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ANS - Associazione Nazionale Subvedenti ONLUS

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Il Subvedente - dicembre 2003

Indice:

IPOVISIONE.
- E' nato il progetto Tommaso.
- Come ce la caviamo con carta e penna.

FORMAZIONE.
- Corso Assistenti Familiari.

TRASPORTI.
- Nuovi servizi A.T.M. 
- Tessere di libera circolazione.

AUSILI.
- Contributo dalla Regione Lombardia.

CONVEGNO.
- Lavoro in Vista.

MUSICA DA IPOVEDERE.
- La Genesi - di Francesco Guccini.

LETTURA AGEVOLATA.

IPOVISIONE.

E' NATO IL PROGETTO "TOMMASO!".

Salute a tutti,

l'idea di creare una situazione in cui i potenziali utenti potessero
provare e confrontare gli ausili, prima di sceglierli, mi frullava nella testa da 5-6 anni.
Non un contesto in cui il produttore/distributore fa la sua bella
dimostrazione dei prodigi della sua strumentazione, bensì uno spazio in cui il maggior numero di ausili paragonabili tra loro, potesse essere usato, provato e confrontato in contemporanea.

Alcune delle persone che hanno condiviso con me questo sogno si sono perse, talvolta finendo proprio col fare i dimostratori per i
produttori/distributori di ausili :-)
Io sono rimasto tenacemente fedele al mio sogno, aspettando solo che il tempo e le circostanze lo facessero maturare.

Nel diventare realtà il mio sogno ha finito col chiamarsi emblematicamente "progetto Tommaso!", il ventre da cui ha visto la luce è stato quello, un po' costretto ma accogliente, dell'Associazione Nazionale Subvedenti e la data di nascita è quella di oggi, 22/11/03 ore 10 :-)

In tre ore non è possibile accogliere troppe persone, non si tratta di dimostrazioni guidate modello Handimatica... Ma i 6 ospiti di oggi credo siano tornati a casa con la sensazione di aver speso bene il loro tempo.

Passare più e più volte da un computer all'altro per trovare e verificare le differenze tra Lunar-Plus con Actor, Magic e Zoomtext. Fermarsi a discutere se può essere più utile il videoingranditore Max, max-lupe, Prisma o Traveller. Chiedersi se è meglio uno scanner collegato ad un computer o una macchina di lettura. Scoprire che Internet Explorer è il
peggiore dei browser in circolazione anche per un ipovedente.

Questo è e resterà lo spirito del progetto "Tommaso!".Non uno spazio in cui qualcuno cerca di vendere qualcosa, ma un contesto in cui è possibile fare esperienza degli ausili e, alla fine, ricevere depliant, listini, informazioni per la fornitura e un CD-ROM con le demo e i programmi di libero utilizzo.

Alcuni produttori di lenti d'ingrandimento, monocoli e affini stanno
ritardando nel fornirci collaborazione, ma speriamo di poter rimediare per la seconda giornata tommasiana, il 13/12. Anche con i distributori storici di ausili bisogna perfezionare qualcosa; però siamo partiti! E chi ben comincia...

La sede dell'associazione non permetterebbe di ospitare molti strumenti e persone contemporaneamente: l'A.N.S. ci è riuscita.

Da come ne ho scritto avrete capito che mi sento un po' papà di questa nascita; ed in effetti ne sono orgoglioso. Orgoglioso di continuare a fare delle cose veramente utili anche se piccole, di pensare ai bisogni dei destinatari piuttosto che alla grandezza delle parole, di riuscire a fare un lavoro che mi permette di essere più papà che zio paperone...

Per questo devo ringraziare l'ANS che condivide i miei presupposti, la sua segreteria che sopporta i miei raptus di efficientismo :-), Monica e Bruno che mi stanno aiutando nell'impresa, Subvision, Tiflosystem e Voice Systems che ci stanno fornendo la strumentazione e quanti vorranno farlo in futuro e, beati gli ultimi, gli utenti che vengono a visitarci con fiducia.

Per ulteriori informazioni: www.subvedenti.it/Tommaso.htm

Franco Frascolla

Indice

IPOVISIONE.

COME CE LA CAVIAMO CON CARTA E PENNA.

Sulla lista "ipovisione" (ipovisione(at)yahoogroups.com) si è svolto un interessante dibattito intorno al tema "Come ce la caviamo con carta e penna". Riportiamo le testimonianze di alcuni ipovedenti oltre a quelle del moderatore.


