ANS - Associazione Nazionale Subvedenti - ONLUS
Lunedì 06/09/2010; buon pomeriggio
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IPOVISIONE
Una carta dei diritti per i disabili visivi?
OCULISTICA
I vizi di refrazione
MODALITA' RELAZIONALI DEGLI IPOVEDENTI
E se qualcuno mi fa l'occhiolino?...
LETTURA ACCESSIBILE
- "Progetto Lettura Agevolata"
- Libri a caratteri grandi
SPORT E DISABILI
- Convegno
"Sport Exhibition 2000
- A.I.A.S Milano: a tempo di handicap
RECENSIONI
Un bambino da incontrare
COMUNICATO STAMPA - U.I.C. Roma
LEGISLAZIONE
- Accertamento di invalidità in Lombardia
- Provvidenze economiche per l'anno 2001
Sottoponiamo all'attenzione dei nostri lettori una prima ipotesi di "carta dei diritti del paziente ipovedente", proposta da L.V.A Low Vision Academy-Italy e pubblicata sul n.3/2000 di Oftalmologia Sociale, a cura di N. Pescosolido, R. Rosa, V. Pescosolido dell'Istituto di Oftalmologia dell'Università "La Sapienza" di Roma, diretto dal prof. C. Balocco-Gabrieli.
Secondo le indicazioni suggerite, il paziente deve:
Lo scopo di questo 'decalogo' è triplice:
Dal canto nostro, come associazione che da un trentennio si occupa di problematiche legate all'ipovisione ed in particolare alla gestione di questa disabilità nel quotidiano, non possiamo che accogliere con favore questa iniziativa.
L'argomento è sempre stato oggetto di dibattito da parte dei nostri associati, e l'A.N.S. ha cercato di renderlo pubblico già nel lontano ottobre 1994, organizzando a Milano un convegno dal titolo "Il subvedente dopo la diagnosi". Siamo dunque lieti che oggi anche i medici prendano coscienza di questi disagi se sono giunti ad affermare che " non è giusto che l'oculista abbandoni il paziente alla fine del trattamento medico dicendo non c'è più nulla da fare per lei. L'oculista deve fornire questi servizi o inviare i pazienti presso colleghi o centri problema ( e Associazioni, ci permettiamo di aggiungere)". che si interessano al problema.
Silva Bertolini
Miopia
Nel caso della miopia l'occhio cresce più del previsto, facendo sì che le immagini poste in lontananza si focalizzino davanti alla retina, nel corpo vitreo. La parola 'miopia' deriva dal greco e significa "occhio socchiuso": il miope infatti è conosciuto per la facilità con cui strizza gli occhi quando vuol guardare in lontananza. In compenso non ci sono problemi a vedere da bene gli oggetti da vicino, anche se a volte le persone molto miopi sono costrette ad avvicinare molto le scritte da leggere.
Essendo la miopia dovuta ad un maggior allungamento dell'occhio, è probabile che tenda ad aumentare con la crescita dell'organismo. Molto frequentemente, infatti, essa insorge dopo i 10 anni di età, durante le pubertà, e tende ad evolvere negli anni successivi.
Le cause non sono ben note, ma sicuramente entrano in gioco fattori ereditari-costituzionali e fattori ambientali.
Nei paesi industrializzati l'incidenza della miopia è sicuramente maggiore: alcuni autori attribuiscono un ruolo determinante, ma non unico, al maggior tempo che - in questi paesi - viene dedicato alla lettura e/o all'attività da vicino.
Ipermetropia
L'ipermetropia è l'opposto della miopia: è dovuta ad un occhio troppo corto rispetto al normale e, per questo, è un difetto frequente nei bambini piccoli.
Teoricamente gli ipermetropi dovrebbero vedere male sia da lontano che da vicino, perché l'immagine si focalizza dietro la retina. Per fortuna il cristallino- con uno sforzo più o meno grande - riesce a compensare almeno il difetto da lontano.
In pratica spesso l'ipermetrope è una persona che, da giovane, vede bene, ma che può stancarsi nella visione da vicino.
Astigmatismo
L'astigmatismo, infine, è un difetto dovuto al fatto che la cornea è deformata.
Normalmente dovrebbe essere di forma sferica come un pallone da calcio ma, a volte, diviene più schiacciata come un pallone da rugby.
La conseguenza di ciò è che avremo una deformazione delle immagini: saranno viste meglio le cose in una direzione e peggio in un'altra.
Per gli astigmatici lievi i disturbi sono modesti e, spesso, limitati solo ad un affaticamento visivo; per gli astigmatici elevati avremo, invece, difficoltà visive sia da lontano sia da vicino.
Spesso l'astigmatismo è presente già nei primi anni di vita e, se non corretto, può diventare molto penalizzante per la visione del bambino!
Presbiopia
La presbiopia è un difetto fisiologico: colpisce tutti dopo i 45 anni circa!
Il meccanismo di autofocus dato dal cristallino con l'età invecchia e diviene meno efficiente nel mettere a fuoco gli oggetti quanto più sono vicini.
Il problema può essere risolto con l'ausilio di semplici occhiali che, in alcuni casi, possono diventare sofisticati, quando si ricorre a lenti bifocali o progressive.
Dal Sito della
"Fondazione G. B. Bietti per l'Oftalmologia" - Roma
www.mclink.it/com/eyefoundbietti/home.htm
adattamento di Franco Frascolla
MODALITA' RELAZIONALI DEGLI IPOVENDENTI.
