto prendere in attenta considerazione il mondo dell'IPOVISIONE, cioè di quell'insieme di persone che non possono essere considerate cieche, in quanto conservano uno spesso assai modesto residuo visivo (in genere 2-3 decimi o meno); condizione estremamente ambigua e disagevole, in quanto scarsamente considerata dalla società la quale tende solo a discriminare in maniera netta il non vedente dal perfettamente vedente, creando quindi una dolorosa zona di penombra (è proprio il caso di dirlo!), completamente misconosciuta, per la quale è estremamente problematica l'integrazione nel mondo dei cosiddetti "normodotati". Quindi, mentre esistono una particolare sensibilità e attenzione e una serie di provvedimenti e ausili per il mondo dei ciechi, il mondo degli ipovedenti è completamente ignorato, provocando così di fatto un aggravamento di una menomazione perfettamente controllabile, unicamente per cause extracliniche, e limitando gravemente a queste persone la partecipazione sociale unicamente a causa di una componente ambientale: realizzando cioè una grave limitazione dell'attività personale e della partecipazione sociale, per cause legate quasi esclusivamente a fattori ambientali e contestuali, quasi del tutto indipendenti da cause fisico-biologiche, o nettamente sproporzionati rispetto ad esse. Proprio a queste persone è invece necessario indirizzare non solo stimoli corretti ed adeguati rispetto alle loro capacità percettive, ma particolarmente accurati proprio in relazione al loro deficit, in quanto nell'ipovedente la decodificazione delle informazioni resta fortemente ancorata alle deboli ' il mancato rinforzo attraverso questi stimoli che fa dell'ipovedente gradualmente ed inesorabilmente un cieco di fatto, ma non riconosciuto e rifiutato come tale dalla società.

Né si deve pensare che questo problema sia trascurabile, in quanto questa popolazione costituita solo o per la maggior parte da persone anziane, è invece in realtà vero che anche un gran numero di giovani affetti da retinite pigmentosa, cataratta congenita o traumatica, degenerazioni maculari giovanili (maculopatia distrofica di Sorby, malattia di Stargart, maculopatie secondarie, infettive, ecc.), glaucoma congenito od acquisito, rientrano in questa sfortunata categoria di "ciechi sociali".

E' il nostro contesto sociale dimostra chiaramente la sua insensibilità a un problema di così vaste proporzioni, quando, anziché tendere alla facilitazione sensoriale della fruizione e delle tecniche di comunicazione visiva, dissemina le nostre strade, i nostri edifici pubblici e privati, i nostri mezzi di trasporto pubblici, e quant'altro, di cartellonistica, manifesti, murales, ecc., spesso difficilmente comprensibili, per il loro assetto grafico anche ad un campione di tiro a segno.

Se poi vogliamo, con un ulteriore passo avanti entrare a considerare anche il nostro contesto strettamente riabilitativo, il discorso delle barriere di lettura diventa ancora più determinate.

La RIEDUCAZIONE è infatti un metodo di apprendimento in condizioni patologiche: tutti noi ben sappiamo quanto la pagina scritta sia legata all'apprendimento, alle capacità cognitive di ogni persona. Si può infatti affermare che quasi ogni aspetto del nostro lavoro di riabilitatori, nel rapporto con i pazienti è legato alla pagina scritta: il rinforzo rievocativo dei risultati raggiunti per il mantenimento in attività, anche a domicilio del paziente, è sempre legato a un opuscolo, una lettera, un quinterno, un volumetto, a seconda del tipo di complessità della disabilità trattata.

Ma il settore nel quale forse il libro è maggiormente esaltato come momento di rieducazione attivo è la LOGOPEDIA, cioè quel settore specifico della rieducazione che si occupa di rieducazione del linguaggio in tutti i suoi aspetti e di tutti i disturbi neuropsicologici insorti in seguito ad una lesione acuta, soprattutto a carico del sistema nervoso centrale.