A memoria di moderatore mi pare che non abbiamo mai affrontato le possibili difficoltà della scrittura a mano libera, se non, forse, a proposito della firma a qualche sportello pubblico...
La tecnologia informatica ha già ridotto e sta riducendo ulteriormente le occasioni di scrivere e prendere appunti con carta, penna e affini; però vale la pena dare un'occhiata un po' più da vicino a questo misconosciuto mondo...
Come cerco di fare, quando possibile, attingo alla mia esperienza personale per meglio solleticarvi.
Scrivo a mano libera da quando ho imparato a scrivere; lo ritengo normale, ma forse non lo è per tutti...?
Fino alla quarta-quinta elementare scrivevo in corsivo; poi sono passato allo stampatello perché:
- scrivo più velocemente;
- riesco a capirmi meglio quando si tratta di rileggere...
Non ho grosse difficoltà; col tempo ho cominciato a preferire penne blu o nere e dalla punta non troppo sottile.
La mia maggiore preoccupazione non è tanto rileggere, ma fare in modo che quello che scrivo sia chiaro per tutti (vedi modulistica di vario genere, dichiarazione dei redditi compresa...).
In sostanza accade questo: più devo scrivere piccolo e preciso, più mi avvicino al foglio. Se mi avvicino troppo, perdo naturalmente la percezione della dimensione e della posizione sul foglio stesso. Siccome sono anche astigmatico, questo comporta che se sul foglio non ci sono righe più o meno sottili da seguire, comincio a scrivere
irrimediabilmente storto (curvando verso il basso).
I moduli di cui sopra, hanno sempre una qualche righettatura; il problema resta per gli indirizzi sulle buste della corrispondenza e le lettere personali, magari sentimentali, notoriamente poco sentimentali se scritte su fogli a righe!...
Sono troppo pigro per stampare gli indirizzi direttamente sulle buste; ogni volta devo capire come introdurre la busta nella stampante, sperare che il driver si comporti come previsto e la stampante non si inceppi... insomma, faccio prima a scrivere a mano, anche se non perfettamente diritto.
Per le lettere, che scrivo ormai quasi esclusivamente al computer, cerco di compensare la calligrafica informatica con contenuti il più possibile interessanti... 
Quando si tratta di prendere appunti volanti:
- se devo scrivere molto oppure ho a disposizione fogli grandi e senza righe, scrivo un po' grandino;
- generalmente preferisco fogli di piccole dimensioni e rigati o quadrettati.
Chi mi conosce sa che ho una certa predisposizione a sintetizzare le informazioni in formato tabellare; coi fogli a righe questa modalità non riesco ad esprimerla al meglio. In questi casi meglio fogli a quadretti, anche normali.
Alle elementari, avendo frequentato l'Istituto Romagnoli, il lavoro di letto-scrittura avveniva di norma in Braille, anche se ci hanno insegnato a scrivere in nero. Alle medie i compiti in classe e i temi di italiano li facevo sempre con la dattilografica.
Quanto al tipo di carta, non mi viene in mente nulla di particolare, solo non deve essere troppo sottile: mi dicono che, per la mania di essere capito di cui sopra..., tendo a premere molto la biro.
Circa la mania di essere capito, mi sono esposto abbondantemente; gli psicologi facciano pure di me quello che credono... 
Anche capire la scrittura degli altri è un macello; soprattutto, credo, per noi ipovedenti. Ognuno traccia le lettere, il corsivo in particolare, come gli pare, soprattutto se scrive di fretta; per questo chiedo sempre di mandarmi un'e-mail, piuttosto che scrivermi su foglietti volanti.

Franco


La scrittura per me è sempre stata una rogna, perché essendo mancina, ho passato una vita a sentirmi dire che ho una scrittura da gallina, il che è vero!
La cosa poi è peggiorata quando all'età di 27 anni ho cominciato ad avere i primi vistosi problemi di ipovisione: senza un videoingranditore non riesco più a leggere nulla di cartaceo, cioè di un giornale posso leggere solo il titolo dell'articolo, il resto lo devo ingrandire. La lente di ingrandimento mi è sufficiente solo in certi casi e comunque non per testi lunghi. Non parliamo poi delle cose scritte a mano.
Nella scrittura ci hanno guadagnato gli altri: per vedere ciò che scrivo, ho cominciato a scrivere in stampatello (e il corsivo quasi non me lo ricordo più), e ad usare penne con punte grosse per documenti o cose destinate ad altri, in modo che risultino ordinate. Per gli appunti personali (agenda, messaggi...) ho sempre con me pennarelli di tutti i tipi.
Con l'avvento del computer uso moltissimo questo mezzo e sul lavoro trasformo tutto quello che mi serve da tenere a vista (liste telefoni, fax, indirizzi correnti, tariffe postali, ecc) in pagine stampate grandi. In ufficio si sono abituati, e tutti sanno che se devono lasciarmi un messaggio, o usano un foglio grande e scrivono col pennarello o scrivono un bigliettino piccolo e lo attaccano sotto il videoingranditore.
E poi per fortuna sono la responsabile della cancelleria: eh, eh, mi compro le penne che voglio!
La poesia di una lettera manoscritta l'ho persa del tutto, perché oltre ai problemi con il carattere grafico, non sempre riesco a dosare lo spazio sul foglio scrivendo sotto un videoingranditore, e poi... ho paura che chi legge non capisca nulla. Allora uso il PC e pazienza per la poesia! Non la usa quasi più nessuno.
Per la carta non mi fa differenza, quadri e righe quasi sono un optional. Il dramma è se sei fuori e devi compilare qualcosa. Non lo faccio se sono sola: o mi faccio accompagnare o me lo compila la persona che me lo chiede!
La mia paura è per il futuro: se la vista mi dovesse abbandonare del tutto, che faccio? più di una persona mi ha detto che se il braille non lo impari da piccolo, non lo impari più. E' vero?
Conto sulla tecnologia che avanza, e sulla sintesi vocale!

Elisabetta


Premetto che ho sempre scritto con una brutta grafia anche quando vedevo benissimo, cioè fino all'età di 16 anni.
Da quando sono diventato ipovedente ho avuto enorme difficoltà a leggere scritte in corsivo, non soltanto di altre persone, ma anche le mie.
In ogni caso ho sempre tentato di adattarmi a quello che fa la gente 
normale tramite l'ausilio di lenti contafili da 10x o 15x.
Tutti i compiti in classe del liceo, maturità compresa, o i compitini scritti di matematica dell'università che ho frequentato per un anno, li ho svolti normalmente utilizzando lenti e biro normali, senza chiedere il raddoppio del tempo o altro (anche perchè non sapevo si potesse chiederli!).
Io seguo e sempre seguirò questa filosofia: se posso ricorro agli ausili che mi permettono di utilizzare con adeguato successo ciò che tutti utilizzano, in questo caso carta, biro e scrittura non troppo ingrandita.