La tavolata era
piuttosto lunga, una ventina di persone: era difficile
intraprendere una "discussione comunitaria"! Ci siamo
dovuti accontentare di vari capannelli...
Alla fine, le partecipazioni extraregionali erano state soltanto
due, entrambe genovesi.
Ci conoscevamo - bene o male - quasi tutti, quindi non si è
perso molto tempo nelle presentazioni. Si è parlato in maniera,
a dire il vero, poco organica di ausili ottici e informatici e di
varie esperienze personali.
Ci siamo promessi un prossimo appuntamento alle Cinque Terre e/o
in Val Chiavenna, entrambi escursionistico-mangerecci...
Ma, come sempre, la cosa si è fatta interessante quando siamo
rimasti in pochi davanti a un grappino.
S., diventato ipovedente da qualche anno, ha espresso il suo
rammarico per il fatto che gli pare di perdere molte occasioni
relazionali a causa dell'impossibilità di percepire i linguaggi
del corpo: gestualità, sguardi, ecc.
Io e gli altri ipovedenti di lunga data presenti, abbiamo cercato
di far notare come anche l'ipovedente, come il non vedente,
possano affinare altre strategie comunicativo-relazionali in
grado di colmare abbondantemente le citate difficoltà.
Naturalmente la discussione si è protratta a lungo e ciascuno è
rimasto sostanzialmente delle proprie idee...
Direi però che la cosa potrebbe essere interessante da
approfondire: quanto è influente, per gli ipovedenti,
l'impossibilità di percepire i linguaggi del corpo ai fini
relazionali e quali sono le strategie compensative possibili, le
più efficaci o semplicemente le maggiormente utilizzate?
Sarebbe interessante avere il contributo di altri ipovedenti
acquisiti, ipovedenti congeniti, non vedenti (sicuramente
avvantaggiati dalla maggiore "riconoscibilità"), senza
dimenticare il parere di persone professionalmente coinvolte in
questo tipo di problematiche (mi riferisco, ad esempio, agli
esperti de "la Nostra Famiglia").
F.
Mi sono persa un
interessante pranzetto, a quanto pare!
Capisco S. quando dice "dell'occhiolino", io sono
solo una 'miopona', ma quando sono senza lenti il mondo è
davvero flou...
Tuttavia, è altrettanto vero quello che commenta C.:
c'è chi proprio non vuol vedere....
S., hai provato con il piedino?
M.
S. parlava delle occasioni perse perché non si accorge della fanciulla che gli fa l'occhiolino, però sarà il caso che ce lo facciamo raccontare direttamente da lui (e non cerchiamo poi di fare i furbi negandogli aiuto, così da avere noi un'occasione in più!........)
F.
Non nascondo la
mano, ma le mostro tutte e due.
Parlavo di messaggi non-verbali e non mi riferivo
all'occhiolino delle ragazze o per lo meno non solo. Tra
l'altro, quello, non l'ho mai notato neppure da
normovedente (fino a circa 27 anni e oggi ne ho 33).
Esiste tuttavia una profonda differenza tra il non notare e il
non potere notare.
Certo il rapporto con l'altro sesso ne risente, ma non mi
riferivo solo a quello. E' fastidioso stare ad una tavolata
e non capire se uno dei commensali parla con noi o con il nostro
vicino, perché non si vede la direzione del suo sguardo.
E' antipatico arrivare alla reception di un grande albergo
durante un viaggio di lavoro e avere difficoltà a firmare per il
check in.
E' notevolmente antipatico partecipare ad una riunione o,
peggio ancora, realizzare una presentazione al management di
mezzo mondo senza vedere lo sguardo di assenso del collega o il
dito alzato per fare la domanda da parte di un nigeriano.
Per questo e per molto di più parlavo di messaggi non verbali e
di problemi connessi.
I rapporti di tutti i giorni ne risentono e rischiano di
aumentare la nostra timidezza (errore nel quale credo non
dovremmo cadere...)
Tuttavia credo che le nostre potenzialità siano enormi....
Il rischio di confrontarci tra noi su questi temi è quello di
parlare solo di 'sfighe', mentre a me piacerebbe che tra noi si
traesse energia per affrontare meglio il mondo.
E quindi, secondo me, è molto importante parlarsi, frequentarsi
e conoscersi quanto più in profondità è possibile
Grazie e scusate se sono stato troppo enfatico ma questi sono
temi ai quali tengo molto e che mi toccano molto in profondità.
S.
A proposito di
messaggi non verbali...
Io sono ipovedente da quando avevo quattro anni, per cui posso
dire da sempre.
Il problema di questi messaggi, che riguardano i rapporti
ipovedenti/nonvedenti con persone vedenti, è crudelmente
semplice: messaggi non verbali io li posso mandare ma non
ricevere.
Quindi mi brucio le occasioni ma... SOLO CON PERSONE CHE NON
HANNO LA SENSIBILITA' DI COGLIERE QUESTA MIA MANCANZA DI RICEZIONE
Certo, non è una spiegazione che deve consolare.
L.
Il Comune di Venezia ha varato un progetto che mira a creare un punto informativo, a disposizione dei disabili della vista, riguardante mezzi e strumenti necessari a garantire la possibilità di realizzare concretamente il loro primario diritto alla lettura e all'informazione, quindi all'accrescimento culturale e all'integrazione sociale.
PREMESSA
Una premessa necessaria alla descrizione del Progetto Lettura Agevolata riguarda alcune considerazioni sulla consistenza del problema "disabilità visiva", così come si presenta oggi e in prospettiva.
