ANS - Associazione Nazionale Subvedenti - ONLUS
Lunedì 06/09/2010; buon pomeriggio
Sei in: home > notiziari > dicembre 2005.
IPOVISIONE:
- LINEE GUIDA PER I MUSEI.
- LE RELAZIONI PERICOLOSE (Seconda parte).
VOLONTARIATO E FORMAZIONE:
OPUSCOLO "Disabili: integrazione.
AUSILI:
SERVIZIO "TOMMASO!".
SCUOLA:
- INNO ALLA LETTURA.
- INTEGRAZIONE SCOLASTICA, LE FAMIGLIE CI CREDONO ANCORA.
LETTURA ACCESSIBILE:
- QUESTIONE DI LEGGIBILITA' (presentazione
volume).
- PROGETTO INFO-TELEMATIZZAZIONE DELLA BIBLIOTECA.
- LA RADIO SUL WEB.
- BIBLIOTECA ACCESSIBILE.
MUSICA DA IPOVEDERE:
BALLATA DELL'AMORE CIECO (Fabrizio De Andrè).
FAVOLE DA IPOVEDERE:
LETTERA AI BAMBINI (Gianni Rodari).
RINGRAZIAMENTI:
- BANCA DEL MONTE.
- FONDAZIONE GIANCARLO QUARTA.
(L.9/93 anno 2005)
Con il contributo della Regione Lombardia l'ANS ha prodotto un vademecum finalizzato alla realizzazione di soluzioni che facilitino la fruizione dei musei da parte dei disabili, in particolare visivi.
Destinatari delle Linee Guida sono:
La fruizione delle risorse museali è una parte importante della formazione culturale di ciascuno di noi. I musei sono i luoghi deputati a conservare le tracce di civiltà scomparse o sopravvissute alla storia e a testimoniare l'umana creatività, dal frammento di lancia preistorico al manufatto o all'opera d'arte più recente e innovativa esposti in un museo d'arte contemporanea.
Età, nazionalità, condizioni socio-economiche e disabilità, temporanea o stabilizzata, non debbono costituire un ostacolo e escludere alcuno dal libero accesso al patrimonio museale.
Per quel che riguarda le persone disabili, di cui ci occupiamo nello specifico in questo vademecum, va detto che il concetto di accessibilità fin qui prevalente si identifica nell'accezione comune per lo più con l'abbattimento delle barriere architettoniche, ossia degli ostacoli fisici, come gradini, accessi o passaggi angusti, pendenze eccessive oppure ostruzioni che rendono impossibile un percorso in carrozzina o con l'utilizzo di stampelle. Questo discorso vale per i disabili fisici o motori, cui viene riconosciuto dalla legislazione vigente il diritto irrinunciabile a non vedersi precluso alcuno spazio e negata l'opportunità di partecipare alla vita della collettività nelle sue più varie manifestazioni.
Se per i disabili motori, almeno sulla carta, si tratta di un diritto acquisito, per i disabili visivi, non vedenti e ipovedenti, cui si aggiunge il gruppo ben più numeroso degli anziani, utenti peraltro affezionati dei musei, l'accessibilità è tutt'altro che riconosciuta e tanto meno realizzata. Essa consiste nell'eliminazione delle barriere percettive per chi vede poco e male (leggibilità delle indicazioni, dei percorsi e di tutto il materiale informativo; idonea illuminazione, che tenga conto delle modalità percettive dei disabili visivi; possibilità di visualizzare le opere a distanza ravvicinata, compatibilmente con le esigenze di sicurezza e di protezione delle opere; ecc.) e nella possibilità di fruire di descrizioni scritte in braille o parlate delle opere d'arte e toccare reperti e opere tridimensionali per chi non vede nulla.
Di recente sono state realizzate numerose iniziative di musei o sezioni di musei o mostre dove ai non vedenti è data realmente l'opportunità di manipolare, confrontare e percepire tattilmente le caratteristiche dei reperti e avere a disposizione materiale informativo adeguato.
Per gli ipovedenti invece l'approccio è più articolato. Il vademecum si propone di:
Donatella Morra
Continua il dibattito dalla lista "ipovisione" (ipovisione(at)yahoogroups.com)
"Cosa pensano, provano e come gestiscono la situazione i parenti e gli amici di ipovedenti iscritti a Ipovisione"
(seconda parte).