Paolo


(Il moderatore)
A proposito di carta e penna, leggo che non mancano le soluzioni argute come il mettere fogli con righe molto spesse sotto quello su cui si scrive, per avere un riferimento.
Se qualche costruttore di ausili ci leggesse, potrebbe inventarsi un piano da scrittura per ipovedenti: un piano di colore bianco, formato A4, con righe nere di spessore e distanza regolabile su cui appoggiare il foglio sul quale si scrive.
Il piano potrebbe essere addirittura auto-illuminato.
Mica serebbe una cattiva pensata!... Che ne dite?
La corsivo-fobia e la rinuncia alla poesia della scrittura manuale,
sembrano essere fattori ricorrenti; ma prima di tentare di trarre qualche conclusione, vale la pena secondo me attendere qualche altra esperienza. Ho come la vaga impressione che su questo tema possano saltar fuori altre cosine interessanti.

Franco


Lettere e cartoline preferisco ancora scriverle in nero, perchè sono un'inguaribile romantica e perchè non ho la stampante a Roma! Utilizzo i miei fidi occhiali 20x e mi trovo abbastanza bene.
Per le righe, in genere uso fogli con le righe spesse, oppure se proprio voglio essere elegante, ne piazzo uno con le righe molto spesse sotto il foglio della lettera, in modo da riuscire a vederne l'inizio e la fine e ad avere almeno un punto di riferimento o, quando va bene, riuscire ad intravederne le righe per seguirle.
I quadretti non li sopporto!!! Interferiscono con la mia percezione di ciò che sto man mano scrivendo, li confondo con le lettere, rendono tutto molto più confuso.
Per gli indirizzi sulle buste... io scrivo gli indirizzi regolarmente storti, ma non me ne preoccupo troppo, del resto si tratta di poche righe ed in genere non ci sono problemi di spazio, del resto lo scrivere storti
non ne compromette la comprensione. Ovviamente però, per tutte queste cose, preferisco usare penne con le punte spesse..
Per i moduli... ahimè... in genere anch'io mi faccio accompagnare o chiedo agli impiegati se mi fanno il favore di riempirli loro (del resto per gli anziani lo fanno!).
Se invece sono compilabili a casa, mi arrangio con l'utilizzo
congiunto di lampada, occhiali, ingranditore, ecc.
Per usi personali, la cara scrittura in nero, la uso solo per appunti volanti a casa e per la lista della spesa, ma, dato che mi fa perdere troppo tempo, perché anch'io tendo a calcare troppo la penna sul foglio e ciò mi impedisce una scrittura fluida, per cose per cui
è necessario scrivere tanto, tipo appunti, sintesi e tesine e altre balle varie, preferisco il computer, tanto che, quando posso, lo porto anche all'università per prendere appunti, anche se la cosa mi dà un'indesiderata nota di persona snob che c'ha i soldi.
Nota per E.: è vero che il Braille, come qualunque cosa, si impara meglio da piccoli, ma non sta scritto da nessuna parte che non si possa imparare se si è grandi.
Al corso di centralino che ho TENTATO di frequentare 2 anni fa, c'erano persone adulte che l'avevano imparato abbastanza bene, sufficientemente per quanto serviva per le loro necessità personali. Tuttavia, io trovo che, dato che adesso c'è a disposizione questa meraviglia che è il computer, puoi ampiamente stare tranquilla e fidarti della delle buone sintesi vocali che ci sono in circolazione che, sicuramente si impara ad usare molto prima del braille, anche se poi dipende dai gusti di ognuno.

Valentina


Se hai difficoltà nel trovare in commercio fogli a righe o quadretti di particolare misura o con linee di un determinato spessore, posso
consigliarti di utilizzare normali fogli bianchi stampati al computer. Certo sarà un po' impegnativo realizzare il modello ideale, ma una volta messo a punto lo si avrà sempre a disposizione per ogni esigenza. Io ho preparato un modello simile per un'attività didattica, utilizzando Paint.

Claudia


Il miglior strumento che io conosca per realizzare fogli a righe e a
quadretti personalizzati, è Excel:

Per esempio, impostando il corpo del testo ad Arial 18 (altezza riga 23,25), impostare la larghezza delle colonne a 2,4; in questo modo si otterrà un foglio a quadretti praticamente perfetto, adatto per caratteri grandi circa 18 punti.
Io con Excel ci ho realizzato addirittura i fogli pentagrammati (oltre a planimetrie, schemi di arredamento...)

Franco


Alcune riflessioni.

