Salta i menù

ANS - Associazione Nazionale Subvedenti - ONLUS

Giovedì 09/09/2010; buon giorno

Sei in: home > notiziari > settembre 2005.

Il Subvedente - settembre 2005

Indice:

IPOVISIONE:
- LE RELAZIONI PERICOLOSE.

CORSI E SEMINARI:
- TOMMASO FAMIGLIE;
- NAVIGANDO VERSO IL LAVORO;
- VEDIAMOCI AL MUSEO.

SEGNALAZIONE:
- COME PRIMA (FILM);
- GUIDA PER GENITORI, EDUCATORI E RIABILITATORI.

ANS:
- RICORDO DI MARCO BONORA.

MUSICA DA IPOVEDERE:
- IL MIO NEMICO (D. SILVESTRI).

FAVOLE DA IPOVEDERE:
- IL SEMAFORO BLU (G. RODARI).

COMUNICATO STAMPA:
- DISABILITA' E TEMPO LIBERO.

IPOVISIONE.

LE RELAZIONI PERICOLOSE
Imbarazzate e imbarazzanti.

Nuovo interessante dibattito dalla lista "ipovisione" (ipovisione(at)yahoogroups.com)
"Cosa pensano, provano e come gestiscono la situazione i parenti e gli amici di ipovedenti iscritti a Ipovisione"?

Riportiamo le testimonianze di alcuni ipovedenti oltre a quelle del moderatore.

Aq.b.
E' la prima volta che scrivo, vi leggo costantemente però... premetto che sono ipovedente causa retinite ormai all'ultimo stadio... 
Vorrei sottoporvi un problema che sto riscontrando negli ultimi mesi: da quando sono peggiorata notevolmente (tanto ormai da vedere poco più che ombre), le persone mi chiedono spesso se sono arrabbiata o se sono triste; a volte evitano di parlarmi perchè pensano che io voglia stare sulle mie, ma non è così! Non capisco: è forse perchè non vedendo se effettivamente le persone si stanno rivolgendo a me io evito di parlare? oppure se sono particolarmente distratta da suoni o sto cercando di capire dove mi trovo, il mio sguardo è assente? Come posso fare? mi sembra che piano piano mi stia isolando... eppure sono sempre stata una persona molto allegra e solare non capisco perchè do quell'impressione!
Ormai moltissime persone, specialmente quelle che mi conoscono, pensano sempre che io sia triste o quanto meno lunatica...Tanti invece, malgrado sappiano le mie difficoltà perchè ampiamente spiegate, per imbarazzo ormai evitano di parlarmi o di segnalarmi qualcosa...

M.
capisco perfettamente !
Ogni tanto mi si chiede: "oggi se più triste degli altri giorni, oppure sei più stanco..."
Io cerco di reagire nella maniera più positiva possibile, ma le persone anche quelle più vicine fanno fatica ad abituarsi; solo l'altro giorno ho avuto una reazione violentissima con i miei perchè continuavano ad insistere sull'acquisto di una confezione di latte il cui tetrapack risultava assolutamente inaccessibile, in quanto l'apertura doveva essere fatta con delle forbici. 
Loro l'hanno acquistato in buona fede, senza riflettere sulle conseguenze. E pensare che mi conoscono fin dalla nascita e le condizioni non sono cambiate. 
Io credo ci voglia molta forza di volontà e tanta pazienza: bisogna comportarsi normalmente e credo che le persone capiranno, e poi credimi uno strattone nei loro confronti non fa male.

F.
Anche a me fanno spesso quel genere di domande, inoltre io sono piuttosto infastidito dalla luce ed è facile che questo mi provochi delle smorfie. Questo, non so come, non mi ha mai preoccupato. Penso che il mio aspetto sia quel che sia, anzi sono un po' disincantato da tutti i sorrisoni che molti regalano, rimanendo poco disponibili in tutti i sensi. Io in genere, rispondo, descrivendo esattamente ciò che mi passa per la mente in modo che la persona che mi ha chiesto, se vuole, possa cominciare ad associare un mio atteggiamento con una data situazione. Per il resto, ultimamente, dovrei invece dire che preferisco essere burlone ed ironico con i colleghi di lavoro.