Per l'Organizzazione Mondiale della Sanità sono considerati ipovedenti i soggetti con un visus corretto (ottimizzato attraverso l'uso di lenti) compreso tra 1/20 e 3/10 e ciechi quelli con un visus inferiore ad 1/20. Pur non essendo disponibili dati aggiornati sulle percentuali dei disabili visivi, certamente la situazione è in continuo peggioramento, sia per il progressivo invecchiamento della popolazione (un anziano su tre è ipovedente), sia per fattori legati all'ambiente. Va sottolineato che la condizione di "disabilità visiva" spesso è indotta e aggravata da una complessità di condizioni oggettive, molte delle quali create dall'ambiente sociale. A cominciare, ad esempio, dall'inadeguatezza di quasi tutti gli strumenti di comunicazione (giornali, libri, riviste, manualistica, cartellonistica, segnaletica, pagine web, prodotti multimediali, ecc.), i quali rendono faticoso e scoraggiante lo sforzo di lettura ad una sempre più vasta parte di utenti ridotti in questo modo a livello di disabili.
E' certo che il problema dell'ipovisione viene scarsamente considerato, in quanto si tende a distinguere in maniera netta il non vedente dal perfettamente vedente, rendendo particolarmente difficile l'integrazione dei "ciechi sociali" nel mondo dei cosiddetti "normovedenti". Appare quindi necessario che il lavoro di informazione e di sensibilizzazione sia svolto, in primo luogo, dalle istituzioni pubbliche per far sì che questa problematica entri a far parte della vita sociale, che riguardi cioè tutta la comunità, evitando così l'isolamento di quelle persone che spesso non possono, per ragioni oggettive, trovare risposta all'interno delle organizzazioni rappresentative dell'handicap visivo, costrette a rimanere disinformate anche a causa di uno scarso riscontro di tipo culturale, che preclude automaticamente l'accesso ai canali informativi peraltro oggi obiettivamente disponibili.
Ciò premesso, va evidenziato che esiste nella realtà quotidiana un importante gruppo di soggetti ipovedenti - senz'altro superiore ai dati ufficiali - al quale il progetto comunale intende rivolgere il lavoro di informazione al fine di costituire dei preziosi presidi preventivi e di aiutarli ad utilizzare al meglio le residue capacità percettive; esiste anche una quota rilevante di soggetti non vedenti verso i quali dovrà essere focalizzato un lavoro di informazione sulle possibili risorse ed ausili esistenti, attraverso i quali l'handicap può essere in parte compensato. Facendo un paragone con il problema dell'abbattimento delle barriere architettoniche, è noto come esso abbia avuto bisogno di una battaglia di decenni per entrare prima nella coscienza sociale comune, diventare poi legge ed infine concretizzarsi in un nuovo modo di progettare e costruire.
In sintesi, oggi, anche se assistiamo ad una costante crescita ed evoluzione dell'offerta, gli strumenti compensativi, i prodotti multimediali, la rete, continuano ad essere scarsamente accessibili.
I motivi non sono né di tipo tecnico, né di ordine economico, riguardano bensì essenzialmente l'approccio culturale, la conoscenza e la sensibilizzazione.
In questo quadro è impensabile definire con certezza criteri rigidi o norme dettagliate per stabilire se un prodotto destinato a fornire informazioni è o meno accessibile a tutti: infatti tra tutte le variabili sono estremamente importanti quelle individuali, nel senso che quello che è facilmente accessibile per una persona può non esserlo per un'altra. Questa, che potremmo chiamare "accessibilità funzionale", dipende in modo determinante anche dalla struttura e dall'organizzazione delle informazioni che devono essere flessibili ed alternative alle varie esigenze. Proprio per questo ampio spettro di possibilità il Progetto Lettura Agevolata si pone come osservatorio pronto a ricevere e divulgare tutti gli stimoli e le indicazioni operative che possono mirare all'integrazione sociale e all'accrescimento culturale dei disabili della vista e non.
Di fatto, con la proposizione "lettura agevolata", si vogliono riassumere ed identificare tutte le caratteristiche tecniche e gli accorgimenti funzionali applicati ad ogni tipo di prodotto divulgativo: editoriale, multimediale, informatico, segnaletico, ergonomico, artistico...; in questa visione la parola "lettura" assume un significato lato, non solo relativo alla carta stampata, ma alla comunicazione in generale che avviene attraverso i diversi canali e livelli di apprendimento.
COLLOCAZIONE
DEL PROGETTO,
SUOI COLLEGAMENTI E UTENZA
Per lo sviluppo del Progetto si ritengono essenziali alcuni collegamenti all'interno e all'esterno del Comune. E' necessario promuovere accuratamente le diverse iniziative, diffondere i risultati e il materiale prodotto, ponendo un'attenzione particolare agli strumenti utili a darne la massima visibilità.
Collocazione all'interno del Comune
Per quanto riguarda la collocazione funzionale all'interno della struttura organizzativa comunale, il Progetto Lettura Agevolata dipende dalla Direzione Centrale Relazioni Esterne e Comunicazione.
Si svilupperanno le varie iniziative di seguito descritte necessariamente con la collaborazione e in sinergia con diverse strutture comunali, in primo luogo con i servizi preposti alla Comunicazione al Cittadino, al sistema bibliotecario, alla pubblica istruzione, alle politiche sociali, al sistema museale, alle pari opportunità, ecc.