In qualità di coordinatrice del Servizio Integrazione Scolastica ANS, sono grata a tutti coloro che si sono messi in gioco con tanta spontaneità, offrendoci utili spunti di riflessione. Occorre molta pazienza con i normovedenti!
Le strategie illustrate da ciascuno, a seconda delle proprie esigenze, sono soltanto alcuni esempi dell'arte di 'arrangiarsi' messi in atto per dialogare con il mondo dei vedenti, ma rendono bene l'idea della gamma di difficoltà che ogni subvedente incontra in questo specifico settore. Vorrei che queste pagine cadessero sotto gli occhi di quel professore che pretendeva dall'allieva con gravi difficoltà percettive la trasposizione, su foglio quadrettato di meno di ½ cm, dello schema (pallini, crocette e quant'altro) di un lavoro a punto a croce e attribuiva a svogliatezza la cattiva riuscita del compito.
Potrebbero indurlo a riflettere?
Molte altre strategie vengono utilizzate nella gestione della quotidianità, strategie che sovente fanno dimenticare di trovarsi di fronte a persone con difficoltà percettive. Da qui deriva l'aspetto 'ambiguo' - come diciamo noi - che caratterizza questa tipologia di disabilità e ne rende difficile la comprensione: la variabilità è estrema e di fatto non si riesce a mettersi nei panni "di.." per valutarne correttamente abilità, competenze, punti di forza, punti di debolezza...
Estrapoliamo dai testi alcuni punti degni di riflessione:- la bella grafia sembra essere un miraggio
- il corsivo (scrittura da corsa?), come scrittura personale
e personalizzata, è spesso un'aspirazione degli adulti vedenti, ma non una tappa obbligata del percorso di apprendimento; è così vero che anche chi lo ha appreso forzosamente perché non funzionale alle sue problematiche percettive, lo ha poi accantonato se non dimenticato; non mi sentirei di affermarne l'esclusione dal percorso didattico (non fosse altro che per la firma autografa), ma potremmo ipotizzare di non farne il codice di comunicazione privilegiato,lasciando a ciascuno libertà di scelta;
quale carta e quale penna, quale rigatura-quadrettatura scegliere? - - E' del tutto soggettivo, come abbiamo visto. A noi operatori non resta che un'attenta osservazione, prima di ogni e qualsiasi decisione; poi, nell'era dell'informatica, il preparare fogli Excell ad hoc, mi sembra il suggerimento più funzionale;
- anche i tempi di letto-scrittura sono soggettivi perché correlati alle difficoltà percettive: non facciamone un dramma, è molto più utile focalizzare l'attenzione sulla correttezza del testo scritto e sulla comprensione di ciò che viene letto.

Silva Bertolini

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FORMAZIONE.

CORSO DI FORMAZIONE
IN ASSISTENZA FAMILIARE
PER LE PROBLEMATICHE
DEI BAMBINI DISABILI.

(CON PARTICOLARE RIFERIMENTO A BAMBINI IPOVEDENTIE NON VEDENTI)

La Regione Lombardia nell'ambito dei corsi di formazione rivolte a disoccupati con diploma di suola media superiore ha organizzato un corso di 900 ore comprensive di parte teorica, pratica e stage per un gruppo di circa 20 corsisti. Il costo è stato realizzato dall'AUGESCO - Centro di formazione e valorizzazione delle competenze - con delega all'ANS per n.100 ore di lezione sulla disabilità visiva.

Il progetto nasce da un attenta valutazione dei bisogni del bacino di intervento: risponde, infatti, alle esigenze chiaramente espresse da molte famiglie: della gestione del tempo libero di bambini in età prescolare e scolare, in sintonia con le esigenze lavorative dei genitori e a sostegno del compito educativo degli stessi.
Una difficile collocazione e gestione del tempo libero dei bambini ha spesso costituito il più grosso ostacolo all'inserimento lavorativo delle donne.
Il progetto offre quindi il duplice vantaggio di soccorrere le mamme che lavorano o che intendono reinserirsi nel mondo del lavoro, e di offrire un servizio di baby-sitting a domicilio o in strutture specializzate tenuto da personale altamente specializzato che possa essere un reale e credibile sostegno alla famiglia nella organizzazione delle attività extrascolastiche del bambino ma anche nell'osservazione e comprensione del processo di crescita dello stesso.
In particolare si è voluto dare rilevanza alle problematiche assolutamente amplificate e spesso molto particolari delle famiglie con bambini disabili.
In tali casi l'onere della gestione dell'educazione e del tempo libero del bambino è aggravato dalle problematiche dell'handicap, che producano inevitabilmente difficoltà specifiche nell'apprendimento, nella crescita psicofisica.
In senso lato, nell'integrazione sociale (con i propri coetanei fuori e nella scuola).
A tale scopo il percorso didattico prevede una formazione psico-pedagogica, con particolare attenzione alle problematiche dell'età evolutiva affrontate da un punto di vista generale e sviluppato con specifica attenzione alle problematiche dei bambini disabili (particolarmente ipovedenti e non vedenti)
Per esemplificare:
Il modulo di educazione alimentare consentirà alle assistenti familiari la trasmissione al bambino di un corretto approccio con il cibo e l'individuazione di eventuali disturbi alimentari.
In questa età, infatti, e a maggior ragione nel caso di bambini con handicap, il cibo diventa spesso strumento di comunicazione e denuncia di un disagio con segnali che vanno colti ed affrontati prima che possano degenerare in un comportamento alimentare scorretto o, peggio ancora, in una patologia.
Ma oltre le competenze pedagogiche - educative, queste "super tate" sapranno intrattenere i bambini con giochi didattici che coinvolgono la fantasia, l'inventiva e migliorino la motricità. Importante è l'approccio che prevede l'integrazione mente-corpo e che, attraverso l'espressione corporea, la musica e l'educazione alla ritmicità offrirà al bambino importanti occasioni per sviluppare un corretto e positivo rapporto con il proprio corpo e con la propria fantasia, cercando di incoraggiarli a sviluppare una sensibilità che potrà compensare l'handicap, in particolare quello visivo, valorizzando le loro naturali predisposizioni.
L'assistente potrà offrire un aiuto concreto alle famiglie grazie alla capacità di individuare e segnalare, con la massima discrezione, eventuali problemi del bambino nell'approccio al genitore (gelosia eccessiva, carenza affettiva...) l'acquisizione di competenze specifiche sull'utilizzo dei sistemi di lettura e degli strumenti informatici specificamente creati per l'utenza non vedente consentirà alle assistenti di seguire l'accesso alla "società dell'informazione" anche a questa utenza svantaggiata che, nell'ottica di un approccio preventivo, avrà maggiori strumenti nel futuro passo verso l'inserimento sociale e lavorativo.