My.
Capisco ciò che volete dire e credetemi cerco in ogni modo di mettere a proprio agio sempre e comunque chi mi circonda, ma esiste spesso anche il rovescio della medaglia e cioè si finisce nell'essere male interpretati...
Spesso mi trovo davanti a persone a me care che assumono atteggiamenti pietistici che mi fanno letteralmente andare in bestia, ma cerco comunque di trattenermi e far capire che sono la stessa di sempre malgrado la mia menomazione visiva...
Per farvi un esempio: mia madre spesso evita di spiegarmi delle cose dove occorra necessariamente la vista... non cerca nemmeno strade alternative, e quando io intuisco ciò, cerco in ogni modo di aiutarla a non avere nessun timore a farlo..
Le persone che ci stanno vicine spesso pensano di ferirci se dovessero in qualche modo sbagliare a parlare.
Un giorno un mio caro amico mi ha detto: " M., ieri sera hai visto il tal film?"... All'improvviso ha iniziato a scusarsi in maniera molto evidente come se mi avesse fatto chissà quale torto. Ho cercato di sdrammatizzare e scherzarci su a mia volta, vedendo quanto la cosa avesse veramente ferito lui...
Questi e moltissimi altri atteggiamenti fanno sì che la gente eviti spesso di interagire con me!
MODERATORE.
Riparto dal racconto di M. dal barbiere.
Anche a me, fino a quando non ho adottato soluzioni più radicali, alla fine del taglio dei capelli veniva presentato il fatidico specchio. A questo aggiungo che il mio status di ipovedente è abbastanza evidente.
La mia soluzione è sempre stata: prendere lo specchio, inclinarlo nella posizione che ritenevo giusta, osservare un attimo, quindi esclamare
"Benissimo! grazie!".
A casa, poi, mi toccavo la testa come si conviene e preparavo le richieste per la volta successiva: "Me li faccia gentilmente meno lunghi della volta scorsa, dietro ".
Gli altri non sempre fanno mente locale rispetto alle esigenze degli interlocutori; un barbiere o chiunque si occupi in modo similare di noi, ha bisogno anche di gratificazione; perché non dargliela? In fondo a noi cosa ci costa!?
Altro punto: il mutamento dei rapporti alla comparsa di una disabilità.
So di persone che sono state mollate dal compagno o che si sono dovute licenziare perché non riuscivano più a svolgere le stesse mansioni.
E' inutile nascondersi dietro un dito; i rapporti interpersonali sono fatti anche di aspetti pratici, estetici e di percezione del rapporto con terzi. Quando l'importanza di questi aspetti supera una certa soglia è più facile che ci siano problemi nel mantenimento del rapporto. Non me la sento di affermare: "Vuol dire che non ti voleva bene neanche prima". I rapporti personali sono fatti anche di questi fattori, quindi è possibile che la loro modificazione cambi l'equilibrio complessivo.
Terzo aspetto: parlare in termini visivi.
Accade spesso che la difficoltà di vista provochi nell'interlocutore imbarazzo rispetto al dire: "hai visto...?" e simili.
Capita altrettanto spesso però che anche i non vedenti si esprimano in termini quali: "ieri sera ho visto...". In effetti il termine "vedere" non esprime solo la capacità visiva a livello oculare, ma significa anche assistere, comprendere, ecc. In questo senso il parlare in termini visivi può essere utilizzato in senso figurato anche da chi vede poco o non vede.
Per chi perde in capacità visiva il continuare a parlare in termini visivi è il miglior modo per educare gli interlocutori a continuare a farlo a loro volta; incasinarsi in estenuanti discussioni sull'opportunità o meno di farlo è, a mio avviso, controproducente.
Il miglior modo di convincere gli altri su ciò che si è, resta l'esserlo, prima ancora di parlarne.
Aqb.
Mi riallaccio al tuo discorso... mi comporto sempre come mi sono comportata; certo è che la mia condizione visiva mi porta ad assumere atteggiamenti differenti mio malgrado e, chi mi conosce, lo interpreta come motivo di sofferenza o di disagio. Evidentemente non riuscire a relazionarsi con me incute il timore di ferirmi e quindi molti, per evitare ciò, evitano i contatti con me...