MODERATORE.
La questione posta non è in effetti mai stata trattata in lista o almeno non in modo così esplicito.
In un precedente messaggio sottolineavo come gli oculisti si rivolgano spesso agli accompagnatori dei disabili visivi invece che ai diretti interessati o di come, durante il servizio "Tommaso!", gli accompagnatori rispondano al posto dei diretti interessati.
Si tratta forse di altri aspetti dello stesso problema.
Forse le ragioni che provocano l'esperienza da te tracciata sono da ricercarsi sia nella persona che perde le capacità visive, sia in chi gli è accanto. L'imbarazzo e il disorientamento dei colleghi e l'imbarazzo e il disorientamento dei diretti interessati si sommano in un cocktail esplosivo...
In certe circostanze credo debba essere il diretto interessato a farsi carico della comunicazione con gli altri, esprimendo le proprie difficoltà, i bisogni e le aspettative, anche in modo ironico, tale da alleggerire il disagio altrui. Questo approccio è naturalmente pregiudicato dal fatto che spesso è il diretto interessato stesso a dover fare un percorso di accettazione e adeguamento rispetto alla condizione visiva.
Anche in questo caso, comunque, non si può pretendere che a causa della sopravvenuta disabilità tutto ci sia dovuto; è chi si trova in condizioni anomale a dover propiziare la normalità di relazione; non è pensabile il contrario, se non altro perché è chi ha perso in capacità visiva a conoscere la normovisione...
La mia ipovisione congenita non mi consente di avere esperienze dirette rispetto a quanto raccontatoci da M. In ogni caso credo che riuscire a trovare gli strumenti per aiutarsi sia il miglior modo per essere aiutati.
Spero che possano comunque arrivare altre esperienze in proposito;
l'argomento è interessante.

My.
....personalmente, diciamo che non ho particolari problemi con nuove persone in quanto fin da subito segnalo eventuali difficoltà o quanto meno all'occorrenza cerco di intervenire quando capisco che sono a disagio nel comunicare con me... 
Il problema più grosso lo incontro proprio con chi mi conosce bene. Essendo abituati al fatto che vedevo, anche se non benissimo, il viso dell'interlocutore, mentre ora mi trovo a percepire solo delle immagini, questo spesso fa sì che molto probabilmente il mio viso assuma delle smorfie. Queste per me non sono altro che un modo per cercare di identificare chi ho di fronte o quanto meno cercare di capire quale gesto abbia fatto; questo davvero mi sta praticamente isolando. La cosa brutta è che i miei interlocutori pensano che sia triste o depressa, ma non è così! 
Come ovviare a tutto ciò?
Alcuni addirittura mi evitano a volte proprio perché non sanno come comunicare con me, perché dicono che spesso non rispondo... Io gli ho detto: "... ma hai provato semplicemente a chiamarmi per nome quando ti rivolgi a me?" Tanti mi rispondono: "Beh, non ci avevo pensato!". Altri invece mi confessano che non riescono e quindi evitano.
Partiamo dalla consapevolezza di avere sì una minorazione visiva, ma a non farne un'arma o uno scudo contro il mondo. Dobbiamo solo cercare di vivere al meglio...Come fanno tutti, del resto! No?

M.
Tu dici: "Partiamo dalla consapevolezza di avere sì una minorazione visiva, ma a non farne un'arma o uno scudo contro il mondo. Dobbiamo solo cercare di vivere al meglio... Come fanno tutti del resto! No?"
Io sono ipovedente dalla nascita con un tipo di menomazione visiva fortunatamente stabile, che mi fa condurre una vita sostanzialmente normale.
Certo ogni tanto sono stressato in quanto tutto quello che faccio mi affatica di più, per esempio qualche tempo fa mi veniva consegnato dal barbiere/parrucchiere uno specchio e mi veniva chiesto se ero soddisfatto del taglio che mi aveva fatto. 
In un primo momento la "reazione istintiva" era quella di urlargli dietro ricordandogli il mio problema, poi ho contato fino a dieci, e con santa pazienza gli ho spiegato la cosa. L'interlocutore non sapeva cosa dirmi, in quanto non si ricordava più, ed allora per scusarsi mi ha scontato un po' il prezzo del suo servizio.
Tutto questo per dire che dobbiamo avere pazienza, ironia, e forza. Lo so che non è facile, io credo che noi dobbiamo ispirare fiducia e normalità nei nostri interlocutori.
Nella nostra società, soprattutto in Italia, si bada modo all'estetica; tutto quello che è non conforme allo standard incute timore o suscita un atteggiamento pietistico.
Dobbiamo essere come gli altri nella nostra diversità senza però
approfittare in maniera negativa della nostra situazione.