Graziella Ciccone

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TRASPORTI.

NUOVI SERVIZI A.T.M.
L'autobus che funziona come un taxi.

Richiamiamo l'attenzione dei lettori milanesi su di un servizio A.T.M. veramente encomiabile. Ne avevamo già informato nel n.3/2001. La ragione per cui vi facciamo nuovamente menzione è duplice. Innanzitutto perché ci giungono pareri estremamente favorevoli, se non entusiastici, da parte di chi ne ha usufruito in questo lasso di tempo. In secondo luogo perché il servizio è stato esteso ad altre parti della città e ad oggi copre tre quarti dell'area comunale. 
Il servizio è disponibile dalle 20.00 alle 2.00 della notte e può essere prenotato a partire da qualche giorno fino ad un quarto d'ora prima dell'utilizzo. 
L'A.T.M. informa che il Radiobus coprirà l'intera area comunale entro fine anno.

Per avere tutte le informazioni utili è sufficiente:
· chiamare il numero verde 02/ 48 03 48 03
· oppure visitate il sito www.atm-mi.it .

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TRASPORTI.

TESSERE REGIONALI DI LIBERA CIRCOLAZIONE.

La validità delle tessere regionali di libera circolazione, emesse ai sensi della Legge Regionale n° 57/84, viene prorogata al 31 luglio 2004. Successivamente la Regione Lombardia, con apposito provvedimento, indicherà i criteri di rilascio nonché i parametri di invalidità e di reddito per avere diritto alla nuova tessera di libera circolazione o ad agevolazioni tariffarie a tariffe ridotte.

Per ulteriori informazioni i Clienti ATM possono contattare il Numero Verde 800.80.81.81, operativo tutti i giorni dalle 7.30 alle 19.30

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AUSILI.

Contributo della Regione Lombardia
per l'acquisto di strumenti
tecnologici avanzati.

Uscirà a gennaio 2004 la delibera della Regione Lombardia riguardante l'acquisto di 
strumenti tecnologicamente avanzati
volti a favorire l'inserimento/reinserimento sociale e professionale dei disabili stessi.
Per strumenti tecnologicamente avanzati si intendono "quei prodotti o servizi - basati su moderne tecnologie - atti a compensare limitazioni funzionali (relative al piano motorio, visivo, uditivo, intellettivo e del linguaggio), facilitare l'autonomia e mettere le persone disabili in grado di esprimere al meglio le proprie potenzialità".

La domanda di contributo, fatte salve eventuali modifiche contenute nella nuova delibera, dovrà essere presentata:

Lo scorso anno occorreva allegare alla domanda:

Il contributo, anche per il 2004, dovrebbe essere pari al 70% della spesa sostenuta.

ATTENZIONE!
per informazioni aggiornate e la modulistica necessaria, rivolgersi:

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CONVEGNO.

"LAVORO IN VISTA".

Sabato18 ottobre 2003 nella sala assemblee Banca Intesa, Piazza Belgioioso, 1 a Milano si è tenuto il convegno "LAVORO IN VISTA" , ovvero pari opportunità per le persone con deficit visivo. Il convegno era promosso e organizzato dall' Associazione Nazionale Subvedenti con la Fondazione Adecco per le pari opportunità.
Lo scopo del convegno, dedicato principalmente a chi è affetto da gravi deficit visivi, era quello di garantire informazioni sull'attuazione della legge 68/99 che regola l'inserimento delle persone disabili nel mondo del lavoro e di permettere ai partecipanti di effettuare colloqui di lavoro con i selezionatori di aziende, presenti all' incontro.
La visita alla postazione telematica dell'ANS ha consentito di verificare quanto la tecnologia possa ormai rendere autonomo e autosufficiente un disabile. 
Riportiamo qui di seguito le testimonianze di alcuni giovani ipovedenti sulla loro personale esperienza lavorativa. Entrambi i casi rappresentano quello che viene definito "profilo alto", lavoratore o aspirante al lavoro con titolo di studio di una certa rilevanza.
Pubblicheremo prossimamente anche testimonianze relative a mansioni di altro tipo, perché la soddisfazione o l'insoddisfazione per il proprio lavoro, la possibilità di trovare un impiego, dipendono da una molteplicità di fattori. 