Se, in questo ambito, consideriamo la rieducazione delle afasie in tutti i metodi si rivela indispensabile sia come SUPPORTO (pagina scritta, supporto ortografico fondamentale), sia nella RIEDUCAZIONE ALLA LETTURA vera e propria.

L'assoluta carenza di questa vasta categoria di persone ipovedenti, dislessici, ecc. costringe sempre i logopedisti ad avvalersi in questi casi di libri per bambini con le catastrofiche conseguenze psicologiche facilmente immaginabili: cioè l'aggiunta di un ulteriore elemento di depressione e disistima di sé in un paziente già depresso per la malattia di fondo e l'impossibilità di comunicare, un'ulteriore chiusura, quindi compromissione grave delle capacità cognitive, e quindi di apprendimento. Nel tentativo di utilizzare libri o testi c.d. "normali" il logopedista è spesso costretto ad un defatigante ed umiliante lavoro di ingrandimento della pagina con fotocopiatrice e quindi di mistificazione del rapporto abituale della persona con il libro.

Tutti i test in tutte le affezioni a carattere neuropsicologico partono dal libro, dalla pagina scritta: il barrage, i test delle matrici, i vari test nell'eminattenzione, nell'emianopsia in varie forme di agnosia ecc. Tutti i test dell'afasia prevedono numerose prove di lettura ad alta voce e scrittura. Come si è visto in ogni metodo rieducativo vero e proprio, non solo nell'attività occupazionale e consolatoria del paziente che frequenta i nostri reparti, il libro acquista una rilevanza fondamentale come supporto proprio per il reintegro vero e proprio, a tutti gli effetti, alla partecipazione sociale. Il progetto costituito dal CORPO 16 in tutti i suoi semplici dettagli e le sue caratteristiche (interlinea di separazione chiara fra le righe, carta leggera, di colore avorio, legatura in brossura cucita formato maneggevole, ecc.) acquista un'enorme rilevanza sociale, quindi politica, ma anche squisitamente sanitaria, medica rieducativa nell'accezione più attuale fornita dalle scienze del recupero.

Da EDIZIONI ANGOLO MANZONI - Prof. Dott. Maurizio BELLUCCI SESSA

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LETTURA ACCESSIBILE.

Per il piacere di leggere senza fatica.

Per chi e perché?

Il libro, così come viene immesso nel mercato, con caratteristiche di oggetto di largo consumo, non può essere fruito da tutti con la stessa facilità.

Molte persone, attratte da un libro, dopo averlo rapidamente sfogliato, rinunciano all'acquisto ritenendolo non idoneo al loro potenziale di lettura perché:

Non risulta che vi sia una ricerca sulla leggibilità fisica dei testi, sul rapporto tra pagina scritta e il potenziale visivo dei vari lettori. Le statistiche riferiscono infatti che in Italia le persone affette da problemi di vista sono oltre un terzo della popolazione: fra queste non solo gli anziani, per ovvi problemi dell'età, ma anche molti giovani per insorte patologie; affrontare la pagina scritta costa fatica, mettere a fuoco le parole, seguirne il percorso, ritrovare la riga giusta dopo ogni a capo, rappresenta già di per sé un lavorio visuale prima che concettuale. Di qui è nata la necessità di editare testi che, per le loro peculiarità, incontrino le esigenze di coloro che hanno una vista inferiore alla cosiddetta normalità.

Cos'è e com'è?

CORPO 16, con l'obiettivo di rendere agevole la fruizione e la leggibilità di opere significative nel panorama letterario e contemporaneo, si propone come collana con queste caratteristiche:

Indice 

Attestato di validazione XHTML 1.0, lincato alla pagina di verifica

Associazione Nazionale Subvedenti - ONLUS
sede legale: Via Clericetti, 22 - 20133 Milano
sede operativa: L.go Volontari del Sangue, 1 - 20133 Milano
tel/fax: 02 70 63 28 50
e-mail: info@subvedenti.it
Internet: www.subvedenti.it