Personalmente per esempio, non ho tutti questi problemi in ufficio, eppure
siamo in molti tutti con carattere diverso... spesso sono un punto di riferimento per loro per ciò che concerne l'ufficio... sanno perfettamente che non posso leggere documenti vari che arrivano per posta interna, eppure spesso fanno a gara per chi me li deve leggere e io per tutta risposta dico... ma ragazzi, mi serve solo un occhio in prestito, quelli sono troppi!
Diverso invece è il rapporto che ho con amici e parenti, alcuni sia pure a fatica riescono ad interagire con me e si sono fatti una ragione della mia condizione, altri invece hanno timore quasi come se fossero rassegnati perché tanto non vedo.
Sono solo io ad avere questi problemi? oppure per me è una condizione
nuova e mi ci devo solo abituare cercando strategie nuove per ovviare al
problema?
MODERATORE.
Io sono ipovedente dalla nascita e nonostante siano passati quasi 39 anni dal lieto evento, i miei di fatto non dimostrano di aver accettato la situazione.
A volte il rapporto affettivo di genitore, fratello, parente, figlio, coniuge o amico, rappresenta un vero e proprio ostacolo rispetto all'accettazione, alla comprensione e alla gestione dell'ipovisione. In un certo senso è più facile gestire la situazione con un collega o col barista sotto casa che con persone più vicine.
Questo naturalmente vale sia per chi ci sta vicino che per noi stessi; il barista che ti dice: "lo zucchero è lì"... è sicuramente più gestibile di un genitore che persevera in atteggiamenti poco illuminati.
La mia soluzione, assolutamente personale, è infischiarsene e:
Un modo per comunicare sia la propria difficoltà sia le risorse per superarla è sicuramente quella di mettere in atto il più possibile e in tutte le circostanze possibili comportamenti quali:
I genitori comprano le confezioni di tetrapac da tagliare con le forbici e
non col tappo a vite? Facciamo la spesa noi e compriamo quello che ci pare! E comunque, come facevamo quando i tetrapac erano solo da tagliare con le forbici?...
In linea di massima tutte le situazioni possono essere gestite in un altro modo; la vera soluzione è proprio essere in grado di trovare e adottare una risposta "diversa" a seconda delle circostanze.
Un disabile non può a maggior ragione permettersi di essere abitudinario
e schematico.
A fine novembre si è concluso l'oneroso lavoro che l'ANS si è accollata, aderendo al bando di formazione 2005/06 del CSV (Centro Servizi al Volontariato), che ha contribuito alla sua realizzazione attraverso un finanziamento.
Poiché molti operatori volontari, così come familiari, docenti che si rivolgono all'Associazione, lamentano la disinformazione o l'informazione spesso settoriale e frammentaria relativa a materiale che potrebbe aiutarli nello svolgimento delle loro funzioni o nella soluzione di particolari problemi e sottolineano la difficoltà a reperire queste informazioni,
gli obiettivi erano:
A partire dal gennaio 2006 l'opuscolo sarà disponibile sul sito ANS www.subvedenti.it
o si potrà farne richiesta all'ANS:
e-mail: info(at)subvedenti.it
tel: 02 70 63 28 50
Donatella Morra
(referente del progetto)
Nel 2005 il servizio "Tommaso!" è stato presentato a:
I numeri di "Tommaso!" (novembre 2003 - novembre 2005):
Giormate tommasiane.....36.
Ore tommasiane:........131.
Utenti ricevuti........200.
...da fuori Lombardia...27.
Maschi.................106.
Femmine.................94.
Fino a 25 anni..........42.
Tra 26 e 65 anni........99.
Oltre 65 anni...........59.
Non ricordo con precisione il tuo nome, né la tua età, né se frequenti la prima, la seconda o la terza media.
Arrivi al servizio "Tommaso!" coi tuoi genitori che vorrebbero trovare un
modo migliore per farti studiare.
Proviamo i videoingranditori da tavolo, i portatili e i palmari.