...Buongiorno a tutti , sono Giovanni, ho 24 anni e sono qui per dare una testimonianza sull'argomento della conferenza di oggi.
Ritengo importante raccontare il mio handicap e la mia esperienza formativa legata a questo.
Nel 96 per motivi ancora sconosciuti ho perso la vista causa una mutazione genetica nel DNA. La mia malattia si chiama morbo di Leber e provoca una grossa riduzione del campo visivo bilateralmente.
Mi sono laureato in Economia e Commercio all'università Bocconi di Milano e successivamente ho trascorso due mesi in uno studio commercialista. Oggi lavoro presso la RAS.
Prima di tutto mi sento di dire che ognuno di noi arriva dove si sente di arrivare. 
E' fondamentale che prima di creare infrastrutture e modalità alternative per raggiungere obbiettivi di studio o lavorativi, ci deve essere la persona con la voglia e la motivazione. La motivazione è soprattutto la caratteristica più importante per poter arrivare o comunque far bene, senza questa non si va da nessuna parte.
Io penso che il portatore di handicap abbia delle motivazioni forti e allo stesso tempo nascoste, ma se è in grado di tirarle fuori, può dare tanto e talvolta anche più di una persona senza problemi.
Chi ha un handicap è per definizione privato di tantissime cose, magari superflue magari importanti, fatto sta che ha molte meno distrazioni esterne dalla realtà che ci circonda e spesso è in grado di valorizzare con più attenzione le cose che realmente contano.
Il trovare soddisfazioni in quello che si fa è fondamentale per tutti.
La cosa bella è che il portatore di handicap trova soddisfazione attraverso gesti, azioni che per gli altri sono troppo normali, quasi noiosi e quindi non li valorizzano non li rendono realizzati.
La grossa difficoltà è trovare come collocarci; è importante dare uno stimolo costante, trovare quel percorso formativo idoneo, corretto per il nostro handicap, ma considerando anche la nostra personalità che non deve essere posta in secondo piano rispetto all'handicap.
Come trovare la strada giusta è un lavoro, una collaborazione tra l'attore e il suo gestore molto più difficile e complessa, ma se si ottiene il risultato questo sarà di estrema soddisfazione per entrambi. Ritengo altresì importante che ogni responsabile debba essere in grado di far sentire utili i propri collaboratori in qualsiasi mansione. Una saggia signora mi ha fatto notare che l'importante è crescere, fare carriera nella propria mansione, nel proprio ruolo qualsiasi esso sia. 
Il responsabile deve essere in grado, passatimi il termine che ritengo corretto se letto nella chiave giusta, di sfruttare i propri collaboratori in maniera ottimale.
Sono convinto che in questa società dove tutto è possibile, dove si inventano cose talvolta incredibili, ci possa essere spazio per lavori socialmente utili anche per portatori di handicap, Bisogna crederci ed è un dovere, un piacevole dovere per il quale noi e voi (perché tutto si fa in due, non esiste domanda senza offerta, non esiste invenzione senza la necessità di uno stimolo, di un bisogno da soddisfare), noi e voi dobbiamo ricercare soluzioni valide.
È molto, troppo importante per ognuno essere inserito in un contesto sociale e non dobbiamo permettere che esistano persone emarginate dalla società soprattutto quando queste hanno delle forzate limitazioni per le quali risulta difficile inserirsi in altro modo.
Ho detto diverse cose, spero che si possa dare concretezza e sostanza a queste parole.
La mia testimonianza è un esempio di concretezza, di tentativo di inserimento, non volto a darmi un lavoro, ma a darmi un lavoro che contempli la mia persona oltre che al mio handicap.
Le difficoltà ci sono, passo diverse ore al computer e spesso mi sento stanco e mi fanno male gli occhi, ma penso che piano piano si possano trovare percorsi più idonei alle mie esigenze.
Oggi faccio un lavoro tecnico, passaggio che mi rendo conto sia obbligato per imparare e capire la realtà aziendale, spero che in futuro ci possa essere spazio per una mansione più relazionale.
Prima di entrare in RAS ho avuto diversi colloqui di lavoro che il centro placement della Bocconi mi aveva procurato, per esempio Doiche Bank o Ferrero. Colloqui cui ero stato chiamato per i buoni risultati accademici e per la giovane età, ovviamente non veniva considerato il mio Handicap che rispetto agli altri ragazzi mi penalizzava.
La RAS ha compreso che ero una categoria protetta, e abbiamo cercato un collocamento valido e fattibile.
-Oggi Lavoro nel ramo danni, in particolare nell'ufficio flotte e convenzioni, e mi occupo di assumere i rischi per la regione Sardegna e Valle d'Aosta. Nello specifico tengo i rapporti con le agenzie sul territorio e provvedo a fare sconti e convenzioni qualora ci siano le condizioni. Per verificare le condizioni faccio un'analisi di redditività del cliente attraverso l'utilizzo di un software apposito. La Ras mi ha dotato di un computer 19 pollici schermo piatto e di una sintesi vocale, io, con l'aiuto di alcuni colleghi mi sono adattato il computer alle mie necessità per esempio mi sono messo il contrasto elevato e un cursore grande.
Ogni circolare o nuova normativa mi viene fotocopiata con caratteri del 16 in modo che anche io ne possa prendere visione.
Questa esperienza mi è molto utile per capire come si lavora, anche se penso che per la mia personalità e per il mio handicap possa essere più stimolante un lavoro più relazionale e organizzativo piuttosto che tecnico dove l'uso del computer e quindi degli occhi e indispensabile.
La mia vista è una risorsa scarsa e ritengo importante tutelarla.
In questa società dove attraverso la tecnologia i rapporti umani sembrano, appaiono più vicini ma dove in realtà ci sentiamo sempre più soli e egoisti, è importanti riscoprire il rapporto umano che chi ha un handicap sente molto forte in quanto ne ha bisogno. Forse il portatore di handicap potrà sempre più essere un testimonial che sensibilizzi il rapporto umano all'interno delle aziende.