[continua nel prossimo numero...]

Indice 

CORSI E SEMINARI.

Un progetto per le famiglie e con le famiglie
(progetto Legge 23/99 anno 2004).

A partire dal 12 marzo 2005 l'ANS ha organizzato una serie di incontri con le famiglie con l'intento di creare una rete di collaborazione tra soggetti che vivono nel quotidiano le problematiche relative alla disabilità visiva ed hanno acquisito competenze individuali di "vita vissuta" attraverso percorsi diversificati, competenze che possono diventare patrimonio di nuove abilità da aggiungere alle ricchezze soggettive di ciascuno, trasformandole in offerta formativa per gli altri.

Argomenti degli incontri:
- le patologie visive nei loro aspetti funzionali; 
- la riabilitazione visiva, l'autonomia e l'orientamento;
- le tappe dello sviluppo psicofisico del minore con disabilità visiva;
- gli ausili assistivi ottici ed elettronici;
- le relazioni: stili e strategie comunicative, comunicazione verbale e non verbale;
- le relazioni intra ed extra familiari;
- la normativa riguardante l'handicap in generale e la disabilità visiva in
particolare (aspetti socio-sanitario, socio-assistenziale, fiscale, scolastico, lavorativo);
- l'integrazione scolastica e sociale;
- i servizi esistenti sul territorio;
- le esperienze delle famiglie per le famiglie;
- una rete di mutuo aiuto e suddivisione dei compiti (come scambiare
esperienze, accomunare bisogni ed esigenze).

Gli incontri si sono tenuti:
- a Milano, presso la sede operativa dell'ANS;
- a Pavia, con la collaborazione dell'associazione ANFFAS e
dell'Amministrazione Provinciale "Servizio per l'Integrazione Scolastica non vedenti e ipovedenti"; 
- a Bergamo, con la collaborazione del "Centro Educazione Visiva".

Mentre a Milano, per ragioni di spazio, si è dovuto contenere il numero dei partecipanti, Bergamo e Pavia hanno potuto soddisfare le numerose richieste pervenute (fino a 30 partecipanti agli incontri di Bergamo ed altrettanti a Pavia in alcune giornate). Le persone che si sono incontrate di volta in volta, mettendosi in gioco senza censure, hanno potuto portare le loro esperienze, condividere problemi e soluzioni, sentirsi meno "unici" (come qualcuno pensava di potersi definire), scoprire aspetti e problematiche sui quali non si era soffermato a riflettere.

Essendo le tematiche affrontate le più diverse, gli argomenti sono stati affrontati in modo non esaustivo, lasciando 'curiosità' insoddisfatte. Alla voce "tempi di realizzazione" del questionario di gradimento, la maggioranza ha spuntato la voce "sufficiente", ma si è sentito in dovere di giustificarsi. Il giudizio che potrebbe suonare critico per gli organizzatori sta, in realtà, a significare che sarebbe stato gradito un tempo più congruo a ciascuna tematica affrontata.

Fra i tanti problemi che si devono quotidianamente affrontare, quello della burocrazia è tra i più ardui, soprattutto se riferito ad una utenza le cui difficoltà sono spesso dissimulate da un comportamento apparentemente molto vicino alla norma. Molti utenti hanno suggerito un eventuale prossimo seminario monotematico, incentrato esclusivamente sulla normativa di categoria; molto graditi sarebbero incontri guidati alla presenza di uno psicologo per soddisfare l'esigenza di supporto psicologico sentita da molti genitori.
Buono è stato anche il riscontro di alcuni media, per es. a Bergamo dove l'iniziativa è stata raccolta da L'Eco di Bergamo e da Bergamo TV (www.subvedenti.it/Diconodinoi.asp).