Proviamo
le lenti d'ingrandimento disponibili.
Proviamo i software a diversi
ingrandimenti e personalizziamo l'aspetto di Windows.
In tutti i casi leggi lettera per lettera o sillaba per sillaba; raramente parola per parola o più parole di seguito.
Capisco presto che non sai leggere.
Capisco che per anni genitori, insegnanti di sostegno e assistenti alla
comunicazione hanno letto al tuo posto.
Mi chiedo come può fare i compiti uno studente che non sa leggere.
Mi chiedo se è questa l'integrazione scolastica che volevamo.
Se ti chiedessi cosa è per te l'autonomia o, più semplicemente, la liberà,
mi risponderesti: guidare la macchina, avere gli ausili dall'ASL, la tessera
di libera circolazione per i mezzi e la pensione.
A questo punto ti chiederei: "per farci cosa?"
E' questa l'autonomia e la libertà che volevamo?
Chi ha tutte le agevolazioni possibili, ma non sa leggere, è la persona meno autonoma e libera di questo mondo. Dipende dai sensi e dai pensieri altrui.
Per un analfabeta il mare è solo il mare; se sai leggere e leggi, è pieno
di sfaccettature come ogni cresta d'onda che lo separa dal cielo.
Per un analfabeta 2 è ineluttabilmente il doppio di 1; se sai leggere e
leggi, potresti scoprire che potrebbe essere il suo contrario.
Un analfabeta quando s'allontana dalle persone che non lo hanno meritato e
perde quelle che magari meritava, resta inesorabilmente solo; se sai
leggere e leggi, vivrai dell'amore che unisce l'inchiostro alla carta.
Un analfabeta ha bisogno degli altri; se sai leggere e leggi, avrai il
piacere di fare e pensare in compagnia.
Un analfabeta non avrà mai pensieri propri perché non si nutre e non
digerisce quelli altrui; se sai leggere e leggi, farai la fatica di penare,
ma avrai il piacere di vivere in prima persona.
Scrivo inutilmente il mio rammarico, visto che per ora non mi leggi.
E' questa l'utilità del mio lavorare che desideravo?
Torna al servizio "Tommaso!" quando avrai imparato a leggere o usa la
tecnologia per imparare a farlo; ausilio e sostituto non sono sinonimi.
Franco Frascolla
L'incontro sulla scuola che si è svolto a Rimini dall'11 al 13 novembre scorso, organizzato dal centro studi Erickson, è stato il più interessante fra quelli svolti negli ultimi anni.
Ciò non solo per l'alto numero di partecipanti, oltre quattromila, ma per i temi affrontati e per le conclusioni contenute nella mozione finale, che si pubblica qui di seguito.
Si è parlato di temi importanti come il sostegno, la formazione e l'assistenza, ma anche di argomenti non esclusivamente legati al mondo della scuola. Ne è scaturita una mozione ricca di proposte costruttive e di richieste che si spera vengano accolte dal Governo.
In particolare la mozione si segnala perché esprime una forte sensibilità etica e civile e formula proposte in modo incisivo e costruttivo.
E' importante che nelle richieste non si sia puntato solo sulla scuola, ma anche sul contesto istituzionale costituito dagli enti locali e dai piani di zona che debbono sostenere il progetto globale di vita scolastica ed extrascolastica, come espressamente previsto dalle norme citate.
Altrettanto importante è pure la scelta di puntare fortemente sulla formazione iniziale ed in servizio di tutto il personale coinvolto,
evitando di puntare solo sull'insegnante per il sostegno. Anzi, nel testo della mozione, non si fa alcun riferimento ai tagli ai posti di sostegno,
perché, dati statistici alla mano, a livello di media nazionale, il rapporto in organico di fatto da almeno dieci anni a questa parte si è
attestato su un rapporto di un insegnante ogni due alunni con disabilità.
Certo, come tutte le medie, si hanno casi, come la Sicilia, in cui il rapporto tende ad essere più vicino a uno ad uno, mentre nel Lazio esso tende ad essere prossimo a uno a tre. Però, sempre dati alla mano, anche quest'anno, in presenza di 161.000 alunni certificati, si ha in organico di fatto la presenza di oltre 86.000 docenti per il sostegno, con un lieve incremento percentuale migliorativo rispetto allo scorso anno.