Collegamenti con l'esterno
Il Progetto Lettura Agevolata cercherà di promuovere una collaborazione istituzionale con l'Unione Italiana Ciechi, l'organizzazione maggiormente rappresentativa dei disabili della vista e svilupperà le proprie iniziative attraverso un confronto costante con tutte le altre organizzazioni ONLUS (Organizzazione Non Lucrativa Utilità Sociale) del settore, con gli enti territoriali (Provincia, Regione, Provveditorato agli studi.....) e con ogni altra istituzione pubblica e privata interessata al problema (case editrici, associazioni culturali e soggetti che a diverso titolo operano o sono interessatI a promuovere questa attività). Tutto ciò, mediante anche la stipula di convenzioni, o di altre forme di rapporto, per rendere possibile l'utilizzo del materiale all'interno e per gli scopi del progetto.
Utenza
Il bacino di utenza del Progetto sarà quello provinciale, ambito in cui non risulta esistere allo stato attuale alcun punto informativo di questo tipo. Le informazioni del Progetto saranno consultabili attraverso la rete Internet, in uno spazio specifico (sito del Progetto Lettura Agevolata), inserito all'interno della Rete Civica comunale, con opportuni collegamenti (links) alle altre pagine web dei Servizi comunali operativamente interessati alla condivisione di dette informazioni (Sistema Bibliotecario, Informa Handicap, Osservatorio Politiche Sociali, Relazioni Internazionali, Pubblica Istruzione, ecc.). Il sito avrà caratteristiche di alta accessibilità, con una banca dati e un'interfaccia utente progettate per rendere agevole e accessibile la ricerca e la consultazione delle informazioni anche a ciechi ed ipovedenti.
Saranno inoltre predisposte due "postazioni informatiche" e di ascolto, in luoghi facilmente accessibili, possibilmente all'interno del circuito del Sistema Bibliotecario, a Venezia e a Mestre, per la consultazione del materiale disponibile e come strumento di conoscenza e avvicinamento a prototipi e ad ausili tiflo-informatici e tiflotecnici. Tali postazioni disporranno di attrezzature specifiche: PC con software ingrandente, screen-reader con sintesi vocale, barra braille, scanner con software per la scansione di testi, stampanti, video ingranditore, ecc.
Sezione ConTESTO
Nella prima fase di attività del Progetto sarà data priorità allo sviluppo della sezione "ConTESTO", sull'accessibilità alla lettura e all'informazione in senso proprio, la quale ha come obiettivo principale quello di far conoscere le diverse metodologie di lettura possibili oggi per questo tipo di utenza, nonché di censire e definire i soggetti (Organizzazioni, Enti, Associazioni culturali, Case Editrici, ecc.) che in Italia offrono servizi e/o prodotti editoriali utili a tal fine, con particolare riferimento a:
La sezione "ConTESTO" dal punto di vista operativo si attuerà secondo le seguenti fasi:
Ricognizione dei soggetti che in Italia offrono i servizi e gli strumenti sopra citati
Tale attività consiste nella raccolta di informazioni relative ai servizi,
pubblici e privati attualmente attivi e loro schedatura:
ne saranno evidenziate le caratteristiche e le
specializzazioni, i regolamenti, i recapiti, i referenti, ecc.
L'obiettivo
è quello di aggregare e mettere a disposizione della Rete Civica
i cataloghi di questo considerevole (anche se allo stato attuale
molto frammentato) patrimonio culturale, al fine di renderne
fruibile la consultazione.
Produzione di fascicoli informativi tematici
I dati raccolti, sulle diverse modalità di lettura, potranno essere diffusi anche
singolarmente, in fascicoli informativi, specifici sul tema
dell' "Accessibilità alla lettura e
all'informazione", ai quali si prevede di associare un
prototipo esemplificativo delle stesse metodologie.
Il materiale
sarà distribuito alle strutture scolastiche e alle biblioteche,
nonché alle organizzazioni e agli operatori che a diverso titolo
possono essere interessati al tema trattato (gli stessi centri
erogatori dei servizi, le associazioni culturali, gli enti
assistenziali, le organizzazioni di disabili e di volontariato,
gli ottici, gli oculisti, le case di riposo, le librerie, le
riviste specializzate, ecc.).
METODOLOGIE DI LETTURA CONSIDERATE
Libri a grandi caratteri (Large print)
L'editoria a grandi caratteri, attenta al rapporto tra
pagina scritta e potenziale visivo del lettore, si pone
l'obiettivo di rendere agevole la leggibilità di opere
letterarie, giornali, manuali... Gli accorgimenti utilizzati
sono: caratteri di grandezza superiore alla media (minimo corpo
16), margini di impaginazione ben studiati, carta non riflettente
e ad alto spessore per evitarne la trasparenza, rapporto
equilibrato tra numero dei caratteri e lunghezza della riga, ecc.
Libri parlati (Talking books)
Per audio-libro o "libro parlato", si intende un
testo letto integralmente da lettori professionisti o volontari e
registrato su audiocassette, o su CD audio. Da molti decenni
l'attività di trasposizione testuale, di registrazione e di
distribuzione è offerta, con uno standard qualitativo
eccellente, in primo luogo dall'Unione Italiana Ciechi.
Esistono inoltre altre Associazioni Onlus, che si occupano
specificatamente di disabilità visiva che hanno creato da tempo
un'importante rete
di servizi di
produzione e distribuzione di libri parlati,
molto ricca ed efficiente. Non risulta invece che vi sia una
particolare attenzione per gli "audio libri" da
parte delle case editrici italiane.