Su un totale di 85 partecipanti si è riscontrata la seguente tipologia di utenti:

Genitori................ 53 - 63%.
Insegnanti, Assistenti.. 14 - 16%.
Operatori.................7 -  8%.
Ipovedenti...............11 - 13%.

S. B.

Indice 

CORSI E SEMINARI.

Corso NAVIGANDO VERSO IL LAVORO.

Percorso di formazione informatica per ipovedenti con utilizzo di tecnologie assistive.

Con il contributo della Microsoft e la collaborazione della Fondazione Adecco, nei mesi di aprile, magio e giugno, si è svolto a Milano, organizzato dall'ANS, il corso in oggetto al quale hanno partecipato 8 corsisti ipovedenti, per un totale di 84 ore di lezione.

Obiettivo del corso: Acquisizione di competenze professionali dell'area informatica e di competenze trasversali finalizzate ad un proficuo inserimento lavorativo.
Contenuti:

I fase: preparazione alla patente ECDL Start (30 ore);
II fase: Foglio elettronico (Excel) / Basi di dati (Access) (38 ore);
III fase: Organizzazione aziendale; Comunicazione interpersonale; Tecniche di ricerca del lavoro.

Gli allievi in generale hanno evidenziato una buona capacità di apprendimento degli argomenti trattati e si sono rivelati sufficientemente in grado di trovare soluzioni alle varie problematiche, potenziando via via la conoscenza del significato delle varie operazioni di base e l'importanza di un utilizzo più consapevole della strumentazione.

A tutti è stato comune l'interesse e il desiderio di ampliare le conoscenze che si sono esplicitati con il porre quesiti e, per alcuni allievi, con la disponibilità ad esercitarsi anche in ambito domestico.
Le caratteristiche visive sono state variamente potenziate utilizzando le diverse possibilità di visualizzazione offerte dal sistema operativo nonché un'idonea formattazione del testo; altri allievi hanno utilizzato sw ingrandenti forniti di sintesi vocale.

In aggiunta al corso di informatica che si è concluso con una giornata di esami per la patente ECDL, 4 incontri di orientamento professionale hanno avuto lo scopo di mettere il gruppo a conoscenza delle dinamiche del mondo aziendale e al corrente delle competenze trasversali (comunicazione interpersonale, atteggiamento propositivo verso una formazione continua, adattabilità, consapevolezza di sé nel gruppo) richieste da un inserimento "professionale"in questo ambito.

docenti di informatica: Marco Freddi e Barbara Alfarano
Tutors: Carla Bagliani, Monica De Fazio, Margherita Russo

Indice 

CORSI E SEMINARI.

VEDIAMOCI AL MUSEO
Incontri culturali e visite guidate in Milano

Premessa:
Gli ipovedenti sono persone con gravi disabilità visive, ma con un visus residuo che sono abituati ad utilizzare; essi incontrano notevoli difficoltà nell'accedere ai musei, per le continue barriere percettive imposte dalle loro diverse patologie e dalla scarsa organizzazione percettiva delle strutture museali stesse.

Inoltre, le diverse modalità percettive richiedono tempi più lunghi per analizzare i particolari delle immagini e ricostruirne l'insieme; non è dunque sufficiente essere in prima fila (l'aggregazione ad un gruppo con guida, ad esempio, vanifica il piacere estetico offerto dall'opera d'arte).
Le scritte illustrative sono spesso indecifrabili per le dimensioni dei caratteri.

Finalità:
Rendere fruibile musei o percorsi culturali in Milano, mediante interventi mirati.

Incontri:
Nei mesi di aprile-maggio si sono svolti incontri culturali e visite guidate (3 ore c.a.) così suddivisi: due incontri presso la sede ANS su Milano e la sua storia:

  1.  "La nascita della Città" 
  2.  "Dalla caduta dell'impero Romano alla nascita del Comune"

Sono stati descritti i principali aspetti storici urbanistici della città, come preparazione all' interpretazione dei monumenti e delle opere d'arte 

Tre Visite Guidate in città:

  1.  Milano Romana. Principali edifici del periodo Romano "San Lorenzo/Colonne/Scavi/Avanzi del Circo/Sant Ambrogio/
  2.  Milano Comunale. "Basilica di Sant'Eustorgio,scavi Romanici/Arca di San Pietro/Cappella Portinari."
  3.  Milano Ducale. " San Babila/chiesa di San Gottardo in Corte/Duomo/Broletto/Castello Sforzesco.