Il guaio è che di questi docenti, quasi la metà è precaria e quindi non dà continuità didattica ed oltre un terzo non è neppure specializzata, per mancanza di un quadro di politiche organiche del Ministero su questi aspetti.
Purtroppo genitori e docenti curricolari fanno a gara a chiedere un crescente numero di ore di sostegno, allettati dalle recenti crescenti sentenze ed ordinanze dei tribunali civili che aumentano le ore di sostegno, anche talora paradossalmente "per tutta la durata dell'orario scolastico", senza distinguere se occorrano interventi didattici o anche "per l'autonomia e la comunicazione" degli alunni, per la qual cosa occorrono assistenti educativi che debbono essere forniti dagli Enti locali; né si tiene conto se in taluni casi occorrano assistenti sanitari, che, come alcune sentenze hanno fortunatamente precisato, sono di competenza delle Asl.
La richiesta crescente e la concessione crescente di posti di sostegno da parte dei tribunali trova una sola legittima giustificazione e cioè il totale o quasi disinteresse della maggior parte dei docenti curricolari, specie di scuola media e soprattutto in quella superiore, nel prendersi in carico il progetto di integrazione scolastica, con la motivazione che nessuno ha mai insegnato loro cosa si debba e possa fare a livello didattico. E quando si propone la frequenza di corsi di aggiornamento, si ribatte che "l'aggiornamento è un diritto, ma non un dovere dei docenti curricolari".
La mozione fa bene invece ad insistere sulla necessità di corsi di aggiornamento obbligatori concordati coi sindacati della scuola, perché senza formazione, come si legge nella mozione, "nessuna qualità dell'integrazione è possibile".
La mozione fa poi riferimento alla necessità di rapporti interistituzionali coordinati tramite gli accordi di programma, sulla base
di 'Linee-guida' concordate in seno alla Conferenza permanente
Stato-regioni-città. Questa richiesta è stata avanzata da tempo dalla Fish, federazione italiana per il Superamento dell'handicap, come lo è quella che gli atti applicativi della riforma della scuola siano
sottoposti al parere dell'Osservatorio ministeriale sull'integrazione scolastica, di cui fanno parte, oltre ad esperti ministeriali, anche le
principali associazioni di persone con disabilità e loro familiari.
Mentre finivo di scrivere questo pezzo, ho ascoltato in diretta tramite Radio radicale il risultato della votazione finale sulla pessima riforma
della Costituzione, criticata con un nobile intervento del sen. Prof
Fisichella di Alleanza nazionale, che per questo motivo si è pubblicamente dimesso dal suo partito. La riforma è passata per soli sette voti e quindi
sono certo che il referendum confermativo veda la bocciatura popolare di un testo che introduce nel nostro sistema costituzionale un 'federalismo
antisolidale', come giustamente scritto nella mozione di Rimini.
Quello che si coglie dal testo della mozione è una forte critica alle attuali politiche scolastiche e sociali, che tendono a ridurre fortemente
la spesa pubblica, riducendo così la qualità dei servizi territoriali e
scolastici.
Per questo motivo si è levato nell'auditorium gremitissimo un grande applauso quando è stato annunciato che la Fish aveva proclamato per il 15
novembre una manifestazione di protesta contro i tagli alla finanziaria.
E così il 15 si è svolta la manifestazione con la partecipazione di migliaia di persone con
disabilità, di mamme coi loro figlioli studenti,
anche in condizione di estrema gravità.
Non è stata la solita 'marcia del dolore' con la quale si era soliti ricattare politicamente i governi per ottenere per pietà degli interventi caritatevoli pubblici. E' stata una manifestazione corale e composta, in cui erano presenti elettori di tutti i partiti,di rivendicazione di diritti fondamentali di cittadinanza per tutti.
A questa manifestazione esponenti della maggioranza hanno assicurato che presenteranno degli emendamenti che accolgano le richieste dei manifestanti.
A queste ragionevoli richieste contenute nella mozione, come risponderanno ministro dell'Istruzione e Governo?