Libri su richiesta (books on demand)
Il mondo editoriale, grazie alle possibilità offerte oggi
dalle nuove tecnologie informatiche, si sta velocemente
riorganizzando e trasformando. Uno dei risultati più evidenti è
quello rappresentato dalla produzione, a mezzo di tecnologie
digitali, di "libri su richiesta" (books on demand).
Potendo disporre dei file testo digitali, le case editrici
sono oggi in grado di stampare, a costi contenuti e in
tempi rapidi, anche in tiratura limitatissima, qualunque prodotto
editoriale nel formato desiderato (dimensione del carattere,
font, spaziatura, margini, contrasti), riuscendo da un lato a
rendere nuovamente disponibili quei titoli che risulterebbe non
economico ristampare con i metodi tradizionali e dall'altro
ad eliminare quasi totalmente i costi di gestione magazzino e
quelli di impianto (matrici, pellicole, ecc.). Questa radicale
trasformazione editoriale offre ai disabili visivi, proprio per
la possibilità di personalizzazione dei testi, delle efficaci
concrete ed economiche risposte alle loro diversificate esigenze
di lettura.
Libri in Braille
Il sistema di scrittura Braille è ormai da oltre un secolo
conosciuto e diffuso come il metodo tradizionale di scrittura e
lettura per i non vedenti. Esistono infatti in Italia ricchissime
biblioteche di "libri in Braille" ed efficienti centri
che svolgono servizio di trascrizione e stampa. L'alfabeto
Braille è basato sull'uso del tatto e i suoi elementi
essenziali sono i punti in altorilievo e lo spazio non
punteggiato, ossia la distanza tra un punto e l'altro, ma
anche la disposizione dei punti l'uno rispetto
all'altro e, più in generale, la loro collocazione nel
rettangolo virtuale che costituisce il sistema di riferimento
attraverso il quale l'esplorazione dei polpastrelli delle
dita assume un senso logico. Il codice Braille è sempre stato
utilizzato anche per rappresentare i numeri, l'aritmetica,
la matematica e la musica.
Libri tattili
Concepito per stimolare la creatività dei bambini,
riproducendo disegni e immagini con spessori, materiali e
textures tali da poter essere percepiti con l'ausilio del
tatto, il "libro tattile" può risultare leggibile
anche da parte di chi non vede. E' riconosciuto, infatti,
che i bambini ciechi o ipovedenti con l'ausilio del tatto
riescono a percepire immagini e disegni a rilievo, facendo di
questo modo sensoriale, un gioco didattico e una metodologia
basilare di apprendimento. Attraverso la riproduzione
tattile vengono restituite anche mappe di città o di edifici,
allo scopo di agevolare la mobilità e l'autonoma dei
disabili visivi, facendo loro conoscere ad esempio i percorsi e
le barriere percettive che presentano. Esistono varie tecniche
per produrre disegni in rilievo: il collage fatto con cartoncini
di diversi spessori e texture, il forno Minolta che gonfia
l'inchiostro su appositi fogli, e ancora la serigrafia, il
Thermoform, il Gaufrage, lo sbalzo in rame, ecc.
Prodotti editoriali multimediali
Con l'attuale abbondanza di prodotti multimediali,
dizionari, atlanti enciclopedie e quant'altro su cd-rom,
dovrebbero aprirsi per i disabili delle possibilità di
conoscenza neppure immaginabili fino a qualche tempo fa.
Purtroppo però le esigenze di questo tipo di utenza, che da tali
prodotti potrebbe trarre i maggiori vantaggi, vengono
paradossalmente e sistematicamente ignorate. Infatti sono
pochissimi i prodotti "accessibili" per i disabili e in
particolare per i disabili visivi e quasi tutte le opere di
questo tipo risultano difficoltose nella gestione da parte di chi
ha bisogno di strumenti o modalità di accesso particolari (si
pensi ad esempio alle difficoltà provocate dall'uso delle
immagini come strumento indispensabile per la navigazione in
internet, dall'uso di caratteri molto piccoli, dall'uso
di colori a basso contrasto e non modificabili, ecc.). Queste
barriere potrebbero essere facilmente rimosse se, fin dalla fase
di progettazione dei "prodotti multimediali", si
ponesse una maggiore attenzione alle esigenze di accessibilità
che peraltro non andrebbero ad ostacolare le leggi di mercato
sulle quali si sostiene questo tipo di editoria.
Manualistica e software
Gli strumenti tiflotecnici ed informatici fin qui descritti,
se adeguatamente utilizzati, potrebbero permettere
un'accessibilità alle fonti informative a trecentosessanta
gradi. Ma per utilizzare in maniera soddisfacente uno strumento
hardware, software o di qualsiasi altro genere, è necessario
essere messi nelle condizioni ideali per apprenderne il
funzionamento e la logica strutturale. Sono quasi inesistenti gli
ausili tiflo-informatici dotati di un manuale o di una guida in
linea, versatile, flessibile e perciò capace di soddisfare le
esigenze di tutti. Se quindi la relativa manualistica e
l'eventuale software di supporto non svolgono efficacemente
il servizio atteso, gli strumenti stessi sono ancora una volta
inaccessibili.
Lucia Baracco
responsabile del Progetto Lettura Agevolata
tel. 041 274 8050
fax 041 274 8189
E-mail lettura.agevolata(at)comune.venezia.it
Le edizioni "Angolo Manzoni" ci informa di un progetto editoriale definito "CORPO 16" che ha immesso sul mercato una serie di libri stampati appunto in corpo 16 e su carta avorio per facilitare la lettura alle persone con problemi percettivi.