Partecipanti:
Piccoli gruppi (max.6/8 persone ipovedenti con 3 accompagnatori di cui 1 tutor per disabili visivi e un esperto d'arte).

Conclusioni: Altissimo è stato il livello di apprezzamento per l'iniziativa soprattutto per la competenza e disponibilità del maestro d'arte Francesco Sugamosto.

Onoria Neri

Indice 

SEGNALAZIONE.

COME PRIMA.

Un film sull'adolescenza e la diversità.

una produzione
Associazione Culturale Cinemaindipendente.it 
Officina Film

"...quando sento un adulto rimpiangere i tempi della sua infanzia,
tendo a credere che abbia una pessima memoria..."

François Truffaut - regista

IL FILM

Andrea ha 17 anni, vive a Milano in un quartiere popolare. A causa di un incidente in motorino, diventa tetraplegico.
Dopo circa un anno di terapia e riabilitazione in ospedale, è il momento di ricominciare a vivere: Andrea torna a casa, riscopre gli ambienti che gli erano familiari, il suo quartiere, la sua casa, la sua stanza di adolescente come tanti. Tutto gli sembra cambiato, ostile, diverso.

Solo le persone che gli sono state sempre vicine sono rimaste le stesse; attente e affettuose concentrano tutti i loro sforzi per far sì che tutto sembri uguale, vivibile, "come prima": sua madre, suo fratello, il suo migliore amico e la sua ragazza.

Inizia un percorso di accettazione e di consapevolezza per Andrea e per chi gli sta intorno.
Con molta fatica, Andrea cerca di ricostruire i rapporti umani con il mondo che lo circonda, scontrandosi con l'ignoranza, la paura e i disagi.

Lo scontro più duro coinvolge suo padre: lontano già da qualche anno dalla famiglia, torna "per dovere" accanto ad Andrea.

Egli crede di poter metter da parte la propria depressione concentrandosi sui problemi di suo figlio; non comprende però i sentimenti e i bisogni del ragazzo.
Nonostante gli sgomenti, gli episodi spiacevoli e le difficoltà, Andrea capirà che varrà la pena di lottare e di crescere, con la sua famiglia e i suoi amici.

COME PRIMA in TOUR
PROGETTO DI DISTRIBUZIONE ALTERNATIVA
PER SCUOLE, TEATRI, CINEMA, CENTRI CULTURALI, ASSOCIAZIONI

Come prima è un film che, a causa della durata (60') e del supporto di proiezione (digitale), non trova spazio nel circuito distributivo tradizionale, quello dei cinema nei quali si proiettano film in pellicola 35mm.

Come accade per tutto il cinema sociale, Come prima è nato con l'obiettivo di raggiungere il maggior numero di persone; è un film che affronta il tema della disabilità in maniera pragmatica e che vuole scontrarsi e incontrarsi con il pubblico, non solo di settore, ma con tutti coloro che desiderano conoscere ed emozionarsi di fronte ai personaggi che ci raccontano il dramma di Andrea, della sua famiglia e dei suoi amici.

Abbiamo pensato così che il nostro film potesse iniziare, anche senza alzarsi in piedi, a vivere comunque di vita propria, aiutato da noi e soprattutto spinto da chi vuole portarlo nella sua città.
Come prima Tour è un'iniziativa aperta a tutte le istituzioni, enti, associazioni e scuole che vogliano aggiungersi ad un progetto di distribuzione alternativa per diffondere un'idea di cinema dichiaratamente non convenzionale.

L'idea del Tour, infatti, è pensata per sfruttare al massimo la capacità del cinema di introdurre i temi trattati offrendo un punto di vista, sì personale, ma in grado di creare un'immedesimazione forte nei personaggi. La storia di Andrea offre profonde riflessioni su cosa si intenda per disabilità e diversità nell'immaginario comune. E' sopratutto per questo che abbiamo avuto un sorprendente riscontro non solo da realtà legate el cinema, ma anche da enti e associazioni che hanno organizzato proiezioni pubbliche con dibattito, e da scuole che hanno adottato il film come materiale didattico.