Giulia, 25 anni, laureanda in Economia e Commercio all'Università Cattolica di Milano
Dopo l'iscrizione al collocamento obbligatorio sono stata chiamata a partecipare al progetto MATCH per l'incontro offerta/domanda.
Il percorso Match, finalizzato a trovare la persona giusta per il posto giusto, consiste in test scritti più colloquio.
Difficoltà incontrate:
A fronte di test scritti in corpo 10 assolutamente inaccessibili ai candidati ipovedenti il personale addetto alla somministrazione dei test pare disorientato dalla richiesta di formato a caratteri grandi; 
pertanto il risultato finale della prova non può rispecchiare le potenzialità del candidato.
I colloqui con i datori di lavoro:
Sono stata contattata da varie banche ed enti previdenziali per assunzioni di appartenenti a categorie protette. 
Difficoltà e disagi specifici di un candidato disabile:
Richiesta da parte dei datori di lavoro di accettare un impiego temporaneo in sostituzione di personale in malattia, presso filiali dislocate in tutta la provincia (tale richiesta denota una scarsa conoscenza dei tempi di adattamento di una persona ipovedente ad un nuovo ambiente di lavoro ; inoltre lo spostamento da una filiale all'altra rappresenta un'ulteriore difficoltà se si tiene conto della necessità di dover imparare un percorso per raggiungere il posto di lavoro, percorso che potrebbe non essere lo stesso pochi giorni dopo)
Richiesta da parte del datore di lavoro di un ulteriore colloquio a Genova dopo averne sostenuto uno a Milano
Richiesta di fronte a tutti gli altri candidati di indicare per iscritto la % di invalidità, in palese contrasto con la legge sulla privacy.

Completamente diversa la mia esperienza con il centro mediazione lavoro del Comune di Milano, via Scaldasole.

Il centro si occupa dell'incrocio domanda/ offerta rivolto a persone svantaggiate:
Si inizia con un colloquio mirato con Assistente Sociale e Psicologo i quali valutano le potenzialità del soggetto al fine di una adeguata collocazione.
Al termine della prima parte del percorso si è evidenziata la possibilità di coprire una posizione di lavoro presso il comune di Milano - settore Finanza/Tributi, per la quale mi sono resa disponibile.
Il lavoro del centro non si esaurisce con l'individuazione della posizione lavorativa, ma è implementato da un servizio di supporto da parte dell' Assistente Sociale che collabora con il Dirigente del Settore per individuare la mansione più consona alle mie problematiche visive e per valutare la necessità di adattamento del posto di lavoro.
Il rapporto di lavoro definitivo è stato preceduto da un periodo di tirocinio, un periodo di borsa lavoro per 6 ore giornaliere. L'assunzione è stata definita con un orario di 6 ore giornaliere su base part- time.

Ritengo molto importante il servizio di supporto almeno nella fase lavorativa iniziale:
Le riunioni periodiche hanno coinvolto l'Assistente Sociale (organizzatrice) e persone come me collocate al lavoro nello stesso periodo, per confronti, esperienze, chiarimenti, difficoltà.
Importante è la consapevolezza di poter contare, anche in futuro, sull'Assistente Sociale 
Vengo sottoposta a visite mediche periodiche. La prima visita ha evidenziato la necessità di utilizzare uno schermo a cristalli liquidi che è stato acquistato dal datore di lavoro.

Il mio giudizio su questo percorso lavorativo è nel complesso positivo. Tuttavia possono nascere occasionali difficoltà oggettive che risulta complicato risolvere. Per esempio il seguire un corso per l'utilizzazione di nuovi programmi computer può rappresentare per me una difficoltà, perché i corsi aziendali vengono organizzati per gruppi numerosi di lavoratori tra i quali solo uno o pochi necessitano di accorgimenti o attenzioni speciali.

Indice

MUSICA DA IPOVEDERE.

"La Genesi".

(cantata, e recitata, da Francesco Guccini)

Sicuramente uno dei brani ipovisivo-musicalmente
più adatti alle festività natalizie; forse non molto ortodosso,
ma in fondo anche la vista è un tipo di percezione molto soggettiva...

Franco Frascolla


Una canzone molto più... più... seria e più impegnata, oserei dire
impegnatissima; una canzone che mi è stata ispirata... a me
succede poche
volte, però questa canzone mi è stata ispirata direttamente dall'Alto. Ero lì, nel mio candido lettino, e ho sentito una voce che diceva: "Francesco!" Dico: "socc..., chi è?" Dico "Oeh?" Dice... "svegliati, sono il tuo Dio". E allora così, in questo modo sollecitato, ho pensato di... di... fare un'opera musicale colossale e mettere in musica l'Antico Testamento. Per ora sono riuscito a fare soltanto la Genesi... che è la vera storia della creazione del mondo.

Per capire la nostra storia bisogna farsi ad un tempo remoto.
C'era un vecchio con la barba bianca: lui, la sua barba, ed il resto era vuoto.
Voi capirete che in tale frangente quel vecchio solo lassù si annoiava; si aggiunga a questo che inspiegabilmente nessuno aveva la tivù inventata.
"Be', poco male", pensò il vecchio un giorno: "a questo affare ci penserò io. Sembra impossibile ma in roba del genere, modestia a parte, ci so far da
Dio." Dixit. Ma poi toccò un filo scoperto, prese la scossa, ci fu un gran boato. Come tivù non valeva un bel niente ma l'universo era stato creato. "Come son bravo che a tempo perso ti ho creato l'Universo! Non mi sembra per niente male: sono davvero un tipo geniale!
Zitto, Lucifero, non disturbare, non stare sempre qui a criticare!
Beh, sì, lo ammetto, sarà un po' buio, ma non dir più che non si vede un tubo!