Il catalogo comprende:
Autore
Titolo
Prezzo
Laura Odilia
Il miracolo di santa Odilia
£.29.500
Nico Orengo
L'autunno della signora Waal
£. 29.500
Luis Sepùlveda
La frontiera scomparsa
£. 26.500
AA.VV.:
La faccia scura della lunaracconti, favole, poesie 1997
£. 24.500
Leonardo Sciascia:
Una storia semplice
£.18.000
Knut Hamsun:
Sognatori
£. 29.500
AA.VV.:
Facce scure della lunaracconti, favole, poesie 1993/97
£. 34.000
Marco Bongi
Non ti posso vedere
£.29.000
J.M.Eça de
Queiroz:
Il mandarino /La buonanima
£.29.000
AA.VV.:
La faccia scura della lunaracconti, favole, poesie 1998
£. 34.500
Laura Mancinelli
I dodici abati di Challant
£. 29.000
F. Coloane:
Terra del fuoco
£. 32.000
A. Baricco
Novecento
£. 18.000
A. Camilleri
Un filo di fumo
£. 25.000
Di prossima pubblicazione:
J. Gardner
C'è nessuno?
AA.VV.
- La faccia scura della luna
- racconti, favole, poesie 1999
R. Dhal:
Il libraio che ingannò Londra
L. Sciascia
Il giorno della civetta
I volumi possono essere acquistati, per ora, nelle librerie delle regioni Piemonte, Lombardia, Valle d'Aosta e Liguria.
Per le altre Regioni, essi possono essere richiesti attraverso le librerie o rivolgendosi direttamente al seguente indirizzo:
Edizioni
"Angolo Manzoni"
10122 Torino - via Cernaia 34
in collaborazione con la Fondazione Alberto Colonnetti
(tel. 011 51 88 405 - fax 011 51 78 884
e-mail angolm(at)tin.it
A tutti, buona lettura!
Silva Bertolini
Sabato 23 settembre si è svolto al Palaravizza di Pavia un interessante Convegno, nell'ambito della manifestazione "Sport Exhibition 2000", organizzata dal C.O.N.I. provinciale in collaborazione con la Provincia, il Provveditorato agli Studi ed il Comune di Pavia, l'Assessorato allo Sport della Regione Lombardia.
Il Convegno è stato organizzato e presentato dal Tecnico Sportivo Federale prof. Francesco De Cortes, che molti disabili della vista conoscono per il suo impegno, collaterale ma non meno efficace, di istruttore di orientamento e mobilità.
Sono intervenuti o hanno partecipato all'iniziativa persone di spicco del C.O.N.I., in particolare della F.I.S.D., non solo a livello provinciale, ma anche a livello regionale, quali il signor Giacomo Colombo e la dottoressa Daniela Colonna Preti, rispettivamente presidente e Vicepresidente della F.I.S.D. Lombardia, insieme a tecnici federali impegnati da tempo nel settore dello sport per disabili e animatori di associazioni sportive che brillano per le loro felici intuizioni in un campo così difficile e per molti versi inesplorato.
Tanti gli argomenti sul tappeto; molto interessanti sia gli interventi in programma, sia i contributi aggiunti dal dibattito; tanta voglia di fare e di costruire, in alcuni casi partendo da zero.
Si è parlato di atleti e di allenatori che hanno raccolto allori sfidando l'incredulità e, a volte, anche l'ironia e il disinteresse altrui. Si è parlato di persone determinate, come la signora Colonna Preti, che hanno messo in piedi grosse organizzazioni sportive fidando unicamente sulle forze proprie e sull'impegno di amici, volontari e familiari, oltreché naturalmente sulla determinazione dei cosiddetti 'disabili', che i relatori al Convegno hanno chiamato, con una definizione più innovativa e sicuramente più dignitosa ed appropriata, come 'diversamente abili'.
E' infatti un argomento ancora 'tabù' quello dello sport per i minorati: se ne parla quasi solo in occasione delle Paraolimpiadi, come quelle dell'ottobre di quest'anno, o di eventi sportivi di eccezione, in articoli di giornali specializzati o in qualche servizio radiotelevisivo trasmesso in fasce orarie di minor utenza. Sembra poi che le uniche minorazioni 'visibili' su una pista o una pedana siano quelle motorie o sensoriali, mentre i minorati psicofisici o i malati mentali sono quasi totalmente esclusi dalla pratica sportiva agonistica, in alcuni casi anche amatoriale e ludica.
Il Convegno, che utilmente si proponeva come momento di incontro di rappresentanti delle Federazioni Sportive Nazionali e di operatori del settore specifico (Tecnici Sportivi della F.I.S.D.) con potenziali futuri operatori (Studenti delle Scuole Medie Superiori e della Facoltà di Scienze Motorie dell'Università), educatori professionali dei Centri Socio-Educativi, insegnanti di sostegno scolastici, rappresentanti delle Associazioni di volontariato che si occupano di handicap e personale sanitario delle A.S.L., ha risposto a molti quesiti, evidenziando problemi e possibili soluzioni.