Oltre alla proiezione del film è inoltre possibile organizzare un incontro con gli autori, con lo scopo di aprire il dibattito e rispondere alle domande sulla sua realizzazione e sulla tematica affrontata.
Per proiettare Come prima nella tua città, associazione o scuola contattaci!

COME PRIMA
un film sull'adolescenza e la diversità

SITO WEB
www.cinemaindipendente.it/comeprima/ 
UFFICIO STAMPA
Cinemaindipendente.it
via Veneziano, 5 - Milano.
Tel. 02 56 96 469.
Fax 02 700 512 575.
e.mail comeprima(at)cinemaindipendente.it

Responsabile progetto
Giuditta Tarantelli
cel 347 91 55 194

Indice 

SEGNALAZIONE.

"Il bambino con deficit visivo:
comprenderlo per aiutarlo.
Guida per genitori, educatori e riabilitatori".

di Maria Luisa Gargiulo, Ed. Franco Angeli, Euro 18,00

E' "...uno strumento fondamentale per genitori, operatori e insegnanti
coinvolti nella problematica della minorazione visiva (non vedenti e ipovedenti) in età infantile e adolescenziale."

Sono illustrati criteri-guida per:
- affrontare le problematiche della crescita, dell'educazione e della riabilitazione;
- gestire la comunicazione e la relazione;
- organizzare attività di scoperta, di orientamento, di apprendimento.

Il libro affronta le problematiche legate all'ipovisione con particolare attenzione ai processi percettivi e di conoscenza dell'ambiente.

Sono inoltre trattati gli aspetti inerenti la relazione d'aiuto e le barriere della comunicazione.
Afferma l'autrice: "Ho pensato a questo libro, non come ad un manuale che racchiuda tutto quello che si dovrebbe sapere, né come una raccolta degli studi e dei risultati conseguiti fino ad ora e presenti nella letteratura scientifica. L'ho immaginato come uno strumento di approfondimento e di riflessione su alcuni argomenti specifici che, secondo la mia esperienza, oramai molto più che decennale, sono spesso fonte di preoccupazione, di interesse, di dubbio e di cui manca assolutamente una mappa cognitiva semplice e pratica".

Come ha scritto Salvatore Nocera nella sua recensione al libro "se il compito dei genitori è sempre difficile, quello dei genitori di bimbi con deficit visivo è assai più complesso e trae certamente giovamento dall'avere accanto una persona che, come Maria Luisa Gargiulo, ha vissuto in prima persona tali problemi ed aiuta a superarli, orientando verso la meta fondamentale dell'educazione che è quella della conquista dell'autonomia personale dei propri figli e dei propri alunni."

Maria Luisa Gargiulo esercita la professione di psicologa e psicoterapeuta ed è esperta nel settore tiflologico, ossia quello della minorazione visiva. Da anni opera a Roma ed in tutt'Italia come consulente, formatore e supervisore di numerosi progetti integrati riguardanti bambini e ragazzi con
deficit visivo. Ha ricevuto il Premio Minerva ed il Prometeo d'argento dal Presidente della Repubblica nel 2001. Si occupa di progetti formativi, di integrazione scolastica, di formazione alle attività sportive, di problematiche connesse alla mobilità autonoma ed alle barriere percettive.

Indice 

ANS.

RICORDO DI MARCO BONORA.

"Nessun uomo è un'isola
intero in se stesso
ogni uomo è un pezzo del Continente
una parte della terra
se una zolla viene portata via dall'onda del mare la terra ne è diminuita
come se un promontorio fosse stato al suo posto
o una magione amica o la tua stessa casa.

Ogni morte d'uomo mi diminuisce,
perché io partecipo dell'umanità.
Così non mandare a chiedere
per chi suona la campana:
essa suona per te".