Che sono parolacce che io non sopporto!" disse il vecchio a Lucifero, "e poi se c'è una cosa, un'altra che non posso sopportare sono i criticoni: fattelo te l'Universo se sei capace! Che'd-me at dig un quel..." disse il v... era d'antica origine modenese da parte di madre, il vecchio. "Io parlo chiaro: pane al pane, vino al vino, anzi, vin santo al vin santo. Sono buono e bravo ma se mi prendono i cinque secoli me te sbat a l'inferen com'è vero Dio!"
Ma poi volando sull'acqua stagnante e sopra i mari di quell'universo,
mentre pensava a se stesso pensante in mezzo a quel buio si sentì un po' perso.
Sbatté le gambe su un mucchio di ghiaia dopo una tragica caduta in mare; quando andò a sbattere sull'Himalaya il colpo gli fece persino un po' male. Fece crollare anche un gran continente soltanto urtandolo un poco col piede:
si consolò che non c'era ancor gente e che non gli era venuto poi bene.
Ma quando il buio gli fece impressione disse, facendosi in viso un po' truce:
"Diavol d'un angelo, avevi ragione! Si chiami l'Enel, sia fatta la luce!
Commutatori, trasformatori, dighe idroelettriche e isolatori,
turbine, dinamo e transistori per mille impianti di riflettori;
albe ed aurore fin boreali, giorni e tramonti fin tropicali:
fate mo' bene che non bado a spese, tanto ho lo sconto alla fine del mese.

Te Lucifero non ti devi interessare come faccio a avere io lo sconto alla fine del mese. Ma cosa vuol dire corruzione, una mano lava l'altra, come si dice; vuoi che uno nella mia posizione non conosca nessuno? Però intanto, ragazzi, andateci piano perché la bolletta la portano a me. M'avete lasciato accesa la luce al polo sei mesi, sei mesi, no, sei mesi! Grazie, c'era freddo! I surgelati li devo pur tenere da qualche parte. Adesso la tenete spenta sei mesi come... e poi quei ragazzi lì, come si chiamano quei ragazzini che vanno in giro con quella cosa... aureola si chiama? No no,
non-m pies menga, no no no, ragazzi, quelle cose lì... io vi invento il
peccato di superbia e vi frego tutti eh, adesso ve lo dico... Bisogna
guadagnarsele... voi, a parte il fatto che non mi adorate abbastanza. No no no... Lucifero... è inutile che tu mi chiedi scusa: adorare significa non dovere mai dire: "mi dispiace"! Tientelo in mente. Voi, ecco, io vi do...ogni dieci atti di adorazione vi do un buono, ogni dieci buoni voi mandate la cartolina che il 6 gennaio... perché ci ho... poi ci ho tutta un'altra idea in testa, per la m... facciamo Aureolissima, che è una festa che mi sembra molto bella... Piuttosto Lucifero, non sgamare... vieni qua, ragazzo. Com'è... m'hanno detto che hai stampato un libro: il libretto rosso dei pensieri... oh, bella roba: il libretto rosso dei pensieri di Lucifero. Ragazzi mi piace... ma cosa vuol dire di sinistra, di sinistra... non sono un socialdemocratico anch'io? Avanti al centro contro gli opposti estremismi! Eh, ma... No no, non ci siamo mica. Qua, se c'è uno che può pensare anzitutto sono io... e non tirar mica in ballo mio figlio, quel capellone, con tutti i sacrifici che ho fatto, per me lui lì finisce male.Ah me, me a tal deg, finisce male. E attento che te e lui, io ho delle soluzioni per voi che non vi piaceranno, per Dio. E non guardarmi male che qui dentro per Dio lo dico come e quando mi pare!"
Ma fatta la luce ci vide più chiaro: là nello spazio girava una palla.
Restò pensoso, gli parve un po' strano, ma scosse il capo: "Chi non fa non falla!" Rise Lucifero stringendo l'occhio quando lui e gli angeli furon da soli: "Guarda che roba! Si vede che è vecchio: l'ha fatto tutto schiacciato sui poli!"
"Per riempire 'sto bell'ambiente voglio metterci tante piante.
Forza, Lucifero, datti da fare: ordina semi, concime e trattore.
Voglio un giardino senza uguali, voglio riempirlo con degli animali!
Ma cosa fa 'sto cane che ho appena creato? Boia d'un Giuda! M'ha morsicato! Piuttosto, fallo vedere da un veterinario, che non vorrei aver creato anche la rabbia, già così... cos'è che non ho creato? Lo sapevo: l'uomo non l'ho creato! Grazie, mi fate sempre fare tutto a me, mi tocca sempre fare! Qua se non ci sono io che penso a tutto... va be', nessuno è perfetto... sì, lo so che sono l'Essere perfettissimo Creatore e Signore. Grazie! adesso ti trasformo in serpente così impari, striscia mò lì! Üssa via!" E portarono al vecchio quello che c'era rimasto: c'era un... un po' di formaggio, due
scatolette di Simmenthal... cioè, lui li mise assieme e poi...
Prese un poco di argilla rossa, fece la carne, fece le ossa,
ci sputò sopra, ci fu un gran tuono, ed è in quel modo che è nato l'uomo.

Era un venerdì 13 dell'anno zero del Paradiso.

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"Giovane Adamo" di Alexander Trocchi
Casa Editrice Socrates
Euro 14,70
tel e fax: 06 58 95 895
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"Marcovaldo" di Italo Calvino
Nuova collana Edizioni FullColorSound
Krono 1
Voce di Marco Paolini
Contrappunti musicali di Massimo Nardi e Gianluca Ruggeri

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