Abbiamo saputo cos'è la F.I.S.D. (Federazione Italiana Sport Disabili), come è nata e quali funzioni svolga. Oggi questa Federazione riunisce 400 società sportive, conta 10.500 tesserati (tra cui 6800 atleti) e, oltre che della preparazione tecnica ed organizzativa in vista delle Paraolimpiadi estive ed invernali, si occupa di svolgere attività promozionali e favorire ricerche e scambi tra esperti per lo sviluppo degli sport già praticati dai disabili e il loro accesso a nuove discipline sportive, finora frequentate solo da normodotati.
Nata nel '90, grazie alle pressioni dl C.O.N.I., che ha caldeggiato la fusione delle Federazioni sportive dei disabili ad esso associate (F.I.S.H., F.I.C.S., F.I.S.I.), la F.I.S.H. è stata, per un certo tempo, ripartita in settori che rappresentavano le diverse disabilità (fisiche, visive, uditive); oggi invece ha come unica discriminante le tipologie sportive in cui si articola e si batte per uscire dagli spazi 'di confine' in cui le altre Federazioni e lo stesso C.O.N.I. l'avevano inizialmente relegata.
Il merito di questo profondo cambiamento, di tipo culturale, va addebitato soprattutto agli atleti che sono andati coraggiosamente allo scoperto e si sono misurati non solo in sport per disabili, ma anche - grazie ad opportuni adattamenti - in specialità quali lo sci, il tennis, il tennis da tavolo, la scherma, il tiro a segno, il tiro con l'arco, il basket in carrozzina o il nuoto.
Recentemente anche ai disabili intellettivi, grazie a Special Olympic Italia, è permesso l'accesso alla pratica sportiva e alle gare, anche se solo in una dimensione ludica e non agonistica e con finalità essenzialmente educative: l'importante infatti è utilizzare lo sport per far apprendere il rispetto di regole sociali e socializzanti. Special Olympic Italia si prefigge di modellare, tramite lo sport, il comportamento dei disabili mentali. Sport e tecniche in questo caso non cambiano, cambia soltanto il modo con cui educatori ed allenatori comunicano con gli atleti, tramite la corporeità, l'imitazione e l'utilizzo di linguaggi extraverbali.
Il S.O.I ha raggiunto ambiziosi e insperabili traguardi grazie ad un'attenzione mirata all'area medico-pedagogica, ai rapporti costanti tra gli allenatori e le famiglie di disabili, all'organizzazione di eventi speciali (gare di nuoto e di atletica) ed alla preparazione assidua di tecnici e di educatori. Questa Associazione parte dall'assunto che lo sport sia un importante veicolo per l'educazione psico-sociale dell'atleta: col tempo egli acquisisce un positivo approccio mentale e lo trasferisce dalla pratica sportiva alle diverse situazioni in cui si trova ad operare.
Concentrazione, sensibilità, tenacia sono solo alcune delle attitudini mentali che i diversi sport, in misura maggiore o minore, affinano in tutti coloro che li praticano, oltre a migliorarne le competenze motorie e a favorirne l'integrazione sociale. Da un lato le famiglie dei disabili tendono a sostituirsi ad essi, impedendo che assumano prassie idonee e si impegnino per tempo in un'attività sportiva; dall'altro gli operatori sanitari, generalmente per disinformazione, sanno suggerire, accanto alla ginnastica correttiva, solo il nuoto, mentre esistono svariate discipline a cui le persone portatrici di minorazione possono accedere. Certo, alcune attrezzature vanno adattate, soprattutto per i disabili motori, a osti anche elevati (una carrozzina adattata può costare anche otto milioni!), ma i risultati fin qui raggiunti ripagano abbondantemente l'investimento umano ed economico compiuto.
Al Convegno ci sono state date indicazioni anche su come avviare un'attività organizzata e strutturata e, nel corso del dibattito, è emerso chiaramente il bisogno di muoversi in tal senso anche in realtà di provincia, se pur con maggiori difficoltà organizzative e strutturali e in presenza di un limitato bacino di utenza.
Se ogni minorazione può trasformarsi in handicap, quando il disabile prova difficoltà a conformarsi a modelli sociali precostituiti, allora è vero anche che lo sport, che è uno di questi modelli, se non praticato, può emarginare, esattamente come la scuola ed il lavoro.
"Lo sport per una piena integrazione dl disabile" è, in sintesi, il messaggio più efficace trasmesso da questa positiva iniziativa.
Donatella Morra
E' disponibile, per tutti coloro che vogliano farne richiesta, il nuovo numero di "a tempo di handicap".
Il notiziario informativo, particolarmente interessante, consta di tre parti:
Indirizzi utili:
per richiedere
"a tempo di handicap":
Giovanni Merlo
c/o A.I.A.S.
via S. Barnaba 29
20122 Milano
tel. 02 55 01 75 64
fax. 02 55 01 48 70
per le
"Società sportive per Disabili":
Comitato Regionale F.I.S.D.
Via Piranesi 44/b
20137 Milano
tel e fax: 02 70 12 05 95-6
Milanosport:
Piazza Diaz 1/a
20123 Milano
tel. 02 80 14 66
fax. 02 80 14 60
In occasione del
20° anniversario di attività
la Fondazione Robert Hollman ha pubblicato il libro
Questo volume è indirizzato a tutte le famiglie con un bambino non vedente o ipovedente grave in età da 0 a 2 anni ed illustra, con un linguaggio semplice e colloquiale, le varie tappe dello sviluppo del bambino con deficit visivo, corredandole di esempi concreti.
Lo scopo principale è di offrire ai giovani genitori un aiuto nell'affrontare giorno per giorno la crescita del loro bambino.