Le associazioni presenti nell'Osservatorio ministeriale si aspettano delle risposte chiare durante o in occasione del prossimo seminario di studi
sulla didattica dell'integrazione scolastica , organizzato dal ministero dell'Istruzione in Campania dal 28 al 30 novembre. Se le promesse della
giornata della manifestazione e le risposte alle richieste delle associazioni non dovessero ancora una volta intervenire, allora la fiducia
in questa classe politica governativa, mostrata col fatto stesso che
vengono formulate richieste e proposte ragionevoli in una logica di dialogo culturale e civile, verrà inequivocabilmente meno.
Salvatore Nocera
(pressIntegrazione n. III/1043 del 18-11-2005)
Martedì 22 novembre a Venezia nella sala del Consiglio Comunale di Ca' Farsetti è stato presentato al pubblico con una introduzione del Sindaco Massimo Cacciari l'ultimo lavoro del Progetto Lettura Agevolata, il volume "Questione di Leggibilità. Se non riesco a leggere non è solo colpa dei miei occhi".
Realizzato grazie ad un contributo dell'Assessorato alle Politiche Sociali della Regione Veneto, la pubblicazione raccoglie il materiale elaborato
negli ultimi anni sul tema della leggibilità del testo scritto
evidenziando i problemi che una progettazione disattenta può provocare.
L'accesso alle informazioni scritte costituisce una grossa difficoltà per molte persone, ciò nonostante il problema viene frequentemente ignorato da chi si occupa di comunicazione, inclusa quella di servizio fornita dagli enti pubblici.
Il volume che non vuole essere né un manuale tecnico né un testo scientifico, affronta il problema della leggibilità dal punto di vista dell'utente, facendo conoscere, con esempi tratti dall'esperienza quotidiana, un problema finora troppo sottovalutato. Il testo si compone di cinque capitoli: il primo affronta la questione della leggibilità dal punto di vista sociale ed evidenzia i rischi di emarginazione che una sottovalutazione del problema potrebbe causare; nel secondo si analizza lo stesso tema dal punto di vista medico con uno studio del rapporto tra acuità visiva e capacità di lettura. Si entra poi nel cuore del problema con l'esame dei singoli fattori che condizionano la leggibilità. I due capitoli finali, invece, sono dedicati allo studio della leggibilità in rapporto ad ambiti specifici quali il web e le tecnologie di uso quotidiano.
Responsabile del progetto Lucia Baracco
Coordinamento editoriale Lucia Baracco, Erika Cunico e Flavio Fogarolo
Con il contributo di Paola Caporossi, Franco Frascolla e Gianni Virgili
Inoltre hanno collaborato:
Associazione Nazionale Subvedenti - Milano
Associazione Italiana Ipovisione - Milano
Centro di Ipovisione ULSS di Padova
Centro di Ipovisione AUSL di Piacenza
Clinica Oculistica Università di Firenze
Istituto David Chiossone
Ufficio Eliminazione Barriere Architettoniche Comune di Venezia
Chi fosse interessato può richiedere una copia del volume accedendo al sito Internet del Progetto Lettura Agevolata: www.letturagevolata.it
Con implementazione di accesso agli ipovedenti a cura dell'ASSOCIAZIONE NAZIONALE SUBVEDENTI - ONLUS.
L.35/95 anno 2004
Il 31 dicembre 2005 termina la prima parte del progetto. L'Istituto Pavoniano Artigianelli ha effettuato la catalogazione del patrimonio librario relativo alla grafica, impostato su banca dati. L'Associazione Nazionale Subvedenti ha effettuato la catalogazione in formato elettronico degli ausili per disabili visivi utili all'accessibilità del patrimonio librario della biblioteca Istituto Pavoniano Artigianelli.
Un sito per ascoltare testi di letteratura.
E' on line una sezione interamente dedicata alla letteratura su RadioSNJ.