(John Donne 1624)

Marco ci ha lasciato una mattina di giugno e con lui se ne va un pezzo di ANS.
Era arrivato in ANS all'inizio degli anni '90, forse 1992; è stato per più di dieci anni consigliere e nonostante lo incontrassimo solo o quasi in occasione delle assemblee la sua pacatezza, sobrietà, serietà di argomenti e iniziative invitavano tutti alla fiducia. Noi della vecchia guardia ricordiamo con nitidezza il primo incontro, con i vistosi binocoli montati sugli occhiali; era andato da Sassuolo negli USA per farseli fare (se non ricordo male); li portava per la strada con la massima disinvoltura, gli permettevano di raggiungere 9/10, in virtù dei quali era riuscito ad ottenere anche la patente. Suo padre, mi diceva, gli aveva insegnato sin da bambino le regole della strada e della convivenza civile. L'auto, mai più di 40 orari, mai di sera, mai con la pioggia, gli serviva per spostarsi da Sassuolo e incontrare gli amici; più tardi una commissione medica inflessibile gli revocò la patente.
Provò a fare ricorso ma non permise a questa decisione di rovinargli l'esistenza. Era attivo nel comitato dei Verdi per la salvaguardia del paesaggio della sua regione. Per l'ANS era andato a Roma dai dirigenti delle Ferrovie dello Stato per l'abbattimento delle barriere percettive sui treni e nelle stazioni; ci aveva aiutato a fare le foto per il convegno del 1997.
Era ancora con noi all'assemblea del 9 aprile e di lui ci rimangono delle belle foto scattate in un momento felice all'inaugurazione della nuova sede ANS nell'ottobre del 2004.
Come dice John Donne "ogni morte d'uomo ci diminuisce", quella di Marco in particolare.
Un pensiero commosso ai genitori da parte dell'ANS.

Carla Mondolfo

RINGRAZIAMENTO
Un ringraziamento dall'ANS a Roberto Ferrarini e agli amici di Marco che hanno voluto ricordarlo con una donazione all'associazione Subvedenti.

Di seguito riportiamo alcuni messaggi di partecipazione e solidarietà di amici e associati ANS.

"Per le ragioni espresse da Carla non ho conosciuto più di tanto Marco; ricordo di essere andati insieme, con Barbara e Margherita, verso la stazione di Lambrate dopo l'ultima assemblea.
Mi associo alla commozione e al dolore di tutti."

FraFra

"Ho visto solo una volta Marco Bonora e purtroppo non ho avuto il piacere di conoscerlo meglio, sono molto addolorata per la sua perdita e mi unisco a tutti voi per le mie più sentite condoglianze alla famiglia."

Carla Bagliani

"...mi aveva detto mille volte che si sarebbe comprato un pc e che avrebbe
imparato ad usare la posta elettronica cosi' non avrei dovuto leggergli interi documenti al telefono...ma proprio grazie a queste telefonate ho potuto conoscere il Marco che descrive Carla. E' stata una persona splendida...ricorderò sempre la sua simpatia e la sua disponibilità..."

Maria

"Come molti iscritti all'ans milanesi, avevo la possibilità di godere della 
simpatica compagnia di Marco solo alle assemblee o in pochissimi altri momenti 
di ritrovo organizzati dall'associazione.
Ongi volta che lo incontravo sembrava ci fossimo visti solo qualche giorno 
prima, e non magari mesi prima.
Ed ogni votla aveva sempre qualcosa di curioso di raccontare, come ad esempio i suoi viaggi più o meno reali e più o meno fantastici...
Era un piacere ascoltarlo...
...Fortunato sarà chi potrà ascoltarlo e stargli accanto ora...
ora lascio posto al silenzio e perchè no anche a qualche lacrima...
sentite condoglianze alla famiglia ed ai suoi cari tutti."

Monica De Fazio

"Ciao a tutti,
molte cosa sono già state dette su Marco Bonora.
Alcune di esse non le sapevo nemmeno tanto poco lo conoscevo.
La mia esperienza con Lui è stata un viaggio in treno Milano-Modena dopo una riunione dell'ANS nel 2002.
Un breve tempo, 2 ore circa: a volte però vale molto se vissuto intensamente adissertare piacevolmente sui trasporti ferroviari attuali e futuri, che servì tantissimo a conoscere meglio la persona."