Il volume si può ottenere gratuitamente facendone richiesta ad uno dei due centri della Fondazione:
Fondazione
Robert Hollman
Via O. Clerici 6
28821 CANNERO RIVIERA VB
Tel. 0323 78 84 85
fax. 0323 788 198
e-mail: info@fondazionehollman.it
Fondazione
Robert Hollman
Via Sette Martiri 33
35143 PADOVA PD
tel. 049 87 11 373
fax. 049 87 10 659
e-mail: hollmanpadova(at)intracon.it
Camper attrezzati con ambulatorio oculistico girano per l'Italia, offrendo visite gratuite con particolare attenzione ai bambini e agli anziani, spot televisivi che hanno come testimonial l'attore Bud Spencer, borse di studio per specializzazione in oftalmologia ai neolaureati: sono queste le iniziative più significative per la prevenzione della cecità poste in atto dall'Unione Italiana Ciechi e dalla Sezione Italiana dell'Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità.
L'U.I.C. comunica che i camper attualmente operanti sul territorio nazionale sono complessivamente tre, e precisamente:
Nuova disciplina della Regione Lombardia per la concessione delle provvidenze economiche ai minorati civili: Decreto Legislativo n.112 del 31.03.98: trasferimento delle funzioni di concessione ed erogazione dei benefici economici ai minorati civili (prima accorpate in capo alle Prefetture) rispettivamente alle Regioni e all'I.N.P.S.
Nella sostanza pratica con la nuova procedura il cittadino presenterà istanza di accertamento delle minorazioni all'ufficio Invalidi Civili della A.S.L. e contestualmente consegnerà un'autocertificazione relativa ai requisiti socio-economici necessari per attivare l'istruttoria di concessione.
Riassumiamo il quadro complessivo di competenze:
A. accertamento dello stato di invalidità
La competenza accertativa permane in capo alle COMMISSIONI DI
PRIMA ISTANZA PER L'ACCERTAMENTO DEGLI STATI DI INVALIDITA'
CIVILE DELLE CONDIZIONE VISIVE E DEL SORDOMUTISMO presso le
A.S.L.
B. concessione dei benefici economici
La competenza concessoria viene trasferita alle Regioni (L.R.
n.1 del 05.01.2000) con le seguenti modalità:
C. erogazione delle provvidenze economiche
La competenza per l'erogazione e la liquidazione dei benefici
economici è stata trasferita alle sedi distaccate I.N.P.S.
(servizio già attivo).
Il fatto che un unico Ente, la A.S.L. - nei due diversi comparti, ovvero la Commissione medica per l'accertamento e il Dipartimento A.S.S.I. - diventerà titolare dell'intero processo dell'accertamento alla concessione, dovrebbe snellire i tempi di attesa da parte del cittadino disabile.
Ringraziamo la
Dott.a Daniela Piglia del Servizio Legale LEDHA
per le preziose informazioni
INVALIDI CIVILI
Assegno di assistenza: lire 411.420 mensili per 13 mensilità
Limite di reddito personale annuo: lire 7.067.450;
Spetta agli invalidi civili di età compresa fra i 18 e i 65 anni
con invalidità superiore al 74%, incollocati o incollocabili al
lavoro
Pensione di inabilità: lire 411.420 per 13 mensilità.
Limite di reddito personale annuo: lire 24.078.410
Spetta agli invalidi civili di età compresa fra i 18 e i 65 anni
di età con invalidità del 100%.
Indennità di accompagnamento: lire 817.330 per 12 mensilità.
Limite di reddito personale annuo: nessuno
Spetta agli invalidi civili totali che non sono in grado di
deambulare o non sono in grado di svolgere gli atti quotidiani
della vita tipici dell'età..
Indennità mensile di frequenza: lire 411.420 mensili.
Limite di reddito personale annuo: lire 7.067.450;
Spetta ai minori di anni 18 "con difficoltà persistenti a
svolgere le funzioni proprie dell'età" o ai minori
"con perdita uditiva superiore a 60 decibel nell'orecchio
migliore" che frequentino un centro di riabilitazione,
centri di formazione professionale, centri occupazionali o scuole
di ogni grado e ordine.
CIECHI CIVILI
Pensione per ciechi civili assoluti
Importo: lire 444.910 per 13 mensilità se il disabile non è
ricoverato in istituto.
Lire 411.420 per 13 mensilità se il disabile è ricoverato in
istituto con pagamento della retta a carico, anche in parte,
dello Stato (o di Ente pubblico).
Limite di reddito: lire 24.078.410
Spetta alle persone riconosciute cieche assolute
Pensione per i ciechi civili parziali
Importo: lire 411.420 per 13 mensilità
Limite di reddito personale annuo: lire 24.078.410
Spetta ai ciechi parziali (con residuo visivo non superiore
ad un ventesimo in entrambi gli occhi anche con eventuale
correzione)
Indennità di accompagnamento per i ciechi assoluti
Importo: Lire 1.179.660 mensili per 12 mensilità.
Limite di reddito personale annuo: nessuno
Spetta ai ciechi assoluti
Indennità speciale per i ciechi parziali
Importo: Lire 94.780 per 12 mensilità.
Limite di reddito personale annuo: nessuno
Spetta ai ciechi civili parziali.
Associazione Nazionale Subvedenti - ONLUS
sede legale: Via Clericetti, 22 - 20133 Milano
sede operativa: L.go Volontari del Sangue, 1 - 20133 Milano
tel/fax: 02 70 63 28 50
e-mail: info(at)subvedenti.it
Internet: www.subvedenti.it