Le pagine sono state realizzate con il contributo di RETINA ITALIA Federazione Italiana Lotta alla Retinite Pigmentosa. Dal sito si possono ascoltare le opere dei più grandi autori della letteratura italiana e straniera, dal '300 ad oggi, interpretate dai migliori attori contemporanei. Vai al sito:
www.radiosnj.com/letteratura.htm
La BIBLIOTECA COMUNALE - via Manzoni 10 - Trezzano sul Naviglio metterà a disposizione:
Gli orari di apertura della Biblioteca sono:
lunedì chiusura
da martedì a venerdì dalle ore 10.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 18.00
sabato dalle ore 9.00 alle 12.00
PER INFORMAZIONI:
tel 02 4453809
fax 02 48400798
e-mail: biblio.trezzanosn(at)tiscali.it
web: www.comune.trezzano-sul-naviglio.mi.it
(cantata da Fabrizio De André)
Un uomo onesto, un uomo probo,
tralalalalla tralallaleru
s'innamorò perdutamente
d'una che non lo amava niente.
Gli disse portami domani,
tralalalalla tralallaleru
gli disse portami domani
il cuore di tua madre per i miei cani.
Lui dalla madre andò e l'uccise,
tralalalalla tralallaleru
dal petto il cuore le strappò
e dal suo amore ritornò.
Non era il cuore, non era il cuore,
tralalalalla tralallaleru
non le bastava quell'orrore,
voleva un'altra prova del suo cieco amore.
Gli disse amor se mi vuoi bene,
tralalalalla tralallaleru
gli disse amor se mi vuoi bene,
tagliati dei polsi le quattro vene.
Le vene ai polsi lui si tagliò,
tralalalalla tralallaleru
e come il sangue ne sgorgò
correndo come un matto da lei tornò.
Fuori soffiava dolce il vento
tralalalalla tralallaleru
ma lei fu presa da sgomento
quando lo vide morir contento.
Morir contento e innamorato
quando a lei nulla era restato
non il suo amore non il suo bene
ma solo il sangue secco delle sue vene.
(di Gianni Rodari)
E' difficile fare le cose difficili:
parlare al sordo, mostrare la rosa al cieco.
Bambini, imparate a fare le cose difficili:
dare la mano al cieco, cantare per il sordo,
liberare gli schiavi che si credono liberi.
La Fondazione Banca Del Monte di Lombardia ha fornito all' ANS il contributo per l'acquisto di 10 PC e di una stampante laser a colori.
Grazie a questa generosa donazione abbiamo recentemente attrezzato un' aula informatica degna di questo nome: ai software speciali per disabili visivi, già in nostro possesso, abbiamo aggiunto l' hardware di ultima generazione, indispensabile per un loro corretto funzionamento.
La nuova aula informatica, oltre ad essere bella ed accogliente, funziona già a pieno regime: viene utilizzata per i corsi di informatica ed è un utile complemento per il Servizio "Tommaso!".
Ai disabili visivi infatti, oltre ad offrire la preparazione e la possibilità di sostenere le sessioni d'esame per il conseguimento della Patente Europea di Informatica (ECDL), la nostra Associazione permette nell'ambito di tale progetto il collaudo dei vari ausili informatici.
E' questo un valido esempio di un' efficace collaborazione e di una proficua intesa fra le Fondazioni Bancarie ed il mondo dell'Associazionismo.
Ringraziamo la Fondazione Giancarlo Quarta per la donazione dello strumento didattico "Appunto" per l'apprendimento del braille da parte di bambini ciechi. N.10 unità verranno utilizzate dalla nostra associazione e 10 dalla scuola elementare per ambliopi, A.Scarpa, di via Clericetti a Milano.
La Fondazione Giancarlo Quarta, nata nel 2004 per ricordare Giancarlo quarta, si è recentemente distinta in importanti iniziative inerenti la valorizzazione del patrimonio artistico italiano, ma i suoi campi di intervento spaziano in ambiti ben più vasti quali il sostegno all'evoluzione dei giovani per completare la propria formazione professionale specialistica attraverso l'erogazione di borse di studio, e la prevenzione della sofferenza, grazie a progetti riguardanti la salute ed il benessere psicofisico.
Associazione Nazionale Subvedenti - ONLUS
sede legale: Via Clericetti, 22 - 20133 Milano
sede operativa: L.go Volontari del Sangue, 1 - 20133 Milano
tel/fax: 02 70 63 28 50
e-mail: info(at)subvedenti.it
Internet: www.subvedenti.it