Paolo

"Mi unisco al cordoglio ed al dolore di tutte le persone che hanno conosciuto
Marco. Non ricordo di averlo conosciuto ma dalle parole di Carla,
traspare una bellissima persona. Condivido il dolore per la perdita e mi
fermo qui, osservando un rispettoso silenzio e porgendo le più sentite condoglianze
Un abbraccio"

Bruno

Anche io, sono rimasto molto colpito per quello che è successo a Marco; ringrazio Carla e gli altri amici che mi hanno permesso di conoscere
Marco, sempre fin troppo corretto e composto nella sua sentita indignazione, e purtroppo sono sicuro di pensare a lui ora tutte le volte
salirò sulla mia bici.
Ciao Marco

Francesco Pezzino

Indice 

MUSICA DA IPOVEDERE.

Il mio nemico..

(cantata da Daniele Silvestri)

leggi il testo alla pagina: www.subvedenti.it/Ipomusica.asp#Nemico 

Indice 

FAVOLE DA IPOVEDERE.

Il semaforo blu.

(da "Favole al telefono" di Gianni Rodari)

leggi il testo alla pagina: www.subvedenti.it/Ipofavole.asp#blu 

Indice 

TEMPO LIBERO.

Disabilità e tempo libero
Metodologie, strategie e buone prassi
di un Servizio per il Tempo Libero.

Stefano Fava e AIAS Milano Onlus, Euro 15,00 - pp. 128.

Il tema della disabilità e del tempo libero costituisce un terreno di grande attualità ed interesse, ma ancora poco esplorato.

Infatti, benché negli ultimi anni la disabilità e i molteplici aspetti e problemi ad essa legati siano stati oggetto di crescente attenzione, la maggior parte degli interventi è stata per lungo tempo - e lo è tuttora - indirizzata soprattutto all'ambito del «necessario», vale a dire a quegli aspetti che si ritengono essenziali e prioritari, come la terapia, la riabilitazione, la rieducazione ecc.

Il volume propone, da un punto di vista pratico e concreto, l'esperienza maturata da un servizio sociale che opera da più di dieci anni nel campo dell'organizzazione del tempo libero per le persone disabili: il Servizio Tempo Libero dell'Associazione Italiana Assistenza Spastici Onlus (AIAS) di Milano.

La filosofia di questo Servizio si fonda sulla visione globale della persona disabile come portatrice di istanze, bisogni, desideri, aspirazioni al pari di tutti gli altri individui, e quindi anche del bisogno, trascurato o inaccessibile, di fruire e poter godere del proprio tempo libero, nella misura del possibile: viene cioè riconosciuto il valore del tempo libero come spazio di crescita individuale e culturale, che si traduce, di fatto, nella prevenzione di emarginazione, isolamento ed invisibilità sociale.

In tale contesto è stata sviluppata nel tempo una metodologia innovativa, efficace e flessibile, in grado di venire incontro alle richieste dell'utente e di promuoverlo come soggetto che opera attivamente le proprie scelte.

Particolare attenzione è data al contributo dei volontari, che si muovono in sinergia con gli operatori; il loro ruolo non è solamente quello di permettere lo svolgimento delle attività, ma anche e soprattutto di entrare in relazione con la persona disabile, nel quadro di rapporti interpersonali non precostituiti e artificiali, ma improntati alla spontaneità e all'immediatezza.

Le riflessioni ed esemplificazioni contenute in questo volume saranno perciò utili a educatori, operatori del sociale, animatori, volontari, specialisti della riabilitazione.

Stefano Fava, educatore professionale, lavora nell'ambito dei servizi alle persone disabili dal 1986; dal 1996 è dipendente dell'AIAS Milano Onlus - Servizio Tempo Libero di cui, dal 2001, è il responsabile. Dal 2003 è anche Responsabile Didattico della Formazione.

EDIZIONI DEL CERRO
Via delle Orchidee, 17 - 56018 Tirrenia (PI)
Tel. 050 37 522
fax 050 37 455
Web www.delcerro.it 
e-mail info(at)delcerro.it

Indice 

inizio pagina


Attestato di validazione XHTML 1.0, lincato alla pagina di verifica

Associazione Nazionale Subvedenti - ONLUS
sede legale: Via Clericetti, 22 - 20133 Milano
sede operativa: L.go Volontari del Sangue, 1 - 20133 Milano
tel/fax: 02 70 63 28 50
e-mail: info(at)subvedenti.it
Internet: www.subvedenti.it